Category Archives: Español

(it-es) Madrid, Spagna: Incendiati due scooter a noleggio (27/07/2019)

Madrid, Spagna: Incendiati due scooter a noleggio (27/07/2019)

Contro le “smart cities”, contro il capitalismo verde, contro la gentrificazione, contro la città.
Contro l’architettura di consumo, contro la mercificazione di tutte le forme di vita, contro la proprietà.
Contro la pace, contro l’assenza di tensione, contro la democrazia, contro l’autorità.
Nella notte tra il 26 e il 27 luglio abbiamo incendiato due scooter nella zona di Moncloa (Madrid).
Che il calore del fuoco e dei nostri abbracci arrivino ai 3 della Panchina e a tutti gli affini.
Per il conflitto, per l’anarchia. Continue reading

(fr-es) France: Des nouvelles de Vincenzo

France: Des nouvelles de Vincenzo

Suite à l’arrestation de l’anarchiste Vincenzo Vecchi, qui a eu lieu le 8 août grâce à la collaboration des polices italienne et française, le matin du 14 août, à 11h à la Cour d’Appel de Rennes, il y a eu la première audience pour statuer de son extradition vers l’Italie. Selon les rares informations disponibles, ce matin les juges n’ont rien décidé en ce qui concerne l’extradition, parce qu’ils manqueraient « plusieurs éléments » nécessaires. Une autre audience a été fixée, pour le 23 août. Jusqu’à là, Vincenzo devrait rester à la prison de Rennes. Continue reading

(it-en-es) Santiago, Cile: Attacco contro l’ex ministro dell’interno e contro il comandante dei carabinieri

Santiago, Cile: Attacco contro l’ex ministro dell’interno e contro il comandante dei carabinieri

Nota di ContraInfo: Comunicato ricevuto il 29 luglio 2019.

OPERAZIONE PER L’ESPANSIONE DELLE OSTILITÀ CONTRO GLI ESECUTORI

Rivendichiamo due pacchi bomba composti da polvere da sparo e dinamite indirizzati a Rodrigo Hinzpeter e al comandante dei carabinieri Manuel Guzmán nella stazione di polizia 54 a Huechuraba.

Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per garantire l’esplosione degli ordigni solo nelle mani di persone prese di mira dalla nostra azione. I nostri nemici ci sono chiari, non stiamo cercando di danneggiare o ferire persone a caso. Mentre sappiamo che tutti noi facciamo parte dell’operazione di dominio, riconosciamo che ci sono gradi di responsabilità e che i destinatari dei nostri pacchi esplosivi hanno ruoli decisivi sia nella gestione e nell’accumulazione del capitale, sia nel controllo e nella repressione dello Stato.

Sono quelli che prendono le decisioni chiave nel rafforzamento dell’oppressione. Di questo non ci possono essere dubbi ed è per questi motivi che li abbiamo attaccati nei loro luoghi di intervento. Continue reading

(it-en-fr-es) Italia: Operazione Prometeo – Riferimenti per benefit e aggiornamenti

Italia: Operazione Prometeo – Riferimenti per benefit e aggiornamenti

OPERAZIONE PROMETEO

Il 21 maggio 2019 Natascia, Robert e Beppe sono stati arrestati con l’accusa di aver inviato, nel 2017, tre pacchi esplosivi ai P. M. Sparagna e Rinaudo e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP di Roma [https://insuscettibilediravvedimento.noblogs.org/post/2019/05/28/it-fr-italia-operazione-prometeo-comunicato-da-modena/].

AGGIORNAMENTI SU NATASCIA, ROBERT E BEPPE

Natascia è stata trasferita il 30 luglio al carcere di Piacenza dal carcere de L’Aquila, dove si trovava in sezione AS2 – che però di fatto è un 41bis – e dove si trova tutt’oggi anche Anna, arrestata tre anni fa in seguito all’operazione repressiva Scripta Manent; Silvia invece si trova tuttora nel carcere di Torino per dei processi minori in cui lei è una degli imputati.
Il 28 giugno, ad un mese dall’inizio dello sciopero della fame iniziato da Silvia e Anna per la chiusura della sezione dove si trovano rinchiuse nel carcere de L’Aquila, anche Natascia ha interrotto lo sciopero della fame che aveva a sua volta iniziato a Rebibbia in solidarietà alle due compagne. Poco dopo, dopo un mese e dieci giorni senza la possibilità di ricevere visite, Natascia ha finalmente avuto il suo primo colloquio.
L’11 luglio, presso il tribunale di Milano, ha avuto luogo l’udienza per il riesame a cui Natascia ha potuto partecipare solo tramite videoconferenza. Il riesame ha confermato la misura di restrizione in carcere. Continue reading

(en-es-de-fr) Italy: Operation “Panico”. Call for international active solidarity, supporting prisoners and legal expenses

Italy: Operation “Panico”. Call for international active solidarity, supporting prisoners and legal expenses

https://anarhija.info/library/i-o-italy-operation-panico-en-2.jpg

[Poster taken from anarhija.info].

(it-en-es) Carcere di Ferrara, Italia: Aggiornamento sullo sciopero della fame al 18/06/2019

Carcere di Ferrara, Italia: Aggiornamento sullo sciopero della fame al 18/06/2019

Alfredo Cospito, in sciopero della fame dal 29 maggio, in solidarietà con le compagne Anna e Silvia, ha perso ormai ben 15 chili, ma dice che sta benino, e che ha cominciato a prendere zuccheri. Ribadisce che non porrà fine allo sciopero finché non smetteranno le due compagne nel carcere di L’Aquila.

Invece Stecco (Luca Dolce), anche lui in sciopero della fame dal 29 maggio, lo ha interrotto ieri, 17 giugno, avendo perso troppi chili.

Tutti i compagni e compagne chiedono aggiornamento sugli altri prigionieri e prigionere in sciopero della fame.

[Tratto da anarhija.info].

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Ferrara prison, Italy: Update on the hunger strike on 18 June, 2019

Alfredo Cospito, on a hunger strike since May 29th, in solidarity with comrades Anna and Silvia, has now lost 15 kilos, but says he is well and that began taking sugars. He reiterated that he would not end the strike until the two comrades in the prison of L’Aquila stopped.

Instead, Stecco (Luca Dolce), also on a hunger strike since May 29th, interrupted yesterday, June 17th, having lost too many kilos.

All the comrades ask for updates on the other prisoners them on hunger strike.

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PRISIÓN DE FERRARA, ITALIA: ACTUALIZACIÓN DE LA HUELGA DE HAMBRE (18/06/2019)

Alfredo Cospito, en huelga de hambre desde el 29 de mayo, en solidaridad con sus compañeras Anna y Silvia, ha perdido 15 kilos, pero dice que lo está haciendo bien y que ha comenzado a tomar azúcares. Reitera que no terminará la huelga hasta que las dos compañeras en la prisión de L’Aquila se detengan.

En cambio, Stecco (Luca Dolce), también en huelga de hambre desde el 29 de mayo, lo interrumpió el 17 de junio, por haber perdido demasiados kilos.

Todos los compañeros y compañeras piden información actualizada sobre lxs otrxs prisionerxs y en huelga de hambre.

[Tomado de anarquia.info].

(it-es) Contributo per l’assemblea del 9 giugno 2019 a Bologna di Alfredo Cospito

“Contributo per l’assemblea del 9 giugno 2019 a Bologna” di Alfredo Cospito

Ritengo importante che i compagne-i anarchiche-i con visioni e pratiche diverse si incontrino su questi temi. Per quanto limitato questo è il mio contributo, solo qualche spunto di riflessione critica.

Prima di affrontare dall’interno della “bestia” l’argomento per il quale vi siete riuniti e dire la mia sulle cose “positive” e negative di un AS2 e su come contrastare (secondo me) la repressione che ci sta colpendo bisognerebbe chiarire alcuni punti, farsi almeno due domande… La repressione sta realmente aumentando nei confronti degli anarchici-e? …perché? Qual è la pratica che ha costretto il “potere” a diventare più aggressivo nei nostri confronti?

Che la pressione stia aumentando d’intensità non c’è alcun dubbio. Lasciamo perdere per il momento la normale amministrazione giudiziaria per accuse e condanne per fatti specifici, e soffermiamoci su delle anomalie che sono (secondo me) significative perché indicative di una tendenza. I due anni e mezzo con aggravante di terrorismo per la stampa di un giornale “KNO3” in cui due dei condannati erano inquisiti per attacchi diretti a persone. Gli arresti di Torino con il contorno traballante di accuse di associazione per un opuscolo strumentalmente e assurdamente collegato a pacchi bomba indirizzati a colpire direttamente delle persone ci fanno pensare che qualcuno all’interno delle istituzioni comincia ad aver paure degli anarchici-e. Arresti con accuse di terrorismo e associazione per dei giornali ed opuscoli non sono una cosa da sottovalutare, sono (secondo me) sintomo di una preoccupazione reale da parte dello stato. Sono indicatori che qualcuno-a teme la tendenza degli anarchici-e a fare il “salto” da azioni “simboliche” contro strutture ad azioni “meno simboliche” ad uomini e donne al servizio del “potere”. Temono talmente tanto questa possibile “deriva” da colpire alla cieca senza distinguere tra parola scritta ed azione. (Non voglio a questo punto disquisire su cosa sia “simbolico” o meno, sarebbe un discorso troppo lungo e ci farebbe uscire fuori “tema”, tanto meno posso dilungarmi sull’efficienza di questi attacchi a “persone” e sugli strumenti che si sono usati per colpire ci sarebbe tanto da dire…). Successivamente con le condanne e assoluzioni di “Scripta Manent” l’azione dello stato italiano ha fatto un passo avanti, svelandosi meglio… La strategia che lo stato attraverso il tribunale di Torino ha messo in atto è quella classica del “bastone e della carota”. Attraverso la voce del giudice ha tuonato: “Limitatevi a minacciare e vi faremo fare un po’ di galera preventiva, limitati a distruggere le cose e saremo comunque ‘clementi’ ma se andate oltre vi seppelliremo vivi”. Non sempre la “semplificazione” equivale alla falsificazione, spesso la realtà è più lineare di quel che pensiamo. Noi anarchici-e tendiamo sempre a complicarci la vita, lo stato è fatto da persone in carne ed ossa, queste “persone” cosa temono dagli anarchici-e? Temono che qualcuno di loro li aspetti sotto casa, temono che gli anni “bui” (per loro) ritornino, che la paura ed il terrore cambino di campo. Ce lo dicono loro in tutte le salse, almeno per una volta possiamo dargli credito… Temono il loro incubo peggiore (incubo incredibilmente anche di qualche anarchico-a) il tanto demonizzato “terrorismo”.

Voi adesso (immagino) vi chiederete perché questo pazzoide dallo sprofondo di una galera continua ad usare a sproposito questa parola? Non gli entra nella testa bacata che il “terrorismo” è esclusivo appannaggio degli stati e che “terrorista è lo stato” (lo dicono tutti!). Perché continua a cadere nella solita trappola trascinando sé stesso (e magari anche una fetta di movimento) in uno stillicidio repressivo? Per un semplice e banale motivo, per la mia ferma convinzione che la “rivoluzione” (parola altisonante) la può fare solo chi ha il “diavolo in corpo”. E chi ha il “diavolo in corpo” non ha paura della parola “terrorismo” perché desidera con tutte le sue forze che i potenti vivano nel terrore almeno quanto le loro vittime i “dannati della terra”. E’ per questo che non voglio edulcorare dal mio vocabolario questa parola, non sarà certo il codice penale con le sue condanne o la minaccia della “spada di Damocle” del 41bis sospesa sopra la mia testa a farmi cambiare idea, e a farmi tacere. Vi sto dicendo questo perché dal rifiuto di una parola si passa velocemente e senza neanche accorgersene a sminuire le azioni di cui i compagni-e sono accusati. E qui torniamo al nostro discorso, alla risposta che bisogna dare alla repressione ed al mio punto di vista nettamente divergente rispetto ad alcune cose che ho letto in questi mesi. Non voglio risultare offensivo con nessuno, so bene che è stato fatto e detto tutto in buonissima fede per aiutare i compagni-e ma quando in un comizio si spiega al “popolo” che non si tratta di veri attentati ma di semplici petardi… qualcosa non va! C’è un cortocircuito che danneggia (secondo me) tutti coloro che praticano “l’azione diretta distruttiva” anche chi come me non è chiamato direttamente in causa. Ma veramente pensiamo in questo modo di avvicinare gli sfruttati? Ma veramente crediamo che chi non ha più niente da perdere (lavoro, casa…) si spaventi davanti alla parola “terrorismo”, riavvicinandosi poi rincuorato-a se affermiamo che in fondo sono stati usati solo dei petardi, che chiunque siano gli attentatori hanno solo scherzato, giocato alla rivoluzione. E’ inequivocabilmente il senso di questo tipo di narrazione. Io (controcorrente) non riesco proprio a leggere come “infamanti” le accuse di “terrorismo” o di “associazione sovversiva”. Sempre più spesso negli scritti di solidarietà per noi arrestati sotto il “tranquillizzante” slogan “terrorista è lo stato” in maniera più o meno velata fanno capolino il disprezzo nei confronti di certe definizioni (che non sono un’invenzione del “potere”) che fanno parte della storia di tutti i movimenti “rivoluzionari”. A volte mi capita di pensare che dietro questo disprezzo ci sia più una sorta di pigrizia mentale ed una serie di “frasi fatte” che un’analisi approfondita e meditata. I carcerati a cui spesso ci rivolgiamo non leggono queste definizioni come “infamanti”. Vi faccio un esempio, ogni volta che capito in una sezione “comune” e mi chiedono per quale motivo mi trovo dentro ed io con orgoglio ed ironia rispondo che sono un “terrorista” mi si “aprono” tutte le porte, la solidarietà è massima. Il “potere” lo sa, per questo ci tengono isolati in sezioni speciali. Se i “dannati della terra” recepiscono il “terrorismo” nello stesso modo in cui lo recepisco io, fuori di qui con quali sfruttati ci stiamo rapportando? … che si spaventano per una promessa di vendetta, con che tipo di benpensanti pensiamo di fare questa benedetta “rivoluzione”? Forse comunichiamo con il “soggetto sociale” sbagliato, oppure siamo noi che non riusciamo più a leggere la realtà e i sentimenti, le passioni di quegli oppressi che molti di noi dicono di voler incontrare. Che tipo di credibilità possiamo avere, che tipo di forza possiamo apportare alla “lotta sociale” se gli stessi compagni-e anarchici-e sminuiscono le azioni anarchiche? Capisco perfettamente che serve ad alleggerire la situazione repressiva (anche se ho i miei dubbi) ma in quel modo non si fa un buon servizio a nessuno, tanto meno ai compagni-e prigionieri-e, le difese tecniche lasciamole alle aule dei tribunali.

Non vorrei essere frainteso nuovamente. Per la mia poca diplomazia anche a questo giro avrò offeso compagni-e che sicuramente non se lo meritano. Per farmi perdonare lasciatemi dire una cosa, i compagni che ho conosciuto in questi tre mesi mi hanno tutti arricchito (più di quello che pensano) e pur nelle differenze ed anzi proprio per quello mi hanno dato spunti nuovi. Uno di loro mi ha anche aperto gli occhi su come le mie parole vengano lette all’esterno come aggressive e supponenti. Il fatto è che il “mio pensiero” è così marginale dalle nostre parti (in Italia) che probabilmente viene letto e recepito come “provocatorio”. Credetemi dietro queste mie “polemiche” (come vengono definite da molti) non c’è mai dell’astio personale, la mia critica non è mai a Tizio o a Caio ma al modo (secondo me sbagliato) di ragionare. Vi faccio un esempio tipico di ragionamento fuorviante: la repressione colpisce arrestando compagni-e più o meno a caso in risposta ad attacchi a strutture o uomini e donne del potere, cosa ne deduciamo? “Che il ‘potere’ prende a pretesto questi attacchi per colpire il loro reale obiettiv,o la lotta che facciamo ogni giorno (alla luce del sole) nel sociale, le occupazioni, la lotta per la casa etc…”. In questo modo violentiamo la realtà mettendo la testa sotto la sabbia per non guardarla in faccia. Possibile che non ci viene il dubbio (neanche per un secondo) che il “potere” vuole semplicemente colpire i responsabili di quelle azioni, magari colpendo nel mucchio per dare una risposta immediata. Non vi sembra più verosimile che se il “potere” colpisce in maniera più dura un tipo di azione è perché la “azione diretta distruttiva” colpisce maggiormente nel segno rispetto a presidi, occupazioni, manifestazioni… ma naturalmente ha l’inconveniente di scatenare maggiore repressione, spesso a pioggia, a caso. Tutto qui. Per favore non raccontiamoci favole immaginando complotti contro le nostre “lotte nel sociale”, la realtà è così evidente che bisognerebbe prenderne atto. Questo modo fuorviante di ragionare porta all’isolamento di certe pratiche o al loro annacquamento, la mia paura adesso è che la nostra dura condanna diventi uno spauracchio per tutti gli anarchici-e che in questo paese vogliono andare oltre. Per quanto mi riguarda non gliela darò vinta, non ragionerò in base alla convenienza spicciola. Il mio ottimismo rimane granitico perché vedo che in mezzo mondo l’evoluzione del movimento anarchico sta andando nella direzione giusta, nella direzione che insieme a tanti altri anarchici-e ci ha indicato con l’esempio Mikhail Zhlobitsky col suo gesto vendicatore. Non mi dilungherò oltre in queste mie “elucubrazioni” (che uomini e donne senza cuore e sangue nelle vene, non ho dubbi, definiranno retoriche e vuote) e se avrete ancora voglia di ascoltare affronterò ora temi più “concreti” nella maniera più concisa possibile sperando di risultare utile.

Sarò breve, sulla situazione alla AS2 di Ferrara ho poco da dire a furia di “scazzi” ci hanno dato quello che abbiamo richiesto. Agli inizi non avevamo niente, solo l’aria e la socialità per il pranzo, gli abbiamo fatto capire con determinazione che così non andava e nel giro di qualche mese la situazione è migliorata di molto. Sono sei anni e passa che sono qui. Di solito dopo 7-8 anni trasferiscono in blocco tutta la sezione. Il punto di “forza” delle AS2 è che se scoppiano casini ti possono isolare per 15 giorni, ma non sbatterti in un altro carcere, il direttore anni fa ha provato a chiedere il mio trasferimento, ma visto che dipendiamo dal ministero di Roma gli hanno risposto di no. Quindi l’arma della “dispersione” (trasferimento in un altro carcere per allontanarti dai tuoi compagni-e, amici-e) qui non fuziona. Siamo totalmente separati dagli altri detenuti che non vediamo mai, quando andiamo al colloquio, al nostro passaggio, li allontanano o chiudono. Di qui sono passati molti altri anarchici, chiedete loro, vi sapranno spiegare meglio. In questo momento per quanto riguarda le AS2 mi concentrerei unicamente sulla situazione dell’Aquila. Nelle altre AS2, Alessandria e Terni, sono prigionieri i compagni delle BR, compagni comunisti ed un nostro compagno Marco che si trova ad Alessandria. Credo che anche per loro non dovrebbero esserci problemi particolari. Per quanto riguarda le compagne comuniste credo siano state declassificate. Sull’idea di coordinarsi tra le varie casse di solidarietà non ho un’idea precisa, sarebbe sicuramente utile, le differenze di pensiero in questo frangente dovrebbero essere messe da parte. Riuscire a parlarci almeno per organizzare la solidarietà materiale sarebbe un piccolo passo ma importante. Ma è una questione che devono valutare i compagni fuori che si occupano di questo. L’importante è che nessuno compagno-a venga lasciato solo-a. La cassa di “Scripta Manent” dagli arresti non ci ha mai fatto mancare il sostegno. Credo siamo tutti-e d’accordo che non devono esistere compagni-e di serie A o serie B, siamo tutti uguali davanti alla repressione. E’ capitato che compani-e molto combattivi-e venissero trascurati perché poco conosciuti fuori. Secondo me alcune scelte radicali di resistenza non vengono sostenute nel modo “adeguato”. Il gesto più coerente per un prigioniero-a anarchico-a è l’evasione, noi abbiamo in questo momento un compagno sardo che sta subendo da anni la deportazione dal suo paese e la censura quasi ininterrotta per il suo tentativo di evasione, per la sua combattività e irriducibilità. La prima proposta che faccio è di concentrare i nostri sforzi solidali per Davide [Delogu], e per Silvia e Anna rinchiuse all’Aquila, questo naturalmente se tutti loro sono d’accordo. Credo inoltre che sia importante seguire le udienze del processo ai compagni arrestati per l’operazione “Panico”. La presenza combattiva in aula è importante, a volte potrebbe fare la “differenza” oltre a comunicare solidarietà e a chiarire le intenzioni future di sbirraglia varia a chi è fuori, così a non trovarci a cadere dal pero (sorpresi) quando ci sono “dure” condanne. Comunque sia, le aule vuote comunicano isolamento questo al di là della nostra accettazione o meno della videoconferenza. Detto ciò (non mi sono ancora rincoglionito), la lotta vera è fuori da quelle aule…

Arrivo adesso al mio solito tasto “dolente”, quello che ad un anarchico-a manca di più è il contatto con il “movimento” fuori, informazioni sui vari dibattiti (nel limite del possibile), informazioni sugli incontri, sulle iniziative (manifesti, volantini), la spedizione delle novità editoriali di “case editrici” di movimento, soprattutto notizie di azioni che capitano per il mondo. E’ l’unico modo che abbiamo di ricevere notizie fuori dai canali ufficiali. In tal senso la mia seconda proposta sarebbe che gli stessi compagni che gestiscono i siti: Round Robin, Act For Freedom Now, Attaque, Finimondo, Istinto Salvaje, Croce Nera, Insurrection News, Contrainfo, etc … Anarhija (lo fa già da quando è iniziata l’operazione) ci spedissero le loro “info” ognuno per conto suo, così avremmo risolto una buona volta questo problema, una sola spedizione per ogni AS2. Dopo il mio appello a ricevere info il flusso di notizie era aumentato ma tende inesorabilmente col tempo a ridursi, nel periodo in cui erano qui i compagni trentini e torinesi il flusso di notizie era aumentato, per poi tornare a diminuire una volta usciti. A proposito di notizie da una settimana a questa parte qui a Ferrara è impossibile acquistare quotidiani, non sappiamo se riguardi solo Ferrara. Adesso se vogliamo un quotidiano siamo costretti a chiedere che qualcuno dall’esterno ci faccia l’abbonamento. Non è una cosa vitale ma sono quelle piccole cose che migliorano la vivibilità. Vi auguro buon “lavoro”.

Sempre per l’anarchia.

Alfredo Cospito

[Tratto da anarhija.info].

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ITALIA: CONTRIBUCIÓN PARA LA ASAMBLEA DEL 9 DE JUNIO DE 2019 EN BOLONIA POR ALFREDO COSPITO

Creo que es importante que lxs compañerxs anarquistas con diferentes visiones y prácticas se reúnan sobre estos temas. Por muy limitada que sea mi contribución, son solo algunos puntos para la reflexión crítica.

Antes de abordar el tema desde el interior de la «bestia» para la cual se ha reunido y tener mi opinión sobre las cosas «positivas» y negativas de un AS2 y sobre cómo contrarrestar (en mi opinión) la represión que nos está golpeando, debemos aclarar algunas cuestiones, háganse al menos dos preguntas … ¿Está aumentando realmente la represión hacia lxs anarquistas? … ¿por qué? ¿Cuál es la práctica que ha obligado al «poder» a volverse más agresivo contra nosotrxs?

No hay duda de que la presión está aumentando en intensidad. Por el momento, dejemos a la administración judicial normal por acusaciones y condenas por hechos específicos, y detengámonos en anomalías que son (en mi opinión) significativas porque son indicativas de una tendencia. Los dos años y medio con terrorismo agravante para la prensa de un periódico «KNO3» en el que dos de los condenados fueron investigados por ataques dirigidos a personas. Los arrestos de Turín con el resumen inestable de los cargos de asociación por un panfleto relacionado de manera instrumental y absurda con paquetes de bombas para golpear directamente a las personas nos hacen pensar que alguien dentro de las instituciones está empezando a temer a lxs anarquistas. Las detenciones con cargos de terrorismo y asociación de periódicos y panfletos no son algo que se deba subestimar, son (en mi opinión) un síntoma de una preocupación real por parte del Estado. Son indicadores de que alguien teme la tendencia de lxs anarquistas de «saltar» de acciones «simbólicas» contra estructuras a acciones «menos simbólicas» contra hombres y mujeres al servicio del «poder». Temen tanto esta posible «deriva» de quedar ciego sin distinguir entre palabra escrita y acción. (En este punto no quiero discutir qué es «simbólico» o no, sería un discurso demasiado largo y nos haría salir «tema», y mucho menos podría detenerme en la eficacia de estos ataques contra «personas» y en las herramientas que tienen, solía golpear allí por lo cual habría mucho que decir …). Posteriormente, con las condenas y absoluciones de «Scripta Manent», la acción del Estado italiano ha dado un paso adelante, revelándose mejor… La estrategia que el Estado ha implementado a través de la corte de Turín es la clásica del «palo y la zanahoria». A través de la voz del juez, tronó: «Limítate a las amenazas y haremos que hagas algo de cárcel preventiva, simplemente destruye las cosas y seguiremos siendo “amables «, pero si vas más lejos, te enterraremos vivo». La «simplificación» no siempre es equivalente a la falsificación, a menudo la realidad es más lineal de lo que pensamos. Nosotrxs lxs anarquistas, siempre tendemos a complicar nuestras vidas, el Estado está formado por personas de carne y hueso, estas «personas», ¿a qué temen de lxs anarquistas? Temen que algunxs de ellxs los esperen debajo de la casa, temen que los años «oscuros» (para ellxs) regresen, que el miedo y el terror cambien de lado. Nos dicen esto de todas las maneras, al menos una vez que podamos darles crédito… Temen su peor pesadilla (increíblemente pesadilla incluso para algunxs anarquistas) el «terrorismo» tan demonizado.

Ahora (me imagino) se pregunta por qué este loco del fregadero de una cárcel continúa usando esta palabra de manera inapropiada. Él no entra en la cabeza zumbada de que el «terrorismo» es una prerrogativa exclusiva de los Estados y que «el terrorista es el Estado» (¡todo el mundo lo dice!). ¿Por qué sigue cayendo en la trampa habitual arrastrándose a sí mismo (y quizás incluso a una porción de movimiento) en un goteo represivo? Por una razón simple y banal, por mi firme convicción de que la «revolución» (palabra alta) solo puede ser realizada por aquellxs que tienen al «diablo en el cuerpo». Y quien tenga al «diablo en el cuerpo» no teme la palabra «terrorismo» porque desea con todas sus fuerzas que lxs poderosxs vivan en el terror, al menos tanto como sus víctimas que son lxs «condenadxs de la tierra». Es por eso que no quiero endulzar esta palabra de mi vocabulario, ciertamente no será el código penal con sus convicciones o la amenaza de la espada de Damocles de 41bis suspendida sobre mi cabeza, para hacerme cambiar de opinión y silenciarme. Les estoy diciendo esto porque del rechazo de una palabra, uno pasa rápidamente y sin siquiera darse cuenta a disminuir las acciones de las cuales lxs compañerxs son acusadxs. Y aquí volvemos a nuestro discurso, a la respuesta que debe darse a la represión y a mi punto de vista claramente divergente con respecto a algunas cosas que he leído en los últimos meses. No quiero ser ofensivo con nadie, sé bien que todo se hizo y se dijo de buena fe para ayudar a lxs compañerxs, pero cuando en una reunión se explica a la «gente» que no se trata de ataques reales sino de simples petardos … algo esta mal! Hay un cortocircuito que (en mi opinión) daña a todxs aquellxs que practican la «acción directa destructiva», incluso a aquellxs que, como yo, no están directamente cuestionadxs. ¿Pero realmente pensamos en acercarnos a lxs explotadxs de esta manera? Pero realmente creemos que aquellos que ya no tienen nada que perder (trabajo, hogar …) se asustan delante de la palabra «terrorismo», y luego se sienten más animados. Si decimos que básicamente solo se usaron petardos, quienes sean lxs bombarderxs, sólo bromeaban, jugaban a la revolución. Es inequívocamente el significado de este tipo de narración. Yo (contra la corriente) simplemente no puedo leer las acusaciones de «terrorismo» o «asociación subversiva» como «infames». Más y más a menudo en los escritos de solidaridad para nosotrxs lxs detenidxs bajo el lema «tranquilizador», «terrorista es el Estado» de una manera más o menos velada, aparece el desprecio por ciertas definiciones (que no son una invención del «poder»). Son parte de la historia de todos los movimientos «revolucionarios». A veces pienso que detrás de este desprecio hay más un tipo de pereza mental y una serie de «frases», que un análisis minucioso y reflexivo. Lxs prisionerxs a lxs que recurrimos a menudo no leen estas definiciones como «infames». Les doy un ejemplo, cada vez que entro en una sección «común» y me preguntan por qué estoy en ella y respondo con orgullo e ironía que soy un «terrorista» con todas las puertas abiertas, la solidaridad es máxima. . El «poder» lo sabe, por eso nos mantienen aisladxs en secciones especiales. Si lxs «condenadxs de la tierra» aceptan el «terrorismo» de la misma manera en que lo percibo, ¿fuera de lo que estamos explotando? … quienes temen una promesa de venganza, ¿con qué clase de pensamiento correcto pensamos que estamos haciendo esta bendita «revolución»? Quizás nos comunicamos con el «sujeto social» equivocado, o somos nosotrxs lxs que ya no podemos leer la realidad y los sentimientos, las pasiones de lxs oprimidxs que muchos de nosotrxs decimos querer encontrar. ¿Qué tipo de credibilidad podemos tener, qué tipo de fortaleza podemos aportar a la «lucha social» si lxs mismxs compañerxs, y lxs anarquistas, disminuyen las acciones de lxs anarquistas? Entiendo perfectamente que sirve para aligerar la situación represiva (aunque tengo mis dudas), pero de esa manera nadie hace un buen servicio a nadie, mucho menos a lxs compañerxs prisionerxs, y dejemos las defensas técnicas a los tribunales.

No me gustaría que me malinterpretaran de nuevo, debido a mi falta de diplomacia, incluso en esta ronda habré ofendido a lxs compañerxs, y ciertamente no se lo merecen. Para compensarme, déjenme decirles una cosa: lxs compañerxs que conocí en estos tres meses me han enriquecido (más de lo que piensan) y, a pesar de las diferencias, y precisamente por esa razón, me dieron nuevas ideas. Unx de ellxs también ha abierto mis ojos a cómo mis palabras se leen afuera como agresivas y ostentosas. El hecho es que «mi pensamiento» es tan marginal en nuestro país (en Italia) que probablemente se lea y entienda como «provocativo». Créanme detrás de mis «polémicas» (como las definen muchos) nunca hay odio personal, mis críticas nunca son para Tizio ni para Caio, sino para la forma (en mi opinión, errónea) de razonar. Permítanme darles un ejemplo típico de razonamiento engañoso: la represión afecta a arrestar a lxs compañerxs, y más o menos al azar en respuesta a ataques contra estructuras o hombres y mujeres de poder, ¿qué deducimos de ello? «Que el ‘poder’ use estos ataques como un pretexto para alcanzar su objetivo real, la lucha que hacemos todos los días (a la luz del día) en lo social, las ocupaciones, la lucha por el hogar, etc.». De esta manera, violamos la realidad al poner nuestra cabeza en la arena para evitar mirarla a la cara. Es posible que no haya duda (ni siquiera por un segundo) de que el «poder» simplemente quiere golpear a lxs responsables de esas acciones, tal vez golpear la estructura para dar una respuesta inmediata. No parece más probable que si el «poder» golpea con más fuerza un tipo de acción es porque la «acción directa destructiva» es la que más golpea en comparación a las ocupaciones, las manifestaciones… pero, por supuesto, tiene la desventaja de desencadenar una mayor represión, a menudo con lluvia, al azar. Todo aquí, por favor, no nos cuenten cuentos de hadas imaginando tramas en contra de nuestras «luchas en lo social», la realidad es tan obvia que debemos tomar nota de ellas. Esta forma engañosa de razonamiento lleva al aislamiento de ciertas prácticas o a su dilución. Ahora, mi temor es que nuestra dura condena se convierta en un obstáculo para todxs lxs anarquistas, y que en este país deseamos ir más lejos. En lo que a mí respecta, no se los daré, no razonaré sobre la base de la pequeña conveniencia. Mi optimismo sigue siendo granítico porque veo que en la mitad del mundo la evolución del movimiento anarquista va en la dirección correcta, en la dirección que, junto con muchxs otrxs anarquistas, y nos ha mostrado esto el ejemplo de Mikhail Zhlobitsky con su gesto vengativo. No me detendré en estas «reflexiones» (no tengo dudas de que hombres y mujeres sin corazón y sin sangre en sus venas lo definirán como retórico) y si aún quiere escuchar, ahora abordaré temas más «concretos» de la manera más concisa posible, con la esperanza de ser útil.

Seré breve, sobre la situación en AS2 en Ferrara. Tengo poco que decir, ya que «scazzi» nos dieron lo que pedimos. Al principio no teníamos nada, solo el aire y la socialización para el almuerzo, dejamos claro con determinación que este no era el caso y en pocos meses la situación mejoró mucho. He estado aquí por seis años. Por lo general, después de 7-8 años transfieren toda a la sección. El punto de «fortaleza» de AS2 es que si los casinos explotan pueden aislarte durante 15 días, para no molestar a otra prisión, el gerente hace años intentó solicitar mi transferencia, pero como dependemos del ministerio de Roma, recibió como respuesta un no. Así que el arma de «dispersión» (traslado a otra prisión para alejarte de tus compañerxs, amigxs) no funciona aquí. Estamos totalmente separadxs de lxs otrxs prisionerxs que nunca vemos, cuando vamos a la entrevista, al pasar, botar la basura o al encerrarnos. Muchos otrxs anarquistas han pasado por aquí, pregúntales, ellxs podrán explicarte mejor. En este momento, en lo que respecta a AS2, me concentraría únicamente en la situación en L’Aquila. En el otro AS2, Alessandria y Terni, lxs compañerxs de la BR, lxs compañerxs comunistas y uno de nuestros compañeros, Marco, que está en Alejandría. Creo que para ellxs tampoco debería haber problemas particulares. En cuanto a lxs compañerxs comunistas, creo que han sido desclasificados. Sobre la idea de coordinar entre los diversos fondos de solidaridad no tengo una idea precisa, sin duda sería útil, las diferencias de pensamiento en esta situación deben ser dejadas de lado. Poder hablar entre sí al menos para organizar la solidaridad material sería un paso pequeño pero importante. Pero es una pregunta que lxs compañerxs externxs que se ocupan de esta necesidad deben evaluar. Lo importante es que nadie se queda solx. El caso de los arrestos de «Scripta Manent» nunca nos ha fallado. Creo que todxs estamos de acuerdo en que no debe haber compañerxs de la serie A o serie B, todxs somos iguales antes de la represión. Sucedió que eran muy combativxs y descuidadxs porque eran poco conocidxs afuera. En mi opinión, algunas opciones radicales de resistencia no se apoyan de la manera «adecuada». El gesto más consistente para un anarquista: un prisionero es la evasión, tenemos en este momento un compañero sardo que ha estado deportado de su país durante años y la censura casi ininterrumpida por su intento de fuga, por su Combatividad y su actitud irreductible. La primera propuesta que hago es concentrar nuestros esfuerzos de solidaridad en Davide [Delogu], y en Silvia y Anna encerradas en l’Aquila, esto, por supuesto, si todxs están de acuerdo. También creo que es importante seguir las audiencias de juicio de los compañeros arrestados por la operación «Pánico». La presencia militante en el aula es importante, a veces puede hacer la «diferencia» además de comunicar solidaridad y aclarar las intenciones futuras de lxs policías que varían con lxs de afuera, para no encontrarnos (sorprendidxs) «personas con convicciones duras”. Sin embargo, las aulas vacías comunican este aislamiento más allá de nuestra aceptación o no de videoconferencia. Dicho esto (todavía no me he drogado), la verdadera pelea está fuera de esas aulas …

Ahora llego a mi habitual clave «dolorosa», lo que más falta un anarquista es el contacto con el «movimiento» externo, información sobre los diversos debates (en la medida de lo posible), información sobre las reuniones, sobre las iniciativas (manifiestos, volantes), el envío de las novedades editoriales, de movimiento, sobre todo noticias de acciones que suceden por el mundo. Es la única forma en que podemos obtener noticias de los canales oficiales. En este sentido, mi segunda propuesta sería que lxs mismxs compañerxs que manejan los sitios: Round Robin, Act For Freedom Now, Attaque, Finimondo, Instinto Salvaje, Black Cross, Insurrection News, Contrainfo, etc … Anarhija (lo ha estado haciendo desde que comenzó la operación) nos envíe su «información» a cada unx por su cuenta, por lo que habría resuelto este problema de una vez por todas, un envío para cada AS2. Después de mi llamamiento para recibir información, el flujo de noticias aumentó pero tendió a disminuir inexorablemente con el tiempo, en el período en que lxs compañerxs de Trentino y Turín estuvieron aquí, el flujo de noticias aumentó, solo para que bajara nuevamente una vez que fueron liberados. Hablando de noticias desde hace una semana en Ferrara, es imposible comprar periódicos, no sabemos si se trata solo de Ferrara. Ahora, si queremos un periódico, nos vemos obligadxs a pedirle a alguien de fuera que nos haga una suscripción. No es una cosa vital, pero son esas pequeñas cosas las que mejoran la habitabilidad. Te deseo un buen «trabajo».

Siempre por la anarquía.

Alfredo Cospito

[Tomado de anarquia.info].

(it-es) Madrid, Spagna: Sabotate bici elettriche

(it-es) Cile: Attacco incendiario in memoria di Mauricio Morales

Cile, 4 giugno 2019: Attacco incendiario in memoria di Mauricio Morales

Con questa azione vendichiamo il nostro compagno Mauricio Morales, morto decidendo di attaccare il sistema dominatore attraverso l’azione diretta: Rivendichiamo la collocazione di un ordigno incendiario nel territorio di Lo Ovalle.

La nostra azione avviene dopo aver affinato le nostre idee e convinzioni, abbiamo scelto di organizzarci per vandalizzare un trasporto (che rappresenta il capitalismo industriale).

Condividiamo e solidarizziamo con le chiamate all’ostacolare l’ordine sociale dei potenti e dei loro vertici internazionali. Lo Stato cileno nel suo ruolo di dominio e sfruttamento conduce attività e conferenze che hanno come l’unico scopo rafforzare il modello neoliberale e arricchire i pochi, trasformando questi incontri in presunte iniziative che favoriscono la popolazione e avvantaggiano le persone, essendo la sua motivazione principale accelerare lo sfruttamento e mercificare la vita, accompagnata da un discorso che propone il controllo politico come mezzo necessario per vivere.

Salutiamo tutti coloro che affrontano il potere attraverso l’azione diretta.
Saluti incendiari ai compagni detenuti in grecia, argentina e in tutto il mondo.
Un saluto insurrezionale ad Anna e Silvia, compagne in sciopero della fame in Italia, e ai compagni che si stanno mobilitando nelle carceri cilene.
Che l’anarchia non muoia in bocca, che prevalga nelle mani attive.
Contro ogni autorità, facciamo vivere l’anarchia.

Banda incendiaria Punky Mauri.

[Tratto da anarhija.info].

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Ataque incendiario a camión / Comunicado de la “Banda incendiaria Punky Mauri”

Durante la madrugada del 04 de junio del 2019 la tranquilidad nocturna se vio sobresaltada por el incendio desatado contra un camión en la comuna de San Miguel.
En las calles Lo Ovalle con Iquique un artefacto incendiario consiguió encender parte de la cabina del vehiculo de carga y pasar a llevar el tendido eléctrico del sector. Al lugar rápidamente llego personal de bomberos quienes consiguieron controlar el siniestro sin que se expandiera.
A los pocos días la acción es revindicada por la “Banda incendiaria Punky Mauri” en memoria de Mauricio Morales.
Comunicado:

Ataque incendiario en memoria de Mauricio Morales

Con esta acción reivindicamos a nuestro compañero Mauricio Morales, quien murió al decidir atacar al sistema dominante a través de la acción directa: Nos adjudicamos la colocación de un artefacto incendiario en el sector de Lo Ovalle.

Nuestra acción resulta luego de afinar nuestras ideas y convicciones, elegimos organizarnos para vandalizar un transporte (que representa el capitalismo industrial).

Compartimos y solidarizamos con los llamados a entorpecer el orden social de los poderosos y sus cumbres internacionales. El estado de $hile en su rol dominante y explotador lidera actividades y convenciones que solo tienen por objetivo profundizar el modelo neoliberal y enriquecer a unos pocos, transformando estas juntas en supuestas instancias que favorecen a la población y que benefician a las personas, siendo su principal motivación acelerar la explotación y mercantilizar la vida, acompañado de un discurso que propone el control político como herramienta necesaria para vivir.

Saludamos a todxs aquellxs que se enfrentan al poder a través de la acción directa.
Saludos incendiarios a lxs compañerxs presxs en grecia, argentina y todo el mundo.
Un saludos insurrecto a Anna y Silvia, compañeras en huelga de hambre en Italia y a lxs compañerxs que se están movilizando en las cárceles de Chile.
Que la anarquía no muera en la boca, que prevalezca en las manos activas.
Contra toda autoridad, procuramos que viva la anarquía.

Banda incendiaria Punky Mauri.

[Tomado de noticiasdelaguerrasocial.wordpress.com].

(es) Italia: Declaración de Silvia y Anna sobre el inicio de huelga de hambre en la prisión de L’Aquila

Italia: Declaración de Silvia y Anna sobre el inicio de huelga de hambre en la prisión de L’Aquila

En la mañana del 29 de mayo de 2019, en la corte de Turín se realió la primera audiencia en el juicio contra algunxs anarquistas por la ocupación de Corso Giulio 45 (Turín). Una de las acusadas es Silvia, arrestada el 7 de febrero en el contexto de la operación represiva “Scintilla” y el desalojo del Asilo Occupato en Turín. La compañera, a través de videoconferencia (que le impide estar presente en las audiencias), leyó un texto escrito por ella y Anna anunciando el inicio de una huelga de hambre contra las condiciones y restricciones impuestas en la sección AS2 de la prisión de L’Aquila (condiciones de la prisión comparables a las de detención bajo el régimen de 41bis, actualmente en la prisión donde están encerradas). Recordamos que la compañera anarquista Anna Beniamino está encarcelada desde el 6 de septiembre de 2016 por la operación “Scripta manent”, para la cual el 24 de abril se emitió la sentencia en el juicio de primera instancia. Fue sentenciada a 17 años y otrxs cuatro compañerxs sentenciados entre 5 y 20 años de prisión.

¡Solidaridad revolucionaria con las compañeras en huelga de hambre y con todxs lxs anarquistas encarceladxs!

Aquí está el texto de Silvia y Anna:

“Hemos estado detenidas durante casi dos meses en la sección de mujeres AS2 de L’Aquila, ahora se conocen, aquí y afuera, las condiciones de detención resultantes de una regulación en el 41bis ablandadas.
Estamos convencidas de que no se puede y se requerirá ninguna mejora, no solo para los problemas objetivos y estructurales de la sección amarilla (ex-41bis): toda la prisión está destinada casi exclusivamente al régimen de 41bis, por lo cual ampliar un poco las mallas de las regulaciones de la sección parece ser de mal gusto y poco práctico, dado que las condiciones aún más pesadas se sufren a unos pocos pasos desde aquí, no podemos dejar de pensar cuántos y cuántas lucharon durante años acumulando informes y juicios penales. A esto se agrega el torpe intento del DAP de llegar a fin de mes mediante la creación de una sección mixta para anarquistas e islamistas, que resultó en una prohibición adicional de reunirse en la sección en sí, con un aislamiento que continúa.
Hay condiciones de prisión, comunes o especiales, incluso peores que las de L’Aquila. Esta no es una buena razón para no oponerse a lo que imponen aquí.
Nosotras de este pan no comeremos más: el 29 de mayo comenzamos una huelga de hambre pidiendo el traslado de esta prisión y el cierre de esta sección infame”.
Silvia y Anna

[Recibido por correo electrónico].

(es) Italia: Escrito del compañero Luca Dolce “Stecco” desde la prisión de Tolmezzo

Querides compañeres,
Ha llegado el momento para mí de hablar sobre lo que pasó en febrero.

Menos de dos meses han pasado desde nuestro arresto con la operación “Renata”, y puedo decir que estoy calmado y fuerte, tan seguro como siempre de que la lucha continúa a pesar de los golpes inflingidos por el Estado.

Mi arresto en Turín, en el vecindario de Corso Giulio, tuvo lugar a alrededor de las 17:00 de forma bastante pacífica. Mientras me alejaba del compañero con el que había estado, percibí al típico policía de paisano frente a mí en la parada del tranvía; unos pocos segundos más tarde me encontré rodeado. Puedo decir que todo esto pasó con una gran tranquilidad, y diría que con una “amabilidad” molesta, a diferencia del modo en el que fueron tratades mis compañeres en Trentino.

Antes de ser trasladado a Trento creía que mi arresto se debía a procesos pendientes cuya conclusión había estado esperando durante un tiempo. Percibí algo extraño: demasiadas personas con medallas en ese pasillo de la comisaría de policía de Turín. Solo en la primera visita del abogado descubrí que las medidas alternativas a la prisión se confirmaron el mismo día de mi arresto. ¿Mera coincidencia? De todas maneras, a alrededor de las 20:00 me dieron una orden para registrarme a mí y a la casa en la que vivo. Obviamente noté “nuestro” fatal 270bis, 280bis y una serie de otras infracciones. En aquel momento las fechas y lugares en la lista eran incomprensibles, pero mi reacción fue que mientras estaba leyendo no me sorprendía lo que estaba pasando; ninguna agitación o palpitaciones, sino la simple certeza de mis ideas y convicciones, la certeza de haber luchado siempre por ideales de justicia, libertad e igualdad entre todas las personas.

Así que, en esta extraña tranquilidad, afronté el viaje a 70 kms/hora hasta Trento junto con cuatro agentes del ROS. Tan pronto como llegamos al cuartel de los Carabinieri en Trento, a alrededor de las 2:00 de la mañana, tomé conciencia de la inmensidad de la operación. Los cuarteles eran una colmena de hombres y mujeres con uniforme o sin él, grandes carpetas y papeles y papeles de mierda.

Es la tercera vez en 8 años que el Estado me ha acusado de “terrorismo” junto con muches de mis compañeres, y conozco el procedimiento un poco, incluso si esta vez yo soy uno de les que terminan en la cárcel. Cuando nos sacaron del cuartel, todo había sido bien montado: sirenas y flashes preparados para las fotos para les miserables periodistas estacionades a lo largo de la carretera. Entendí que la caza del anarquista había sido estudiada hasta los detalles más desagradables para impresionar a los de arriba, cuyos discursos contra la libertad – hoy tristemente respaldados por muches de les explotades – están siendo fortalecidos y promovidos a la luz de los focos.

Otra convicción que me mantuvo y me mantiene tranquilo es que sea lo que sea lo que me haya pasado y lo que me pase, mis compañeres no solo están ahí para mí, sino que también tienen la fuerza para reaccionar a este último ataque. Respirar la atmósfera en Turín me dio fuerza, incluso si solo fue durante un corto plazo de tiempo. La misma fuerza que se ha difundido en muchos otros lugares por compañeres y personas en solidaridad. La sensación de una atmósfera decidida y tenaz solo puede ser buena para todes, a pesar de las dificultades de los tiempos recientes. La cascada de telegramas y cartas que recibimos confirmaron mis sensaciones.

Durante muchos años, pensé en lo que dijo mi compañero Roberto: “Yo siempre lo supe, luchar por la libertad también significa arriesgarse a perderla”. Simple, claro y sobre todo ciertas palabras. Ahora que estoy en prisión, veo y escucho cosas que habían escapado a mi atención (mis primeras dos experiencias cortas en prisión fueron solo un anticipo de lo que estoy experimentando ahora). Ahora puedo ver mucho de lo que había estado pensando durante estos años de lucha realmente sucede. Estar aquí en Tolmezzo significa ver cómo el Estado y su aparato represivo están constantemente trabajando y actualizando las formas de aislar a aquelles que persisten en la lucha contra él. Y las condiciones infligidas a nuestras compañeras en L’Aquila, en ese híbrido entre la AS2 y el 41 bis, son incluso más duras.

Quieren liberar a esta prisión [L’Aquila] de su notoriedad por ser un lugar de torturadores y matones, que se ganó en los tiempos del ex-gobernador Silvia Dalla Barca, incluso si esos brutos todavía siguen aquí. Solo les prisioneres están ahora en su mayor parte en Alta Seguridad y son del sur de Italia, ya no son extranjeres aislades a quienes se les infligió algo sin que nadie lo supiera. Ahora la táctica es diferente. La prisión está toda dividida en varias categorías: la mafia aquí, la mafia allí, 41 bis, preses sociales, islamistas, anarquistas, etc. Una táctica que parece funcionar, si piensas que entre los pocos “prisioneros sociales” hay algunos que han llegado a los golpes por insultos racistas y varios prejuicios, para gran ventaja de la Dirección. Creo que entender la evolución de las prisiones, su historia, los cambios en la ley, la forma en la que se están llevando a cabo las investigaciones, no solo contra nosotres, les anarquistas, es muy útil para entender qué decir y hacer hoy dentro y fuera.

Hoy es 25 de abril [el día oficial de la liberación de Italia del nazi-fascismo fue el 25 de abril de 1945]. Algunes prisioneres me han preguntado si estaba celebrándolo y fue interesante que en unos pocos minutos todes estábamos de acuerdo en que no hubo tal liberación. La historia del movimiento partisano es muy compleja. Puedo mostrar respeto por esa lucha, pero también escojo bandos. Si pienso en esa lucha, pienso en compañeros como Pedrini, Tommasini, Mariga, Mariani y muches otres, que habían luchado contra el fascismo y el Estado mucho antes del 8 de septiembre [8 de septiembre de 1943: Italia firmó un armisticio incondicional con los aliados a continuación de la caída de Benito Mussolini en julio] y mucho después del 25 de abril. Lo más importante es que no lucharon por razones políticas y de poder, no traicionaron los objetivos que muches jóvenes, hombres y mujeres se habían propuesto con su sacrificio. También es gracias a eses compañeres, a sus experiencias, a sus historias, que ahora tengo el conocimiento para enfrentar la prisión con fuerza y dignidad. Para mí existe un hilo clandestino que me une a eses compañeres, no porque tenga el mismo valor, nunca sufrí en mis carnes muchas de las cosas que elles experimentaron, sino porque estoy tratando humildemente de llevar a cabo la misma lucha e ideas Me parece hipócrita que todos los años, en periódicos como Corriere della Sera, se recuerde a un gran fotógrafo como Robert Doisneau, ya que falsificó documentos para el movimiento de resistencia francés durante la guerra, y al mismo tiempo les que escapan de los campos de concentración de hoy en día financiados por Occidente sean condenades y criminalizades, encerrades en estos campos porque no tienen documentos y solo mediante la fuga y los documentos falsos pueden tratar de escapar de las autoridades y permanecer libres. Este día [25 de abril] refleja la hipocresía de la sociedad en que vivimos, donde todo puede ser lo contrario de todo lo demás.

Estos son tiempos tristes. Noticias de masacres indiscriminadas siguen una tras otra en una secuencia agonizante. Los eventos en Libia, Sri Lanka, Nueva Zelanda, Venezuela y todos aquellos que se mantienen ocultos están en el mismo lado de la moneda de otras masacres perpetradas por varios ejércitos en todo el mundo. Todos esos eventos hablan de muertes indiscriminadas, sumarias, bárbaras, inflingidas no con un objetivo de emancipación sino para embrutecer la vida por subyugación y poder.

En este contexto de guerras y cambios sociales de varios tipos, una vez más, el movimiento anarquista en su historia está siendo acusado de “terrorismo”. Esta acusación es una ofensa grave y está dirigida a denigrar nuestras ideas y métodos. El Estado, que utiliza los métodos más sucios y atroces, por miedo o por necesidad, se propone atacar a les más explotades que luchan por la lucha. Les anarquistas se han defendido de estos ataques de muchas maneras reafirmando la exactitud de sus ideas y prácticas a lo largo del tiempo.

Ahora yo también quiero tener algo que decir. El aislamiento y esta celda no me pueden callar. Nunca perderé la voluntad de buscar claridad donde reina la peor confusión. Para hacerlo, mencionaré los hechos y las palabras de algunes anarquistas.

Durante muchos años en Rusia, anarquistas y no solo elles, han sido asesinades, torturades, su propaganda silenciada, sus familiares arrestades. En el año 2001, la joven anarcosindicalista Nikita Kalin fue asesinada por un disparo en la cabeza debido a su actividad en la fábrica donde trabajaba. Muches otres han sido golpeades por la feroz represión llevada a cabo por el Estado y sus siervos fascistas, quienes no han dejado de aumentar en número en los últimos años. El 31 de octubre de 2018, a las 8:52 en Arkhangelsk, un joven anarquista, Mikhail Zhlobitsky, murió destrozado por su propia bomba en la sede de la Dirección Regional del FSB (servicios secretos rusos). Tres agentes resultaron heridos y el edificio fue dañado. Este dramático evento nos hace comprender que, por un lado, perdimos a un compañero valiente y, por el otro, la culpa de lo que sucedió es del Estado. Si las ideas y la libertad se dejan de lado, reaccionarán con les hombres y mujeres más valientes y decidides. Son las condiciones sociales las que causan tales eventos. Y este hecho no es “terrorismo”. Ahora podemos llorar al compañero perdido, pero aún más entender que la lucha debe continuar hasta que hechos como estos ya no sean necesarios.

El 20 de septiembre de 1953, apareció un artículo de Mario Barbani en el periódico anarquista Umanità nova, donde el compañero discutió un libro de Giuseppe Mariani sobre el episodio de Diana en 1921 [el 23 de marzo de 1921 un grupo de anarquistas milaneses colocaron una bomba fuera del teatro Diana de la ciudad con la intención de golpear al jefe de la policía, Gasti, quien se creía que estaba en un apartamento encima del teatro. La explosión causó 21 personas muertas y muchas más heridas, pero el objetivo no sufrió daños]: “¿Y no es el tirano un león voraz – anhelando siempre la conquista – cuando en su despótica brutalidad no escatima ningún medio contra aquelles que intentan liberarse de la tiranía por temor a que otres tomen conciencia también de la realidad que les está aplastando? El tirano es por lo tanto la expresión genuína de la violencia, y aquellos que le combaten están luchando contra la violencia.”

Nosotres, les anarquistas, tenemos que establecer una medida que siempre nos distinga de aquelles que usan la violencia para sus propósitos malvados. Malatesta lo llamó “gimnasia moral”, gracias a la cual el significado de la violencia revolucionaria es diferente del significado de la violencia usada por el Estado a través de sus instrumentos y sirvientes. Una de nuestras tareas es traer claridad a esta sociedad basada en la violencia, a la lucha para que esa brutalidad sea por fin sustituida por la fraternidad y la solidaridad para toda la humanidad. Quizás hoy permanecer humano sea la batalla más difícil; alejarse del odio que nos rodea es incluso más difícil. Si tenemos éxito, nuestras metas podrán emerger con fuerza y lucidez.

Con sus acusaciones quieren arrojarnos en un cesto cuyos contenidos están más que podridos; en vez de eso, debemos mantenernos incorruptibles frente al rostro de la barbarie.

Barbani continuaba: “Por lo tanto, ya no es una cuestión de violencia o no violencia; de amar u odiar; de la comprensión o compasión; sino que se trata de luchar arduamente con toda nuestra energía de seres conscientes para extirpar la tiranía y eliminar el yugo de la esclavitud material y espiritual; y para esto incitamos a cada une a entenderse a sí misme para poder comprender a les demás al mismo tiempo. Si mañana un nuevo amanecer nos encuentra presentes en la realidad de una revuelta de les oprimides y les marginades, no despreciaremos estar presentes en el alboroto de las barricadas e incluso entonces estaremos segures de que no estamos cometiendo violencia, sino que estamos combatiendo la violencia!”

El libro Memorie di un anarchico [Memorias de un anarquista] de Giuseppe Mariani me ha hecho pensar profundamente muchas veces, ayudándome a obtener claridad sobre las prácticas y los métodos. Termino este discurso con las palabras de Gigi Damiani, de la introducción al libro de Mariani: “… Pero la historia nos enseña que hay momentos en que la violencia se convierte en una necesidad social. Solo es necesario, en la medida de lo posible, que no golpee a ciegas ni haga que les humildes paguen por la culpa de les grandes”.

Creo que en el momento presente, tristemente también gracias a los golpes del Estado contra nuestro movimiento, tenemos la oportunidad de hablar de nuestras ideas, prácticas y sueños nuevamente con más fuerza. Los espacios, aunque pequeños, se están abriendo y tenemos que criticar los movimientos reformistas y los de mala fe. En los últimos meses, muchas personas han estado cuestionando varios temas relacionados con la dirección que está tomando la sociedad, especialmente con manifestaciones de opinión que desafortunadamente tienen un carácter defensivo y reformista que no podemos compartir. Depende de nosotres, de quienes estamos de acuerdo, crear grietas y estimular la realidad para que este tenue resurgimiento de la conciencia llegue a las raíces de los problemas sociales y no se deje engañar por palabras como democracia-derechos-progreso-civilización. Deja que la claridad y nuestras prácticas se vuelvan fundamentales para lograr el equilibrio necesario para que el Estado y los patrones se retiren de sus propósitos. Aquí también se necesita gimnasia saludable.

Y si los fiscales sospechosos, como Raimondi y los jefes de policía de Turín y Trento, se sorprenden de la solidaridad que nos expresan les anarquistas, invitando a la llamada sociedad civil a mantenerse alejada de nosotres, significa que el camino es correcto y solo pueden hacerme feliz. Nuestra lucha, la propaganda, las prácticas asustan a quienes deberían asustarse de alguna manera, aunque sea en una pequeña parte.

Agradezco de todo corazón a todes les compañeres que en los últimos meses han estado asumiendo muchas cargas para continuar la lucha y la solidaridad con todes nosotres en la cárcel. Agradezco a todes aquelles que continúan el debate y el crecimiento de nuestras ideas en reuniones, revistas, análisis.

Mi sincera cercanía se dirige a les compañeres investigades y encarcelades tras los juicios de ‘Scripta Manent’, ‘Panico’, ‘Scintilla’ y a todes les compañeres encarcelades en cárceles en todas partes.

Mi preocupación más profunda es con la compañera anarquista Anahi Salcedo, encerrada en Argentina en condiciones físicas precarias y sin la atención médica adecuada.

Saludos fraternos a les compañeres en fuga que caminan por las calles del mundo.

Una vez más:
Por la revolución social, por la anarquía.

Prisión de Tolmezzo, 25 de abril de 2019.
Luca Dolce conocido como Stecco

[Tomado de vozcomoarma.noblogs.org].

(it-es) Cile: 19 maggio. Verso la liberazione totale. Memoria e controcultura, in ricordo del Punki Mauri

Cile: 19 maggio. Verso la liberazione totale. Memoria e controcultura, in ricordo del Punki Mauri

Verso la liberazione totale… Memoria e controcultura in memoria del compagno Mauricio Morales.

Vi invitiamo a partecipare alla giornata di controcultura che si terrà il 19 maggio dalle 14:00 nella Sala Polivalente di Villa Francia, in memoria del compagno Mauricio Morales, il “Punki Mauri”, dieci anni dopo la sua morte in azione.

Ci saranno video di contro-informazione, informazioni e aggiornamenti sui/lle compagni/e prigionieri/e, pubblicazioni di diverse biblioteche e spazi anti-autoritari e materiale di propaganda anarchica, vi invitiamo a portare il vostro materiale e la vostra distribuzione.

La nostra memoria è nera, il nostro cuore anche.

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Chile: Hacia la liberación total… Memoria y kontrakultura, en recuerdo del Punki Mauri

Hacia la Liberación Total… MEMORIA Y KONTRAKULTURA en recuerdo del compañero Mauricio Morales

Compañerxs lxs invitamos a hacerse parte de la jornada kontrakultural a realizarse el día 19 de mayo desde las 14 hrs en el Salón Multiuso de la Villa Francia, en memoria del compañero Mauricio Morales, el “Punki Mauri” a 10 años de su muerte en acción.

Habrá videos contrainformativos, información de compañerxs presxs, puestos de distintas bibliotecas antiautoritarias y material de propaganda anárquica, lxs invitamos a que lleven sus ferias.

NUESTRA MEMORIA ES NEGRA, NUESTRO CORAZÓN TAMBIÉN.

[Tomado de 325.nostate.net].

(it-es-fr) Cile: Negata la “libertà condizionale” alla compagna Tamara Sol

Cile: Negata la “libertà condizionale” alla compagna Tamara Sol Farias Vergara

La compagna Tamara Sol ha già scontato circa 5 anni e mezzo da quando è stata arrestata il 21 gennaio 2014 dopo aver sparato a una guardia di sicurezza. Sol è stata condannata a 7 anni e 61 giorni di reclusione.

Dopo essere stata detenuta in diverse prigioni del paese, attualmente Sol è nella prigione di Valdivia, da dove ha cercato di accedere alla “libertà condizionale”, una misura che è stata sistematicamente smentita il mese scorso, nonostante abbia scontato più della metà della sentenza cui è stata condannata.

La compagna è una delle persone colpite dal “Decreto Legge 321” [dello Stato cileno], che in questi giorni è stato implementato per rendere più difficili gli ostacoli ai prigionieri, oltre che per applicare retroattivamente la legge stessa a coloro per cui era già possibile fare domanda per la “libertà condizionale”, come nel caso di Tamara Sol.

Per la completa abolizione del Decreto Legge 321!
Per avere in strada le/i nostre/i compagne/i!

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Negada “Libertad Condicional” de compañera Tamara Sol

La compañera Tamara Sol, ya ha cumplido cerca de 5 años y medio desde que fue detenida el 21 de enero del 2014 luego de dispararle a un guardia de seguridad. Sol fue condenada a 7 años + 61 días de presidio.

Tras permanecer recluida por distintas cárceles del país, actualmente la compañera Sol se encuentra en la prisión de Valdivia, desde donde ha buscado acceder a la “Libertad Condicional”, medida que el ultimo mes ha sido negada sistemáticamente, pese a cumplir más de la mitad de la condena.

La compañera es una de las afectadas por el Decreto de Ley 321, que se ha implementado estos días endureciendo los obstáculos a lxs prisionerxs, como además aplicarse de manera retroactiva a quienes ya se encontraban ad portas de postular a la libertad Condicional, como el caso de Tamara Sol

¡Por la completa abolición del Decreto de Ley 321!
¡Por la salida a la calle de nuestrxs compañerxs!!

[Tomado de publicacionrefractario.wordpress.com].

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Chili : « Libération conditionnelle » refusée pour la compagnonne Tamara Sol

La compagnonne Tamara Sol a déjà purgé environ 5 ans et demi de prison depuis son arrestation, le 21 janvier 2014, quand elle a tiré sur un vigile [dans une banque, comme acte de vengeance pour l’assassinat du compagnon Sebasien Oversluij de la part d’un vigile, lors d’un tentative de braquage, en décembre 2013; NdAtt.]. Sol a été condamnée à 7 ans et 61 jours de taule.

Après avoir été emprisonnée dans différentes prisons à travers le pays, la compagnonne Sol est maintenant à la taule de Valdivia, d’où elle a demandé l’accès à la « liberté conditionnelle », mesure qui lui a été systématiquement refusée au cours du mois dernier, même si elle a déjà purgé plus de la moitié de sa peine.

La compagnonne est l’une des personnes touchées par le décret-loi n° 321, promulgué récemment, qui durcit les conditions d’accès à la liberté conditionnelle et s’applique de manière rétroactive aussi aux prisonnier.e.s qui étaient déjà sur le point de pouvoir la demander, comme c’est le cas de Tamara Sol.

Pour l’abolition complète du décret-loi 321 !
Pour la libération de nos compagnon.ne.s !

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-es-fr) Madrid (Spagna): Operazione antiterrorismo contro l’anarchismo (13/05/2019)

Madrid (Spagna): Operazione antiterrorismo contro l’anarchismo (13/05/2019)

Nella mattina del 13 maggio una nuova operazione antiterrorismo contro l’anarchismo ha colpito a Tetouan (Madrid).

Lo spazio anarchico L’Imboscata e un altro spazio occupato sono stati perquisiti dai membri della Brigada de Información e dalla squadra antisommossa. L’operazione si è conclusa con due arresti.

Nelle nostre menti le operazioni Pandora, Piñata, Ice e l’operazione che mantiene ancora Lisa dietro le sbarre. E più recentemente le operazioni europee di polizia in risposta alla rivolta di Amburgo contro il G20, o le detenzioni dello scorso 29 ottobre 2018 a Madrid…

In breve: colpi dello Stato alla lotta. Di fronte a ciò, l’affetto, la solidarietà, le reti di affinità e la volontà di non arrendersi mai sono le armi contro la paura e la repressione.

Restate connessi per ulteriori informazioni e chiamate.

Né innocenti né colpevoli!
Solidarietà e lotta!

[Tratto da anarhija.info].

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Operación antiterrorista contra el anarquismo en Madrid

La mañana del 13 de mayo un nuevo operativo antiterrorista contra el anarquismo golpeaba en Tetuán (Madrid).

El Espacio Anarquista La Emboscada y otra vivienda okupada eran registradas por miembros de la brigada de información y un operativo de antidisturbios. La operación se ha saldado con dos personas detenidas.

En nuestra mente las operaciones Pandora, Piñata, Ice y la operación que aún mantiene a Lisa entre rejas. Más recientemente las operaciones policiales europeas en respuesta a la revuelta en Hamburgo contra el G20, o las detenciones del pasado 29 de octubre de 2018 en Madrid…

En resumen: los golpes del Estado a la lucha. Frente a esto el cariño, la solidaridad, las redes de afinidad y las ganas de no rendirse jamás son armas contra el miedo y la represión.

Permanecer atentas a más información y convocatorias.

¡Ni inocentes ni culpables!
¡Solidaridad y lucha!

[Tomado de contramadriz.espivblogs.net].

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Madrid, Espagne : Nouvelle opération antiterroriste contre les anarchistes – 13 mai 2019

Dans la matinée du 13 mai, une nouvelle opération antiterroriste a frappé l’anarchisme à Tetuán (Madrid).

L’Espace Anarchiste ‘La Emboscada’ et une autre maison squattée ont été perquisitionnés par des agents de la ‘brigada de información’ et des flics anti-émeute. L’opération s’est soldée par l’arrestation de deux personnes.

Nous avons en tête les opérations Pandora, Piñata, Ice et celle qui maintient toujours Lisa derrière les barreaux. Et plus récemment, les opérations de police coordonnées à l’échelle européenne en réponse à la révolte à Hambourg contre le G20, les arrestations du 29 octobre dernier à Madrid…

En bref : les coups de l’État contre la lutte. Face à cela, l’affection, la solidarité, les réseaux d’affinité et le désir de ne jamais abandonner sont des armes contre la peur et la répression.

Restez attentifs et attentives pour plus d’informations.

Ni innocent.e.s ni coupables !

[Depuis sansattendre.noblogs.org].

(es) Italia: Actualización sobre la operación «Renata» – 5 compañerxs en arresto domiciliario

Italia: Actualización sobre la operación «Renata» – 5 compañerxs en arresto domiciliario

El 9 de mayo, cinco presxs anarquistas del 19 de febrero de 2019 luego de la operación represiva de «Renata» fueron transferidxs a arresto domiciliario. Se trata de Agnese Trentin (que recientemente había sido transferida a la sección de la prisión AS2 de L’Aquila), Giulio Berdusco, Roberto Bottamedi (que estaban detenidos en Tolmezzo), Andrea Parolari y Nicola Briganti (que estaban detenidos en Ferrara). El compañero Luca Dolce (conocida como «Stecco») permanece en prisión debido a otros casos. Mientras que otra compañera, Sasha, quien también fue arrestada el 19 de febrero e inmediatamente puesta bajo arresto domiciliario, transformó esta última «medida de precaución» en una obligación de quedarse y regresar a casa de 9:00 p.m. a 7:00 a.m, con la obligación de permanecer en el Municipio de residencia. Lxs compañerxs fueron acusadxs inicialmente de «asociación subversiva con el propósito de terrorismo y subversión del orden democrático» (art. 270bis c. p., en cuatro personas) y de «ataque terrorista» (art. 280 cp, todxs), más otros delitos relacionados («interrupción del servicio público», «daños», «sabotaje de dispositivos telemáticos», «incendio» y «transporte de material explosivo»), ya que son consideradxs responsables de algunas acciones directas tomadas en Trentino en los últimos dos años. Posteriormente cayó la circunstancia agravante del terrorismo, por lo que la principal acusación se basa en «asociación subversiva» (art. 270 c. p.).

Aquí está la dirección de Stecco:

Luca Dolce
Casa Circondariale di Tolmezzo
via Paluzza 77
33028 Tolmezzo (Ud)
Italia

(it-es) Cile: 19 maggio. Verso la liberazione totale. Memoria e controcultura

Cile: 19 maggio. Verso la liberazione totale. Memoria e controcultura
In ricordo del compagno Mauricio Morales.

Domenica 19 maggio dalle ore 14.00.

Proiezioni, cibo vegano, aggiornamenti sui/lle compagni/e prigionieri/e, mostre e materiale di propaganda, musica e altro ancora.

Attività libera da alcool e fumo.

(Luogo ancora da confermare).

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19 de mayo. Hacia la liberación total. Memoria y kontrakultura

(Lugar por confirmar).

Actividad en recuerdo del compañero Mauricio Morales.

Domingo 19 de mayo. Desde las 14:00hrs

(it-es) Cile: “Meravigliosamente violento. Conversazioni, memoria e tensioni. A dieci anni dalla morte di Mauricio Morales”

21 maggio. Meravigliosamente violento.
Conversazioni, memoria e tensioni.
A dieci anni dalla morte di Mauricio Morales.

Martedì 21 maggio 2019, ore 16:00, av. Brasil #658, Santiago Centro [Cile].

Questa iniziativa è gestita con l’intenzione di valutare e sottolineare ciò che sono stati questi 10 anni di memoria e conflitto, vedendo nell’ampiezza della lotta di diverse generazioni di compagni i modi di ricordare i/le nostri/e morti, le esperienze individuali e collettive, le critiche e l’equilibrio nella memoria che stiamo generando tra tutti/e noi, così come i differenti modi di vedere e/o formare una “comunità in lotta” e le sue prospettive.

Durante la giornata ci sarà cibo solidale con i/le compagni/e in prigione e musica per ravvivare, oltre al lancio della rivista “Hermosamente Violento”, ma soprattutto vogliamo che questa giornata sia uno spazio per parlare, valutare e progettare tra tutti/e.

Per un maggio nero!
La nostra memoria è nera, il nostro cuore anche!

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CONVERSA MAURI21 de mayo. Hermosamente Violento.
Conversaciones, memoria y tensiones.
A 10 años de la muerte de Mauricio Morales.

21 de Mayo/16:00hrs. Av. Brasil #658. Santiago Centro.

Esta actividad se gesta con la intención de evaluar y tensionar lo que han sido estos 10 años de memoria y combate, ver en la amplitud de la lucha de varias generaciones de compañerxs las formas de recuerdo a
nuestrxs muertxs, las experiencias individuales y colectivas, las críticas y el balance en la memoria que hemos ido generando entre todxs, como también las distintas formas del como ver y/o formar una “comunidad de lucha” y sus proyecciones.

Durante la jornada habrá comida en solidaridad con lxs compañerxs en prisión, música para amenizar, además del lanzamiento de la revista “Hermosamente Violento”, pero sobre todo buscamos que sea un espacio para conversar, evaluar y proyectar entre todxs.

¡Por un Mayo negro!
¡Nuestra memoria es negra, nuestro corazón también!

[Tomado de 325.nostate.net].

(es) Italia: Condenas contra compañerxs anarquistas por la operación “Scripta Manent”

Italia: Condenas contra compañerxs anarquistas por la operación “Scripta Manent”

Tras largos meses de proceso judicial, finalmente el tribunal italiano dicto condena contra distintos compañerxs anarquicxs acusados de pertenencia a la FAI-FRI y por distintos ataques explosivos contra el dominio.

Las sentencias repartidas por los inquisidores de turno fue la siguiente:
Alfredo Cospito: 20 años de prisión;
Anna Beniamino: 17 años de prisión;
Nicola Gai: 9 años de prisión;
Alessandro Mercogliano: 5 años de prisión;
Marco Biseti: 5 años de prisión.

El resto de lxs compañerxs fue absuelto. Vale la pena recordar que esta sentencia fue en primera instancia existiendo la posibilidad de apelar, durante los primeros meses del proximo año.

¡Por una solidaridad insurrecta e internacionalista!
Fuerza a lxs compañerxs que han enfrentado los vericuetos de la justicia con la frente en alto.

[Tomado de publicacionrefractario.wordpress.com].

(it-es) Cile: Manifesto in memoria del compagno Mauricio Morales, a dieci anni dalla sua morte in azione

Manifesto in memoria del compagno Mauricio Morales, a dieci anni dalla sua morte in azione:

Mauricio Morales presente

La mattina del 22 maggio 2009 moriva in azione il compagno Mauricio Morales, in seguito alla detonazione anticipata del congegno esplosivo con il quale intendeva attaccare la Scuola della Gendarmeria, una fabbrica di miserabili carcerieri.

Ricordiamo la vita del Punki Mauri, la vita che ha scelto di vivere, le sue idee ed azioni, le decisioni che lo hanno portato a percorrere il sentiero anarchico, con cuore e convinzione. Dalla strada cerchiamo di mantenere viva l’anarchia, in ogni gesto di memoria attiva e conflittuale, senza vittimismo o docilità, rendendo l’atto e la parola un elemento pericoloso per l’ordine sociale dei potenti.

Niente è finito
Tutto continua

Por la expansion del caos…
Prokura ke viva la anarkía

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Propaganda en memoria del compañero Mauricio Morales, a 10 años de su muerte en acción (Chile):

Mauricio Morales presente

La madrugada del 22 de mayo de 2009 muere en axión el compañero Mauricio Morales, tras la detonación anticipada del artefacto explosivo con el que pretendía atacar la Escuela de Gendarmería, fábrica de miserables carceleros.

Recordamos la vida del Punki Mauri, la vida que eligió vivir, sus ideas y acciones, las decisiones que lo llevaron a transitar el camino anárquico, con corazón y convicción. Desde la kalle procuramos que siga viva la anarquía, en cada gesto de memoria activa y confrontacional, sin victimismo ni docilidad, haciendo en el acto y la palabra un elemento peligroso para el orden social de los poderosos.

NADA HA ACABADO
TODO CONTINÚA

Por la expansión del caos…
Prokura ke viva la anarkía

[Tomado de 325.nostate.net].

(it-es) Santiago de Chile: Fiera della memoria anti-carceraria, in ricordo del compagno Mauricio Morales

Fiera della memoria anti-carceraria, in ricordo del compagno Mauricio Morales

Compagni/e, vi invitiamo a partecipare alla Fiera della memoria anti-carceraria in memoria di Mauricio Morales e degli 81 prigionieri assassinati dallo Stato, domenica prossima, 5 maggio, dalle ore 16:00, davanti alla prigione di San Miguel [a Santiago de Chile].

Ricordando un compagno anarchico che ha combattuto contro tutte le gabbie e la società carceraria fino all’ultimo giorno della sua vita, proprio di fronte alla prigione dove lo Stato e la Gendarmeria hanno ucciso 81 prigionieri l’8 dicembre 2010 ha un significato e un valore speciale.

Rivendichiamo una memoria storica di combattimento piena di esperienze che sfidano il dominio, in ogni possibile scenario e in qualsiasi momento; il disegno utilizzato nel poster era la copertina del bollettino numero 4 (1998) della pubblicazione “Libelo” fatta dal collettivo KaminaLibre della prigione di Alta Sicurezza.

L’appello è di incontrarsi di fronte alla prigione, uno spazio di memoria che le famiglie dei prigionieri assassinati stanno vincendo mese dopo mese, con determinazione, alimentando una fiamma che non si spegne.

Ti invitiamo a portare le tue fiere di propaganda con materiale anti-autoritario o autoproduzioni, per continuare a diffondere la peste nera. Durante il giorno ci saranno cibo vegano, informazioni sui/sulle compagni/e prigionieri/e e alcuni compagni condivideranno della musica.

La nostra memoria è nera,
il nostro cuore anche.

Biblioteca Antiautoritaria “Sacco e Vanzetti”

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https://325.nostate.net/wp-content/uploads/2019/04/5demayo.jpgFeria por la memoria anticarcelaria, en recuerdo del compañero Mauricio Morales

Compañerxs, lxs invitamos a hacerse parte de la Feria por la Memoria Anticarcelaria en recuerdo de Mauricio Morales y los 81 presos asesinados por el Estado, el próximo domingo 5 de mayo, desde las 16 hrs, frente a la cárcel de San Miguel [Santiago de Chile].

Recordar a un compañero anárquico que luchó contra todas las jaulas y la sociedad carcelaria hasta el último día de su vida, justo frente a la prisión donde el Estado y Gendarmería asesinaron a 81 presos el 8 de diciembre de 2010 tiene un especial significado y valor.

Reivindicamos una memoria histórica de combate repleta de experiencias que desafían al dominio, en todo escenario posible y en cualquier época, el dibujo utilizado en el afiche fue la portada del boletín número 4 (1998) de la publicación LIBELO que era realizada por el colectivo KaminaLibre desde la Cárcel de Alta Seguridad.

El llamado es a reunirnos frente a la cárcel, espacio de memoria que las familias de los presos asesinados han ido ganando mes a mes, con constancias alimentando una llama que no se apaga.

Lxs invitamos a llevar sus ferias de propaganda con material antiautoritario u oficios, a seguir propagando la peste negra. Durante la jornada habrá comida vegana, info de compañerxs presxs, butoh y algunxs compañerxs compartirán música.

NUESTRA MEMORIA ES NEGRA,
NUESTRO CORAZÓN TAMBIÉN.

Biblioteca Antiautoritaria Sacco y Vanzetti

[Text from 325.nostate.net].

(fr-es) Hérésie, numéro 3

https://attaque.noblogs.org/files/2019/04/H%C3%A9r%C3%A9sie_3.pngHérésie, numéro 3

Ceci est le troisième numéro d’Hérésie. Pour simplifier, le sous-titre est « réflexions individualistes », mais la revue n’est pas enfermée dans cette définition, et de temps en temps les différents textes publiés peuvent même se contredire entre eux. La raison d’être d’Hérésie est de contribuer à des débats parmi les anarchistes, de ressortir des oubliettes des vieux textes qui n’ont pas perdu du sens aujourd’hui, et de traduire des textes qui selon moi méritent d’être diffusées dans l’aire francophone.

Tant que mon pessimisme ne me fera pas abdiquer sur l’envie et le besoin de m’adresser à ceux/celles qui partagent des désirs, des angoisses, des rages et des réflexions similaires, Hérésie existera, et sera publiée de façon plus ou moins régulière.

Sommaire du numéro 3 :

• Introduction
• Prélude, Benjamin de Casseres
• Du pessimisme, Neti
• Mon individualisme libertaire, D. Giraud
• Lettre d’une lycéenne à ses parents
• Vagabond, Apio Ludd
• La Louve, L.
• Au-delà du Mouvement, DMP
• Drogue, M.V.
• Ne cesse jamais de chercher, Une Assemblée d’Anarchistes Anonymes

La proposition de contributions, de dialogue, reste toujours ouverte. Et les retours, critiques, remarques sont toujours bienvenus.

Comme pour les numéros précédents, Hérésie n’est pas disponible sur la toile virtuelle, il suffit donc d’envoyer un mail à diomedea(arobase)riseup(point)net pour la recevoir sur papier dans sa boîte aux lettres.

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Hérésie, n. 3

Este es el tercer número de Hérésie. Para simplificar, el subtítulo es «reflexiones individualistas», pero la revista no está incluida en esta definición, y de vez en cuando los diversos textos publicados pueden incluso contradecirse entre sí. La razón de ser de Hérésie es contribuir a los debates entre lxs anarquistas, dejando atrás los textos antiguos que hoy no han perdido sentido y traducir textos que, en mi opinión, merecen ser transmitidos. en la zona francófona.

Mientras mi pesimismo no me haga renunciar al deseo y la necesidad de dirigirme a quienes comparten deseos, ansiedades, rabias y reflexiones similares, Hérésie existirá y se publicará más o menos regular.

Sumario del numéro 3:

• Introduction
• Prélude, Benjamin de Casseres
• Du pessimisme, Neti
• Mon individualisme libertaire, D. Giraud
• Lettre d’une lycéenne à ses parents
• Vagabond, Apio Ludd
• La Louve, L.
• Au-delà du Mouvement, DMP
• Drogue, M.V.
• Ne cesse jamais de chercher, Une Assemblée d’Anarchistes Anonymes

La propuesta de aportes y diálogo sigue abierta. Y los comentarios, críticas, comentarios son siempre bienvenidos.

En cuanto a los problemas anteriores, Hérésie no está disponible en el lienzo virtual, por lo que solo envíe un correo electrónico a diomedea (arroba) riseup (dot) net para recibirlo en papel en su buzón.

[Traducción: anarquia.info].

(it-fr-es) Miserabili!

Miserabili!

Era tutto pronto fin dal mattino: giornalisti e dirette tv sulla tv nazionale…

Non si è fatto mancare nulla il miserabile magistrato di Torino, Roberto Sparagna, per mettere pressione su una banda di altrettanti miserabili (o giuria popolare capitanata dal giudice Alessandra Salvadori).

Un povero demente in cerca di visibilità che dopo aver traslocato dalla procura antimafia a quella per terrorismo, è riuscito ad arrivare dove per decine di anni altri miserabili dei suoi colleghi hanno fallito: associazione sovversiva con finalità di terrorismo.

Già me lo vedo tra qualche giorno seduto sulle poltrone di casa Vespa a “Porta a Porta”, in compagnia di qualche criminologa fallita a raccontare cosa sia l’anarchismo e come si divide in gruppi, gruppetti, buoni e cattivi e le sue gesta eroiche contro la F.A.I.-F.R.I.

Vorrei ricordare al miserabile sostituto procuratore che nonostante le pene elevate che hai ottenuto contro i nostri compagni, fratelli e sorelle Alfredo, Nicola, Anna, Marco e Alessandro, hai vinto una piccola battaglia… la guerra contro lo Stato ed i miserabili come te sarà lunga.

Sono cosciente che queste poche righe andranno ad aggiungersi ad un’altra quantità di merda che vomiterai sui prossimi atti giudiziari in corte d’appello, ma non è mio problema…

Non pensare mai che mi togli il sonno con le tue minacce perché già c’hanno provato i tuoi colleghi inquisitori in passato, e se oggi tu parli di me vuol dire che resto sempre in piedi e non arretro di mezzo millimetro. Inoltre continuerò a fare quello che so fare di meglio: prendere il tuo bel piano di merda e ribaltartelo contro.

Alfredo, Nicola, Anna, Marco e Alessandro non li vedrete mai seppelliti nei vostri lager!
Loro sono con noi ogni giorno, ora, minuti e istanti, e non mancheremo mai di fargli sentire il nostro calore, la nostra solidarietà e la nostra complicità fino a quando non li avremo di nuovo tra noi.

Questo sarà per loro e per tantissimi altri compagni anarchici detenuti in ogni lager del mondo.
Questo sarà fino a quando delle vostre istituzioni e delle vostre carceri non rimarranno che le ceneri.

Per sempre nemico vostro!
Per l’insurrezione, per l’Anarchia.

25/04/19
Gioacchino Somma

[Tratto da anarhija.info].

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Minables!

Tout était prêt depuis le matin : journalistes et directe télé sur les chaînes nationales…

Le minable Proc’ de Turin, Roberto Sparagna, ne manquait de rien, afin de mettre la pression sur une bande de minables comme lui (le jury populaire, guidé par la juge Alessandra Salvadori).

Un pauvre dément à la recherche de notoriété qui, après son déménagement du parquet anti-mafia à celui antiterrorisme, a réussi à arriver là où, pendant des dizaines d’années, d’autres minables collègues à lui ne sont pas parvenus : association subversive avec finalité de terrorisme.

Je le vois déjà, dans quelques jours, chez Vespa sur « Porta a Porta » [émission télé d’« information », très connue, menée par le journaflic Bruno Vespa], avec une quelconque criminologue ratée, en train de raconter qu’est ce qu’est l’anarchisme, comme il se divise en groupes, bandes, gentils et méchants, ainsi que ses propres actes d’héroïsme contre la FAI/FRI.

Je voudrais rappeler au minable Procurateur adjoint que, malgré les dures peines que t’as obtenu contre nos compagnons, frères et sœurs Alfredo, Nicola, Anna, Marco et Alessandro, tu n’a gagné qu’une petite bataille… la guerre contre l’État et ses minables serviteurs, comme toi, sera longue.

Je sais que ces quelques lignes iront s’ajouter au tas de merde que tu vomira dans les prochains dossiers judiciaires en Appel, mais ce n’est pas mon problème…

Ne pense pas que tu me fais peur avec tes menaces, tes collègues inquisiteurs y ont déjà essayé par le passé et si aujourd’hui encore tu parle de moi, cela signifie que je suis encore débout et que je ne recule pas, ne serait que d’une demi-millimètre. En plus, je continuerai à faire ce que je sais faire de mieux : prendre ton joli tas de merde et te le renvoyer.

Alfredo, Nicola, Anna, Marco et Alessandro, toi et tes semblables vous ne les verrez pas enterrés dans vos bagnes !
Ils sont avec nous chaque jour, à chaque heure, à chaque minute, à chaque instant et nous ne manquerons pas de leur faire sentir notre chaleur, notre solidarité et notre complicité, jusqu’à quand on les reverra à nouveaux parmi nous.

Cela vaut pour eux et pour les très nombreux compagnons anarchistes prisonnier dans toutes les prisons du monde.
Cela vaut jusqu’à quand, de vos institutions et de vos prisons, ne resteront que des cendres.

Toujours votre ennemi !
Pour l’insurrection, pour l’Anarchie !

25/04/2019
Gioacchino Somma

[Depuis attaque.noblogs.org].

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Miserables!

Todo estaba listo por la mañana: periodistas y señal en vivo en la televisión nacional…

El miserable magistrado de Turín, Roberto Sparagna, no perdió nada para presionar a una banda de hombres miserables (o jurado popular encabezado por la jueza Alessandra Salvadori).

Un pobre demente en busca de visibilidad que, después de pasar de la oficina del fiscal antimafia a la de terrorismo, logró llegar a donde fallaron durante décadas otrxs miserables colegas: una asociación subversiva con objetivos terroristas.

Ya lo veo en unos pocos días sentado en los sillones de la casa Vespa en «Porta a Porta», en compañía de algunxs criminólogxs explicando qué es el anarquismo y cómo se divide en grupos, grupos pequeños y bueno sobre sus hazañas heroicas contra la FAI-FRI.

Me gustaría recordarle al miserable fiscal adjunto que a pesar de las altas sanciones que han recibido nuestrxs compañerxs, hermanos y hermanas Alfredo, Nicola, Anna, Marco y Alessandro, ha ganado una pequeña batalla… la guerra contra el Estado y los miserables como tu será algo largo.

Soy consciente de que estas pocas líneas se agregarán a otra cantidad de mierda que vomitará en los próximos actos judiciales en el tribunal de apelación, pero no es mi problema…

Nunca pienses que nos quitas el sueño con tus amenazas porque tus compañerxs inquisidores en el pasado ya lo han intentado, y si hoy hablas de mí, significa que siempre estoy en pie y no medio milímetro detrás. También continuaré haciendo lo que mejor hago: toma tu hermoso plan de mierda y ponlo en tu contra.

¡Alfredo, Nicola, Anna, Marco y Alessandro nunca lxs verán enterradxs en tus prisiones!

Están con nosotrxs cada día, hora, minuto e instante, y nunca dejaremos de hacerles sentir nuestro calor, nuestra solidaridad y complicidad hasta que lxs tengamos nuevamente entre nosotrxs.

Esto será por ellxs y por muchxs otrxs compañerxs anarquistas en cada campo de concentración del mundo.

Esto será hasta que sus instituciones y sus prisiones queden en cenizas.

¡Por siempre vuestro enemigo!
Por la insurrección, por la anarquía!.

04.25.19
Gioacchino Somma

[Traducción: anarquia.info].

(es) Kalinov Most, n. 4 – Publicación Anarquista Internacional / Abril 2019

Índice:

*Editorial

*Sobre la necesidad de continuar la lucha dentro de la cárcel: Prisiones, opciones y trayectoria subversiva en la región chilena.

*Estrategias y particularidades del control al interior de las cárceles en el Estado Español.

*Autoatentados, montajes y sospechas: Cuando la teoria del Estado entra en nuestras cabezas.

*La peste de la cripto-democracia (o cómo lo autoritario se nos colo a base de falsas oposiciones y errados conceptos.

(Aportes externos)

*Breve reporte informativo del Estado del tiempo.

*Pólvora y tinta. Reflexiones sueltas…Sin separar teoría-acción, contra toda especialización.

e-mail: kalinovmost[at]riseup.net
www.kalinovmost.wordpress.com

(en-fr-es) Genoa, Italy: Arson Attack Against Poste Italiane

11.04.2019, Genoa, Italy: Arson Attack Against Poste Italiane

“Many of our people died, but you could not destroy anarchy.
Its roots are too deep,
it was born in the bosom of a rotten society that is collapsing,
it is a violent reaction against the established order,
it represents the aspirations of freedom and equality
who come to break authoritarianism.
It is everywhere, which makes it indomitable,
and in the end it will end up winning and it will kill you”.
– Ravachol

Governments of the past and present have succeeded with the murderous and neo-colonialist policies of neo-liberalism. When it comes to hostile reception of refugees or fueling xenophobia and racism, European countries and all Western governments have promoted and financed wars and created social destabilization where it is convenient to preserve the interests of the oil, arms and mineral trades. The consequences of these death policies are managed today with an iron fist resulting in the closure of borders and ports, deportations, murders at sea and arrests at the borders.

Italian laws create ‘illegal’ men and women who are subjected to blackmail, exploitation and slavery in a society where wealth is extremely polarized.

As part of the Italian government agreement with Libya it provides them with the means to patrol the coasts and collaborates with them in the construction of concentration camps where mercenaries and prison guards, trained by Italian Carabinieri, systematically torture, rape and murder.

During the night between April 10th and the 11th, some Italian postal vehicles were attacked. Let us not forget the cowardly, direct role of the Italian post office in the deportation of refugees. We carried out this small gesture as an act of revenge.

Solidarity with those who fight against this system of exploitation and against State violence.
Violent revolutionary solidarity with prisoners and comrades worldwide.
A sweet memory for all comrades who have fallen in combat.
And finally, support to all the comrades in the forest, these words are dedicated to you. Strength!

Anarchists for Internationalist Solidarity

[From mpalothia.net].

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11.04.2019, Gênes, Italie : Des véhicules de Poste Italiane attaqués

« Nos morts sont nombreux, mais vous n’avez pas pu détruire l’Anarchie. Ses racines sont profondes : elle est née au sein d’une société pourrie qui s’affaisse ; elle est une réaction violente contre l’ordre établi ; elle représente les aspirations d’égalité et de liberté qui viennent battre en brèche l’autoritarisme actuel. Elle est partout. C’est ce qui la rend indomptable, et elle finira par vous vaincre et par vous tuer ».
– Ravachol

Les gouvernements de hier et d’aujourd’hui se succèdent, avec les politiques néocoloniales et assassines du néolibéralisme. Qu’ils parles d’accueil ou qu’ils nourrissent xénophobie et racisme, les pays européens et tous les gouvernements occidentaux à capitalisme avancé ont favorisé et financé des guerres ou bien ils ont crée des situations de déstabilisation sociale, là où cela sert à la conservation des intérêts du commerce de pétrole, d’armes et des minéraux. Les conséquences de ces politiques mortifères sont gérées aujourd’hui avec une main de fer, avec la fermeture des frontières et des ports et avec déportations, assassinats en mer et arrestations aux frontières.

Les lois italiennes produisent des « irréguliers », hommes et femmes soumis tout le long de leurs vies au chantage, à l’exploitation et à l’esclavage, pour une société dans laquelle la richesse est de plus en plus polarisée.

Le gouvernement italien maintient des accords avec le libyen : il le fournit en instruments pour patrouiller ses côtes et il collabore à la construction de camps où mercenaires et matons, endoctrinés par les Carabinieri italiens, torturent, violent et tuent systématiquement.

Dans la nuit du 10 au 11 avril, on a attaqué des véhicules de Poste Italiane. On n’oublie pas le rôle direct et lâche de Poste Italiane dans la déportation des migrants. Ce geste est une petite forme de vengeance.

Solidarité avec ceux qui luttent contre ce système d’exploitation et contre la violence de l’État.
Solidarité révolutionnaire violente avec les compagnons et les compagnonnes prisonnières partout dans le monde.
Un doux souvenir pour les compagnonnes et les compagnons tombés au combat.
Enfin, courage à tous les compagnons et compagnonnes qui sont en cavale, ces lignes sont pour vous. Bon vent !

Anarchistes pour la solidarité internationaliste

[Depuis attaque.noblogs.org].

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11.04.2019, Génova, Italia: Ataques a vehículos de la oficina de correos italiana

“Mucha de nuestra gente murió, pero no se pudo destruir la anarquía.
Sus raíces son demasiado profundas,
nació en el seno de una sociedad podrida y que se derrumba,
Una reacción violenta contra el orden establecido.
Representa las aspiraciones de libertad e igualdad.
Que vienen a romper el autoritarismo.
Está en todas partes, lo que lo hace indomable.
Y entonces él terminará ganándote y matándote”.
– Ravachol

Los gobiernos de ayer y de hoy han tenido éxito en las políticas asesinas neocolonialistas y neoliberales. Hablando de bienvenida o alimentando la xenofobia y el racismo, los países europeos y todos los gobiernos occidentales con el capitalismo avanzado, han promovido y financiado guerras o creado desestabilización social donde es conveniente preservar los intereses del comercio de petróleo, armas y minerales. Las consecuencias de estas políticas de muerte se manejan hoy con un puño de hierro con el cierre de fronteras, puertos y deportaciones, asesinatos en el mar y detenciones en las fronteras.

Las leyes italianas fabrican hombres y mujeres “irregulares” para ser sometidos a chantajes, explotación y esclavitud para una sociedad donde la riqueza está cada vez más polarizada.

El gobierno italiano lleva a cabo acuerdos que le proporciona medios para patrullar las costas y colaborar en la construcción de campos de concentración donde mercenarixs y carcelerxs, adoctrinadxs por carabinerxs italianxs, realizan torturas, violaciones y asesinatos sistemáticos.

Durante la noche entre el 10 y el 11 de abril, algunxs carterxs italianxs fueron atacadxs. No olvidemos el papel directo y cobarde de la oficina de correos italiana en la deportación de migrantes. Este es un pequeño gesto como forma de venganza.

Solidaridad con quienes luchan contra este sistema de explotación y contra la violencia estatal.
Violenta solidaridad revolucionaria con lxs presxs y compañerxs de todo el mundo.
Un dulce recuerdo para las compañeras y los compañeros caídxs en la batalla.
Y finalmente, un estímulo para todxs los compañeros y compañeras del bosque, estas líneas también están dedicadas a ustedes. Fuerza!

Anarquistas por la solidaridad internacionalista

[Fuente e traducción: anarquia.info].

(it-en-es) Davide Delogu trasferito dal carcere di Augusta a quello di Rossano Calabro

Davide Delogu trasferito dal carcere di Augusta a quello di Rossano Calabro

Il compagno anarchico sardo Davide Delogu è stato trasferito dal carcere di Augusta (provincia di Siracusa, in Sicilia) a quello di Rossano Calabro (provincia di Cosenza, in Calabria). L’indirizzo cui poter spedire lettere, telegrammi, libri, ecc., è il seguente:

Davide Delogu
c/o Casa di Reclusione di Rossano Calabro
Contrada Ciminata
87067 Corigliano-Rossano (Cs)

Dal giorno 11.03.2019 e nel corso del mese di marzo il compagno era in sciopero della fame perché la nuova direttrice del carcere di Augusta (Angela Lantieri) appena arrivata aveva da subito revocato il permesso di colloquio che Davide fa con una compagna sarda (unico colloquio che attualmente ha possibilità di fare). Inoltre aveva accompagnato lo sciopero con mancati rientri in cella varibili tra i 30 e i 60 minuti e battiture quotidiane in cella.

Solidarietà con l’anarchico Davide Delogu!

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Davide Delogu transferred from Augusta to Rossano Calabro prison (Italy)

The anarchist sardinian comrade Davide Delogu was transferred from the Augusta prison (province of Syracuse, in Sicily) to that of Rossano Calabro (province of Cosenza, in Calabria). The address to which letters, telegrams, books, etc., can be sent is as follows:

Davide Delogu
c/o Casa di Reclusione di Rossano Calabro
Contrada Ciminata
87067 Corigliano-Rossano (Cs)
Italia (Italy)

From 11.03.2019 and during the month of March the comrade was on a hunger strike because the new director of the Augusta prison (Angela Lantieri) who had just arrived had immediately revoked the meeting permit that Davide makes with a Sardinian comrade (the only meeting he can currently do). He had also accompanied the strike with missed returns in the cell varying between 30 and 60 minutes and daily keystrokes in the cell.

Solidarity with anarchist Davide Delogu!

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Davide Delogu trasladado desde la prisión de Augusta a la de Rossano Calabro

El compañero anarquista sardo Davide Delogu fue trasladado desde la prisión de Augusta (provincia de Siracusa, en Sicilia) a la de Rossano Calabro (provincia de Cosenza, en Calabria). La dirección a la que se pueden enviar cartas, telegramas, libros, etc. es la siguiente:

Davide Delogu
c/o Casa di Reclusione di Rossano Calabro
Contrada Ciminata
87067 Corigliano-Rossano (Cs)
Italia (Italy)

Desde el 11.03.2019 y durante el mes de marzo el compañero estuvo en huelga de hambre porque la nueva directora de la prisión de Augusta (Angela Lantieri) nada más llegar revocó inmediatamente el permiso de reunión que Davide tenía con un compañero sardo (el único encuentro que actualmente puede tener). Acompañó también la huelga con negativas a regresar a su celda variando entre 30 y 60 minutos y con “chapeos” diarios en la celda.

¡Solidaridad con el anarquista Davide Delogu!

[Traduccion de vozcomoarma.noblogs.org].

(it-en-es) Italia: Trasferite nel carcere de L’Aquila le compagne anarchiche detenute nella sezione AS2 del carcere di Roma Rebibbia

Trasferite nel carcere de L’Aquila le compagne anarchiche detenute nella sezione AS2 del carcere di Roma Rebibbia

Le compagne anarchiche detenute nella sezione AS2 (“Alta Sicurezza 2”) del carcere di Roma Rebibbia sono state trasferite nel carcere de L’Aquila. Si tratta di Anna (in carcere dal 6 settembre 2016 per l’operazione “Scripta manent”, di cui attualmente si sta svolgendo il a processo a Torino e che a breve arriverà alla sentenza di primo grado, per cui il pubblico ministero ha già fatto richiesta di condanna), Silvia (arrestata il 7 febbraio 2019 nel contesto dell’operazione “Scintilla” e dello sgombero dell’Asilo Occupato a Torino) e Agnese (arrestata il 19 febbraio 2019 per l’operazione “Renata” in Trentino). E’ stata istituita una sezione AS2 femminile nel carcere de L’Aquila. Qui di seguito gli indirizzi:

Anna Beniamino
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

Silvia Ruggeri
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

Agnese Trentin
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

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The anarchist comrades detained in the AS2 section of Rome Rebibbia prison were transferred to the prison of L’Aquila (Italy)

The anarchist comrades detained in the AS2 section (“High Security 2”) of the Roma Rebibbia prison were transferred to the prison of L’Aquila. They are Anna (in prison since 6 September 2016 for the “Scripta manent” operation, of which a trial is currently taking place in Turin and which will soon reach the first instance sentence, for which the prosecutor has already done conviction request), Silvia (arrested on 7 February 2019 in the context of the “Scintilla” operation and the eviction of Asilo Occupato in Turin) and Agnese (arrested on 19 February 2019 for the “Renata” operation in Trentino). A women’s AS2 section was established in the prison of L’Aquila. Here are the addresses:

Anna Beniamino
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia (Italy)

Silvia Ruggeri
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia (Italy)

Agnese Trentin
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia (Italy)

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Las compañeras detenidas en la sección AS2 (Alta Seguridad 2) de la prisión de Rebibbia, en Roma, fueron trasladadas a L’Aquila

Las compañeras anarquistas detenidas en la sección AS2 (Alta Seguridad 2) de la prisión de Roma Rebibbia fueron trasladadas a la prisión de L’Aquila. Son Anna (en prisión desde el 6 de septiembre de 2016 por la Operación Scripta Manent, por la cual está teniendo lugar un juicio actualmente en Turín en el que pronto se alcanzará la sentencia de primera instancia, por la cual la fiscalía ya ha hecho una petición de condena), Silvia (arrestada el 7 de febrero de 2019 en el contexto de la Operación Chispa y el desalojo del Asilo Occupato en Turín) y Agnese (arrestada el 19 de febrero de 2019 por la Operación Renata en Trentino). Una sección AS2 de mujeres fue establecida en la cárcel de L’Aquila. Aquí van las direcciones:

Anna Beniamino
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia

Silvia Ruggeri
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia

Agnese Trentin
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia

[Traduccion de vozcomoarma.noblogs.org].

(es) Libres y Peligrosxs. Un texto de Elisa y Gabriel

Libres y Peligrosxs

Ardire, Scripta Manent, Operación Buyo… Os suenan? Son solo algunas de las “operaciones” jurídico-policiales que nuestro “clan” ha experimentado en carne propia por el hecho de ser y estar anarquistas hasta las últimas consecuencias.
Somos un clan-nómada que va de país en país en busca de cómplices que practiquen el anarquismo sin buscar la aprobación y el consenso, que accionen sin preocuparles el discurso “políticamente correcto” (tan de boga en nuestros tiempos) que hoy infesta nuestras tiendas. Tampoco nos interesa la “estética” si no la “ética”, lo práctico, lo real…
Procuramos un anarquismo que nos manche las manos, que nos mantenga despiertx y siempre en guardia (lo opuesto a toda auto-complacencia); ése anarquismo que desagrada e inquieta a los siervos del Estado que no cejan en su empeño de encarcelarnos.
No es fácil ir de un lugar a otro. Aún es más arduo con nuestra hija a cuestas, esa pequeña hermosura que hemos llamado Iraultza y, una compañera canina que jamás renunciaremos a llevar con nosotrxs, porque es parte integral  de nuestro clan.
Al parecer, el Estado español tampoco ha renunciado a quererme encarcelar por un “resto de condena” que solo existe en sus podridas mentes y en sus papeles de mierda.
Estando así las cosas, hemos decidido vivir en la sombra, aportando nuestro granito de arena invisible en todos aquellos proyectos que nos resultan de interés y con los que nos sentimos cómplices.
Expresamos toda nuestra solidaridad subversiva para lxs compañerxs DIGNXS juzgadxs en Italia y en el mundo. No tenemos declaraciones que ofrecer en aulas de “togadxs” porque nos cagamos en sus teatros y sainetes, en sus acusaciones y absoluciones.
El mejor modo de propagar la Anarquía es viviéndola intensamente y, no representándola. No se nos da la farsa ni la comedia.
No habrá más “comunicados” de nuestro clan: Estamos libres y somos peligrosxs.

¡Por la Anarquía!

El clan nómada-anárquico.
Elisa-Gabriel-Iraultza y la cuadrúpeda.