(it-en) Roma, Italia: Incendiato ripetitore in solidarietà con gli anarchici prigionieri in sciopero della fame

Roma, Italia: Incendiato ripetitore in solidarietà con gli anarchici prigionieri in sciopero della fame

ROMA – 12 GIUGNO
INCENDIATI I COPERTONI DI UN CAMION-RIPETITORE
IN SOLIDARIETA’ CON ANNA SILVIA E I PRIGIONIERI ANARCHICI IN SCIOPERO DELLA FAME
PER LA CHIUSURA DELLA SEZIONE AS2 DELL’AQUILA
NO 41 BIS
NO VIDEOCONFERENZA

[Tratto da roundrobin.info].

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Rome, Italy: Phone mast torched in solidarity with anarchists prisoners on hunger strike

ROMA – 12th JUNE
TORCHED THE WHEELS OF A TRUCK-PHONE MAST
IN SOLIDARITY WITH ANNA, SILVIA AND THE ANARCHIST PRISONERS ON HUNGER STRIKE
FOR THE CLOSING OF THE AS2 SECTION OF L’AQUILA
NO 41 BIS
NO VIDEOCONFERENCE

(it-en) Atene, Grecia: Informazioni sulla sentenza nel quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria

Atene, Grecia: Informazioni sulla sentenza nel quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria

La sentenza riguarda il tentativo di fuga in effettuato il 21 febbraio 2016 da Pola Roupa (quest’ultima, all’epoca clandestina e ricercata, tentò di fare evadere Nikos Maziotis dal carcere di Korydallos dirottando un elicottero), alcuni espropri bancari (uno al Pireo presso l’ospedale “Sotiria” e uno alla Banca nazionale Malesina) e possesso di armi e materiale esplosivo.

L’attuale condanna nel quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria è perfettamente in linea con l’ufficio del procuratore. I membri di Lotta Rivoluzionaria Pola Roupa e Nikos Maziotis sono stati condannati per l’intera accusa (tentativo di prendere possesso del velivolo, rapimento, minacce e violenze contro il pilota, interruzione di trasporto aereo, esproprio di alcune banche, detenzione di armi ed esplosivi, falsificazione di documenti, ecc.) rispettivamente a 120 anni, con una fusione di 65 anni (per Pola Roupa), e a 37 anni di reclusione, con una fusione di 24 anni (per Nikos Maziotis), quest’ultimo per l’accusa di “istigazione” riguardo alla tentata evasione.

Konstantina Athanasopoulou e George Charalambidis sono state condannate per la partecipazione a Lotta Rivoluzionaria, per l’espropriazione della Banca nazionale Malesina e per altre accuse (“furto”, “falsificazione di documenti” e “detenzione di armi”) rispettivamente a 60 anni di reclusione, con una fusione di 35 anni e 6 mesi, e a 58 anni di reclusione, con una fusione di 34 anni e 6 mesi.

Gli altri imputati sono stati assolti da tutte le accuse, così come proposto dal pubblico ministero.

Solidarietà con i compagni di Lotta Rivoluzionaria.

[Nota: Konstantina Athanasopoulou venne arrestata assieme a Pola Roupa il 5 gennaio 2017 nel corso di una operazione anti-terrorismo e successivamente venne scarcerata. Contestualmente venne anche sequestrato dalle forze di polizia il figlio di Pola e Nikos, tempo dopo affidato ad una parente. Per tali fatti Konstantina, Pola e Nikos entrarono in sciopero della fame e della sete].

Tradotto e leggermente rielaborato dal testo riportato a questo link: https://actforfree.nostate.net/?p=34006
Il testo in greco è possibile leggerlo a questo link: https://athens.indymedia.org/post/1598659/

[Tratto da roundrobin.info].

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Greece, Athens: Information on the decision of the 5th Revolutionary Struggle trial

Concerning the attempted escape by helicopter carried out on 21/2/2016 by Pola Roupa, bank expropriation (Piraeus in the Sotiria hospital and the Malesina National bank), possession of weapons and explosives.

The current decision of the 5th trial of Revolutionary Struggle was perfectly consistent with the Prosecutor’s Office. The members of Revolutionary Struggle, Pola Roupa and Nikos Maziotis, were sentenced for the entire indictment (attempted aircraft capture, kidnap, threats and violence against the pilot, disruption of air transport, expropriation of banks, possession of weapons and explosives, forgery etc.) to 120 years’ imprisonment, with a merger of 65, and the comrade Maziotis to 37 years’ imprisonment, with a merger of 24 for instigation for the charge of attempted escape.

Kostantina Athanasopoulou and Charalambidis were sentenced for participation in Revolutionary Struggle, the expropriation of Malesina National Bank and other acts (thefts, forgery, weapons and weapons) to 60 years’ imprisonment, the first with a 35.5 years merger, the second to 58 years’ imprisonment, with a merger of 34.5.

The other defendants were acquitted of all charges, as was the prosecutor’s proposal.

Solidarity with the R.O – Revolutionary Struggle.

[Text taken from actforfree.nostate.net].

(it) Le giravolte di Lecce: una città frantumata

Le giravolte di Lecce: una città frantumata

Un filo rosso sembra attraversare le storie vissute nel quartiere delle Giravolte di Lecce. Un luogo ormai quasi frantumato dopo l’arrivo di una palazzinara affarista, dal nome Beatrice Baldisser, che ne trasformerà il volto e il tessuto sociale in maniera irreversibile. E dopo la morte di questo quartiere, Lecce potrà dirsi una città completamente trasformata. In cambio ci sarà tanta movida e locali alla moda, ristoranti e alberghi e i diffusissimi B&B. E tanti tanti turisti. In molti saranno contenti di un turismo che consuma la città, ma pochi rifletteranno sul fatto che questo fenomeno, conosciuto ormai anche in tante città del mondo è di fatto un processo violento, disumano e omologante. Violento e disumano perché dà vita ad un assioma: caccia i poveri per fare spazio ai ricchi. O meglio caccia tutto ciò che è indesiderabile e stonato rispetto a un quadro omologato di turismo, per fare spazio al denaro con il quale tutto diventa fruibile e senza il quale tutto diventa vietato. Basti pensare alle varie norme che vietano di sedersi sui gradini di una qualche chiesa o di una qualche palazzo storico per mangiare un panino. Ordinanze cosiddette antidegrado che man mano diventano la regola e vengono accettate. Dal centro di Lecce, ormai diventato vetrina intoccabile, questo processo si estenderà ai quartieri limitrofi: San Pio, Leuca, …

DIO, DENARO, LUCRO
Spietata e affarista, la signora Baldisser, che per ripulire i posti in cui speculare, murerebbe anche la gente dentro, come ha affermato lei stessa, in fondo non ha tutte le colpe. Ovvio che economia e politica fanno il paio: l’una, che conosce solo il linguaggio del denaro, tenta di far profitto in ogni modo, l’altra consente, in maniera legale o meno – in questi casi non vengono usate tante sottigliezze su questo concetto, urlato invece in altri contesti – regalando permessi, agevolando amici e parenti o semplicemente chi è disposto a pagare di più. E la signora Baldisser, tenutaria di un centro benessere all’interno dell’hotel Tiziano di cui è proprietario l’ex sindaco Perrone, nonché tenutaria in passato di un centro benessere per dipendenti comunali all’interno del Comune di Lecce durante la giunta Poli Bortone, (quando si dice la politica dalla parte della gente…), nel 2016 riusciva infatti ad acquistare dal comune di Lecce, un immobile proprio in via delle Giravolte per farne un luogo di lusso. Tale immobile tuttavia risultava destinato a fini sociali così come molti immobili del quartiere. Per evitare di sprecare tempo con troppa burocrazia la signora Baldisser, ottenuto comunque un cavallo di Troia per inserirsi in un contesto sociale a lei estraneo e trarne profitto, si è rivolta al monastero delle suore benedettine, proprietarie di molti immobili in questo e altri quartieri della città. Le suore benedettine, per nulla turbate dal possesso di questi edifici e dai precetti sulla povertà e la carità della “Santa Romana Chiesa”, li avevano da qualche anno messi in vendita dopo aver fatto sgomberare decine di immigrati che lì vivevano da numerosi anni. E per accorciare i tempi avevano fatto tagliare loro l’acqua, nonostante sia considerata un bene primario che non può essere sottratto. Ma anche in questo caso, chi ha solo sete di potere e denaro ha necessità di semplificare le cose e considera un ostacolo chi ha sete veramente. Chiaro che chi ha eseguito il taglio dell’acqua ha la stessa responsabilità di chi ne ha fatto richiesta.

LA STORIA NON CAMBIA
Ancora un passo indietro e ci si imbatte nel personaggio di Mara, una transessuale leccese che molti ricordano con simpatia, per il suo carattere eccentrico, per la sua schiettezza. Mara aveva conosciuto il carcere a Genova a causa delle leggi sul travisamento e ed era stata allontanata dalla sua famiglia per via delle sue scelte di vita. Ma una volta tornata a Lecce si era trasformata da oppresso in oppressore, accumulando denaro, acquistando immobili affittati poi a stranieri stipati all’interno, anche 15 per stanza, in modo da ricavarne il più possibile e pressando mese dopo mese con ricatti e minacce, affinché i canoni fossero pagati. Alla sua morte aveva donato tutto al monastero delle suore benedettine, richiedendo che gli immobili fossero lasciati in uso a chi già li usava e che quindi avessero una destinazione sociale. Un fatto che dovrebbe essere ovvio per delle suore. E invece questi immobili hanno preso altre destinazioni e dopo essere stati utilizzati da chi, in tempi passati, veniva disprezzato per il fatto di abitare nel centro storico, ora verranno abitati da chi vive il centro storico come uno status quo. La vita in comunità e la solidarietà di un tempo, sostituite dal lusso e da un turismo che avrà contribuito a spazzare via le storie dei quartieri e che non esisteranno più. E questo non è solo il destino di Lecce. Basta andare in una qualsiasi città europea ora asfissiata dal turismo, per rendersi conto di quanto le strade percorse non parlano più nessuna lingua, non emanano odori né profumi, non sono nulla se non delle strade qualsiasi prive di qualunque caratteristica di vita.

SENZA FUTURO
Tuttavia, ancora per poco, i muri delle Giravolte rimangono impregnati di racconti, storie, odori, profumi, sensazioni, e anche tanto sfruttamento. Qualcuno sarà finalmente contento di azzerare tutto quanto e portarvi la tanto osannata riqualificazione, che farà sì che all’interno del quartiere potranno accedervi solo danarosi turisti, con conseguente lievitazione dei prezzi delle case e cacciata definitiva di chi non ha un nutrito conto in banca.
Ma la tanto osannata riqualificazione è il perpetuarsi di una forbice sempre più grande tra ricchi e poveri, tra inclusi ed esclusi, tra chi accede e chi viene cacciato. Tra chi è considerato adatto a questa società, non importano i suoi costumi, l’importante è che possa pagare, e chi è considerato inadatto e in questo caso i suoi costumi contano eccome. Un po’ come chi fa la differenza tra una prostituta di strada, che la morale generale disprezza e una escort, cioè una prostituta d’alto bordo, una che ad esempio si esibisce nei locali, vendendo il suo corpo con professionisti, politici e altro. Entrambe fanno lo stesso mestiere ma il giudizio della morale dominante varia a seconda dei clienti che le sono davanti.
Le storie di queste potenti donne in definitiva fanno tutte schifo: da Mara, alle suore benedettine, all’affarista Baldisser e chi la foraggia, sono tutte storie di potere e di denaro, avidità e calcolo.

BRECCE NEL MURO
Ma per tre anni, dal 2016 al 2019 in uno di questi appartamenti in via delle Giravolte, vi è stata anche una biblioteca anarchica occupata. Il suo nome, Disordine, aveva ed ha in sé il progetto di diffondere libri e idee che rompessero con la morale comune e con l’ordine costituito. Un ordine fatto di potere e repressione, sfruttamento e devastazione, obbedienza e annichilimento delle coscienze. Disordine è appunto l’opposto. Relazioni umane non più basate sulla gerarchia, ribellione e rivolta contro le iniquità, libertà da ogni schiavitù, religiosa, morale, economica, salariale, tecnologica, statale. Di questi tempi, d’altronde, coltivare sogni, progetti e una tensione antiautoritaria, risulta davvero urgente e necessario, per resistere ad un pensiero unico sempre più asfissiante e ad un ordine tecnologico livellante e avvilente. In questi tempi in cui a Lecce si è sparlato di anarchici sui giornali, per fare terra bruciata attorno a loro, inventando storie esilaranti, è ancora tempo di aprire spazi di libertà, di critica, di autorganizzazione.

Biblioteca anarchica Disordine
[Lecce, giugno 2019]

[Pdf del testo scaricabile a questo link].

(it) E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”

E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”

E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”.
Le perquisizioni del 19 febbraio ci hanno scompaginato le carte, impedendoci di utilizzare sia l’e-mail della rivista che la vecchia poste pay. Pertanto per richiedere copie, inviare considerazioni e contributi, l’indirizzo cui scrivere per il momento è: navedeifolli@gmail.com

Per i pagamenti: poste pay numero 5333 1710 2666 5055 intestata a Carlo Andrea Casucci.
Si prega inoltre di segnalare con un’e-mail i pagamenti effettuati

Di seguito un brano dell’editoriale:

Le ingiunzioni dell’Apparato producono un fascio di reazioni condizionate nella vita quotidiana che poi la Reazione mobilita nella difesa servile e rancorosa dell’ordine sociale. Come in tutte le fasi di profonda ristrutturazione – pensiamo, per quanto riguarda l’Italia, al periodo a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta – lo Stato ha bisogno di armare la classe proprietaria. Ai ceti più vigliacchi, silenziosi quando le lotte sono in posizione di attacco, l’attuale ideologia sovranista – che sembra coniugare l’arroganza neoliberale di un Reagan e di una Tatcher con il collettivismo nazionalista di un Putin – offre una prospettiva di potere. A quel blocco sociale reazionario che in questo paese è sempre esistito – e che nella spietata competizione del capitale globale ha la funzione della variabile passiva e intercambiabile -, il Capitano con la maglia della polizia (calcio e spirito di caserma insieme) fornisce la coesione dell’ordine. Da questo punto di vista la legge sulla legittima difesa e quella sulla famiglia vanno lette assieme. Il maschio proprietario deve poter sparare ai figli e ristabilire il proprio comando sulla moglie e sui figli. “Dio, famiglia e proprietà” è da sempre lo slogan di quel clerico-fascismo che dal Brasile di Bolsonaro all’Italia di Salvini e Fontana esprime l’ideologia del fazendeiro e del bottegaio.

Stanno cercando di metterci all’angolo. Proprio per questo non bisogna né demordere né appiattirsi sulle lotte e sulle risposte immediate. Dare alla resistenza il respiro di una prospettiva, all’attacco il calore del mondo per cui ci battiamo, dell’utopia – questo l’ossimoro vivente che dobbiamo imparare a diventare.

(it-en) Italia: Aggiornamenti sugli anarchici arrestati per l’operazione “Prometeo” (25/06/2019)

Italia: Aggiornamenti sugli anarchici arrestati per l’operazione “Prometeo” (25/06/2019)

Dopo gli arresti del 21 maggio 2019 per l’operazione repressiva “Prometeo”, Robert e Beppe sono stati rinchiusi nel carcere di Opera a Milano fino al 21 giugno, mentre Natascia è stata rinchiusa in Francia [sulla sua carcerazione in Francia leggere a questo link: https://roundrobin.info/2019/06/operazione-prometeo-due-parole-in-piu-sullarresto-di-natascia-a-bordeaux/].

Nel carcere di massima sicurezza di Opera Robert e Beppe hanno passato un intero mese in isolamento nella sezione 41bis, non essendoci una sezione AS2 [“Alta Sorveglianza 2”], con solo un’ora al giorno di “socialità” potendosi vedere tra loro, e il resto della giornata col blindo chiuso. Questo regime “illegale” è stato segnalato a giudice, PM e garante dei detenuti, tanto più che non era stato richiesto l’isolamento dal giudice, ma nulla è cambiato per un mese.

Sabato 25 maggio un caloroso saluto di solidarietà sotto il carcere è stato sentito e accolto di cuore.

Sono stati autorizzati i colloqui a chi per ora ne ha fatto richiesta; lettere e libri sono stati ricevuti e mandati anche se a rilento, hanno ricevuto denaro e pacchi con vestiti e cibo con qualche aggiunta arbitraria di divieto di passaggio di alcune cose da parte delle guardie (a quanto pare del riso bianco cucinato e dei libri con foto di paesaggi montani sono risultati incomprensibilmente incriminati). In particolare, Beppe ha ricevuto diversi maltrattamenti dalle guardie, tra cui insulti omofobi, mancato accesso alle docce per 3 giorni, non gli è stato portato il vitto per almeno due volte e dopo il colloquio è stato fatto rimanere da solo per almeno due ore in una stanzetta prima di essere riportato in cella.

Intorno al 13 giugno Natascia è stata estradata in Italia, nel carcere di Rebibbia. Le compagne hanno mandato soldi e pacchi di prima necessità; aveva una compagna di cella, e dopo aver protestato era riuscita ad ottenere di avere almeno il blindo aperto. Successivamente è stato fatto il primo interrogatorio, ha potuto svolgere i colloqui con l’avvocato da lei scelto dopo l’infausto episodio dell’avvocato d’ufficio in Francia, ha chiesto notizie dei/lle compagni/e rinchiusi/e in sciopero della fame, una rassegna stampa sull’operazione Prometeo e dei libri. Alcuni giorni dopo anche Natascia ha aderito allo sciopero della fame [iniziato da Anna e Silvia il 29 maggio nel carcere dell’Aquila]. Intorno al 21 giugno è stata trasferita all’Aquila.

Il 19 giugno c’è stato il riesame per Robert e Beppe e due giorni dopo, venerdì 21, hanno avuto un colloquio con l’avvocata. Già dal giorno dopo si è avuto notizia del trasferimento di Beppe ad Alessandria, e lunedì la conferma del trasferimento di Robert a Terni. Il 24 giugno è arrivata la risposta ufficiale del riesame che conferma le misure cautelari in carcere.

Hanno ancora tutti/e e tre la censura della posta per quanto riguarda i “contenuti politici”.

Ribadiamo la nostra solidarietà, e invitiamo tutti/e i/le complici e solidali a continuare ad esprimerla, anche inviando telegrammi, lettere, libri, che aiutano a tenere alto lo spirito dei/lle nostri/e prigionieri/e.

Libertà per Robert, Natascia e Beppe!
Non un passo indietro, nessun rimorso.

I nuovi indirizzi a cui scrivere sono:

Natascia Savio
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

Robert Firozpoor
C. C. di Terni
via delle Campore 32
05100 Terni

Giuseppe Bruna
C. C. di Alessandria “San Michele”
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria

Seguiranno aggiornamenti.

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Italy: Updates on the anarchists arrested for the “Prometeo” operation (25/06/2019)

After the arrests of 21 May 2019 for the repressive operation “Prometeo” (“Prometheus”), Robert and Beppe were imprisoned in the Opera prison in Milan until June 21st, while Natascia was imprisoned in France.

In the maximum security prison of Opera, Robert and Beppe spent an entire month in isolation in section 41bis, as there is no AS2 section [“High Surveillance 2”], with only an hour a day of “socializing” by being able to see each other, and the rest of the day with the barrier closed. This “illegal” regime was reported to the judge, PM and guarantor of the detainees, especially since the isolation had not been requested by the judge, but nothing changed for a month.

Saturday, May 25th, a warm greeting of solidarity under the prison was heard and welcomed.

Talks have been authorized for those who have requested it; letters and books have been received and sent even if slowly, they have received money and packages with clothes and food with some arbitrary prohibition on the passage of certain things by the guards (apparently cooked white rice and books with photos of mountain landscapes have been incomprehensibly incriminated). In particular, Beppe received several ill-treatment by the guards, including homophobic insults, missed access to the showers for 3 days, he was not given food for at least twice and after the colloquy he was left alone for at least two hours in a small room before being returned to the cell.

Around June 13th Natascia was extradited to Italy, to the Rebibbia prison. The comrades sent money and parcels of first necessity; she had a cellmate, and after protesting she managed to get at least the open armor. The first interrogation was subsequently carried out, she was able to hold talks with the lawyer of his choice after the unfortunate episode of the lawyer in France, he asked for news of the imprisoned comrades on hunger strike, a press review on the Prometeo operation and some books. A few days later Natasha also joined the hunger strike [started by Anna and Silvia on 29 May in the prison of L’Aquila]. Around June 21, she was transferred to L’Aquila.

On 19 June there was a review [it is a judicial hearing] for Robert and Beppe and two days later, on Friday 21st, they had an interview with the lawyer. As early as the following day, Beppe was transferred to Alessandria, and on Monday was confirmed the transfer of Robert to the prison of Terni. On June 24, the official response of the review arrived, confirming the precautionary measures in prison.

They still have all the censorship of the post regarding the “political contents”.

We reiterate our solidarity, and we invite all to continue to express it, even by sending telegrams, letters, books, which help to keep the spirit of our prisoners high.

Freedom for Robert, Natascia and Beppe!
Not a step back, no remorse.

The new addresses to write to are:

Natascia Savio
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila
Italia [Italy]

Robert Firozpoor
C. C. di Terni
via delle Campore 32
05100 Terni
Italia [Italy]

Giuseppe Bruna
C. C. di Alessandria “San Michele”
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria
Italia [Italy]

(it-en) Italia, operazione “Prometeo”: Natascia è stata trasferita nel carcere de L’Aquila ed è entrata in sciopero della fame

Italia, operazione “Prometeo”: Natascia è stata trasferita nel carcere de L’Aquila ed è entrata in sciopero della fame

La compagna anarchica Natascia Savio, arrestata il 21 maggio 2019 per l’operazione “Prometeo” (assieme a Giuseppe e Robert), è stata trasferita dal carcere femminile di Rebibbia a Roma al carcere dell’Aquila, precisamente nella stessa sezione (AS2) dove sono prigioniere Anna Beniamino e Silvia Ruggeri, in sciopero della fame dal 29 maggio.

Sempre nel mese di giugno era stata trasferita dal carcere di Gradignan, nei pressi di Bordeaux (in Francia), a Roma Rebibbia, dove è stata prigioniera qualche giorno e dove ha cominciato uno sciopero della fame in solidarietà con Anna e Silvia. Il 20 giugno si è saputo del suo trasferimento all’Aquila, quindi la compagna risulta essere attualmente prigioniera nelle stesse condizioni e restrizioni imposte ad Anna e Silvia.

Solidarietà con Anna, Silvia, Alfredo, Marco e Natascia in sciopero della fame!

Qui di seguito l’indirizzo:

Natascia Savio
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

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(it-en) Italia, operazione “Panico”: Ghespe trasferito agli arresti domiciliari

Italia, operazione “Panico”: Ghespe trasferito agli arresti domiciliari

Ieri venerdì 21 giugno, dopo quasi 2 anni di carcerazione cautelare [venne arrestato il 3 agosto 2017], sono stati accettati i domiciliari per Ghespe, con tutte le restrizioni, ma con possibilità di colloquio di un’ora tre volte la settimana, per portargli la spesa.

Manda un abbraccio forte a tutti!

Nota: Sono stati trasferiti agli arresti domiciliari anche gli altri due anarchici in carcere per l’operazione “Panico”, Giovanni e Paska.

[Tratto da anarhija.info].

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Italy, “Panico” repressive operation: Ghespe transferred to house arrest

Yesterday, Friday 21 June, after almost 2 years of detention [he was arrested on 3 August 2017], house arrest for Ghespe was accepted, with all restrictions, but with the possibility of colloquy an hour three times a week, to bring him the shopping.

Send a big hug to everyone!

Note: The other two anarchists in prison for the “Panico” operation, Giovanni and Paska, were also transferred to house arrest.

(it-en) Italia: Notizie dal carcere di L’Aquila al 20/06/2019

Italia: Notizie dal carcere di L’Aquila al 20/06/2019

Le condizioni di salute delle compagne Anna e Silvia [in sciopero della fame dal 29 maggio] sono buone.
Oggi è tornata in sezione la direttrice del carcere, che ha riferito di aver fatto pressione sul D.A.P. affinché la situazione cambi.

Purtroppo, proprio oggi è stato eseguito il trasferimento di Natasha da Rebibbia a L’Aquila [è stata il arrestata il 21 maggio per l’operazione “Prometeto”].

Le compagne riferiscono di aver udito forte la battitura delle sbarre anche oggi. Hanno iniziato a sentirla lunedì scorso, dopo che la notizia dello sciopero della fame è stata trasmessa sul TG regionale; così ieri, all’ora di pranzo, e appunto oggi. Avremo conferma di cosa sta accadendo all’interno del carcere solo in seguito ai prossimi colloqui.
A breve ulteriori aggiornamenti.

Nel frattempo invitiamo tutte e tutti al presidio davanti al carcere di L’Aquila, che si terrà domenica 23 giugno alle ore 15:00.

[Tratto da anarhija.info].

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Italia: Updates from L’Aquila prison on 20 June

The health conditions of the companions Anna and Silvia [on the hunger strike since May 29] are good.
Today the director of the prison is back in section, who reported having put pressure on the D.A.P. [prison administration department] so that the situation changes.

Unfortunately, today Natasha was transferred from Rebibbia to L’Aquila [she was arrested on May 21st for the “Prometeto” operation].

The comrades report having heard loudly the beating of the bars Also today. They started hearing about it last Monday after the news of the hunger strike was broadcast on the regional TG; so yesterday, at lunchtime, and precisely today. We will have confirmation of what is happening inside the prison only after the next meetings [with the imprisoned comrades].
Shortly more updates.

In the meantime we invite all to the demo in front of the prison of L’Aquila, which will be held Sunday, June 23 at 3:00 pm.

(it-fr) Grenoble, Francia, 17/06/2019: Per dire perché abbiamo bruciato delle macchine di EDF

Grenoble, Francia, 17/06/2019: Per dire perché abbiamo bruciato delle macchine di EDF

io e mia sorella eravamo veramente stufi. nostro padre ci lavora per EDF [l’ENEL francese; NdAtt.] da 30 anni gia molto prima che nasciamo. ci ha sempre parlato della littricità come la roba più importante per l’umanità. ma io e mia sorella non ci è mai piaciuta, abiamo sempre preferito giocare fuori, fare i matti, correre, scalare gli alberi, rotolarsi nell’erba, fare li indiani contro i couboi, nasconderci nel bosco per guardare tutti gli animali e fare un sacco di altre robe. trallaltro abiamo sempre preferito gli animali agli umani, almeno non posono essere alcolizati come nostro padre che odiamo. lui a pichiato nostra madre fino a quando lei è partita e ci sgrida quando siamo a casa sua ma scapiamo quando vuole picchiarci e ci nascondiamo dove nisciuno puo’ trovarci.

io e mia sorella odiamo la littricità perché per noi rapresenta nostro padre e la sua violenza e la sua autorità e poi anche la società e tutte le robe che gli umani devono attaccare alla spina per esistere e non anoiarsi. io e mia sorella non abbiamo bisogno di littricità per giocare nella natura e ci piace fare dei fuochi e acciendre delle candele, odiamo vedere li enormi piloni di ferro con i fili lettrici superlunghi che attraversano i prati e le foreste e poi sulle montagne ci fa incazzare un casino e anche odiamo le enormi eliche bianche che girano per fare della llittricità, sono troppo brutti e rovinano i nostri sogni a occhi aperti quando guardiamo il cielo lontano e li vediamo, rendono brutto il paesaggio e nostro padre dice che le eoliche servono solo che così la gente critica meno EDF. perché lui dice sempre che è il nucleare che è super e che salverà la umanità e il sistama dalla catastrofa climatica che la gente dicono spesso alla tivvù, allora nostro padre si incaza contro la tivvù, e dice che il nucleare salverà tutto.

per fortuna che nostra madre ci a tutto spiegato bene sul nucleare e la littricità e la stupidanza degli umani. è grazzie a lei che adoriamo la natura. lei ci a sempre portati a giocare nella foresta e nei prati e lei ci ha imparato a fare un casino di robe per cavarcela nella natura e per non avere bisogno di littricità. lei ci a sempre detto a me e mia sorella che i problemi più grossi che hanno fatto impazzire gli umani e distrutto tutto quello che vive, sono le città e tutto sto cemento, tutte le macchine, camion, aerei e tutte le robe che hanno bisogno di petroglio. e anche tutto il lavoro che la gente deve fare tutti i giorni per fabbricare tutte le robe che non ci abbiamo nemmeno bisogno. nostra madre dice anche che sono gli uomini che dirigono il mondo e che le donne sono quasi sempre obbligate ad ascoltare uomini, anche se c’è un mucchio di donne come lei che si rivoltano. allora lei mi ha imparato ad ascoltarle sempre, lei e mia sorella. e lei dice che ce anche il razismo e la paura degli stranieri e il massacro dei animali e tutta la violenza e ancor più con l’alcol.

io e mia sorella abbiamo voluto far vedere a nostro padre che lo odiamo per davvero, allora la notte dal 16 al 17 giugno abiamo brucciato delle macchine di EDF a Grenoble, dove lui lavora. abbiamo pensato a quando delle machine di ENEDIS avevano brucciato nel 2017 a Grenoble. nostro padre era talmente incazato che non smetteva di parlarne; diceva che erano dei narchici per la liberazione della terra che l’avevano fatto. poco dopo nostra madre ci aveva detto che degli anarchici avevano bruciato un edificio della ENEDIS poco lontano da Grenoble. io e mia sorella avevamo visto che ci avevano fatto piacere a nostra madre quei due grandi fuochi contro la littricità. allora abbiamo fatto uguale, per far soffrire nostro padre e far piacere a nostra madre. e per divertirci io e mia sorella ci siamo detti che eravamo degli

Energumènes Diablement Furax [energumeni super furiosi]

e siamo scapati sotto la luna piena che sorrideva

[Tratto da anarhija.info].

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Grenoble, France, 17 juin 2019: Pour dire pourquoi on a bruler des véicules de EDF

moi et ma soeur on en a eu diablement mare. notre père y bosse à EDF depuis plus de 30 ans, déja bien avant qu’on sois né. y nous a toujours parler de l’électricité comme le truc le plus important pour l’humanité. mais moi et ma soeur on a jamais aimer sa, on a toujours préférer jouer dehors faire les fous courir partout grimper au arbres se rouler dans l’herbe faire les indiens contre les cowboys se cacher dans la forêt pour observer tout les animaux et faire plein d’autres trucs. on a dailleurs toujours préférer les animaux au humains et au moin y peuves pas être alcolique comme notre père qu’on déteste. lui il a battu notre mère jusqu’a qu’elle parte de la maison et il nous hurle dessus quand on est ché lui mais on s’enfuis quand y veux nous fraper et on va se cacher la ou personne peux nous trouver.

moi et ma soeur on déteste l’électricité passque pour nous sa représente notre père et sa violence et son autorité puis la société et tout les trucs que les humains y doives brancher pour exister et pas s’ennuyer. moi et ma soeur on a pas besoin d’électricité pour jouer dans la nature et on adore faire du feu et alumer des bougis. on déteste voir les imence potos en fer avec les super long files électrique qui traverse les prés et les forêts puis sur les montagnes. sa nous énerve diablement. et aussi on déteste les imence élices blanche qui tourne pour faire de l’électricité. c’est trop moche et sa gache nos rêveries quand on regarde le ciel loin et qu’on les vois. sa rend laid les paysages et notre père y dis que sa sert juste pour que les gens y critique moin EDF. car lui y dis tout le temps que c’est le nucléaire qui est super et qui va sauver l’humanité et le système de la catastrophe climatique que les gens y parles souvent à la télé, alors notre père y crille sur la télé pour dire que le nucléaire sa va tout sauver.

heureusement que notre mère elle nous a tout expliquer sur l’électricité le nucléaire et la connerie des humains. c’est grace a elle qu’on adore la nature. elle nous a toujours enmener jouer dans la forêt et les prés et elle nous a appris a faire plein de trucs pour se débrouiller dans la nature et pour pas avoir besoin de l’électricité. elle a toujours dis a moi et ma soeur que les problèmes les plus grand qui ont rendu fou les humains et qui détruit tout ce qui vis, c’est les villes et tout le béton, tout les voitures camions et avions et tout les trucs qui on besoin de pétrol. et aussi le travaille que tout les gens y doives faire tout les jours pour fabriquer tout les trucs qu’on a même pas besoin. notre mère elle dis aussi que c’est les hommes qui dirige le monde et que les femmes elles sont presque tout le temps obliger d’écouter les hommes, même si ya plein de femmes comme elle qui se révolte. alors elle ma toujours appris a l’écouter elle et ma soeur. et elle dis que ya le racisme aussi et la peur des étrangés et le massacre des animaux et toute la violence, encore plus avec l’alcol.

moi et ma soeur on a voulu montrer a notre père qu’on le déteste vraiment, alors dans la nuit du 16 au 17 juin 2019 on a bruler des véicules de EDF a Grenoble, la ou il travaille. on a repenser que quand des voitures de ENEDIS avais bruler en 2017 à Grenoble, notre père il avais été tellement en colère qu’il arrètais pas d’en parler. il disais que s’était des arnarquos libère terre qui avais fait sa. pas longtemps après notre mère elle nous avais dit que des anarchistes avais bruler un batiment de ENEDIS pas très loin de Grenoble. moi et ma soeur on navet vu que sa avais fait plaisir à notre mère ces 2 grand feux contre l’électricité. alors on a fais pareille pour faire soufrir notre père et faire plaisir a notre mère. et pour se marer moi et ma soeur on c’est dis qu’on étais des

Energumènes Diablement Furax

et on c’est sauver sous la lune pleinement souriante.

[Depuis attaque.noblogs.org].

(fr) “Avis de tempêtes” – Bulletin anarchiste pour la guerre sociale, n. 18

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2019/06/Avisdetempetes18couv-768x500.jpgAvis de tempêtes – bulletin anarchiste pour la guerre sociale n. 18 (juin 2019) vient de sortir.

Pour lire, imprimer et diffuser ce petit bulletin autour de soi (il est en format A5, et celui-ci fait 16 pages), on pourra retrouver chaque nouveau numéro tous les 15 du mois, ainsi que les précédents, sur le blog :

https://avisdetempetes.noblogs.org

“Se défaire des embarras qui accompagnent assez souvent les débats entre révolutionnaires quand il s’agit de couper le jus de ce monde. Oser affronter la question de la projectualité pour s’émanciper du triste sort d’anarchistes trop souvent à la remorque d’autrui. Ce qui peut s’ouvrir, c’est la possibilité de milliers de sabotages diffus frappant l’approvisionnement énergétique du monstre qu’il faut abattre. Personne ne peut prévoir ce que ça peut donner, mais une chose est sûre: c’est une pratique de la liberté”.

[Depuis actforfree.nostate.net].

(it-en-es) Carcere di Ferrara, Italia: Aggiornamento sullo sciopero della fame al 18/06/2019

Carcere di Ferrara, Italia: Aggiornamento sullo sciopero della fame al 18/06/2019

Alfredo Cospito, in sciopero della fame dal 29 maggio, in solidarietà con le compagne Anna e Silvia, ha perso ormai ben 15 chili, ma dice che sta benino, e che ha cominciato a prendere zuccheri. Ribadisce che non porrà fine allo sciopero finché non smetteranno le due compagne nel carcere di L’Aquila.

Invece Stecco (Luca Dolce), anche lui in sciopero della fame dal 29 maggio, lo ha interrotto ieri, 17 giugno, avendo perso troppi chili.

Tutti i compagni e compagne chiedono aggiornamento sugli altri prigionieri e prigionere in sciopero della fame.

[Tratto da anarhija.info].

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Ferrara prison, Italy: Update on the hunger strike on 18 June, 2019

Alfredo Cospito, on a hunger strike since May 29th, in solidarity with comrades Anna and Silvia, has now lost 15 kilos, but says he is well and that began taking sugars. He reiterated that he would not end the strike until the two comrades in the prison of L’Aquila stopped.

Instead, Stecco (Luca Dolce), also on a hunger strike since May 29th, interrupted yesterday, June 17th, having lost too many kilos.

All the comrades ask for updates on the other prisoners them on hunger strike.

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PRISIÓN DE FERRARA, ITALIA: ACTUALIZACIÓN DE LA HUELGA DE HAMBRE (18/06/2019)

Alfredo Cospito, en huelga de hambre desde el 29 de mayo, en solidaridad con sus compañeras Anna y Silvia, ha perdido 15 kilos, pero dice que lo está haciendo bien y que ha comenzado a tomar azúcares. Reitera que no terminará la huelga hasta que las dos compañeras en la prisión de L’Aquila se detengan.

En cambio, Stecco (Luca Dolce), también en huelga de hambre desde el 29 de mayo, lo interrumpió el 17 de junio, por haber perdido demasiados kilos.

Todos los compañeros y compañeras piden información actualizada sobre lxs otrxs prisionerxs y en huelga de hambre.

[Tomado de anarquia.info].

(it-en-fr) Carcere di Uta, Italia: Maddalena in sciopero della fame dal 10 al 12 giugno

Carcere di Uta (Sardegna), Italia: Maddalena in sciopero della fame dal 10 al 12 giugno

Da una lettera dell’8/6/2019 della compagna anarchica Maddalena Calore dal carcere di Uta (arrivata ieri, 14 giugno, alla Cassa AntiRepressione delle Alpi occidentali):

“…Anche io mando un abbraccio ad Anna e Silvia con uno sciopero della fame che intraprenderò nei giorni 10, 11 e 12 Giugno, in solidarietà alla protesta che stanno portando avanti le compagne per le condizioni detentive a cui sono sottoposte.
Contro i regimi differenziati ed ogni forma di isolamento!
Una stretta di cuore a tutti i ribelli di ogni dove, con chi cerca di mantenere la propria dignità e per chi si batte per la vera libertà!
Un saluto a tutt* i/le compa
un abbraccio per la libertà.
Madda”.

[Tratto da roundrobin.info].

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Uta prison (Sardinia), Italy: Maddalena on a hunger strike from 10 to 12 June

From a letter dated 6/6 2019 written by anarchist comrade Maddalena Calore from Uta prison (arrived yesterday, June 14, at the Cassa AntiRepressione delle Alpi occidentali):

“… I too send a hug to Anna and Silvia with a hunger strike that I will undertake on June 10th, 11th and 12th, in solidarity with the protest that the comrades are carrying out for the conditions of detention to which they are subjected.
Against differentiated regimes and each
a form of isolation!
A heartfelt all rebels everywhere, with those who seek to maintain their dignity and for those who strive for true freedom!
Greetings to all the comrades.
An embrace for freedom.
Madda”.

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Uta (Italie): Maddalena aussi a fait une grève de la faim

Extraits d’une lettre de Maddalena, datée du 8 juin, depuis la prison de Uta (la lettre est arrivée le 14 juin à la Cassa Antirepressione delle Alpi occidentali):

“Moi aussi j’envoie une accolade à Anna et Silvia, en faisant une grève de la faim pendant les journées du 10, 11 et 12 juin, en solidarité avec leur protestation contre les conditions de détention auxquelles elles sont soumises.
Contre les régimes différenciés et toute forme d’isolement!
Une accolade de cœur à tous les rebelles de partout, avec ceux qui essayent de garder leur dignité et ceux qui se battent pour la vraie liberté!
Une salutation à tou.te.s les compas!
Une accolade pour la liberté!
Madda”.

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-es) Contributo per l’assemblea del 9 giugno 2019 a Bologna di Alfredo Cospito

“Contributo per l’assemblea del 9 giugno 2019 a Bologna” di Alfredo Cospito

Ritengo importante che i compagne-i anarchiche-i con visioni e pratiche diverse si incontrino su questi temi. Per quanto limitato questo è il mio contributo, solo qualche spunto di riflessione critica.

Prima di affrontare dall’interno della “bestia” l’argomento per il quale vi siete riuniti e dire la mia sulle cose “positive” e negative di un AS2 e su come contrastare (secondo me) la repressione che ci sta colpendo bisognerebbe chiarire alcuni punti, farsi almeno due domande… La repressione sta realmente aumentando nei confronti degli anarchici-e? …perché? Qual è la pratica che ha costretto il “potere” a diventare più aggressivo nei nostri confronti?

Che la pressione stia aumentando d’intensità non c’è alcun dubbio. Lasciamo perdere per il momento la normale amministrazione giudiziaria per accuse e condanne per fatti specifici, e soffermiamoci su delle anomalie che sono (secondo me) significative perché indicative di una tendenza. I due anni e mezzo con aggravante di terrorismo per la stampa di un giornale “KNO3” in cui due dei condannati erano inquisiti per attacchi diretti a persone. Gli arresti di Torino con il contorno traballante di accuse di associazione per un opuscolo strumentalmente e assurdamente collegato a pacchi bomba indirizzati a colpire direttamente delle persone ci fanno pensare che qualcuno all’interno delle istituzioni comincia ad aver paure degli anarchici-e. Arresti con accuse di terrorismo e associazione per dei giornali ed opuscoli non sono una cosa da sottovalutare, sono (secondo me) sintomo di una preoccupazione reale da parte dello stato. Sono indicatori che qualcuno-a teme la tendenza degli anarchici-e a fare il “salto” da azioni “simboliche” contro strutture ad azioni “meno simboliche” ad uomini e donne al servizio del “potere”. Temono talmente tanto questa possibile “deriva” da colpire alla cieca senza distinguere tra parola scritta ed azione. (Non voglio a questo punto disquisire su cosa sia “simbolico” o meno, sarebbe un discorso troppo lungo e ci farebbe uscire fuori “tema”, tanto meno posso dilungarmi sull’efficienza di questi attacchi a “persone” e sugli strumenti che si sono usati per colpire ci sarebbe tanto da dire…). Successivamente con le condanne e assoluzioni di “Scripta Manent” l’azione dello stato italiano ha fatto un passo avanti, svelandosi meglio… La strategia che lo stato attraverso il tribunale di Torino ha messo in atto è quella classica del “bastone e della carota”. Attraverso la voce del giudice ha tuonato: “Limitatevi a minacciare e vi faremo fare un po’ di galera preventiva, limitati a distruggere le cose e saremo comunque ‘clementi’ ma se andate oltre vi seppelliremo vivi”. Non sempre la “semplificazione” equivale alla falsificazione, spesso la realtà è più lineare di quel che pensiamo. Noi anarchici-e tendiamo sempre a complicarci la vita, lo stato è fatto da persone in carne ed ossa, queste “persone” cosa temono dagli anarchici-e? Temono che qualcuno di loro li aspetti sotto casa, temono che gli anni “bui” (per loro) ritornino, che la paura ed il terrore cambino di campo. Ce lo dicono loro in tutte le salse, almeno per una volta possiamo dargli credito… Temono il loro incubo peggiore (incubo incredibilmente anche di qualche anarchico-a) il tanto demonizzato “terrorismo”.

Voi adesso (immagino) vi chiederete perché questo pazzoide dallo sprofondo di una galera continua ad usare a sproposito questa parola? Non gli entra nella testa bacata che il “terrorismo” è esclusivo appannaggio degli stati e che “terrorista è lo stato” (lo dicono tutti!). Perché continua a cadere nella solita trappola trascinando sé stesso (e magari anche una fetta di movimento) in uno stillicidio repressivo? Per un semplice e banale motivo, per la mia ferma convinzione che la “rivoluzione” (parola altisonante) la può fare solo chi ha il “diavolo in corpo”. E chi ha il “diavolo in corpo” non ha paura della parola “terrorismo” perché desidera con tutte le sue forze che i potenti vivano nel terrore almeno quanto le loro vittime i “dannati della terra”. E’ per questo che non voglio edulcorare dal mio vocabolario questa parola, non sarà certo il codice penale con le sue condanne o la minaccia della “spada di Damocle” del 41bis sospesa sopra la mia testa a farmi cambiare idea, e a farmi tacere. Vi sto dicendo questo perché dal rifiuto di una parola si passa velocemente e senza neanche accorgersene a sminuire le azioni di cui i compagni-e sono accusati. E qui torniamo al nostro discorso, alla risposta che bisogna dare alla repressione ed al mio punto di vista nettamente divergente rispetto ad alcune cose che ho letto in questi mesi. Non voglio risultare offensivo con nessuno, so bene che è stato fatto e detto tutto in buonissima fede per aiutare i compagni-e ma quando in un comizio si spiega al “popolo” che non si tratta di veri attentati ma di semplici petardi… qualcosa non va! C’è un cortocircuito che danneggia (secondo me) tutti coloro che praticano “l’azione diretta distruttiva” anche chi come me non è chiamato direttamente in causa. Ma veramente pensiamo in questo modo di avvicinare gli sfruttati? Ma veramente crediamo che chi non ha più niente da perdere (lavoro, casa…) si spaventi davanti alla parola “terrorismo”, riavvicinandosi poi rincuorato-a se affermiamo che in fondo sono stati usati solo dei petardi, che chiunque siano gli attentatori hanno solo scherzato, giocato alla rivoluzione. E’ inequivocabilmente il senso di questo tipo di narrazione. Io (controcorrente) non riesco proprio a leggere come “infamanti” le accuse di “terrorismo” o di “associazione sovversiva”. Sempre più spesso negli scritti di solidarietà per noi arrestati sotto il “tranquillizzante” slogan “terrorista è lo stato” in maniera più o meno velata fanno capolino il disprezzo nei confronti di certe definizioni (che non sono un’invenzione del “potere”) che fanno parte della storia di tutti i movimenti “rivoluzionari”. A volte mi capita di pensare che dietro questo disprezzo ci sia più una sorta di pigrizia mentale ed una serie di “frasi fatte” che un’analisi approfondita e meditata. I carcerati a cui spesso ci rivolgiamo non leggono queste definizioni come “infamanti”. Vi faccio un esempio, ogni volta che capito in una sezione “comune” e mi chiedono per quale motivo mi trovo dentro ed io con orgoglio ed ironia rispondo che sono un “terrorista” mi si “aprono” tutte le porte, la solidarietà è massima. Il “potere” lo sa, per questo ci tengono isolati in sezioni speciali. Se i “dannati della terra” recepiscono il “terrorismo” nello stesso modo in cui lo recepisco io, fuori di qui con quali sfruttati ci stiamo rapportando? … che si spaventano per una promessa di vendetta, con che tipo di benpensanti pensiamo di fare questa benedetta “rivoluzione”? Forse comunichiamo con il “soggetto sociale” sbagliato, oppure siamo noi che non riusciamo più a leggere la realtà e i sentimenti, le passioni di quegli oppressi che molti di noi dicono di voler incontrare. Che tipo di credibilità possiamo avere, che tipo di forza possiamo apportare alla “lotta sociale” se gli stessi compagni-e anarchici-e sminuiscono le azioni anarchiche? Capisco perfettamente che serve ad alleggerire la situazione repressiva (anche se ho i miei dubbi) ma in quel modo non si fa un buon servizio a nessuno, tanto meno ai compagni-e prigionieri-e, le difese tecniche lasciamole alle aule dei tribunali.

Non vorrei essere frainteso nuovamente. Per la mia poca diplomazia anche a questo giro avrò offeso compagni-e che sicuramente non se lo meritano. Per farmi perdonare lasciatemi dire una cosa, i compagni che ho conosciuto in questi tre mesi mi hanno tutti arricchito (più di quello che pensano) e pur nelle differenze ed anzi proprio per quello mi hanno dato spunti nuovi. Uno di loro mi ha anche aperto gli occhi su come le mie parole vengano lette all’esterno come aggressive e supponenti. Il fatto è che il “mio pensiero” è così marginale dalle nostre parti (in Italia) che probabilmente viene letto e recepito come “provocatorio”. Credetemi dietro queste mie “polemiche” (come vengono definite da molti) non c’è mai dell’astio personale, la mia critica non è mai a Tizio o a Caio ma al modo (secondo me sbagliato) di ragionare. Vi faccio un esempio tipico di ragionamento fuorviante: la repressione colpisce arrestando compagni-e più o meno a caso in risposta ad attacchi a strutture o uomini e donne del potere, cosa ne deduciamo? “Che il ‘potere’ prende a pretesto questi attacchi per colpire il loro reale obiettiv,o la lotta che facciamo ogni giorno (alla luce del sole) nel sociale, le occupazioni, la lotta per la casa etc…”. In questo modo violentiamo la realtà mettendo la testa sotto la sabbia per non guardarla in faccia. Possibile che non ci viene il dubbio (neanche per un secondo) che il “potere” vuole semplicemente colpire i responsabili di quelle azioni, magari colpendo nel mucchio per dare una risposta immediata. Non vi sembra più verosimile che se il “potere” colpisce in maniera più dura un tipo di azione è perché la “azione diretta distruttiva” colpisce maggiormente nel segno rispetto a presidi, occupazioni, manifestazioni… ma naturalmente ha l’inconveniente di scatenare maggiore repressione, spesso a pioggia, a caso. Tutto qui. Per favore non raccontiamoci favole immaginando complotti contro le nostre “lotte nel sociale”, la realtà è così evidente che bisognerebbe prenderne atto. Questo modo fuorviante di ragionare porta all’isolamento di certe pratiche o al loro annacquamento, la mia paura adesso è che la nostra dura condanna diventi uno spauracchio per tutti gli anarchici-e che in questo paese vogliono andare oltre. Per quanto mi riguarda non gliela darò vinta, non ragionerò in base alla convenienza spicciola. Il mio ottimismo rimane granitico perché vedo che in mezzo mondo l’evoluzione del movimento anarchico sta andando nella direzione giusta, nella direzione che insieme a tanti altri anarchici-e ci ha indicato con l’esempio Mikhail Zhlobitsky col suo gesto vendicatore. Non mi dilungherò oltre in queste mie “elucubrazioni” (che uomini e donne senza cuore e sangue nelle vene, non ho dubbi, definiranno retoriche e vuote) e se avrete ancora voglia di ascoltare affronterò ora temi più “concreti” nella maniera più concisa possibile sperando di risultare utile.

Sarò breve, sulla situazione alla AS2 di Ferrara ho poco da dire a furia di “scazzi” ci hanno dato quello che abbiamo richiesto. Agli inizi non avevamo niente, solo l’aria e la socialità per il pranzo, gli abbiamo fatto capire con determinazione che così non andava e nel giro di qualche mese la situazione è migliorata di molto. Sono sei anni e passa che sono qui. Di solito dopo 7-8 anni trasferiscono in blocco tutta la sezione. Il punto di “forza” delle AS2 è che se scoppiano casini ti possono isolare per 15 giorni, ma non sbatterti in un altro carcere, il direttore anni fa ha provato a chiedere il mio trasferimento, ma visto che dipendiamo dal ministero di Roma gli hanno risposto di no. Quindi l’arma della “dispersione” (trasferimento in un altro carcere per allontanarti dai tuoi compagni-e, amici-e) qui non fuziona. Siamo totalmente separati dagli altri detenuti che non vediamo mai, quando andiamo al colloquio, al nostro passaggio, li allontanano o chiudono. Di qui sono passati molti altri anarchici, chiedete loro, vi sapranno spiegare meglio. In questo momento per quanto riguarda le AS2 mi concentrerei unicamente sulla situazione dell’Aquila. Nelle altre AS2, Alessandria e Terni, sono prigionieri i compagni delle BR, compagni comunisti ed un nostro compagno Marco che si trova ad Alessandria. Credo che anche per loro non dovrebbero esserci problemi particolari. Per quanto riguarda le compagne comuniste credo siano state declassificate. Sull’idea di coordinarsi tra le varie casse di solidarietà non ho un’idea precisa, sarebbe sicuramente utile, le differenze di pensiero in questo frangente dovrebbero essere messe da parte. Riuscire a parlarci almeno per organizzare la solidarietà materiale sarebbe un piccolo passo ma importante. Ma è una questione che devono valutare i compagni fuori che si occupano di questo. L’importante è che nessuno compagno-a venga lasciato solo-a. La cassa di “Scripta Manent” dagli arresti non ci ha mai fatto mancare il sostegno. Credo siamo tutti-e d’accordo che non devono esistere compagni-e di serie A o serie B, siamo tutti uguali davanti alla repressione. E’ capitato che compani-e molto combattivi-e venissero trascurati perché poco conosciuti fuori. Secondo me alcune scelte radicali di resistenza non vengono sostenute nel modo “adeguato”. Il gesto più coerente per un prigioniero-a anarchico-a è l’evasione, noi abbiamo in questo momento un compagno sardo che sta subendo da anni la deportazione dal suo paese e la censura quasi ininterrotta per il suo tentativo di evasione, per la sua combattività e irriducibilità. La prima proposta che faccio è di concentrare i nostri sforzi solidali per Davide [Delogu], e per Silvia e Anna rinchiuse all’Aquila, questo naturalmente se tutti loro sono d’accordo. Credo inoltre che sia importante seguire le udienze del processo ai compagni arrestati per l’operazione “Panico”. La presenza combattiva in aula è importante, a volte potrebbe fare la “differenza” oltre a comunicare solidarietà e a chiarire le intenzioni future di sbirraglia varia a chi è fuori, così a non trovarci a cadere dal pero (sorpresi) quando ci sono “dure” condanne. Comunque sia, le aule vuote comunicano isolamento questo al di là della nostra accettazione o meno della videoconferenza. Detto ciò (non mi sono ancora rincoglionito), la lotta vera è fuori da quelle aule…

Arrivo adesso al mio solito tasto “dolente”, quello che ad un anarchico-a manca di più è il contatto con il “movimento” fuori, informazioni sui vari dibattiti (nel limite del possibile), informazioni sugli incontri, sulle iniziative (manifesti, volantini), la spedizione delle novità editoriali di “case editrici” di movimento, soprattutto notizie di azioni che capitano per il mondo. E’ l’unico modo che abbiamo di ricevere notizie fuori dai canali ufficiali. In tal senso la mia seconda proposta sarebbe che gli stessi compagni che gestiscono i siti: Round Robin, Act For Freedom Now, Attaque, Finimondo, Istinto Salvaje, Croce Nera, Insurrection News, Contrainfo, etc … Anarhija (lo fa già da quando è iniziata l’operazione) ci spedissero le loro “info” ognuno per conto suo, così avremmo risolto una buona volta questo problema, una sola spedizione per ogni AS2. Dopo il mio appello a ricevere info il flusso di notizie era aumentato ma tende inesorabilmente col tempo a ridursi, nel periodo in cui erano qui i compagni trentini e torinesi il flusso di notizie era aumentato, per poi tornare a diminuire una volta usciti. A proposito di notizie da una settimana a questa parte qui a Ferrara è impossibile acquistare quotidiani, non sappiamo se riguardi solo Ferrara. Adesso se vogliamo un quotidiano siamo costretti a chiedere che qualcuno dall’esterno ci faccia l’abbonamento. Non è una cosa vitale ma sono quelle piccole cose che migliorano la vivibilità. Vi auguro buon “lavoro”.

Sempre per l’anarchia.

Alfredo Cospito

[Tratto da anarhija.info].

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ITALIA: CONTRIBUCIÓN PARA LA ASAMBLEA DEL 9 DE JUNIO DE 2019 EN BOLONIA POR ALFREDO COSPITO

Creo que es importante que lxs compañerxs anarquistas con diferentes visiones y prácticas se reúnan sobre estos temas. Por muy limitada que sea mi contribución, son solo algunos puntos para la reflexión crítica.

Antes de abordar el tema desde el interior de la «bestia» para la cual se ha reunido y tener mi opinión sobre las cosas «positivas» y negativas de un AS2 y sobre cómo contrarrestar (en mi opinión) la represión que nos está golpeando, debemos aclarar algunas cuestiones, háganse al menos dos preguntas … ¿Está aumentando realmente la represión hacia lxs anarquistas? … ¿por qué? ¿Cuál es la práctica que ha obligado al «poder» a volverse más agresivo contra nosotrxs?

No hay duda de que la presión está aumentando en intensidad. Por el momento, dejemos a la administración judicial normal por acusaciones y condenas por hechos específicos, y detengámonos en anomalías que son (en mi opinión) significativas porque son indicativas de una tendencia. Los dos años y medio con terrorismo agravante para la prensa de un periódico «KNO3» en el que dos de los condenados fueron investigados por ataques dirigidos a personas. Los arrestos de Turín con el resumen inestable de los cargos de asociación por un panfleto relacionado de manera instrumental y absurda con paquetes de bombas para golpear directamente a las personas nos hacen pensar que alguien dentro de las instituciones está empezando a temer a lxs anarquistas. Las detenciones con cargos de terrorismo y asociación de periódicos y panfletos no son algo que se deba subestimar, son (en mi opinión) un síntoma de una preocupación real por parte del Estado. Son indicadores de que alguien teme la tendencia de lxs anarquistas de «saltar» de acciones «simbólicas» contra estructuras a acciones «menos simbólicas» contra hombres y mujeres al servicio del «poder». Temen tanto esta posible «deriva» de quedar ciego sin distinguir entre palabra escrita y acción. (En este punto no quiero discutir qué es «simbólico» o no, sería un discurso demasiado largo y nos haría salir «tema», y mucho menos podría detenerme en la eficacia de estos ataques contra «personas» y en las herramientas que tienen, solía golpear allí por lo cual habría mucho que decir …). Posteriormente, con las condenas y absoluciones de «Scripta Manent», la acción del Estado italiano ha dado un paso adelante, revelándose mejor… La estrategia que el Estado ha implementado a través de la corte de Turín es la clásica del «palo y la zanahoria». A través de la voz del juez, tronó: «Limítate a las amenazas y haremos que hagas algo de cárcel preventiva, simplemente destruye las cosas y seguiremos siendo “amables «, pero si vas más lejos, te enterraremos vivo». La «simplificación» no siempre es equivalente a la falsificación, a menudo la realidad es más lineal de lo que pensamos. Nosotrxs lxs anarquistas, siempre tendemos a complicar nuestras vidas, el Estado está formado por personas de carne y hueso, estas «personas», ¿a qué temen de lxs anarquistas? Temen que algunxs de ellxs los esperen debajo de la casa, temen que los años «oscuros» (para ellxs) regresen, que el miedo y el terror cambien de lado. Nos dicen esto de todas las maneras, al menos una vez que podamos darles crédito… Temen su peor pesadilla (increíblemente pesadilla incluso para algunxs anarquistas) el «terrorismo» tan demonizado.

Ahora (me imagino) se pregunta por qué este loco del fregadero de una cárcel continúa usando esta palabra de manera inapropiada. Él no entra en la cabeza zumbada de que el «terrorismo» es una prerrogativa exclusiva de los Estados y que «el terrorista es el Estado» (¡todo el mundo lo dice!). ¿Por qué sigue cayendo en la trampa habitual arrastrándose a sí mismo (y quizás incluso a una porción de movimiento) en un goteo represivo? Por una razón simple y banal, por mi firme convicción de que la «revolución» (palabra alta) solo puede ser realizada por aquellxs que tienen al «diablo en el cuerpo». Y quien tenga al «diablo en el cuerpo» no teme la palabra «terrorismo» porque desea con todas sus fuerzas que lxs poderosxs vivan en el terror, al menos tanto como sus víctimas que son lxs «condenadxs de la tierra». Es por eso que no quiero endulzar esta palabra de mi vocabulario, ciertamente no será el código penal con sus convicciones o la amenaza de la espada de Damocles de 41bis suspendida sobre mi cabeza, para hacerme cambiar de opinión y silenciarme. Les estoy diciendo esto porque del rechazo de una palabra, uno pasa rápidamente y sin siquiera darse cuenta a disminuir las acciones de las cuales lxs compañerxs son acusadxs. Y aquí volvemos a nuestro discurso, a la respuesta que debe darse a la represión y a mi punto de vista claramente divergente con respecto a algunas cosas que he leído en los últimos meses. No quiero ser ofensivo con nadie, sé bien que todo se hizo y se dijo de buena fe para ayudar a lxs compañerxs, pero cuando en una reunión se explica a la «gente» que no se trata de ataques reales sino de simples petardos … algo esta mal! Hay un cortocircuito que (en mi opinión) daña a todxs aquellxs que practican la «acción directa destructiva», incluso a aquellxs que, como yo, no están directamente cuestionadxs. ¿Pero realmente pensamos en acercarnos a lxs explotadxs de esta manera? Pero realmente creemos que aquellos que ya no tienen nada que perder (trabajo, hogar …) se asustan delante de la palabra «terrorismo», y luego se sienten más animados. Si decimos que básicamente solo se usaron petardos, quienes sean lxs bombarderxs, sólo bromeaban, jugaban a la revolución. Es inequívocamente el significado de este tipo de narración. Yo (contra la corriente) simplemente no puedo leer las acusaciones de «terrorismo» o «asociación subversiva» como «infames». Más y más a menudo en los escritos de solidaridad para nosotrxs lxs detenidxs bajo el lema «tranquilizador», «terrorista es el Estado» de una manera más o menos velada, aparece el desprecio por ciertas definiciones (que no son una invención del «poder»). Son parte de la historia de todos los movimientos «revolucionarios». A veces pienso que detrás de este desprecio hay más un tipo de pereza mental y una serie de «frases», que un análisis minucioso y reflexivo. Lxs prisionerxs a lxs que recurrimos a menudo no leen estas definiciones como «infames». Les doy un ejemplo, cada vez que entro en una sección «común» y me preguntan por qué estoy en ella y respondo con orgullo e ironía que soy un «terrorista» con todas las puertas abiertas, la solidaridad es máxima. . El «poder» lo sabe, por eso nos mantienen aisladxs en secciones especiales. Si lxs «condenadxs de la tierra» aceptan el «terrorismo» de la misma manera en que lo percibo, ¿fuera de lo que estamos explotando? … quienes temen una promesa de venganza, ¿con qué clase de pensamiento correcto pensamos que estamos haciendo esta bendita «revolución»? Quizás nos comunicamos con el «sujeto social» equivocado, o somos nosotrxs lxs que ya no podemos leer la realidad y los sentimientos, las pasiones de lxs oprimidxs que muchos de nosotrxs decimos querer encontrar. ¿Qué tipo de credibilidad podemos tener, qué tipo de fortaleza podemos aportar a la «lucha social» si lxs mismxs compañerxs, y lxs anarquistas, disminuyen las acciones de lxs anarquistas? Entiendo perfectamente que sirve para aligerar la situación represiva (aunque tengo mis dudas), pero de esa manera nadie hace un buen servicio a nadie, mucho menos a lxs compañerxs prisionerxs, y dejemos las defensas técnicas a los tribunales.

No me gustaría que me malinterpretaran de nuevo, debido a mi falta de diplomacia, incluso en esta ronda habré ofendido a lxs compañerxs, y ciertamente no se lo merecen. Para compensarme, déjenme decirles una cosa: lxs compañerxs que conocí en estos tres meses me han enriquecido (más de lo que piensan) y, a pesar de las diferencias, y precisamente por esa razón, me dieron nuevas ideas. Unx de ellxs también ha abierto mis ojos a cómo mis palabras se leen afuera como agresivas y ostentosas. El hecho es que «mi pensamiento» es tan marginal en nuestro país (en Italia) que probablemente se lea y entienda como «provocativo». Créanme detrás de mis «polémicas» (como las definen muchos) nunca hay odio personal, mis críticas nunca son para Tizio ni para Caio, sino para la forma (en mi opinión, errónea) de razonar. Permítanme darles un ejemplo típico de razonamiento engañoso: la represión afecta a arrestar a lxs compañerxs, y más o menos al azar en respuesta a ataques contra estructuras o hombres y mujeres de poder, ¿qué deducimos de ello? «Que el ‘poder’ use estos ataques como un pretexto para alcanzar su objetivo real, la lucha que hacemos todos los días (a la luz del día) en lo social, las ocupaciones, la lucha por el hogar, etc.». De esta manera, violamos la realidad al poner nuestra cabeza en la arena para evitar mirarla a la cara. Es posible que no haya duda (ni siquiera por un segundo) de que el «poder» simplemente quiere golpear a lxs responsables de esas acciones, tal vez golpear la estructura para dar una respuesta inmediata. No parece más probable que si el «poder» golpea con más fuerza un tipo de acción es porque la «acción directa destructiva» es la que más golpea en comparación a las ocupaciones, las manifestaciones… pero, por supuesto, tiene la desventaja de desencadenar una mayor represión, a menudo con lluvia, al azar. Todo aquí, por favor, no nos cuenten cuentos de hadas imaginando tramas en contra de nuestras «luchas en lo social», la realidad es tan obvia que debemos tomar nota de ellas. Esta forma engañosa de razonamiento lleva al aislamiento de ciertas prácticas o a su dilución. Ahora, mi temor es que nuestra dura condena se convierta en un obstáculo para todxs lxs anarquistas, y que en este país deseamos ir más lejos. En lo que a mí respecta, no se los daré, no razonaré sobre la base de la pequeña conveniencia. Mi optimismo sigue siendo granítico porque veo que en la mitad del mundo la evolución del movimiento anarquista va en la dirección correcta, en la dirección que, junto con muchxs otrxs anarquistas, y nos ha mostrado esto el ejemplo de Mikhail Zhlobitsky con su gesto vengativo. No me detendré en estas «reflexiones» (no tengo dudas de que hombres y mujeres sin corazón y sin sangre en sus venas lo definirán como retórico) y si aún quiere escuchar, ahora abordaré temas más «concretos» de la manera más concisa posible, con la esperanza de ser útil.

Seré breve, sobre la situación en AS2 en Ferrara. Tengo poco que decir, ya que «scazzi» nos dieron lo que pedimos. Al principio no teníamos nada, solo el aire y la socialización para el almuerzo, dejamos claro con determinación que este no era el caso y en pocos meses la situación mejoró mucho. He estado aquí por seis años. Por lo general, después de 7-8 años transfieren toda a la sección. El punto de «fortaleza» de AS2 es que si los casinos explotan pueden aislarte durante 15 días, para no molestar a otra prisión, el gerente hace años intentó solicitar mi transferencia, pero como dependemos del ministerio de Roma, recibió como respuesta un no. Así que el arma de «dispersión» (traslado a otra prisión para alejarte de tus compañerxs, amigxs) no funciona aquí. Estamos totalmente separadxs de lxs otrxs prisionerxs que nunca vemos, cuando vamos a la entrevista, al pasar, botar la basura o al encerrarnos. Muchos otrxs anarquistas han pasado por aquí, pregúntales, ellxs podrán explicarte mejor. En este momento, en lo que respecta a AS2, me concentraría únicamente en la situación en L’Aquila. En el otro AS2, Alessandria y Terni, lxs compañerxs de la BR, lxs compañerxs comunistas y uno de nuestros compañeros, Marco, que está en Alejandría. Creo que para ellxs tampoco debería haber problemas particulares. En cuanto a lxs compañerxs comunistas, creo que han sido desclasificados. Sobre la idea de coordinar entre los diversos fondos de solidaridad no tengo una idea precisa, sin duda sería útil, las diferencias de pensamiento en esta situación deben ser dejadas de lado. Poder hablar entre sí al menos para organizar la solidaridad material sería un paso pequeño pero importante. Pero es una pregunta que lxs compañerxs externxs que se ocupan de esta necesidad deben evaluar. Lo importante es que nadie se queda solx. El caso de los arrestos de «Scripta Manent» nunca nos ha fallado. Creo que todxs estamos de acuerdo en que no debe haber compañerxs de la serie A o serie B, todxs somos iguales antes de la represión. Sucedió que eran muy combativxs y descuidadxs porque eran poco conocidxs afuera. En mi opinión, algunas opciones radicales de resistencia no se apoyan de la manera «adecuada». El gesto más consistente para un anarquista: un prisionero es la evasión, tenemos en este momento un compañero sardo que ha estado deportado de su país durante años y la censura casi ininterrumpida por su intento de fuga, por su Combatividad y su actitud irreductible. La primera propuesta que hago es concentrar nuestros esfuerzos de solidaridad en Davide [Delogu], y en Silvia y Anna encerradas en l’Aquila, esto, por supuesto, si todxs están de acuerdo. También creo que es importante seguir las audiencias de juicio de los compañeros arrestados por la operación «Pánico». La presencia militante en el aula es importante, a veces puede hacer la «diferencia» además de comunicar solidaridad y aclarar las intenciones futuras de lxs policías que varían con lxs de afuera, para no encontrarnos (sorprendidxs) «personas con convicciones duras”. Sin embargo, las aulas vacías comunican este aislamiento más allá de nuestra aceptación o no de videoconferencia. Dicho esto (todavía no me he drogado), la verdadera pelea está fuera de esas aulas …

Ahora llego a mi habitual clave «dolorosa», lo que más falta un anarquista es el contacto con el «movimiento» externo, información sobre los diversos debates (en la medida de lo posible), información sobre las reuniones, sobre las iniciativas (manifiestos, volantes), el envío de las novedades editoriales, de movimiento, sobre todo noticias de acciones que suceden por el mundo. Es la única forma en que podemos obtener noticias de los canales oficiales. En este sentido, mi segunda propuesta sería que lxs mismxs compañerxs que manejan los sitios: Round Robin, Act For Freedom Now, Attaque, Finimondo, Instinto Salvaje, Black Cross, Insurrection News, Contrainfo, etc … Anarhija (lo ha estado haciendo desde que comenzó la operación) nos envíe su «información» a cada unx por su cuenta, por lo que habría resuelto este problema de una vez por todas, un envío para cada AS2. Después de mi llamamiento para recibir información, el flujo de noticias aumentó pero tendió a disminuir inexorablemente con el tiempo, en el período en que lxs compañerxs de Trentino y Turín estuvieron aquí, el flujo de noticias aumentó, solo para que bajara nuevamente una vez que fueron liberados. Hablando de noticias desde hace una semana en Ferrara, es imposible comprar periódicos, no sabemos si se trata solo de Ferrara. Ahora, si queremos un periódico, nos vemos obligadxs a pedirle a alguien de fuera que nos haga una suscripción. No es una cosa vital, pero son esas pequeñas cosas las que mejoran la habitabilidad. Te deseo un buen «trabajo».

Siempre por la anarquía.

Alfredo Cospito

[Tomado de anarquia.info].

(fr) Italie – Opération Prometeo: Natascia transférée à la prison de Rebibbia

Italie – Opération Prometeo: Natascia transférée à la prison de Rebibbia

Natascia a été transférée de la prison de Bordeaux-Grandignan à celle de Rebibbia, à Rome. Voici son adresse :

Natascia Savio
Casa Circondariale di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma
Italie

Natascia, Giuseppe et Robert ont été arrêtés mardi 21 mai lors d’une opération répressive nommée « Prometeo » et menée par les Carabinieri du ROS [brigade des Carabinieri qui « s’occupe » de criminalité organisée et de terrorisme; NdAtt.]. Il y a eu aussi des perquisitions. L’accusation principale est « attentat avec finalité de terrorisme ou de subversion », parce qu’ils sont considérés responsables de l’envoi de trois colis piégés, en juin 2017, aux Procureurs Rinaudo (Proc’ dans plusieurs procès contre le mouvement subversif et contre des anarchistes) et Sparagna (Proc’ dans le procès qui a suivi l’opération Scripta Manent), ainsi qu’à Santi Consolo, à l’époque directeur du DAP (l’Administration Pénitentiaire italienne). Ils ne sont accusés d’aucun délit « associatif » (comme les art. 270 ou 27bis du Code pénal).

Les adresses des autres deux compagnons :

Robert Firozpoor
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)
Italie

Giuseppe Bruna
C. C. – C. R. di Opera
Via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)
Italie

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-en) Terni, Italia: 19 giugno – Un saluto per Juan e un grido di lotta per le anarchiche prigioniere in sciopero della fame

https://anarhija.info/library/t-i-terni-italia-19-giugno-un-saluto-per-juan-e-un-1.jpg

Terni, Italia: 19 giugno – Un saluto per Juan e un grido di lotta per le anarchiche prigioniere in sciopero della fame

Un saluto per Juan e un grido di lotta per le anarchiche prigioniere in sciopero della fame

Il 19 giugno 2019, dalle ore 18.00, ci troveremo fuori dal carcere di Terni, in via delle Campore 32, per dare un saluto a Juan, anarchico arrestato il 22 maggio in provincia di Brescia e di recente trasferito in questa struttura dove si trovano una sezione AS2 e diverse sezioni di 41bis.

Grideremo il nostro odio per il carcere, in solidarietà con Juan, con Anna e Silvia dal 29 maggio in sciopero della fame nel carcere dell’Aquila e con gli anarchici prigionieri in sciopero della fame in altre carceri.

Mercoledì 19 giugno • Ore 18.00
Presso il carcere di Terni
in via delle Campore 32

[Tratto da anarhija.info].

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Terni, Italy: June 19 – A greeting for Juan and a scream of struggle for the imprisoned anarchists on hunger strike

A greeting for Juan and a scream of struggle for the imprisoned anarchists on hunger strike

On 19 June 2019, from 6.00 pm, we will be outside the prison of Terni, in Via delle Campore 32, to give a greeting to Juan, an anarchist arrested on 22 May in the province of Brescia and recently transferred to this structure where there are a section AS2 and different sections of 41bis.

We will shout our hatred for the prison, in solidarity with Juan, with Anna and Silvia since 29 May on hunger strike in the prison of L’Aquila and with the anarchists on hunger strike in other prisons.

Wednesday 19 June • 6 pm
At the prison of Terni
at via delle Campore 32

(it-en) Salonicco, Grecia: Giannis, Kostas e Dimitra – Dal carcere del Quartier generale di polizia

Salonicco, Grecia: Giannis, Kostas e Dimitra – Dal carcere del Quartier generale di polizia

Dalla galera del Quartier generale di polizia di Salonicco inviamo saluti anarchici ai nostri compagni che nuovamente rimangono solidali in questa nostra nuova avventura con il mattatoio repressivo poliziesco-giudiziario.

Affermiamo che rimaniamo forti, con la nostra dignità intatta, con i nostri principi e valori alla guida del nostro essere. Non cederemo alle nuove avversità che i dominatori di questo mondo ci stanno preparando.

Nessun passo indietro!
Il terrorismo è la schiavitù salariata, nessuna pace con i padroni.
Terroristi e banditi sono gli Stati e i capitalisti.
La solidarietà è la nostra arma.

Giannis Dimitrakis
Kostas Sakkas
Dimitra Syrianou
16/6/19

[Tratto da anarhija.info].

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Greece, Thessaloniki: Letter from Giannis, Kostas and Dimitra, from the dungeons of the General Police headquarters

From the dungeons of the General Police headquarters of Thessaloniki, we send comradely greetings to our comrades who once again stand in solidarity in our new adventures with the police-law repressive mincer.

We declare that we remain strong, with our dignity intact, our principles and values ​​guiding our being. We will stand up to the new sufferings that the rulers of this world are preparing for us.
Not a step back!

Terrorism is wage slavery, no peace with the bosses.
Terrorists and bandits are States and capitalists.
Solidarity is our weapon.

Giannis Dimitrakis
Kostas Sakkas
Dimitra Syrianou
16/6/19

[Text taken from 325.nostate.net].

(it-en) Italia, operazione “Prometeo”: Natascia è stata trasferita nel carcere di Rebibbia a Roma

Italia, operazione “Prometeo”: Natascia è stata trasferita nel carcere di Rebibbia a Roma

Natascia è stata trasferita dal carcere di Gradignan, nei pressi di Bordeaux (Francia), al carcere di Rebibbia femminile, a Roma. Qui l’indirizzo:

Natascia Savio
Casa Circondariale di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma

Natascia, Giuseppe e Robert sono stati arrestati martedì 21 maggio 2019 nel contesto di una operazione repressiva chiamata “Prometeo” ed eseguita dai carabinieri del ROS. Sono state eseguite anche alcune perquisizioni. L’accusa principale è di “attentato con finalità di terrorismo o di eversione”, poiché ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba arrivati nel giugno 2017 ai p. m. Rinaudo (pubblico ministero in molti processi contro il movimento antagonista e gli anarchici) e Sparagna (pubblico ministero nel processo per l’operazione “Scripta Manent”) e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP (“Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”) di Roma. Non sono stati accusati di alcun reato “associativo” (come gli art. 270 o 270bis, c. p.).

Qui gli indirizzi degli altri compagni arrestati:

Robert Firozpoor
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)

Giuseppe Bruna
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)

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Italy, “Prometeo” operation: Natasha was transferred to the Rebibbia prison in Rome

Natascia was transferred from the prison in Gradignan, near Bordeaux (France), to the Rebibbia women’s prison in Rome. Here the address:

Natascia Savio
Casa Circondariale di Roma Rebibbia femminile
via Bartolo Longo 92
00156 Roma
Italia

Natasha, Beppe and Robert were arrested on Tuesday 21 May 2019 in the context of a repressive operation called “Prometeo” (“Prometheus”) and carried out by the ROS of carabinieri. Some searches have also been carried out. The main accusation is of “attack with terrorist or subversive purposes”, as they were held responsible for sending three bomb packages arrived in June 2017 to the p. m. Rinaudo (prosecutor in many trials against the antagonist movement and the anarchists) and Sparagna (prosecutor in the trial for the “Scripta Manent” operation) and Santi Consolo, at the time director of the DAP (“Department of Penitentiary Administration”) of Rome. They have not been accused of any “associative” crime (such as articles 270 or 270bis, c. p.).

Here the addresses of the other arrested comrades:

Robert Firozpoor
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)
Italia

Giuseppe Bruna
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Opera (Mi)
Italia

(it-en-fr) Italia, operazione “Panico”: Giovanni e Paska sono stati trasferiti agli arresti domiciliari

Italia, operazione “Panico”: Giovanni e Paska sono stati trasferiti agli arresti domiciliari

Apprendiamo che per i compagni anarchici prigionieri Giovanni e Paska, accusati (assieme al compagno Ghespe) di attacco esplosivo contro la libreria fascista “Il Bargello” avvenuto il 01/01/2017 (quando un artificiere della polizia rimase gravemente ferito), è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

[Nota: Vennero arrestati il 3 agosto 2017 nell’ambito di una operazione repressiva che comportò otto arresti, alcune perquisizioni e lo sgombero dell’occupazione “La Riottosa” a Firenze].

[Tratto da anarhija.info].

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Italy, “Panico” operation: Anarchist comrades Giovanni Ghezzi and Pierloreto Fallanca (Paska) under house arrest

We learn that the precautionary measure of house arrest has been ordered for imprisoned anarchist comrades Giovanni and Paska, accused (along with comrade Ghespe) of an explosive attack against the fascist bookshop “Il Bargello” on 01/01/2017 (when one of the police bomb-disposal squad was seriously wounded).

[Note: They were arrested on August 3rd, 2017, in the context of a repressive operation wich involved eight arrests, some searches and the eviction of “La Riottosa” squat in Florence].

[Text taken from actforfree.nostate.net].

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Italie – Opération Panico : Giova et Paska assignés à résidence

Les compagnons anarchistes Giovanni et Paska, inculpés (avec le compagnon Ghespe) de l’attaque explosive du 1er janvier 2017 contre la librairie fasciste « Il Bargello » (lors de laquelle un démineur de la police a été gravement blessé) sont sorti de prison et ont été assignés à résidence.

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-en-fr) Salonicco, Grecia, 12/06/2019: Arrestati tre compagni anarchici durante un’espropriazione

Salonicco, Grecia, 12/06/2019: Arrestati tre compagni anarchici durante un’espropriazione

Giovedì 12 giugno, tre dei nostri compagni anarchici sono stati arrestati a Salonicco, mentre stavano espropriando un portavalori che stava per ricaricare un bancomat all’ospedale universitario AHEPA.

Sono stati catturai dagli sbirri dell’unità antiterrorismo proprio quando stavano entrando in macchina per abbandonare il luogo.

I due compagni sono Giannis Dimitrakis e Kostas Sakkas, che hanno già pagato il prezzo della loro scelta politica per essersi opposti alle autorità di questo mondo, sono stati presi di mira e scontato la pena in carcere. Il terzo compagno, Dimitra, è accusato di aver collaborato all’espropriazione.

Le loro case sono state perquisite e molti oggetti personali sequestrati. I media hanno creato un’ondata di terrore. Inoltre, nella mattina di 13 giugno i compagni sono stati portati davanti al p.m. Da allora non ci sono più stati dettagli sul caso.

Sosteniamo i nostri compagni
Dimitra, Giannis, Kostas, siate forti
La solidarietà è la nostra arma

[Tratto da anarhija.info].

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Thessaloniki, Greece: About the arrests of 3 comrades during an expropriation

On Wednesday 12th of June, three of our anarchist comrades were arrested in Thessaloniki, during expropriating a guarded money transport that was about to refill an ATM at the university hospital AHEPA.

They were caught from cops of the counter-terrorism unit just when they were getting in their car to leave from the spot.

The two comrades are Giannis Dimitrakis and Kostas Sakkas, that had already paid the price of their political choice to stand against the authorities of this world, being targeted and serving time in prison. The third comrade, Dimitra, is accused for cooperation in the expropriation.

There have been searches in their houses and many personal thing have been taken. Media create a wave of terror. Also, in the morning of 13th of June, the comrades were took to the prosecutor. Since now, there are no more details about this case.

We stand by our comrades
Dimitra, Giannis, Kostas, be strong
Solidarity is our weapon

[Text taken from 325.nostate.net].

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Thessalonique (Grèce) : Trois compas arrêté.e.s lors d’une expropriation

Mercredi 13 juin, trois de nos camarades anarchistes ont été arrêté.e.s à Thessalonique, lors de l’expropriation d’un convoi de fonds qui était en train de remplir un distributeur de billets dans l’hôpital universitaire AHEPA.

Ils/elle ont été interpellé.e.s par les flics de l’unité anti-terrorisme, au moment d’entrer dans leur voiture pour quitter les lieux.

Les deux compagnons sont Giannis Dimitrakis et Kostas Sakkas, qui ont déjà payé le prix de leur choix politique de s’opposer aux autorités de ce monde : par le passé ils ont été dans le collimateur de la justice et ont purgé des peines de prison. La troisième compagnonne, Dimitra, est accusée de complicité dans l’expropriation.

Il y a eu des perquisitions dans leurs maisons et des nombreux effets personnels ont été saisis. Les médias créent un climat de terreur. Le matin du 13 juin, les trois compas ont été présenté.e.s au juge d’instruction. pur l’instant, il n’y a pas d’autres informations.

Nous sommes à côté de nos compas.
Dimitra, Gianni, Kosta, restez fort.e.s
La solidarité est notre arme.

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-en) Italia: Aggiornamento al 11/06/2019 sullo sciopero della fame dei compagni anarchici prigionieri

Italia: Aggiornamento al 11/06/2019 sullo sciopero della fame dei compagni anarchici prigionieri

Alfredo Cospito, nel carcere di Ferrara, ha perso più o meno 11 chili, ma essendo prima stato sovrappeso non sta male, ma sta comunque perdendo molto peso.

Anche Stecco (Luca Dolce), il compagno detenuto nello stesso carcere di Ferrara, ha perso 9 chili.

L’avvocato che ha visto Marco Bisesti, nel carcere di Alessandria, ha riferito che il compagno ha perso 9 chili, che per il suo peso precedente è tantissimo.

Non hanno intenzione di mollare fino a quando non smetteranno le compagne.

Anche la compagna Anna Beniamino, nel carcere de l’Aquila, ha perso qualche altro chilo dall’ultimo colloquio fatto lo scorso mercoledì.

Nessuno dei compagni nominati sta prendendo zuccheri. Per quanto riguarda Alfredo, dice che non è una questione di principio, ma di salute, perché gli zuccheri potrebbero fargli male, però fa notare che nel momento quando inizierà a star male inizierà ad assumerli.

Invece, è notizia di qualche giorno fa, che Ghespe (Salvatore Vespertino) al settimo giorno dello sciopero aveva perso ben sei chili (arrivando così a 61 chili), ma nonostante la stanchezza fisica, sta bene ed è deciso a continuare.

La situazione comincia ad essere seria.

Tutti/e chiedono notizie su altri compagni e compagne in sciopero della fame.

[Tratto da anarhija.info].

[Nota: Anna Beniamino, Alfredo Cospito e Marco Bisesti il 24 aprile sono stati condannati a pene tra i 5 e i 20 anni nella sentenza di primo grado del processo “Scripta Manent” (anche altri due compagni sono stati condannati); Anna e Marco, assieme ad altri compagni, sono stati arrestati il 6 settembre 2016, mentre Alfredo è stato arrestato a settembre 2012 assieme al compagno Nicola Gai con l’accusa di aver compiuto l’azione del 7 maggio 2012 contro Roberto Adinolfi (amministratore delegato di Ansaldo Nucleare) – azione poi rivendicata individualmente da Alfredo e Nicola durante il processo. Salvatore Vespertino è prigioniero dal 5 agosto 2017 ed è attualmente accusato nel processo per la cosiddetta operazione “Panico” contro gli anarchici fiorentini. Silvia Ruggeri, prigioniera all’Aquila, è stata arrestata il 7 febbraio per l’operazione “Scintilla”. Luca Dolce è prigioniero dal 19 febbraio per l’operazione “Renata”. Anna e Silvia hanno iniziato lo sciopero della fame il 29 maggio, contro le condizioni e le restrizioni nella sezione AS2 del carcere de L’Aquila].

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Italy: Update on June 11th on the hunger strike of imprisoned anarchist comrades

Alfredo Cospito, in Ferrara prison, has lost more or less 11 kilos, but being first overweight is not ill, but is still losing a lot of weight.

Also Stecco (Luca Dolce), a comrade detained in the same prison in Ferrara, lost 9 kilos.

The lawyer who saw Marco Bisesti, in the prison of Alessandria, reported that the comrade lost 9 kilos, which due to his previous weight is very much.

They are not going to give up until the comrades in L’Aquila prison will stop the hunger strike.

Even the comrade Anna Beniamino, in the prison of L’Aquila, has lost a few more kilos since the last colloquy in prison done last Wednesday.

None of the named comrades is taking sugar. As for Alfredo, he says it’s not a matter of principle, but of health, because sugars could hurt him, but he points out that when he starts to get sick he’ll start taking them.

Instead, it’s news from a few days ago that Ghespe (Salvatore Vespertino) on the seventh day of the strike had lost as much as six kilos (thus reaching 61 kilos), but despite the physical tiredness, he is well and is determined to continue.

The situation begins to be serious.

Everyone is asking about other comrades on the hunger strike.

[Note: On April 24th Anna Beniamino, Alfredo Cospito e Marco Bisesti were sentenced to sentences of between 5 and 20 years in the first instance sentence of the “Scripta Manent” trial (two other comrades were also convicted); Anna and Marco, along with other comrades, were arrested on 6 September 2016, while Alfredo was arrested in September 2012 along with comrade Nicola Gai on charges of having carried out the action on 7 May 2012 against Roberto Adinolfi (CEO by Ansaldo Nucleare) – an action subsequently claimed individually by Alfredo and Nicola during the trial. Salvatore Vespertino is imprisoned since 5 August 2017 and is currently charged in the trial for the so-called “Panico” operation against the Florentine anarchists. Silvia Ruggeri, detained in L’Aquila prison, was arrested on February 7th for the “Scintilla” operation. Luca Dolce is imprisoned since February 19th for the “Renata” operation. The hunger strike of Anna and Silvia began on May 29th, against the conditions and restrictions in the AS2 section of L’Aquila prison].

(it-en) Grecia: L’anarchico Giannis Michailidis è evaso dal carcere di Tyrintha

Grecia: L’anarchico Giannis Michailidis è evaso dal carcere di Tyrintha

L’anarchico prigioniero Giannis Michailidis [talvolta il nome è riportato come Yannis e il cognome come Mihailidis] è fuggito pochi giorni fa dalla cosiddetta prigione rurale di Tyrintha (Tirinto), in Peloponneso. Era stato arrestato il 1° febbraio 2013 a seguito della doppia rapina avvenuta a Velventos (regione di Kozani, in Grecia), insieme agli anarchici Nikos Romanos, Dimitris Politis e Andreas-Dimitris Bourzoukos (per gli stessi fatti il 30 aprile 2013 vennero arrestati anche gli anarchici latitanti Argyris Dalios, Foivos Harisis, Giannis Naxakis e Grigoris Sarafoudis – non tutti sono stati condannati per le rapine). Il compagno, prima di evadere, stava scontando una condanna di 16 anni e 4 mesi imposta con la sentenza che ha fatto seguito al processo riguardo i fatti di Velventos. Inoltre, nel 2015 è stato condannato a 15 anni per delle accuse legate ad attacco contro la polizia avvenuto il 18 maggio 2011 a Pefki, durante un controllo (furono feriti due poliziotti e l’anarchico Theofilos Mavropoulos, a sua volta ferito, venne arrestato). Giannis è noto anche come “l’arciere di Syntagma” da quando, a febbraio 2011, nel corso dei disordini verificatisi durante uno sciopero generale, venne arrestato per avere colpito con arco e frecce la polizia antisommossa che proteggeva il parlamento greco in piazza Syntagma, ad Atene.

Le forze dell’ordine, secondo la stampa, starebbero già indagando su cosa è successo.
Lungo volo per l’anarchico Giannis Michailidis!

[Ricevuto via e-mail].

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Greece: The anarchist Giannis Michailidis has escaped from Tyrintha prison

The anarchist prisoner Giannis Michailidis [sometimes the name is reported as Yannis and the surname as Mihailidis] escaped a few days ago from the so-called rural prison of Tyrintha (Tiryns), in Peloponnese. He was arrested on 1 February 2013 following the double robbery that took place in Velventos (Kozani region, in Greece), along with the anarchists Nikos Romanos, Dimitris Politis and Andreas-Dimitris Bourzoukos (for the same facts on 30 April 2013 were also arrested the fugitives anarchists Argyris Dalios, Fivos Harisis, Giannis Naxakis and Grigoris Sarafoudis — not all of them were convicted of robberies). The comrade, before the escape, was serving a sentence of 16 years and 4 months, imposed with the sentence that followed the trial regarding the facts of Velventos. Furthermore, in 2015 he was sentenced to 15 years for charges linked to an attack on the police on May 18, 2011, in Pefki, during a police check (two policemen were wounded and the anarchist Theofilos Mavropoulos was arrested, wounded as well). Giannis is also known as “the archer of Syntagma” since, in February 2011, in the clashes during a general strike, he was arrested for hitting the riot police that protected the Greek parliament in Syntagma Square (Athens) with a bow and arrow.

The police, according to the press, are already investigating the incident.
Long flight for the anarchist Giannis Michailidis!

[Text taken from anarhija.info].

(it-es) Madrid, Spagna: Sabotate bici elettriche

(it-es) Cile: Attacco incendiario in memoria di Mauricio Morales

Cile, 4 giugno 2019: Attacco incendiario in memoria di Mauricio Morales

Con questa azione vendichiamo il nostro compagno Mauricio Morales, morto decidendo di attaccare il sistema dominatore attraverso l’azione diretta: Rivendichiamo la collocazione di un ordigno incendiario nel territorio di Lo Ovalle.

La nostra azione avviene dopo aver affinato le nostre idee e convinzioni, abbiamo scelto di organizzarci per vandalizzare un trasporto (che rappresenta il capitalismo industriale).

Condividiamo e solidarizziamo con le chiamate all’ostacolare l’ordine sociale dei potenti e dei loro vertici internazionali. Lo Stato cileno nel suo ruolo di dominio e sfruttamento conduce attività e conferenze che hanno come l’unico scopo rafforzare il modello neoliberale e arricchire i pochi, trasformando questi incontri in presunte iniziative che favoriscono la popolazione e avvantaggiano le persone, essendo la sua motivazione principale accelerare lo sfruttamento e mercificare la vita, accompagnata da un discorso che propone il controllo politico come mezzo necessario per vivere.

Salutiamo tutti coloro che affrontano il potere attraverso l’azione diretta.
Saluti incendiari ai compagni detenuti in grecia, argentina e in tutto il mondo.
Un saluto insurrezionale ad Anna e Silvia, compagne in sciopero della fame in Italia, e ai compagni che si stanno mobilitando nelle carceri cilene.
Che l’anarchia non muoia in bocca, che prevalga nelle mani attive.
Contro ogni autorità, facciamo vivere l’anarchia.

Banda incendiaria Punky Mauri.

[Tratto da anarhija.info].

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Ataque incendiario a camión / Comunicado de la “Banda incendiaria Punky Mauri”

Durante la madrugada del 04 de junio del 2019 la tranquilidad nocturna se vio sobresaltada por el incendio desatado contra un camión en la comuna de San Miguel.
En las calles Lo Ovalle con Iquique un artefacto incendiario consiguió encender parte de la cabina del vehiculo de carga y pasar a llevar el tendido eléctrico del sector. Al lugar rápidamente llego personal de bomberos quienes consiguieron controlar el siniestro sin que se expandiera.
A los pocos días la acción es revindicada por la “Banda incendiaria Punky Mauri” en memoria de Mauricio Morales.
Comunicado:

Ataque incendiario en memoria de Mauricio Morales

Con esta acción reivindicamos a nuestro compañero Mauricio Morales, quien murió al decidir atacar al sistema dominante a través de la acción directa: Nos adjudicamos la colocación de un artefacto incendiario en el sector de Lo Ovalle.

Nuestra acción resulta luego de afinar nuestras ideas y convicciones, elegimos organizarnos para vandalizar un transporte (que representa el capitalismo industrial).

Compartimos y solidarizamos con los llamados a entorpecer el orden social de los poderosos y sus cumbres internacionales. El estado de $hile en su rol dominante y explotador lidera actividades y convenciones que solo tienen por objetivo profundizar el modelo neoliberal y enriquecer a unos pocos, transformando estas juntas en supuestas instancias que favorecen a la población y que benefician a las personas, siendo su principal motivación acelerar la explotación y mercantilizar la vida, acompañado de un discurso que propone el control político como herramienta necesaria para vivir.

Saludamos a todxs aquellxs que se enfrentan al poder a través de la acción directa.
Saludos incendiarios a lxs compañerxs presxs en grecia, argentina y todo el mundo.
Un saludos insurrecto a Anna y Silvia, compañeras en huelga de hambre en Italia y a lxs compañerxs que se están movilizando en las cárceles de Chile.
Que la anarquía no muera en la boca, que prevalezca en las manos activas.
Contra toda autoridad, procuramos que viva la anarquía.

Banda incendiaria Punky Mauri.

[Tomado de noticiasdelaguerrasocial.wordpress.com].

(it-en) Atene, Grecia: Attacco alla polizia – Lambros vive tra le fiamme

Atene, Grecia: Attacco alla polizia – Lambros vive tra le fiamme

La notizia uscita nel marzo di nove anni fa ci ha lacerato, ma non ci ha sorpresi.

Il nostro compagno Lambros Fountas è morto in uno scontro armato con gli sbirri durante l’espropriazione di un veicolo a Dafni. Conoscendo Lambros, conoscevamo l’insieme delle sue scelte come rivoluzionario. Conoscendo Lambros conoscevamo la sua solida formazione, l’assenza delle infatuazioni, la sua profonda etica umana, che gli facevano percepire il suo impegno rivoluzionario in maniera piena e totale. Lo avevamo incontrato nelle assemblee, negli spazi occupati, nelle manifestazioni, proteste, incontri cospirativi, rivolte insurrezionali, azioni antifasciste, negli incendi notturni. E non è stata una sorpresa per noi quando, con la sua morte, abbiamo scoperto che le sue scelte rivoluzionarie includevano anche la partecipazione nel gruppo armato Lotta Rivoluzionaria.

Perché questo era esattamente lui. Una persona completa, un rivoluzionario completo. Fino alla fine.

Onorando la memoria del nostro compagno, sabato notte 2 marzo 2019, abbiamo attaccato la stazione di polizia di Koukaki, un altro covo di torturatori e assassini.

Non potevamo fara a meno di menzionare nel nostro attacco la pubblicazione “Kathimerini”, dove il quartier generale GADA [polizia di Atene, ndt] ha ordinato l’immediato arresto di ogni passante, promettendo un giorno libero (!). Invece, quelli che hanno inseguito e assassinato l’immigrante nigeriano Ebuka, quanti giorni liberi hanno ottenuto?

PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE
LAMBROS VIVE TRA LE FIAMME

[Tratto da anarhija.info].

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Athens, Greece : Taking responsibility for the attack on Acropolis police station – Lambros lives amid the flames

The news released in March, nine years ago, lacerated us but did not surprise us.

Our comrade Lambros Fountas had fallen dead in an armed battle with cops during the expropriation of a vehicle in Dafni. Knowing Lambros we knew the totality of his choices as a revolutionary. Knowing Lambros we knew his solid formation, lack of infatuation, his profound human ethos, made him perceive his  revolutionary engagement in an undivided total manner. We had met him in assemblies, squats, marches, protests, conspiratorial meetings, insurrectional riots, anti-fascist action, night arsons. And it was no surprise to us when, with his death, we learned that his revolutionary  choices included his participation in the armed group Revolutionary Struggle.

Because that was exactly Lambros. A complete man, a complete revolutionary. To the end.

Honouring the memory of our comrade, Saturday night on March 2 ,2019 , we attacked the Koukaki police station, another den of torturers and murderers.

We could not resist mentioning the publication “Kathimerini” in our attack, in which the GADA centre of operations ordered immediate arrest on any person passing-by, promising a day-off (!) Indeed, those who persecuted and murdered the Nigerian immigrant Ebuka, how many days-off did they get?

FOR SOCIAL REVOLUTION
LAMBROS LIVES AMID THE FLAMES

[Text taken from actforfree.nostate.net].

(it-fr) Foligno, Italia: Danneggiate auto di Poste Italiane in solidarietà ad Anna e Silvia

Foligno, Italia: Danneggiate auto di Poste Italiane in solidarietà ad Anna e Silvia

Foligno 5-6-2019
Tagliate le gomme e polvere nei serbatoi a 5 auto delle poste italiane. In solidarietà a Anna e Silvia.
Mentre la città era militarizzata per l’arrivo di Salvini qualcuno ha colpito altrove.

[Tratto da roundrobin.info].

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Foligno (Italie): Des voitures de la Poste dégradées en solidarité avec Anna et Silvia

Foligno, 5-6-2019.
Pneus crevés et poussière dans les réservoirs de cinq voitures de Poste Italiane. En solidarité avec Anna et Silvia.
Tandis que la ville était militarisée à cause de l’arrivée de Salvini, quelqu’un a frappé ailleurs.

[Depuis attaque.noblogs.org].