Category Archives: Direct actions

(it-en-es) Santiago, Cile: Attacco contro l’ex ministro dell’interno e contro il comandante dei carabinieri

Santiago, Cile: Attacco contro l’ex ministro dell’interno e contro il comandante dei carabinieri

Nota di ContraInfo: Comunicato ricevuto il 29 luglio 2019.

OPERAZIONE PER L’ESPANSIONE DELLE OSTILITÀ CONTRO GLI ESECUTORI

Rivendichiamo due pacchi bomba composti da polvere da sparo e dinamite indirizzati a Rodrigo Hinzpeter e al comandante dei carabinieri Manuel Guzmán nella stazione di polizia 54 a Huechuraba.

Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per garantire l’esplosione degli ordigni solo nelle mani di persone prese di mira dalla nostra azione. I nostri nemici ci sono chiari, non stiamo cercando di danneggiare o ferire persone a caso. Mentre sappiamo che tutti noi facciamo parte dell’operazione di dominio, riconosciamo che ci sono gradi di responsabilità e che i destinatari dei nostri pacchi esplosivi hanno ruoli decisivi sia nella gestione e nell’accumulazione del capitale, sia nel controllo e nella repressione dello Stato.

Sono quelli che prendono le decisioni chiave nel rafforzamento dell’oppressione. Di questo non ci possono essere dubbi ed è per questi motivi che li abbiamo attaccati nei loro luoghi di intervento. Continue reading

(it-en-fr) Genova, Italia: Incendiato veicolo Eni

Genova, Italia: Incendiato veicolo Eni

Noi attacchiamo solo per noi stessi, per fare e rifare un’esperienza intima del rifiuto di questo mondo. Il senso e la consistenza delle nostre vite emergono solo in questi pochi secondi” [1].

Il principale motivo che ci spinge a metterci in gioco, in prima persona, senza farci mettere le spalle al muro dalla paura delle possibili conseguenze repressive, è la consapevolezza che non siamo liberi. Anche se fuori dalle mura di uno schifosissimo carcere, viviamo in un mondo realisticamente paragonabile ad una galera a cielo aperto. Le catene che indossiamo sono in parte accettate come normali necessità, dai più sono percepite alla pari, se non ancora più indispensabili, dei bisogni fisiologici, vedi l’utilizzo di computer, smartphone, mezzi di trasporto… Queste catene ci vengono imposte dall’alto di quello che si rivela sempre più somigliante al “grande fratello” di Orwell. Chi governa sa benissimo di aver svolto un notevole lavoro in termini di distrazioni di massa, bisogni indotti e confusione architettata ad arte per far sì che anche gli oppressi puntino ad essere oppressori, individuando il nemico in chi si trova nel gradino più in basso.
Lo stato sappia che, nonostante tutto, ci saranno sempre individui che non accetteranno il loro delirio di onnipotenza, che non potranno fare a meno di sentire il peso delle catene e di conseguenza si organizzeranno per distruggerle. Continue reading

(it-en-fr) Genova, Italia, 25/06/2019: Sabotato ripetitore

Genova, Italia, 25/06/2019: Sabotato ripetitore

Genova 25/6/2019
Ripetitore sabotato con il fuoco.
Solidarietà con tutti i prigionieri anarchici.
Chiudere l’AS2 de L’Aquila!
Per la libertà!
Per l’anarchia!

[Tratto da anarhija.info].

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Genova, Italy, 25 June, 2019: Sabotage of a phone mast

Genova, June 25th, 2019
Phone mast sabotaged with fire.
Solidarity with all anarchist prisoners.
Close the AS2 of L’Aquila!
For freedom!
For anarchy!

[Note: “AS2” means “High Surveillance 2”, a detention regime in Italian prisons. Some anarchist prisoners were on hunger strike from 29th May to 28th June against the conditions in the AS2 section of L’Aquila prison].

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Gênes (Italie) : Sabotage d’une antenne relais

Gênes, 25/6/2019
Antenne relai sabotée par le feu.
Solidarité avec tous les prisonniers anarchistes.
Fermer l’AS2 de L’Aquila !
Pour la liberté !
Pour l’anarchie !

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-en) Roma, Italia: Incendiato ripetitore in solidarietà con gli anarchici prigionieri in sciopero della fame

Roma, Italia: Incendiato ripetitore in solidarietà con gli anarchici prigionieri in sciopero della fame

ROMA – 12 GIUGNO
INCENDIATI I COPERTONI DI UN CAMION-RIPETITORE
IN SOLIDARIETA’ CON ANNA SILVIA E I PRIGIONIERI ANARCHICI IN SCIOPERO DELLA FAME
PER LA CHIUSURA DELLA SEZIONE AS2 DELL’AQUILA
NO 41 BIS
NO VIDEOCONFERENZA

[Tratto da roundrobin.info].

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Rome, Italy: Phone mast torched in solidarity with anarchists prisoners on hunger strike

ROMA – 12th JUNE
TORCHED THE WHEELS OF A TRUCK-PHONE MAST
IN SOLIDARITY WITH ANNA, SILVIA AND THE ANARCHIST PRISONERS ON HUNGER STRIKE
FOR THE CLOSING OF THE AS2 SECTION OF L’AQUILA
NO 41 BIS
NO VIDEOCONFERENCE

(it-en) Atene, Grecia: Attacco alla polizia – Lambros vive tra le fiamme

Atene, Grecia: Attacco alla polizia – Lambros vive tra le fiamme

La notizia uscita nel marzo di nove anni fa ci ha lacerato, ma non ci ha sorpresi.

Il nostro compagno Lambros Fountas è morto in uno scontro armato con gli sbirri durante l’espropriazione di un veicolo a Dafni. Conoscendo Lambros, conoscevamo l’insieme delle sue scelte come rivoluzionario. Conoscendo Lambros conoscevamo la sua solida formazione, l’assenza delle infatuazioni, la sua profonda etica umana, che gli facevano percepire il suo impegno rivoluzionario in maniera piena e totale. Lo avevamo incontrato nelle assemblee, negli spazi occupati, nelle manifestazioni, proteste, incontri cospirativi, rivolte insurrezionali, azioni antifasciste, negli incendi notturni. E non è stata una sorpresa per noi quando, con la sua morte, abbiamo scoperto che le sue scelte rivoluzionarie includevano anche la partecipazione nel gruppo armato Lotta Rivoluzionaria.

Perché questo era esattamente lui. Una persona completa, un rivoluzionario completo. Fino alla fine.

Onorando la memoria del nostro compagno, sabato notte 2 marzo 2019, abbiamo attaccato la stazione di polizia di Koukaki, un altro covo di torturatori e assassini.

Non potevamo fara a meno di menzionare nel nostro attacco la pubblicazione “Kathimerini”, dove il quartier generale GADA [polizia di Atene, ndt] ha ordinato l’immediato arresto di ogni passante, promettendo un giorno libero (!). Invece, quelli che hanno inseguito e assassinato l’immigrante nigeriano Ebuka, quanti giorni liberi hanno ottenuto?

PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE
LAMBROS VIVE TRA LE FIAMME

[Tratto da anarhija.info].

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Athens, Greece : Taking responsibility for the attack on Acropolis police station – Lambros lives amid the flames

The news released in March, nine years ago, lacerated us but did not surprise us.

Our comrade Lambros Fountas had fallen dead in an armed battle with cops during the expropriation of a vehicle in Dafni. Knowing Lambros we knew the totality of his choices as a revolutionary. Knowing Lambros we knew his solid formation, lack of infatuation, his profound human ethos, made him perceive his  revolutionary engagement in an undivided total manner. We had met him in assemblies, squats, marches, protests, conspiratorial meetings, insurrectional riots, anti-fascist action, night arsons. And it was no surprise to us when, with his death, we learned that his revolutionary  choices included his participation in the armed group Revolutionary Struggle.

Because that was exactly Lambros. A complete man, a complete revolutionary. To the end.

Honouring the memory of our comrade, Saturday night on March 2 ,2019 , we attacked the Koukaki police station, another den of torturers and murderers.

We could not resist mentioning the publication “Kathimerini” in our attack, in which the GADA centre of operations ordered immediate arrest on any person passing-by, promising a day-off (!) Indeed, those who persecuted and murdered the Nigerian immigrant Ebuka, how many days-off did they get?

FOR SOCIAL REVOLUTION
LAMBROS LIVES AMID THE FLAMES

[Text taken from actforfree.nostate.net].

(it-en) Amburgo (Germania): Consolato italiano vandalizzato in solidarietà con prigionieri anarchici

Amburgo (Germania): Consolato italiano vandalizzato in solidarietà con prigionieri anarchici

Nella notte di 28 maggio [2019] sul consolato italiano di Amburgo è stata lasciata le scritta: “Solidarietà con i prigionieri in Italia! (A)”. Inoltre, la targa del consolato è stata strappata dal muro e rubata.

[Tratto da anarhija.info].

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Hamburg, Germany: Italian Consulate Vandalized in Solidarity with Anarchist Prisoners

On the night of May 28th [2019], the Italian Consulate in Hamburg was tagged with the words: “Solidarity with the Prisoners in Italy! (A)”. Additionaly, the consulate plaque was torn from the wall and stolen.

[Text taken from mpalothia.net].

(it-en) Montreal (Québec, Canada), maggio 2019: Sabotato veicolo dei profittatori di carceri

Montreal (Québec, Canada), maggio 2019: Sabotato veicolo dei profittatori di carceri

Un bel modo per trascorrere la serata

Alcune sere fa ci siamo imbattuti in un veicolo della Englobe. Englobe è un’azienda di ingegneria ambientale, subappaltata per eseguire valutazioni in loco per il carcere per gli immigrati a Laval. Abbiamo frantumato il parabrezza, tagliato tutte le gomme e lasciato la scritta sulla fiancata “No carcere per gli immigrati”. Questa è stata una spontanea e semplice espressione della nostra rabbia verso tutti quelli che sono coinvolti nella costruzione della prigione. Speriamo che almeno una persona farà a meno di andare a lavoro il prossimo giorno.

Questo è stato un piccolo gesto, ma molto facile da realizzare. Questi veicoli dell’azienda si trovano ovunque. Fanculo tutte le prigioni e chiunque coinvolto nella costruzione di queste.

[Tratto da anarhija.info].

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Montreal (Québec, Canada), May 2019: Sabotage Action Against Prison Profiteers Englobe

A Nice Way to Pass the Evening

A few nights ago we stumbled upon an Englobe work vehicle. Englobe is an environmental engineering company subcontracted to perform site evaluation for the migrant prison in Laval. We smashed out the windshield, slashed all the tires, and spray-painted “No Migrant Prison” on the side. This was a spontaneous and easy expression of our anger towards all those involved with building this prison. We hope it prevented at least one worker from getting to their job the next day.

This was a small gesture, but very easy to perform. These company cars are everywhere. Fuck all prisons and anyone involved in building them.

[Text taken from mpalothia.net].

(it-en) Montreal, Canada: Sabotato studio di progettazione del carcere

Montreal, Canada: Sabotato studio di progettazione del carcere

Nella notte del 14 aprile [2019] abbiamo fatto una visita alla sede di Lemay in St. Henri per dare un contributo alla lotta contro la costruzione del nuovo previsto carcere per migranti, che dovrebbe essere aperto nel 2021 a Laval, QC.

Lemay è il maggior studio di architettura coinvolto nella progettazione del carcere. Abbiamo chiuso le entrate dell’edificio inserendo della colla in tutte le serrature, distruggendo i sensori elettronici che permettono l’accesso allo stabile mediante il tesserino, e serrando le maniglie assieme con un lucchetto ad arco su varie entrate. I cancelli del garage sono stati bloccati da una combinazione di strisce chiodate e fumogeni, che sono stati sistemati per attivarsi all’apertura delle porte. Supponiamo che i dipendenti e i clienti dell’azienda hanno avuto difficoltà per entrare nell’edificio il giorno dopo, e speriamo che continueranno a sentire gli effetti dell’escalation delle azioni contro di loro e altri coinvolti in questo progetto.

Vogliamo fermare la realizzazione di questa prigione. Vogliamo distruggere le istituzione dell’esclusione, della reclusione, di sorveglianza che sostengono la supremazia bianca e il capitalismo, e inviare la nostra solidarietà a coloro che lottano contro la violenza da cui questi dipendono.

Chiudiamole tutte.
Né frontiere né prigioni.

[Tratto da anarhija.info].

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Montreal, Canada: Architecture Firm Designing Migrant Prison Sabotaged

On the night of April 14th, we paid a visit to Lemay’s headquarters in St. Henri to make a contribution to the struggle against the construction of a proposed new migrant prison, set to open in 2021 in Laval, QC.

Lemay is a major architecture firm involved in designing the prison. We shut off access to the building by gluing all the locks, smashing the electronic sensors that permit access to the building by key cards, and u-locking door handles together at multiple entrances. The garage doors were blocked by a combination of spike strips and smoke bombs, which were rigged to go off if the garage doors opened. We assume that employees and company clients had a hard time accessing the building the next day, and hope they will continue to feel the effects of escalating actions against them and others involved in the project.

We want to stop this prison from happening. We want to undo the institutions of exclusion, confinement, and surveillance that uphold white supremacy and capitalism, and send our solidarity to all those struggling against the violence they depend on.

Let’s shut it all down.
No borders, no prisons.

[Text taken from actforfree.nostate.net].

(it-en-gr) Atene, Grecia, 14.05.2019: Attacco contro la stazione di polizia di Kaisariani

Atene, Grecia, 14.05.2019: Attacco contro la stazione di polizia di Kaisariani

Orchestrando le melodie della distruzione

Il 14 maggio non era una serata normale per i poliziotti della stazione di polizia di Kaisariani [ad Atene]. Poco prima delle 4.00, mentre la città dormiva nell’oscurità e gli sbirri dormivano nella loro pigrizia, li svegliavamo con la melodia assordante del fuoco che perfettamente accompagnava le loro urla acute. Lo spettacolo è stato completato da suoni di esplosioni e dalle urla di alcuni sfortunati poliziotti che hanno preso fuoco e sono finiti in ospedale.

L’impenitente guerrigliero urbano e prigioniero politico Dimitris Koufontinas è ancora una volta in sciopero della fame per chiedere la concessione di regolari permessi di prigione. Le autorità carcerarie e alcuni pubblici ministeri che agiscono da avanguardia insieme a SYRIZA stanno applicando pressione politica e fisica, prendendo di mira il compagno, negandogli il permesso e presentandogli il seguente ultimatum di estorsione: rinuncerai ai tuoi valori o taglieremo i tuoi permessi. Da parte nostra, non lasciamo perdere tempo. Ogni minuto che la sua richiesta non viene soddisfatta, il nostro odio cresce e stiamo preparando nuove azioni con una grande intensificazione. Se Dimitris Koufontinas subisce qualcosa, le conseguenze saranno ingestibili. Ti bruceremo vivo.

Segnale incendiario in risposta alla chiamata per un Maggio nero

Sono passati 10 anni da quando l’anarchico rivoluzionario Mauricio Morales è rimasto ucciso per la detonazione dell’ordigno esplosivo che stava trasportando. Durante questi 10 anni la sua memoria non è affatto svanita. Alcuni sono avvezzi a dire che il tempo è il miglior dottore perché ammorbidisce le ferite causate dal dolore e dalla tristezza. Ma la pensiamo diversamente. Ogni volta che ci riprendiamo dalla perdita di un compagno, siamo ancora più convinti e ci muoviamo in modo più determinato con le nostre azioni. Onoriamo la sua memoria attraverso le nostre azioni e i nostri attacchi di odio. Al momento riteniamo inappropriato fornire un’analisi. Lasciamo che il linguaggio del fuoco si esprima per noi.

P.S.: La nostra azione si è svolta diverse ore prima del 34° anniversario del giorno in cui il guerrigliero urbano anarchico Christos Tsoutsouvis venne assassinato durante una sparatoria con la polizia a Gyzi. Stava per porre fine alle misere vite di tre agenti di polizia. OGNI GIORNO C’E’ UN PREZZO DA PAGARE PER CHRISTOS TSOUTSOUVIS.

Gruppo “Sinfonia Caotica” [in greco: Ομάδα “Χαοτική Συγχορδία”]

Tratto e tradotto a partire dall’inglese: actforfree.nostate.net
Il testo in greco è a questo link: athens.indymedia.org

[Tratto da anarhija.info].

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Athens, Greece, May 14th, 2019: Attack Against Kaisariani Police Station

Orchestrating Melodies of Destruction

May 14th was not an ordinary night for the cops at Kaisariani Police Station. Just before 4AM, while the city slept in darkness and the cops slept in their laziness, we woke them up with the deafening melody of the fire that perfectly accompanied their high-pitched screams. The spectacle was completed by sounds of explosions and the screams of some unlucky cops who caught on fire and ended up in hospital.

The unrepentant urban guerrilla and political prisoner Dimitris Koufontinas is once again on hunger strike to demand the granting of regular furloughs from prison. The prison authorities and some prosecutors acting as a vanguard along with SYRIZA are applying political and physical pressure, targeting the comrade, denying him permission and presenting him with the following ultimatum of extortion: you will renounce your values or we will cut off your furloughs. We for our part do not let time go to waste. Every minute his request is not met, our hatred grows, and we are preparing new actions with greater escalation. If Dimitris Koufontinas suffers anything the consequences will be unmanageable. We will burn you alive.

Incendiary Signal in Response to the Call for a Black May

10 years have passed since Anarchist revolutionary Mauricio Morales was killed when the explosive device he was carrying detonated. During those 10 years his memory has not faded at all. Some are accustomed to saying that time is the best doctor because it softens the wounds caused by the pain and sadness. But we think differently. Every time we recover from the loss of a comrade, we are convinced even more, and we move in a more determined way with our actions. We honor his memory through our actions and our hateful attacks. We find it inappropriate at the moment to provide an analysis. We let the language of fire speak for us.

PS: Our action took place several hours before the 34th anniversary of the day when the Anarchist urban guerrilla Christos Tsoutsouvis was assassinated during a shootout in Gyzi with the cops. He was about to end the miserable lives of three police officers. EVERYDAY THERE IS A PRICE TO PAY FOR CHRISTOS TSOUTSOUVIS.

“Chaotic Symphony” Group

[Taken from actforfree.nostate.net].

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Ανάληψη ευθύνης για την επίθεση στο Α.Τ. Καισαριανής

Ενορχηστρώνοντας μελωδίες της καταστροφής

Τα ξημερώματα της 14ης Μαϊου δεν ήταν μια συνηθισμένη βραδιά για τους μπάτσους που βρίσκονταν στο Α.Τ Καισαριανής. Λίγο πριν τις 4, ενώ η πόλη ήταν βυθισμένη στο σκοτάδι και οι μπάτσοι στη νωχεληκότητά τους, τους ξυπνήσαμε με την εκκωφαντική μελωδία της φωτιάς την οποία τέλεια συνόδευσαν φωνητικά με τα υψίφωνα ουρλιαχτά τους. Το θέαμα ολοκλήρωσαν ο κρουστός ήχος της έκρηξης από τα γκαζάκια και κάποιοι όχι και τόσο τυχεροί μπάτσοι που αναγκάστηκαν, λουσμένοι από φλόγες, να χορέψουν στις πύρηνες νότες και να καταλήξουν τελικά στο νοσοκομείο.

Ο αμετανόητος αντάρτης πόλης και πολιτικός κρατούμενος Δημήτρης Κουφοντίνας πραγματοποιεί ακόμη μία φορά απεργία πείνας, διεκδικώντας την χορήγηση νέων τακτικών αδειών. Το συμβούλιο της φυλακής και μερικοί εισαγγελίσκοι σαν εμπροσθοφυλακή, τα σιχάματα που ακούνε στα επίθετα Μητσοτάκη-Μπακογιάννη με τις γραφικές πιέσεις τους και ο ΣΥΡΙΖΑ με την πολιτική και φυσική (όπως φαίνεται) στοχοποιήση προς τον σύντροφο, του αρνούνται την χορήγηση άδειας και του θέτουν τον εξής εκβιασμό: θα αποκηρύξεις τις αξίες σου ή σου κόβουμε τις άδειες. Η επιλογή του μέσου της απεργίας πείνας ήταν για τον ίδιο μονόδρομος. Ξαναπιάνει όπως είπε το νήμα της αντίστασης και εμείς από τη μεριά μας δεν αφήσαμε τον χρόνο να πάει χαμένο. Κάθε λεπτό που δεν ικανοποιείται το αίτημα του, το μίσος μας διογκώνεται και προετοιμάζουμε νέες δράσεις με μεγαλύτερη κλιμάκωση. Αν ο Δημήτρης Κουφοντίνας πάθει το οτιδήποτε οι συνέπειες θα είναι μη διαχειρίσιμες. Θα σας κάψουμε ζωντανούς.

Εμπρηστικό σινιάλο στο κάλεσμα για Μαύρο Μάη

Δέκα χρόνια πέρασαν από την στιγμή που ο αναρχικός επαναστάτης Μαουρίσιο Μοράλες σκοτώθηκε όταν εξερράγη ο εκρηκτικός μηχανισμός που μετέφερε. Σε αυτά τα 10 χρόνια η μνήμη του δεν ξεθώριασε ούτε στο ελάχιστο. Συνηθίζετε να λέγεται ότι ο χρόνος αποτελεί τον καλύτερο γιατρό αφού απαλύνει τις πληγές που αφήνει ο πόνος και κάθε άσχημο συναίσθημα. Η περίπτωση μας όμως αποτελεί παράδοξο. Κάθε φορά που αναπολούμε τον χαμό του συντρόφου πεισμώνουμε ακόμα περισσότερο βαδίζουμε με πιο σίγουρο και στιβαρό βήμα στις επιλογές μας. Τιμούμε την μνήμη του μέσα από τις πράξεις μας και τις ακόρεστες από μίσος επιθέσεις μας. Θεωρούμε άστοχη την χρονική στιγμή για αναλύσεις επί αναλύσεων. Αφήσαμε τις πύρινες γλώσσες να μιλήσουν για μας.

Υ.Γ. Δράσαμε κάποιες ώρες πριν συμπληρωθούν 34 χρόνια από την ημέρα που ο αναρχικός αντάρτης πόλης Χρήστος Τσουτσουβής δολοφονήθηκε μαχόμενος στο Γκύζη από μπάτσους. Πρόλαβε να τερματίσει την άθλια ύπαρξη τριών αστυνομικών. ΤΙΜΗ ΓΙΑ ΠΑΝΤΑ ΣΤΟΝ ΧΡΗΣΤΟ ΤΣΟΥΤΣΟΥΒΗ

Ομάδα “Χαοτική Συγχορδία”

[Taken from athens.indymedia.org].

(it-en-fr) Saint-Jean-Bonnefonds (Loira), Francia: Fuoco a Eurovia

Saint-Jean-Bonnefonds (Loira), Francia: Fuoco a Eurovia

Testo rielaborato da un articolo della stampa di regime (“Le Progrès”, martedì 14 maggio 2019).

Il fuoco è scoppiato all’interno della compagnia Eurovia [una società appartenente al famigerato gruppo Vinci] a Saint-Jean-Bonnefonds nella notte compresa tra lunedì e martedì intorno alle 2.45 del mattino. Diversi vigili del fuoco delle caserme dell’agglomerato di Saint Etienne convergevano al chemin de Littes. Quando arrivarono, quattro camion, due escavatori e diversi veicoli commerciali nel parcheggio della compagnia erano già stati distrutti dalle fiamme. I soccorritori hanno dovuto dispiegare tre manichette antincendio per impedire che l’incendio si diffondesse nell’edificio amministrativo.

La polizia ha aperto un’indagine: la tesi dolosa è quella favorita dagli investigatori. In effetti sono stati identificati tre punti di accensione separati. Il danno ammonterebbe a quasi un milione di euro. La disoccupazione tecnica è prevista, così come i ritardi nei lavori in corso sul sito.

Secondo Radio Scoop “otto veicoli hanno preso fuoco […]. In particolare, i camion per il trasporto di detriti sono stati danneggiati lungo la strada. Più in alto, sono stati bruciati anche un escavatore, un camion a pianale e un camion a vuoto. Infine, vicino agli edifici della compagnia [Eurovia], due veicoli commerciali sono stati danneggiati”.

Tratto e tradotto a partire dall’inglese: actforfree.nostate.net
Il testo in francese è a questo link: attaque.noblogs.org

[Tratto da anarhija.info].

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Saint-Jean-Bonnefonds (Loire), France: Fire at Eurovia

Le Progrès / Tuesday May 14 2019

Fire broke out within the Eurovia company [a company that belongs to the infamous Vinci group] in Saint-Jean-Bonnefonds during Monday to Tuesday night at around 2.45am. Several fire-fighters of the barracks of the Saint Etienne agglomeration converged at the chemin de Littes. When they arrived, four trucks, two excavators and several utility vehicles in the company car park had already been destroyed by the flames. Rescuers had to deploy three fire hoses to prevent the fire spreading to the administrative building.

Police have opened an investigation: the arson thesis is that favoured by the investigators. In fact, three separate ignition points were identified. The damage would amount to almost a million euros. Technical unemployment is expected, as well as delays in work in progress on the site.

According to Radio Scoop, “eight vehicles caught fire […]. In particular, trucks for transporting rubble were damaged down the street. Higher up, an excavator, a flatbed truck and a vacuum truck were also burned. Finally, near the company buildings, two utility vehicles were damaged”.

[Taken from actforfree.nostate.net].

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Saint-Jean-Bonnefonds (Loire) : Incendie chez Eurovia

Le Progrès / mardi 14 mai 2019

Un incendie s’est déclaré au sein de la société Eurovia [société qui appartient au bien connu groupe Vinci; NdAtt.] à Saint-Jean-Bonnefonds dans la nuit de lundi à mardi vers 2 h 45. Plusieurs pompiers des casernes de l’agglomération stéphanoise ont convergé chemin des Littes. A leur arrivée, quatre poids-lourds, deux pelles mécaniques et plusieurs utilitaires garés sur le parking de la société avaient été détruits par les flammes. Les secours ont du déployer trois lances incendie pour éviter la propagation au bâtiment administratif.

La police a ouvert une enquête : la thèse de l’incendie volontaire est privilégiée par les enquêteurs. En effet, trois départs de feu distinct ont été identifiés. Le préjudice s’élèverait à près d’un million d’euros. Du chômage technique est à prévoir, tout comme du retard sur des travaux en cours sur le site.

Selon Radio Scoop, « huit véhicules ont pris feu […]. Des camions de transports de gravats ont notamment été endommagés en bas de la rue. Plus haut, une pelle sur pneus, un camion plateau et un camion aspirateur ont également été incendiés. Enfin, près des bâtiments de la société, deux utilitaires ont été endommagés ».

[Depuis attaque.noblogs.org].

(it-en) Roma, Italia: Per un Maggio Sovversivo (07/05/2019)

Per un Maggio Sovversivo

Nonostante ciò che ci spinge all’azione sia principalmente la soddisfazione del nostro bisogno di superare la frustrazione e il senso di impotenza a cui questo sistema di oppressione vorrebbe costringerci, stavolta ci ronzava per la testa qualche ragionamento, che intendiamo comunicare. Ci siamo accorti che andare in giro di notte illuminandola con incendi mirati è una pratica che si sta diffondendo. Obiettivi mirati come veicoli di ditte coinvolte in progetti di dominio (come guerre, la costruzione di strutture di detenzione, rimpatri forzati,etc.), infrastrutture della rete tecnologica (come laboratori,ripetitori di antenne, centraline di fibra ottica e le aziende che le gestiscono o che con esse collaborano) vengono attaccati con maggiore frequenza e con mezzi semplici e di facile reperibilità. Questo, unito alla loro diffusione nei territori e nelle metropoli aiuta la riproducibilità di azioni contro di essi. In particolare abbiamo visto aumentare gli attacchi a veicoli del car sharing Enjoy di proprietà di ENI, multinazionale italiana che da decenni devasta territori e saccheggia risorse supportata dallo Stato italiano. Così, per dare forza a questo fronte della guerra sociale in atto, la notte del 7 Maggio abbiamo lasciato del materiale infiammabile e relativi inneschi su 6 auto, gli abbiamo dato fuoco e siamo andati via. Attacchi e sabotaggi anarchici sono infatti poco più che scintille nel buio, ma quando convergono su un medesimo obiettivo o si concentrano in un periodo o luogo specifico lo spettacolo può essere emozionante, oltre che causare qualche grattacapo in più ai difensori e foraggiatori di questo sistema. Come nel caso della recente campagna contro Poste italiane che collaborava ai rimpatri degli indesiderati dai benestanti europei, attraverso la sua compagnia controllata Mistral Air. Gli incessanti attacchi sotto diverse forme hanno costretto Poste Italiane a cessare la propria collaborazione con lo Stato e successivamente a diramare un comunicato ufficiale nel quale affermava nero su bianco di non effettuare più rimpatri. Una prova in più che l’azione diretta se ben mirata e contestualizzata ha la sua efficacia. Questo è il nostro invito a ricordarcene più spesso e a non limitarci a sporadiche per quanto spettacolari lampi nell’oscurità; prestiamo orecchio a dove tira il vento e alle proposte di campagne specifiche di attacco, incendiamo con costanza e determinazione le notti del “migliore dei mondi”, rendiamo visibile la guerra sociale in corso che il potere cerca di invisibilizzare a tutti i costi e che altrimenti vivrebbe solo nella testa dei sovversivi e sui loro siti internet.

Ci uniamo all’indizione di un Maggio Sovversivo Internazionale in solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione in Italia.
Che tanti fuochi si accendano rincorrendosi l’un l’altro finché finalmente divampi la prateria!

Solidarietà ai compagni/e che hanno subito durissime condanne in primo grado per il processo “Scripta Manent”… Vendetta!!!
Solidarietà ai detenuti/e e inquisiti/e per le operazioni “Panico, Renata, Scintilla”, alle compagne arrestate a Madrid, a Stefano e Marco arrestati a Parigi.
Un pensiero infine al compagno Mauricio Morales a dieci anni dalla sua morte.
Per l’Anarchia

[Tratto da anarhija.info].

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For a Subversive May

Despite the fact that our action is usually driven by the need to overcome the frustration and sense of powerlessness that this system of oppression would force us into, this time some thoughts have been buzzing around in our heads and we would like to communicate them. We realized that going around lighting up the night with targeted fires is a practice that is spreading.
Specific objectives such as vehicles of companies involved in projects of dominion (such as wars, the construction of detention centres, forced repatriations, etc.), technological network infrastructures (such as laboratories, antenna repeaters, fibre optic exchanges and companies that manage them or collaborate with them) are being attacked more frequently and with simple and easily available means.
This, along with their spreading throughout the country and in the metropolises favours the reproducibility of actions against them. In particular, we have seen more and more attacks on the Enjoy car-sharing vehicles owned by ENI, an Italian multinational which, with the support of the Italian State, has been ravaging territories and looting resources for decades. So, to strengthen this front in the ongoing social war, on the night of May 7th we left combustible material and related primers on 6 cars, ignited them and went away. Anarchist attacks and sabotage are actually little more than sparks in the dark, but when they converge on the same target or concentrate within a specific time or place, the show can be exciting, as well as cause a few more headaches for the defenders and foragers of this system.
For example in the case of the recent campaign against Poste Italiane, which collaborated in the repatriation of undesirables by the well-off Europeans, through its subsidiary company Mistral Air. The incessant attacks in various forms forced Poste Italiane to put an end to its collaboration with the State and issue an official statement in which it stated in black and white that it would no longer carry out repatriations.  Another example that direct action if well aimed and contextualized can be effective.
This is our invitation to remind ourselves more often and not limit ourselves to sporadic though spectacular flashes in the dark; let’s listen to the way the wind is blowing and to the proposals of specific campaigns of attack, set fire to the nights of the “best of worlds” with constancy and determination, make visible the ongoing social war that power seeks to render invisible at all costs and that otherwise would live only in the heads of subversives and on their internet sites.

We join the call for an International Subversive May in solidarity with the comrades affected by the repression in Italy.
Let so many fires light up chasing one another until the whole prairie is ablaze!

Solidarity with the comrades who have been dealt harsh first-degree sentences for the “Scripta Manent” trial … Vengeance !!!
Solidarity with the imprisoned / investigated / for the operations “Panico, Renata, Scintilla”, to the comrades arrested in Madrid, to Stefano and Marco arrested in Paris.
Lastly a thought to comrade Mauricio Morales ten years after his death.
For Anarchy

[Translation from actforfree.nostate.net].

(it-en) Firenze, Italia: Come Paganini: non ripeto!

Come Paganini: non ripeto!

Me ne stavo lì, impilato come un pilone nel cemento, in quella città un tempo ombrosa di briganti, banditi e avventure e ora luccicosa di vetrine e riccastri.
Diciamoci la verità, la mia vita era una noia mortale: ripetevo, ripetevo, ripetevo!
E così, una bella notte di quasi una settimana fa, ho deciso di spegnermi, illuminandomi.
Prendendo esempio dai tanti che mi hanno preceduto in lungo e in largo per il mondo, mi sono suicidato, per riaffermare la mia libertà dal giogo della coazione a ripetere!
Ringrazio la diavolina e la benzina per avermi dato una mano!
Un caloroso (è proprio il caso di dirlo!) abbraccio a chi sceglierà di seguire il mio esempio!
Ripetitori di tutto il mondo unitevi… in un grande falò!

Dedico il mio suicidio a tutti/e gli/le indagati/e e arrestati/e anarchici/e in italia e nel mondo!
Un forte abbraccio di vita alla compagna Anahi Salcedo e un forte abbraccio di morte ai suoi torturatori
Con Punky Mauri nella memoria e nel cuore

[Tratto da anarhija.info].

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Like Paganini, I don’t repeat!

I stood there, stacked like a pylon in the concrete, in that once-shadowy city of brigands, bandits and adventures now gleaming with shop windows and filthy rich.
Let’s face it, my life was a deadly bore: I repeated, repeated, repeated!
And so, one beautiful night almost a week ago, I decided to quit, lighting myself up.
Taking as an example the many that have preceded me far and wide around the world, I committed suicide, to reaffirm my freedom from the yoke of the compulsion to repeat!
Thanks to the firelighter and petrol for helping me out!
A warm (the appropriate word!) hug to those who chooses to follow my example!
Repeaters of the world unite … in a huge bonfire!

I dedicate my suicide to all the investigated and those arrested anarchists in Italy and the world!
A strong embrace of life to the comrade Anahi Salcedo and a strong embrace of death to her torturers
With Punky Mauri in memory and in the heart

[*An Italian saying for refusing to repeat a gesture deriving from composer and violinist Paganini’s refusal in 1825 to do an encore for the King and being expelled from the country for two years as a result].

[Translation from actforfree.nostate.net].

(it-en-fr) Roma: Attaccate auto ENI Enjoy

Tratto da roundrobin.info:

Roma: Attaccate auto ENI Enjoy

In una notte di fine Marzo abbiamo disposto materiale infiammabile e inneschi per incendiare 5 auto car sharing Eni Enjoy.
Attaccare lo stato e i suoi interessi neocoloniali senza indugi.
Solidarietà e vicinanza con gli/le arrestatx e gli/le indagatx per le Op. Scintilla e Renata.
Ai/alle prigionierx per le Op. Scripta Manent e Panico un saluto rosso fuoco.
A tuttx gli/le anarchicx reclusx e latitantx nel mondo, forza!

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Rome, Italy: ENI “Enjoy” service cars attacked

On a night in late March we have positioned incendiary devices and triggers to set fire to five cars of ENI Enjoy car sharing service.
Attack the State and its neo-colonial interests without delay.
Solidarity and closeness with the arrested and the investigated for Scintilla and Renata operations.
A fiery red greeting to the prisoners of Scripta Manent and Panico operations.
To all the imprisoned and fugitives anarchists in the world, strength!

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Depuis attaque.noblogs.org:

Rome, Italie : Attaque contre des voitures d’ENI Enjoy

Une nuit de fin mars, on a placé des matières inflammable et des amorçages, pour incendier 5 voitures du carsharing Enjoy, d’ENI [Enjoy est un service de carsharing, présent avec ses voitures rouges dans six grandes villes italiennes – il appartient au géant des hydrocarbures et de l’énergie ENI, dont la majorité des actions est détenue par l’État italien; NdAtt.].

Attaquer sans délai l’État et ses intérêts néocoloniales.
Solidarité et proximité avec les arrêté.e.s et les inculpé.e.s des opérations Scintilla et Renata.
Un salut rouge comme le feu pour les prisonnier.e.s des opérations Scripta Manent et Panico.
A tou.te.s les anarchistes enfermé.e.s ou en cavale, partout dans le monde : courage !

(it-en) Cile: Rivendicazione di due ordigni esposivi collocati al Servizio delle tasse interne (“SII”)

Nota: nel testo si fa riferimento al TPP-11 e all’APEC Summit. Il primo è un accordo commerciale stipulato nel corso del 2018 tra i seguenti stati: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Il secondo, l'”Asia-Pacific Economic Cooperation” (APEC), è un ente internazionale ed un “forum intergovernativo” tra 21 stati che si affacciano sull’Oceano Pacifico, nato nel 1989 con lo scopo di favorire la “cooperazione e la crescita economica, il libero scambio e gli investimenti nell’area asiatico-pacifica”. A partire dagli anni ’90 nell’ambito dell’APEC si svolge anche un summit annuale tra i capi di governo degli stati aderenti.

Cile: Rivendicazione di due ordigni esposivi collocati al Servizio delle tasse interne (“SII”)

Mercoledì 8, maggio nero.

Abbiamo collocato due ordigni esplosivi nell’edificio sede del Servizio delle tasse interne (“SII”), situato al civico 281 di via General del Canto, a Providencia.

Di fronte al progresso e allo sviluppo, che si materializzano oggi in progetti come il TPP-11 e l’APEC Summit, riconosciamo la necessità di sollevare diverse forme di organizzazione, scommettendo sulla proliferazione di collegamenti, spazi e reti che convergono in attacco e resistenza.

Con questa azione ricordiamo gli anarchici Mauricio Morales e Zoé Aveilla, che hanno rischiato tutto per un mondo libero dal dominio.

Memoria, onore e lotta!
Lunga vita all’anarchia!

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($hile) Claim for two explosive devices placed at the Service of Internal Taxes

Wednesday 8, Black May.

We installed two explosive devices in the building of the Service of Internal Taxes (SII), located at 281 General del Canto Street, Providencia.

In the face of progress and development, materialized today in projects such as TPP-11 and the APEC Summit, we recognize the need to lift different forms of organization, betting on the proliferation of links, spaces and networks that converge in attack and resistance.

With this action we remember the anarchists Mauricio Morales and Zoé Aveilla, who risked everything for a world free of domination.

MEMORY, HONOR AND COMBAT!
LONG LIVE ANARCHY!

[Taken from 325.nostate.net].

(it-en) Vienna, Austria: Incendiati due sportelli bancari in solidarietà con Lisa

Vienna (Austria): Incendiati due sportelli bancari in solidarietà con Lisa

Nel fine settimana compreso tra il 28 e il 29 aprile [2019] due sportelli bancari automatici sono stati incendiati a Vienna (Austria) come messaggio di solidarietà con la compagna Lisa, attualmente imprigionata a Barcellona. E’ stata accusata di aver rapinato una banca in Germania.

Non vogliamo vivere in un mondo capitalista, dove il consumo e la proprietà formano il centro dell’essere.

Un’azione per rafforzare noi stessi, quindi non smetteremo mai di attaccare queste realtà in tutti i luoghi – contro il dominio del capitalismo e dello Stato, contro il carcere e tutte le altre forme di incarcerazione e oppressione

– per restare uniti e per la libertà!

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Austria: 2 ATMs Burned in Vienna in Solidarity with Lisa

On the weekend of 28th and 29th of April, 2 ATMs were burned in Vienna (Austria) as a message of solidarity with the comrade Lisa, who is imprisoned at the moment in Barcelona. She was charged for robbing a bank in Germany.

We don’t want to live in a capitalist world, in which consumption and property are forming the center of being.

An action to strengthen ourselves, so we will never stop attacking these realities in all places – against the domination of capitalism and State, against prison and all other forms of incarceration and oppression

for sticking together and for freedom!

[From 325.nostate.net].

(it-en-fr) “Lo spirito continua” – Incendiato un ripetitore nei pressi di Rovereto

Tratto da roundrobin.info:

“Lo spirito continua” – Incendiato un ripetitore nei pressi di Rovereto

Apprendiamo dai media locali che nella notte fra il 15 e il 16 aprile a Terragnolo, vicino a Rovereto, ignoti hanno incendiato un ripetitore della RAI e della telefonia mobile. Lasciate le scritte: “Solidarietà con anarchici in galera”, “Contro videoconferenza e blocco posta”, “Lo spirito continua”.

Qui il link ad uno degli articoli dei media di regime.

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From 325.nostate.net:

Trentino, Italy: TV & Mobile Phone Tower Torched in Solidarity with Anarchist Prisoners

Local newspapers have reported that a TV and mobile phone tower was set on fire in Terragnolo, in the Potrich (Trentino) area on April 16th at around 10PM. Painted slogans reading “Solidarity With Anarchist Prisoners”, “Stop Video Conferencing” (which replaces prisoner transfers to court hearings), “Stop Blocking Mail” and “The Spirit Continues” were found at the site.

Of the four incendiary bottles used to start the fire, only one managed to ignite the cables, the other three that were located inside the electrical transformers failed to ignite due to ‘lack of oxygen’ according to the carabiniers [paramilitary police] in charge of the investigation. A person who lived nearby spotted the flames from the street and notified the fire brigade, however they arrived to late to prevent many of the cables from burning. This location is also part of a region that has been selected to experience the 5G network in the near future.

Technicians were able to restore TV service during the night, however mobile phone reception is still not properly restored.

Freedom For All,
Fire To The Prisons

Source and some good photos:

https://sansattendre.noblogs.org/post/2019/04/19/terragnolo-trentin-italie-incendie-dune-antenne-relais-en-solidarite-avec-les-anarchistes-incarceres-16-avril-2019/

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Depuis sansattendre.noblogs.org:

Terragnolo (Trentin), Italie : Incendie d’une antenne relais en solidarité avec les anarchistes incarcérés – 16 avril 2019

On apprend par les journaux locaux qu’un relais de téléphonie et de télévision a été incendié à Terragnolo, dans la zone de Potrich (Trentin) le 16 avril vers 22h. Les tags « Solidaires avec les anarchistes en prison, contre la visioconférence (qui remplace les transferts aux audiences) et le blocage du courrier » et « l’esprit continue » ont été retrouvés sur place.

Sur les quatre bouteilles incendiaires utilisées, une seule aurait pris contre les câbles, les trois autres situées à l’intérieur des transformateurs électriques ayant fait long feu, « faute d’oxygène » selon les carabiniers chargés de l’enquête. C’est un voisin apercevant les flammes depuis la route qui a prévenu les pompiers, arrivés trop tard pour empêcher de nombreux câbles de se consumer. Cet emplacement fait par ailleurs partie de ceux retenus pour expérimenter la 5G dans le coin.

Les techniciens ont réussi à remettre la télévision au cours de la nuit, mais la téléphonie mobile restait, elle, très perturbée.

Liberté pour toutes et tous,
feu aux prisons !

(en-it) Athens, Greece, 22.03.19: Grenade Attack Against the Russian Consulate by FAI / FRI Revenge Cell “Mikhail Zhlobitsky”

From 325.nostate.net and mpalothia.net:

Athens, Greece: Grenade Attack Against the Russian Consulate by FAI / FRI Revenge Cell “Mikhail Zhlobitsky”.

We assume responsibility for the grenade assault on the Russian Consulate on Tzavella Street in Chalandri [suburb in Northern Athens] on March 22.

Each state seeks continuity, which is of particular importance both for its existence and for the preservation and expansion of its vital space. We define the vital space of a state structure as a concept that raises every economic and spatial interest. Applying this policy to us is what we commonly call imperialism. This policy is not a strategic choice of a state, but it is indistinguishable from its very existence. Automatically, each state applies or follows the imperialist policy of an alliance in that country. This position comes to overthrow the rhetoric of the holy fellowship of the smaller ones in dynamic states towards the more powerful ones, which the left has been trying to make for years and parts of the anarchist space embraces. Over the years, many alliances have been built up and, as a result, many skirmishes, depending on the interests at stake. Under the veil of these inter-axiomatic contrasts in combination with the economic and political conjuncture, discrepancies in the dynamics of each state are created or adjusted. Relationships between states have always been a dynamic condition that is modified on the subject rather than a static situation.

On the basis of the above parameters, since the middle of the last century, there are two states that have predominantly dominated the world chessboard, the US state and the state of Russia (up to 1991 as the USSR). A common mistake we find in leftist approaches is that these two states are two poles of continual conflict, deliberately disregarding the synthetic (geo) political strategies they have drawn over the years from the division of political influence zones into the Yalta conference in February 1945, as well as political support for military interventions inside Syria. A piece of the same narrative carries a highly unilateral critique of so-called “American imperialism,” while turning a blind eye to Russia’s expansive politics by burying many of the war crimes it has committed. We do not make any distinction between these two states, as we consider our policies equally hostile.

Recalling the ghosts of the past

Bourgeois democracy in Russia was established in 1991 after the fall of the communist regime. For so many years, we have perceived a pervasive nostalgia for the political management of the Soviet Union, which seems totally stupid to us because, with the justification of any political changes to the regimes, some seem to consciously ignore the same power of authority that governs the existence of the state itself. These nostalgists also ignore and often defend the USSR’s expansive aspirations by flushing this strategic choice of a state-friendly country, since they consider it a “red” war to enforce the socialist regime. They have attempted to break the criminal policy of the 1979 military intervention in Afghanistan, the long-suffering repression of the 1956 rebellion of Hungary, the violent interference and enforcement of Czechoslovakia (1968), and especially the invasion of Poland 1939, where millions of people were massacred in collaboration with Nazi Germany. Somewhere here we want to point out that when we talk about military tactics and military interventions, we mean the constant strategy of terrorizing and murdering the civilized people for the more effective enforcement of the occupying army. It is obvious to us that an army invading another country, apart from the direct frontal confrontation with the rival troops, has the political choice to diffuse the feeling of fear and insecurity in the civilian population. This is achieved through multiple bombings in various parts of the public domain (often in schools and hospitals), while at the same time destroying production structures with the ultimate goal of physically depriving citizens. It seems ridiculous and hypocritical to read tearful analyzes of the bombing of the US state, while ignoring Russian crimes.

Another tangible example of the practices of this troubled state was the management of relations with Ukraine’s anarchist black army of Nestor Machno. The then Communist leadership took advantage of the dynamics and the fighting skills of this army by doing joint ventures against the White Army Nationalists. Then, when it felt that it had nothing more to gain from this partnership, it realized that the ideological and political interests of the two sides were in conflict, since the anarchists of Ukraine did not support the communist model, and the Bolsheviks decided to exterminate them politically, of course. The Communists did not want to allow the existence of an anarchist structure in such a near-spatial field, as they had to deal with their own internal political opponents. The regime itself had mobilized, for the domestic repression of political opponents of every political origin, the Cheka (an identical organization of the Greek Communist Party’s GUN), which initially assassinated nationalists and defenders of the Tsarist regime and later anarchists, Trotskyists, and even Stalinists who chose to disagree with any decisions of the central political line in the name of sociopolitical uniformity and totalitarianism.

Power is “regenerated”, rot is perpetuated

Russia, after the restoration of the free market system in the country and the fall of communist totalitarianism, has evolved into a new type of autocracy with a democratic mantle. To rebuild its economic and political prestige, as expected, it has continued and continues to date geopolitical demands and defending its interests in transnational skirmishes. At the top of the political leadership, the same president, who is faithful to the tradition of Russia, has been steadfastly committed to creating for himself a profile as a leader who is something of a glorious tsar and a robust general secretary. At the top of the economic elite, there is a powerful class of wealthy oligarchs, which is a new version of the aristocracy. Orthodoxy, conservatism and old traditions have remained unchanged in time, despite the change of regimes and are the pillars of the new seemingly reborn Russia. These pillars have been well established since socialist times and have been preserved in a suffocating environment of very intense governmental autarchism. The above concepts compose the puzzles of an incomparable social ethics, resulting in the disciplining, apathy and inactivation of the most deprived social groups to date. While nationalism and chauvinism dominate the social sphere of Russia; at the same time, every sign of opposition to the dominant norms, every radical expression, every kind of activism, any aggressive mood for power is mercilessly hit by a powerful state mechanism that retains the reflexes of socialist repression. In particular, in February 2018, several anarchists were arrested, tortured and jailed for hanging banners saying “The FSB is the main terrorist” and for participation in Narodnaya Samooborona. A few months earlier, FSB arrested and tortured 8 anarchists to confess that they were part of the Network. The craze of state repression to eliminate anarchist action did not stop there. Last February, 10 comrades were put in state hostage, during which they were beaten and electric shocked to confess their guilt and “give up” their companions. Azat Miftahov, who is accused of building explosives and joining Narodnaya Samooborona, remained in the hands of the state in opposition to his comrades, who were eventually tortured and released.

On Oct. 31, 17-year-old anarchist Mikhail Zhlobitsky invaded the offices of the FSB (Federal Security Office and successor to the KGB) in Arkhangelsk, triggering an explosive device, causing serious damage to the building, injuring three officials and losing his own life. When the news came to our ears, there was a feeling of deep sorrow in the death of our brother who we may never have known, but we feel we’ve known for years because our choices are common to the same hateful enemies. Our feelings about Mikhail made these words, words that are not just hollow and wooden, words that are soaked and charged with rage, words that when spilled on the paper flew sparks and triggered our desire to pull the fork from the grenade and send it to the Russian Consulate’s office, giving shape to our most rabid need for revenge. The nightmare that the comrade gave birth to FSB federal cops, will be revived every time we or some other comrade decides to attack. Mikhail, like any comrade who gave his life for Anarchy, will again take flesh and bones through retaliatory actions and sow terror into the pathetic journalists and the worried cops and judges. As a minimum sign of respect for our deceased partner, we chose to give his name to the attack we made.

Strength and solidarity to the anarchists Yuliy Boyarshinov, Vasiliy Kuksov, Dmitriy Pchelintsev, Arman Sagynbaev, Andrey Chernov, Ilya Shakurskiy, Igor Shishkin, Viktor Filinkov, those arrested on February 1, 2019 and Azat Miftahov.

Do you hear the noise coming from far away? They are desperate screams from torture rooms. The harsh blows of the bullets in body. The creepy sound made by the body when the current passes through it during the electric shock. They are nearby, asking for their lost comrades and wondering if they are still alive or if they are in a secret detention center. It is mourning, angry, but also numb for the little one who took revenge by giving his own life. They are our comrades and they suffer. Listen carefully…

FAI / FRI Revenge Cell ‘Mikhail Zhlobitsky’

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Tratto da roundrobin.info:

Atene, Grecia, 22.03.2019: Attacco contro il consolato russo

Nei vostri incubi, i nostri morti vengono per primi

Ci assumiamo la responsabilità dell’attacco con una granata al consolato russo in Via Tzavella a Halandri (nord di Atene) il 22 marzo.

Ogni stato cerca la continuità, che è di particolare importanza sia per la sua esistenza che per la conservazione e l’espansione del suo spazio vitale. Definiamo lo spazio vitale di una struttura statale come un concetto che riunisce ogni interesse economico e spaziale. L’attuazione di questa politica è per noi ciò che comunemente chiamiamo imperialismo. Questa politica non è una scelta strategica di uno stato, ma è inseparabile dalla sua stessa esistenza. Ogni stato attua o segue automaticamente la politica imperialista di un paese alleato in quel paese. Questa posizione viene a mettere da parte la retorica di santificare gli stati più piccoli contro gli stati più forti, che la sinistra cerca di vendere da anni ed è abbracciata da frammenti del movimento anarchico. Nel corso degli anni sono state costruite molte alleanze e, di conseguenza, sono state combattute molte battaglie, a seconda degli interessi in gioco. Sotto il velo di questi contrasti interautoritari, combinati con il contesto economico-politico, si creano o si aggiustano divergenze nelle dinamiche di ogni stato. Le relazioni tra gli stati membri sono sempre state una condizione dinamica che si è modificata su queste basi e non una situazione statica.

Sulla base dei parametri sopra riportati, dalla metà del secolo scorso, ci sono due stati che hanno dominato in maniera predominante la scacchiera mondiale, lo stato degli Stati Uniti e lo stato della Russia (fino al 1991 come URSS). Un errore comune che troviamo negli approcci di sinistra è che questi due stati sono i due poli di un conflitto continuo, ignorando deliberatamente le strategie (geo)politiche sintetiche che sono state portate avanti negli anni, dalla divisione delle zone di influenza politica nella conferenza di Yalta nel febbraio del 1945, fino al supporto politico agli interventi militari in Siria. Parte della stessa narrazione porta avanti una critica fortemente unilaterale al cosiddetto “imperialismo americano”, chiudendo un occhio sulla politica espansionista della Russia e seppellendo molti dei crimini di guerra che ha commesso. Non facciamo alcuna distinzione tra questi due stati, in quanto consideriamo le loro politiche altrettanto ostili.

Ricordare i fantasmi del passato

La democrazia borghese in Russia è stata fondata nel 1991 dopo la caduta del regime comunista. Per molti anni, abbiamo visto una nostalgia pervasiva per la gestione politica dell’Unione Sovietica, che riteniamo totalmente stupida perché, con la giustificazione di qualsiasi cambiamento politico dei regimi, alcuni sembrano ignorare consapevolmente la stessa continuità autoritaria che governa l’esistenza di ciascuno stato.
Questi nostalgici, inoltre, ignorano e molte volte difendono le ambizioni espansioniste dell’URSS riproponendo la scelta strategica di uno stato amico, poiché le considerano una guerra “rossa” per l’imposizione del regime socialista.

Hanno tentato di salvare la politica criminale dell’intervento militare in Afghanistan nel 1979, la repressione omicida della rivolta in Ungheria (1956), la violenta interferenza e implicazione negli affari interni della Cecoslovacchia (1968) e, soprattutto, l’invasione della Polonia nel 1939, dove milioni di persone sono state massacrate in collaborazione con la Germania nazista. Da qualche parte qui vogliamo sottolineare che quando parliamo di tattiche di guerra e di interventi militari, intendiamo la costante strategia di terrorizzare ed uccidere la popolazione civile per un più efficace rafforzamento dell’esercito di occupazione. Va da sé che un esercito che invade un altro paese, oltre a confrontarsi direttamente con le truppe avversarie, fa la scelta politica di diffondere paura e insicurezza tra la popolazione civile.

Ciò si ottiene attraverso numerosi bombardamenti in vari luoghi pubblici (molte volte scuole e ospedali), mentre si distruggono le strutture produttive con l’obiettivo ultimo di un impoverimento fisico dei cittadini. A noi sembra ridicolo e ipocrita leggere comunicati strappalacrime a seguito dei bombardamenti degli Stati Uniti, mentre si ignorano i corrispondenti crimini della Russia.

Un altro esempio eclatante delle pratiche di questo stato disgustoso è stata la gestione dei rapporti con l’armata nera anarchica ucraina di Nestor Mahno. L’allora leadership comunista ha approfittato delle capacità dinamiche e militari di questo esercito organizzando operazioni congiunte contro i nazionalisti dell’”Esercito bianco”. In seguito, quando valutò che non poteva ottenere nulla di più da questa alleanza, si rese conto che gli interessi ideologici e politici delle due parti erano in conflitto, siccome gli anarchici dell’Ucraina non supportavano il modello comunista, e i Bolscevichi decisero di distruggerli politicamente e fisicamente. I comunisti non volevano permettere l’esistenza di una struttura anarchica in un’area così vicina dal punto di vista spaziale, siccome dovevano gestire i loro oppositori politici interni.

Il regime stesso aveva mobilitato, per la repressione interna dell’opposizione politica di qualsiasi tipo, la CECA (un’organizzazione identica al GUN del Partito Comunista Greco), che ha assassinato inizialmente nazionalisti e difensori del regime zarista e, successivamente, anarchici, trozkisti ma anche stalinisti che non condividevano tutte le decisioni della linea politica centrale, in nome dell’uniformità socio-politica e del totalitarismo.

Il potere viene “rigenerato”, il marcio perpetuato

La Russia, dopo il ripristino del sistema del libero mercato nel paese e la caduta del totalitarismo comunista, si è trasformata in un nuovo tipo di autocrazia con un mantello democratico. Per ricostruire il suo prestigio economico e politico, come previsto, ha continuato e continua ancora oggi ad avanzare rivendicazioni geopolitiche e a difendere i suoi interessi nelle scaramucce transnazionali. In cima alla leadership politica rimane saldamente lo stesso presidente, che, fedele alla tradizione della Russia, si è preso cura di crearsi un profilo da leader che ha allo stesso tempo qualcosa di un glorioso zar e di un robusto segretario generale. Al vertice dell’élite economica c’è una potente classe di ricchi oligarchi, che è una nuova versione dell’aristocrazia.

Ortodossia, conservatorismo e vecchie tradizioni sono rimaste intatte nel tempo, nonostante il cambiamento di regimi, e sono i pilastri della Nuova Russia, apparentemente rinata. Questi pilastri sono stati gettati fin dai tempi del socialismo e sono stati preservati in un ambiente soffocante di autarchia statale molto intensa. Questi concetti costituiscono il puzzle di un’etica sociale fittizia, che porta alla repressione, l’apatia e la passivizzazione della maggior parte dei gruppi sociali più disagiati fino ad oggi. Mentre il nazionalismo e lo sciovinismo dominano la sfera sociale della Russia, allo stesso tempo ogni segno di opposizione alle norme dominanti, ogni espressione radicale, ogni tipo di attivismo, ogni atteggiamento aggressivo verso l’autorità viene colpito senza pietà da un potente apparato statale, che conserva i riflessi della repressione socialista.

Più precisamente, nel febbraio 2018 diversi anarchici sono stati arrestati, torturati e messi in prigione per aver appeso striscioni che dicevano “L’FSB è il principale terrorista” e per aver fatto parte dell’organizzazione Narodnaya Samooborona. Pochi mesi prima L’FSB arrestò e torturò 8 anarchici per far loro ammettere che facevano parte dell’organizzazione “Network”. La furia della repressione statale per eliminare l’azione anarchica non si è fermata lì. Lo scorso febbraio, 10 compagni sono stati presi in ostaggio, durante quel tempo hanno ricevuto pestaggi e scosse elettriche per confessare le loro colpe, e per infamare i loro compagni. Azat Miftahov, accusato di costruire esplosivi e di partecipare a Narodnaya Samooborona, è rimasto nelle mani dello stato, a differenza dei suoi compagni, che furono torturati e alla fine rilasciati.

Il 31 ottobre, il 17enne anarchico Mikhail Zhlobitsky entra negli uffici dell’FSB (Agenzia federale di sicurezza e successore del KGB) di Archangelsk, innescando un ordigno esplosivo, causando gravi danni all’edificio, ferendo tre funzionari e perdendo la vita lui stesso. Quando la notizia è arrivata alle nostre orecchie, è nato in noi un sentimento di profondo dolore per la morte di nostro fratello che potremmo non aver mai conosciuto, ma che sentiamo di conoscere da anni, perché facciamo le stesse scelte contro gli stessi odiati nemici. I nostri sentimenti per Mikhail hanno modellato queste parole, parole che non sono solo vuote e di legno, parole che sono impregnate e cariche di rabbia, parole che quando versate sulla carta hanno gettato scintille e acceso il nostro desiderio di estrarre la sicura della granata e lanciarla agli uffici del consolato russo, dando forma al nostro più furioso bisogno di vendetta.

L’incubo che il compagno, con la sua azione, ha fatto nascere nei poliziotti federali dell’FSB tornerà a prendere vita ogni volta che noi o un altro compagno decidiamo di attaccare armati. Mikhail, come ogni compagno che ha dato la sua vita per l’Anarchia, tornerà in carne e ossa attraverso azioni di guerriglia e seminerà terrore tra i patetici giornalisti di news 8 e tra i preoccupati sbirri e giudici. Come minimo segno di rispetto per il nostro compagno morto, abbiamo scelto di dare il suo nome all’attacco che abbiamo effettuato.

Forza e solidarietà agli anarchici Yuliy Boyarshinov, Vasiliy Kuksov, Dmitriy Pchelintsev, Arman Sagynbaev, Andrey Chernov, Ilya Shakurskiy, Igor Shishkin, Viktor Filinkov, ai detenuti del 1 ° febbraio 2019 e Azat Miftahov.

Senti il rumore che arriva da lontano? Sono le urla disperate dalle stanze delle torture. I duri colpi delle pallottole nei corpi. Il suono inquietante che fa il corpo quando la corrente lo attraversa durante l’elettroshock. Sono vicini, chiedendo dove sono i loro compagni scomparsi e domandando se sono ancora vivi o se sono in qualche cella segreta. È lutto, arrabbiato ma anche intorpidito per il ragazzo che si è vendicato dando la propria vita. Sono i nostri compagni e stanno soffrendo. Ascolta attentamente…

Cellula di vendetta FAI / FRI
Nucleo” Mikhail Zhlobitsky”

(en-fr-es) Genoa, Italy: Arson Attack Against Poste Italiane

11.04.2019, Genoa, Italy: Arson Attack Against Poste Italiane

“Many of our people died, but you could not destroy anarchy.
Its roots are too deep,
it was born in the bosom of a rotten society that is collapsing,
it is a violent reaction against the established order,
it represents the aspirations of freedom and equality
who come to break authoritarianism.
It is everywhere, which makes it indomitable,
and in the end it will end up winning and it will kill you”.
– Ravachol

Governments of the past and present have succeeded with the murderous and neo-colonialist policies of neo-liberalism. When it comes to hostile reception of refugees or fueling xenophobia and racism, European countries and all Western governments have promoted and financed wars and created social destabilization where it is convenient to preserve the interests of the oil, arms and mineral trades. The consequences of these death policies are managed today with an iron fist resulting in the closure of borders and ports, deportations, murders at sea and arrests at the borders.

Italian laws create ‘illegal’ men and women who are subjected to blackmail, exploitation and slavery in a society where wealth is extremely polarized.

As part of the Italian government agreement with Libya it provides them with the means to patrol the coasts and collaborates with them in the construction of concentration camps where mercenaries and prison guards, trained by Italian Carabinieri, systematically torture, rape and murder.

During the night between April 10th and the 11th, some Italian postal vehicles were attacked. Let us not forget the cowardly, direct role of the Italian post office in the deportation of refugees. We carried out this small gesture as an act of revenge.

Solidarity with those who fight against this system of exploitation and against State violence.
Violent revolutionary solidarity with prisoners and comrades worldwide.
A sweet memory for all comrades who have fallen in combat.
And finally, support to all the comrades in the forest, these words are dedicated to you. Strength!

Anarchists for Internationalist Solidarity

[From mpalothia.net].

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11.04.2019, Gênes, Italie : Des véhicules de Poste Italiane attaqués

« Nos morts sont nombreux, mais vous n’avez pas pu détruire l’Anarchie. Ses racines sont profondes : elle est née au sein d’une société pourrie qui s’affaisse ; elle est une réaction violente contre l’ordre établi ; elle représente les aspirations d’égalité et de liberté qui viennent battre en brèche l’autoritarisme actuel. Elle est partout. C’est ce qui la rend indomptable, et elle finira par vous vaincre et par vous tuer ».
– Ravachol

Les gouvernements de hier et d’aujourd’hui se succèdent, avec les politiques néocoloniales et assassines du néolibéralisme. Qu’ils parles d’accueil ou qu’ils nourrissent xénophobie et racisme, les pays européens et tous les gouvernements occidentaux à capitalisme avancé ont favorisé et financé des guerres ou bien ils ont crée des situations de déstabilisation sociale, là où cela sert à la conservation des intérêts du commerce de pétrole, d’armes et des minéraux. Les conséquences de ces politiques mortifères sont gérées aujourd’hui avec une main de fer, avec la fermeture des frontières et des ports et avec déportations, assassinats en mer et arrestations aux frontières.

Les lois italiennes produisent des « irréguliers », hommes et femmes soumis tout le long de leurs vies au chantage, à l’exploitation et à l’esclavage, pour une société dans laquelle la richesse est de plus en plus polarisée.

Le gouvernement italien maintient des accords avec le libyen : il le fournit en instruments pour patrouiller ses côtes et il collabore à la construction de camps où mercenaires et matons, endoctrinés par les Carabinieri italiens, torturent, violent et tuent systématiquement.

Dans la nuit du 10 au 11 avril, on a attaqué des véhicules de Poste Italiane. On n’oublie pas le rôle direct et lâche de Poste Italiane dans la déportation des migrants. Ce geste est une petite forme de vengeance.

Solidarité avec ceux qui luttent contre ce système d’exploitation et contre la violence de l’État.
Solidarité révolutionnaire violente avec les compagnons et les compagnonnes prisonnières partout dans le monde.
Un doux souvenir pour les compagnonnes et les compagnons tombés au combat.
Enfin, courage à tous les compagnons et compagnonnes qui sont en cavale, ces lignes sont pour vous. Bon vent !

Anarchistes pour la solidarité internationaliste

[Depuis attaque.noblogs.org].

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11.04.2019, Génova, Italia: Ataques a vehículos de la oficina de correos italiana

“Mucha de nuestra gente murió, pero no se pudo destruir la anarquía.
Sus raíces son demasiado profundas,
nació en el seno de una sociedad podrida y que se derrumba,
Una reacción violenta contra el orden establecido.
Representa las aspiraciones de libertad e igualdad.
Que vienen a romper el autoritarismo.
Está en todas partes, lo que lo hace indomable.
Y entonces él terminará ganándote y matándote”.
– Ravachol

Los gobiernos de ayer y de hoy han tenido éxito en las políticas asesinas neocolonialistas y neoliberales. Hablando de bienvenida o alimentando la xenofobia y el racismo, los países europeos y todos los gobiernos occidentales con el capitalismo avanzado, han promovido y financiado guerras o creado desestabilización social donde es conveniente preservar los intereses del comercio de petróleo, armas y minerales. Las consecuencias de estas políticas de muerte se manejan hoy con un puño de hierro con el cierre de fronteras, puertos y deportaciones, asesinatos en el mar y detenciones en las fronteras.

Las leyes italianas fabrican hombres y mujeres “irregulares” para ser sometidos a chantajes, explotación y esclavitud para una sociedad donde la riqueza está cada vez más polarizada.

El gobierno italiano lleva a cabo acuerdos que le proporciona medios para patrullar las costas y colaborar en la construcción de campos de concentración donde mercenarixs y carcelerxs, adoctrinadxs por carabinerxs italianxs, realizan torturas, violaciones y asesinatos sistemáticos.

Durante la noche entre el 10 y el 11 de abril, algunxs carterxs italianxs fueron atacadxs. No olvidemos el papel directo y cobarde de la oficina de correos italiana en la deportación de migrantes. Este es un pequeño gesto como forma de venganza.

Solidaridad con quienes luchan contra este sistema de explotación y contra la violencia estatal.
Violenta solidaridad revolucionaria con lxs presxs y compañerxs de todo el mundo.
Un dulce recuerdo para las compañeras y los compañeros caídxs en la batalla.
Y finalmente, un estímulo para todxs los compañeros y compañeras del bosque, estas líneas también están dedicadas a ustedes. Fuerza!

Anarquistas por la solidaridad internacionalista

[Fuente e traducción: anarquia.info].

(it-en) [Cagliari] Incendiato ripetirore

[Tratto da roundrobin.info].

Riceviamo e pubblichiamo:

Nella notte di giovedì 14 Febbraio è stato incendiato un ripetitore a
Cagliari, in piazza Maremma.
In solidarietà ai torinesi arrestati e all’Asilo sgomberato.
Antonio, Silvia, Giada, Larry, Nicco, Beppe LIBERI

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English translation:

Cagliari – A phone mast set on fire

In the night of Thursday, Februray 14th, a phone mast was set on fire in Cagliari, at square Maremma.
In solidarity with imprisoned anarchists of Turin and to the evicted Asilo.
Freedom for Antonio, Silvia, Giada, Larry, Nicco, Beppe.