Monthly Archives: February 2019

[Napoli] Testo in solidarietà con gli anarchici arrestati

Immineee…immaneee…inmanette!

Qualcuno afferma che l’aumento della repressione è dovuto agli attacchi che vengono effettuati contro quegli obiettivi che rappresentano il potere in tutte le sue forme: politiche, economiche, culturali.

Se ciò fosse vero significherebbe che l’unico modo per evitare di cadere nelle mani dell’apparato repressivo sia quello di obbedire ciecamente alle leggi; significherebbe essere ciechi e muti di fronte agli abomini che, proprio nel nome di quelle leggi, vengono perpetrati nei confronti degli esseri umani, della natura. Significherebbe insomma abbandonare qualsiasi sogno di trasformazione radicale della società.

Fortunatamente non è così. Esistono ancora individui che lottano senza quartiere contro un apparato statale che ha l’unico scopo di garantire e difendere gli interessi di un branco di sfruttatori, parassiti ed assassini che detengono le sorti politiche ed economiche della società.

Dalle parole del questore di Torino si evince che lo Stato ha dichiarato guerra agli anarchici. Egli infatti ha definito i 6 compagni arrestati in seguito allo sgombero dell’”Asilo Occupato” prigionieri anziché detenuti. A distanza di una settimana si è palesata un’ennesima operazione repressiva contro gli anarchici, chiamata “Renata”, che ha portato all’arresto di 7 nostri compagni e compagne in Trentino e a decine di perquisizioni. Al momento non è ancora chiaro quanti compagni sono indagati a piede libero e quali reati vengono loro attribuiti.

Le accuse per gli arrestati sono associazione sovversiva e attentato con finalità di terrorismo. Tra gli attacchi imputati ai compagni vi sono azioni contro laboratori universitari, contro mezzi della polizia locale, antenne e ripetitori in uso alle forze dell’ordine. Non crediamo a una sola parola detta o scritta da magistrati, sbirri o giornalisti, né tantomeno vogliamo sapere se i nostri compagni sono colpevoli o innocenti. Questi sono concetti che non ci appartengono. Quello invece di cui siamo certi è che gli attacchi contestati dall’apparato giudiziario sono tutti a danno di strutture direttamente responsabili del funzionamento e della legittimazione dello stato di potere attuale. Un esempio su tutti è l’attacco contro il laboratorio di matematica industriale e crittografia dell’università di Trento. È da tempo risaputo che le università trentine e quelle italiane in generale sono delle avanguardie, spesso in collaborazione con l’accademia israeliana, in materia di ricerca e sviluppo di tecnologie per l’industria bellica finalizzata allo sterminio e alla distruzione.
Per questo riteniamo che chiunque abbia un po’ di umanità nel cuore e nella testa non può non pensare che sia giusto attaccare o quantomeno contrastare chi si nutre della morte e dello sfruttamento altrui con la naturalezza di chi ha ragione e la sera va a dormire tranquillo. Attaccare le forze dell’ordine è giusto perché sono loro il braccio armato di quel potere che si è scelto di combattere. Ed è giusto attaccare le banche, che ne rappresentano il braccio economico.

L’accusa di associazione sovversiva e la conseguente magniloquenza mediatica sono la dimostrazione della debolezza dell’impianto accusatorio, ma allo stesso tempo sono finalizzate alla ricerca di una legittimazione democratica per punire le idee di un gruppo di persone che non ha consacrato la propria vita all’assolutezza dell’autorità e delle sue leggi, alla certezza che il mondo è e deve rimanere come lo abbiamo trovato nascendo, con le sue scale gerarchiche e con i suoi privilegi.

Allo stato ed ai suoi boia “gentili” e “colti” il compito di dare forma e sostanza alla repressione, a noi e a tutti i nostri compagni il compito di rivolgere quotidianamente gli sforzi contro tutto ciò che ci priva della possibilità di una vita degna e di maturare sempre più percorsi che ci permettano di difenderci dalla repressione. La nostra complicità e solidarietà alle compagne e compagni arrestati a Torino e in Trentino e a tutti i prigionieri anarchici.

Anarchici e Anarchiche a Napoli

[Tratto da roundrobin.info].

[Lugano, Svizzera] Spazio Edo – Comunicato in solidarietà con la Biblioteca anarchica Fermento

La bella e perfetta Svizzera, fatta di controllo e pace sociale, cuore della fortezza Europa passaggio chiave nel continente per le merci che passano attraverso l’asse autostradale e ferroviario. Culla di grosse multinazionali che saccheggiano e devastano il resto del mondo come il colosso Glencore o la famigerata Syngenta, solo per fare alcuni esempi.

Casa madre di grosse aziende farmaceutiche, grandi centri finanziari, banche e istituzioni umanitarie. La Svizzera, dove viene lavorato il 60% dell’oro mondiale, è sempre molto attenta e al passo con i tempi a livello tecnologico e militare lavorando a stretto contatto con lo stato di Israele e altre grandi potenze. Si pensi per esempio alla Ruag, importante azienda di armamenti esportatrice di materiale bellico in ogni angolo del pianeta, come in Nigeria, Libia, Arabia Saudita, Siria,..

Quando le idee prendono forma criticando alla radice tutto questo, lo Stato e il potere economico interviene con una sola reazione: repressione!

Così è successo alla biblioteca anarchica “Fermento” di Zurigo, attaccata con l’arresto di un compagno, uno dei suoi bibliotecari.

Questa operazione repressiva fa parte dell’agire quotidiano dello Stato contro chi vuole sovvertire questo sistema. Consapevoli di ciò affermiamo, che tutte e tutti siamo colpite/i, ma le idee non si arrestano e non si possono isolare!

Esprimiamo vicinanza, solidarietà e complicità alle compagne e ai compagni del Fermento in questo modo: continuando con la diffusione di idee e pratiche sovversive e rivoluzionarie che spazi come la biblioteca zurighese promuovono da anni.

Contro l’attacco al “Fermento” e contro l’arresto del compagno,

Per la libertà di tutte e tutti!

SPAZIO EDO – Lugano

[Tratto da frecciaspezzata.noblogs.org].

The Local Kids — Issue 3 — Winter 2019

t-l-the-local-kids-issue-3-winter-2019-en-1.jpgA compilation of texts, a contribution to a correspondence between those who desire anarchy and subversion.

Life is separated into different phases; as you pass through the years, you are supposed to move on, to progress. One part of life is dedicated to education and exploration, inspired by the naivety and idealism of the inexperienced. Another is about application and comfort, framed by the maturity and pragmatism of the learned. Eventually you arrive at accomplishment and can reap the rewards of a fulfilled life. Only maybe temporarily upset by some (un)desired reskilling and the uncertainty that the future holds. At least that’s how it should be. Or should it?

The progress you make seems often nothing more than a narrative structure imposed on loosely related events. That destabilizing thought sometimes flickers through the activities of everyday life. But forget that thought, because you have already invested your time and you want the results. Stubbornly we hold on to the story of achievement and merit. In the meantime we become attached to the perpetuation of this social reality because we don’t want to lose everything.

What if we let go of the linear construct of time to mold our perspective on life? Not to not apply ourselves anymore or to live from impulse to impulse. But to avoid the rigidity of (supposed) wisdom, the certainty of the past and the arrogance of the entitled. Life goes in waves, or the circles of a spiral, or some other image that fits a fragmented whole. Of course this goes against the logic of society, and thus the guiding lines of many people around us. We are not traveling along the same paths; our lives are discordant. This is a radical difference that at times makes it hard even to communicate, to find common ground. Nonetheless we shouldn’t banish the unforeseen and have the confidence to hold on to ourselves while we turn this world inside out.

PDFs on thelocalkids.noblogs.org

[Contents]
– To Seize the Moment (Still)
– Caught in the Web
– 2+2=7
– Day-to-day Normality as Source of Depression
– A Barbaric Contribution
– Murmurs and Cries from the Underground

[Text published in anarhija.info website].

(it-en) [Cagliari] Incendiato ripetirore

[Tratto da roundrobin.info].

Riceviamo e pubblichiamo:

Nella notte di giovedì 14 Febbraio è stato incendiato un ripetitore a
Cagliari, in piazza Maremma.
In solidarietà ai torinesi arrestati e all’Asilo sgomberato.
Antonio, Silvia, Giada, Larry, Nicco, Beppe LIBERI

_____________________________________________

English translation:

Cagliari – A phone mast set on fire

In the night of Thursday, Februray 14th, a phone mast was set on fire in Cagliari, at square Maremma.
In solidarity with imprisoned anarchists of Turin and to the evicted Asilo.
Freedom for Antonio, Silvia, Giada, Larry, Nicco, Beppe.

About the repression against anarchists in Italy

ABOUT THE REPRESSION AGAINST ANARCHISTS IN ITALY

Unfortunately, Italy has a long history of repressive operations against anarchists. Since Operation Marini in 90s, the waves of repression against comrades, which brought into jail many people with charges of terrorism or criminal association, were countless. Just to name a few of the biggest repressive operations: Cervantes, Croce Nera, Ardire, Mangiafuoco, Thor, Ixodidae, Nottetempo, Fuoriluogo…

These operations usually lead to several house raids in all Italy and to the arrest of several comrades who spend 1 or 2 years in pre-trial detention. Then they face trials with charges of ‘association’ and usually they are also accused of several direct actions for which the inquisitors never found any responsible. Sometimes the public engagement of these comrades in the anarchist struggle and their open expression of anarchist ideas (direct actions support, prisoners solidarity, running an anarchist magazine or website and so on) is the only evidence that the prosecutors bring into the court. For this reason, in the majority of the cases all the accused are later acquitted at the trial, but only after having spent many months or years in prison.

Besides these huge operations, there is a constant small-scale repression against local anarchist groups which are especially active on the territory, for example with struggles against police repression, evictions, detention centres for migrants, jails, gentrification, corporate interests… In these cases anarchists are constantly repressed with recurring trials and spend much of their time going in and out of prison, house arrest or other restrictions of their freedom. This kind of police strategy of trying to burn out comrades with the aim of destroying the local anarchist group happens in many cities but since many years has been especially strong in Torino.

Since it is impossible to relate about all the trials and repression going on, with this text we concentrate on three main repressive operations for which so many of our comrades are currently being held in prison: operation Scripta Manent, operation Panico in Firenze and the latest one, operation Scintilla in Torino.

OPERATION SCRIPTA MANENT

Operation Scripta Manent stroke in September 2016 with a series of house raids and arrests in all Italy. 32 comrades were accused of terroristic association and of some specific direct actions; seven of them are transferred to jail.

The investigation refers to a string of attacks claimed by FAI and FAI/FRI, which occurred between 2003 and 2012 against the armed forces (police officers, Carabinieri barracks, Carabinieri training centres and RIS), statesmen (mayors, a minister of the interior), journalists, firms involved in migrants’ detention centres maintenance and the director of a migrants’ detention centre. The wounding of engineer Adinolfi, executive manager of Ansaldo Nucleare, is also part of the investigation, an event that had already been dealt with in a trial and had been claimed by the Olga Nucleus FAI/FRI, namely Nicola and Alfredo, in prison since 2012 (they are also accused in this trial).

At various levels there’s also the charge of creating and participating in a subversive association (article 270bis), charges related to specific crimes (article 280) and charges of instigation to commit crime and defending crimes (article 414) because of articles, sites, blogs and anarchist editorial projects – among which an Anarchist Black Cross prisoners support group.

After more than two years, six of them are still held in jail in pre-trial detention while one is on house arrest. Because of the terrorist charge, they are held in special high-security wings inside the prisons where they are kept isolated from the rest of the prisoners and they suffer many restrictions on their mail and visits.
The Scripta Manent trial, which began in June 2017, concerns 40 years’ history of the anarchist movement. The linchpin of the accusatory theorem of this inquest is based on the distinction between ‘good’ and ‘bad’ anarchists and the repression’s instrumental interpretation of the debate within the anarchist movement. The trial distinguished itself for the use it made of debates within the anarchist movement in an orchestrated game of interpretations and differentiations, which the prosecutor in charge tried to use against the anarchists themselves, as the former is seeking to sentence our comrades and put the last twenty years of the history of anarchism and anarchist solidarity on trial. In fact, all demonstrations of solidarity expressed on websites, pamphlets, journals and posters continue to be added to the court papers.
The first part of the trial is due to end in the early months of 2019, with the first-grade sentence.

OPERATION PANICO (FIRENZE)

On the 1st of January 2017 a home-made bomb exploded in front of a fascist bookshop in Firenze, and a policeman from the bomb disposal unit lost a hand and an eye.
Immediately several houses of anarchist comrades were searched in the city. The police were hoping to find firearms and/or explosives. An investigation against persons unknown was launched with intention to charge someone with the offences of “manufacturing, possession, and transportation of an explosive or incendiary device to a public place” and “attempted murder”.

At the same time the police began a separate operation called “Operazione Panico” (Operation Panic) at the end of January. Several anarchist houses were searched and some comrades arrested. 35 people were directly targeted, suspected for a series of contested events which happened in the city in 2016. They were charged with the offence of “membership of a criminal organisation”. These events include an attack with clubs and bricks on the fascist bookshop, an explosion at the same bookshop and distribution of anti-militarist leaflets at a local market. The operation also lead to the eviction of Villa Panico, one of Florence’s historic squats which had been occupied for the past 10 years.

On the 3rd of August, a joint nation-wide operation between the DIGOS (the police special operations unit), the ROS (the Carabinieri’s special operations unit) and the counter-terrorism police ended up in 8 further arrests: 6 in Florence, 1 in Rome and 1 in Lecce. Five comrades were charged with attempted homicide for the New-eve bombing, the others with the offence of “manufacturing, possession, and transportation of an explosive or incendiary device to a public place”. The second charge relates to a molotov attack against a Carabinieri barracks.

On Augusts 5th, 6 arrested people were released due to lack of evidence against them. One comrade, Ghespe, is still in jail because the authorities claim to have found traces of his DNA on components used to build the bomb. Another comrade, Paska, who should have been released for lack of evidence for the events of New Years eve, is still being held in prison for alleged “membership of a criminal organisation” based on evidence gathered during Operation Panico. A third comrades, Giova, was later arrested and is still in jail. The investigation against persons unknown has therefore been incorporated with Operation Panico.
The trial for Operation Panico started in the summer of 2017 and is still going on. The first degree sentence should be released soon, between march and April 2019.

OPERATION SCINTILLA (TORINO)

On 2019 Thursday February 7, early in the morning, hundreds of cops with the help of the fire brigade stormed the Asilo, an anarchist squat in Torino that has been occupied since 1995 and was very active in the organization of social struggles (against evictions, against prisons for migrants, still a few years ago against the TAV…). People climbed on to the roof, where they resisted for over 24 hours. In the end, the cops managed to get everyone out, evict and smash the building.
In addition to evicting the premises, the aim of this repressive operation was to arrest some people accusing them of terrorist association. The 6 arrested comrades (a seventh person is on the run) are accused of 21 attacks against companies and institutions (including the French Embassy and several Post Offices) connected to the detention and expulsion of migrants.
In the following days several solidarity gatherings took place in the neighbourhood and turned into wild demonstrations. Two comrades were arrested during the first one of these demonstrations. Two days later a big march with more than 1,000 people crossed the centre of the Torino, smashing some corporate and urban targets and fighting with the police. Four people were injured and one of them is in bad conditions for being hit by a police van. Unfortunately other 8 comrades were arrested at the end of this march, were beaten by the cops and were charged with “devastazione e saccheggio” (devastation and pillage) which carry up to 15 years of prison. The day after, like almost every day, a solidarity demo was held outside of the prison of Torino where the comrades are imprisoned. Some fireworks were launched and managed to reach the inside of the prison, causing the explosion of some gas tanks which lead to the complete demolition and collapse of a section of the prison (none was injured). Sometimes “Fire to the prisons” is not just a slogan!

On the 13th of February all the comrades arrested during the march and previous demos were released and the heaviest charges were dropped, they are now free but forced to sign every day at the police station. The other comrades arrested with charges of terrorism remain in jail, the male comrades have already been transferred to a high-security prison.

ADDRESSES OF PRISONERS:


SCRIPTA MANENT

Alfredo Cospito
Nicola Gai
Danilo Cremonese
Alessandro Mercogliano

C.C. di Ferrara, via Arginone 327, 44122 Ferrara, Italy

Marco Bisesti
C.C. San Michele, strada statale per Casale 50/A, 15121 Alessandria, Italy

Anna Beniamino
C.C. di Rebibbia femminile, via Bartolo Longo 92, 00156 Roma, Italy


PANICO

Salvatore Vespertino
Giovanni Ghezzi

C. C. di Sollicciano, via Minervini 2r, 50142 Firenze, Italy

Pierloreto Fallanca
C. C. di La Spezia, piazza Falcone e Borsellino 1, 19125 La Spezia, Italy


SCINTILLA

Ruggeri Silvia
Volpacchio Giada

C.C. Lorusso e Cutugno, via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino, Italy

Rizzo Antonio
Salvato Lorenzo
Blasi Niccolò
De Salvatore Giuseppe

C.C. di Ferrara, via Arginone 327, 44122 Ferrara, Italy


RENATA
(repressive operation against anarchists in Trentino-Alto Adige, 19/02/19)

Giulio:
Giulio Berdusco

Casa Circondariale, via Paluzza 77, 33028 Tolmezzo (UD), Italia [Italy]

Rupert:
Roberto Bottamedi
Casa Circondariale di Brescia Canton Mombello, via Spalto S. Marco 20, 25100 Brescia, Italia [Italy]

Nico:
Nicola Briganti
Casa Circondariale di Verona Montorio, via S. Michele 15, 37131 Verona, Italia [Italy]

Stecco:
Luca Dolce
Casa Circondariale, via Paluzza 77, 33028 Tolmezzo (UD), Italia [Italy]

Poza:
Andrea Parolari
Casa Circondariale di Vicenza, via Basilio Dalla Scola 150, 36100 Vicenza, Italia [Italy]

Agnese:
Agnese Trentin
Casa di Reclusione Verziano, via Flero 157, 25125 Brescia, Italia [Italy]


OTHER ANARCHIST PRISONERS

Maddalena Calore
Casa Circondariale di Uta, Strada II Ovest, 09010 Uta (Cagliari), Italy

Davide Delogu
Contrada Piano Ippolito 1, 96011 Augusta (Siracusa), Italy

Francesco “Jimmy” Puglisi
Casa Circondariale Roma Rebibbia – Nuovo Complesso, via Raffaele Majetti 70, 00156 Roma, Italy

Marina Cugnaschi
Seconda Casa di Reclusione di Milano – Bollate, via Cristina Belgioioso 120, 20157 Milano, Italy

 

[From 325.nostate.net].

2 e 3 marzo: Presidi solidali con gli anarchici arrestati a Torino e in Trentino

Visto che lo Stato disperde compagni e compagne nelle cartceri di mezza Italia per sfilacciare la solidarietà, ci muoveremo noi per salutarli. E per ribadire che, chiunque sia stato

è giusto attaccare i lager della democrazia e chi li gestisce
è giusto attaccare chi fa la guerra e chi vi collabora
è giusto attaccare chi prepara l’apocalisse nucleare
è giusto attaccare gli strumenti del controllo sociale
è giusto attaccare chi rastrella, deporta, rinchiude
è giusto attaccare le agenzie dello sfruttamento
è giusto attaccare chi si arricchisce finanziando il boia Erdogan
è giusto attaccare le sedi del razzismo di Stato

Presidi presso le carceri di:

2 marzo

Tolmezzo, via Paluzza 77. Ore 14.00.

3 marzo

Brescia (Casa Circondariale di Canton Mombello), via spalto S. Marco 20. Ore 15.00.
Brescia (Casa di Reclusione di Verziano), via Flero 157. Ore 18.00.
Vicenza, via Basilio Dalla Scola 150. Ore 15.00.
Ferrara, via Arginone 327. Ore 16.30.
Torino, via M. A. Aglietta 35. Ore 18.00.
Verona (C. C. di Montorio), via S. Michele 15. Ore 18.00.

Libertà per Silvia, Giada, Antonio, Lorenzo, Beppe, Nicco, Stecco, Agnese, Rupert, Sasha, Nico, Giulio, Poza.

[Tratto da csakavarna.org].

La liberté vient toujours avec un couteau entre les dents

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La liberté vient toujours avec un couteau entre les dents

Regardez autour de vous, mais faites-le avec vos propres yeux. Voyez-vous comment la planète est devenue une gigantesque poubelle industrielle ? Voyez-vous comment les États étranglent les esprits et portent la guerre et le massacre partout ? Voyez-vous comment tout repose autour de nous sur l’exploitation et l’oppression de milliards de personnes ? Pouvez-vous encore compter les millions de morts de cet immense bain de sang sur lequel ce monde a construit ses gratte-ciels, ses supermarchés et ses usines ? Les affamés, les noyés, les massacrés, les bombardés, les irradiés, les torturés, les voyez-vous toutes ces piles de cadavres entassés ?

Peut-être. Mais tout est fait pour que vous n’en voyiez rien. Vous êtes exploités au travail, où vous accomplissez des tâches dont le sens vous échappe, sans la moindre satisfaction. Vous produisez des objets nuisibles, des aliments toxiques, des instruments de mort, des marchandises inutiles. Vous surveillez votre semblable, vous le tenez en laisse par l’administration, les papiers, les allocations. Vous êtes contrôlés à chaque instant de votre vie, tenus à l’œil par mille caméras et anesthésiés par mille drogues et ersatz. Vous êtes dégradés en votre for intérieur, car vous vivez avec, pour et grâce aux appareils technologiques qui vous dominent. Vous ne voulez plus rien qui ne soit déjà pré-formaté pour vous, vous ne désirez plus rien qui ne s’affiche déjà sur les écrans. Vous ne faites, en fin de compte, qu’obéir.

Et pourtant, c’est à vous tous que nous adressons ces paroles. Car nous nous reconnaissons aussi dans ce sombre tableau. Il faut avoir le courage de regarder les choses en face, et de se regarder soi-même dans le miroir. Que sommes-nous devenus ?

Les ennemis de la liberté sont forts. L’État dispose de puissants moyens de coercition et de contrôle (de la police à l’armée, de la prison à l’école, de l’administration aux tribunaux). Les capitalistes ne cessent de progresser dans le perfectionnement de l’exploitation. Les chercheurs rajoutent chaque jour un nouveau barreau à notre cage technologique. Les politiciens, les chefs religieux, les intellectuels au service de l’ordre tiennent fermement en main les troupeaux humains.

Mais voyez-vous, rien n’est complètement perdu. Nous en sommes convaincus au plus profond de nos cœurs. Car d’autres choses sautent également aux yeux. Hier, ce sont des régions entières qui se sont insurgées au cri de la liberté  ; aujourd’hui, une vague de révolte déferle sur l’hexagone français et ailleurs. Des poignées d’insurgés lancent des attaques à tout va. Des casernes crament. Des entreprises crament. Des chantiers de nouvelles horreurs crament. Des institutions crament. Des laboratoires crament. Des antennes-relais crament. La rage montre ses dents.

Rien n’est complètement perdu. Chaque individu recèle en lui le choix de s’insurger. Seul ou avec d’autres, mais toujours en affrontant le pouvoir, en luttant. C’est le défi de la liberté qui réveille la dignité offusquée, la vie piétinée, le rêve aplati. Voilà pourquoi se battent les anarchistes, ces ennemis de tout pouvoir  : réveiller la liberté, la liberté qui viendra avec un couteau entre les dents.

Début février 2019, dans la Suisse montagneuse, un anarchiste a été jeté en prison [1]. On l’accuse d’avoir appelé à la révolte contre le pouvoir, et d’avoir agi contre l’État, le militarisme et la guerre, notamment en livrant aux flammes dix véhicules de l’armée suisse sur la base militaire de Hinwill en 2015 et en brûlant une antenne-relais des services de police à Zurich en 2016.

Ce compagnon anarchiste pris en otage par l’État est le nôtre. Solidaires avec lui, continuons de conjuguer la pensée libératrice et l’action destructrice, rivant nos regards sur l’ennemi. Solidaires avec tous les prisonniers anarchistes, continuons d’aller de l’avant sur les sentiers révolutionnaires de la seule guerre qui vaille : la guerre contre tous les oppresseurs et les exploiteurs, la guerre pour la liberté. Donnons à la vie l’exquise élévation de la rébellion du bras et de l’esprit.

Solidarité avec les prisonniers anarchistes

Mort à l’État

Des anarchistes de Zurich, Franche-Comté, la plaine d’Alsace et le massif vosgien, la Meuse, Paris et banlieue, Marseille, Bruxelles, Gand, Amsterdam, Barcelone, Berlin, Munich, South London, les Alpes occidentales, Trieste, Rome, Milan, Pise, Naples, le Salento, Sicile, Montréal.


Pour recevoir des exemplaires de cette affiche, vous pouvez écrire à anarchistes_solidaires[at]riseup.net

[Trait sansattendre.noblogs.org].

[Firenze, Italia] Presidio di solidarietà con gli anarchici prigionieri per l'”operazione Panico” (23/03/2019)

Senza tregua per l’anarchia

A marzo verrà pronunciata la sentenza contro i/le nostr* compagn* inquisit* per l'”operazione Panico”. Disertiamo il tribunale!

Sabato 23 marzo: Presidio in solidarietà a tutt* i/le prigionier* anarchic*.
Ore 16.00 a Firenze.

A breve uscirà il testo di chiamata e le informazioni più precise.

[Tratto da anarhija.info].

[Madrid, Spagna] Aggiornamento su Lisa

Dopo il suo trasferimento dal carcere di Willich [in Germania] a quello di Madrid, Lisa era stata messa in isolamento [regime FIES]. In una recente lettera ci dice che è passata al regime di detenzione ordinario e che le restrizioni sulla posta sono state revocate [può scrivere solo due lettere a settimana]. Sta bene e rimane forte.

Per scriverle:
Lisa Dorfer
C.P. Madrid V
Módulo 13
Carretera M609, km 3,5
28971 Soto del Real (Spagna)

[Tratto da anarhija.info].

Freedom always comes with a knife clenched between the teeth

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Freedom always comes with a knife clenched between the teeth

Look around you, but do it with your own eyes. Do you see how the planet has become a giant industrial dump? Do you see how the States are choking your minds and bringing war and mas­ sacres everywhere? Do you see how everything around us is based on the exploitation and op­ pression of millions of people? Can you still keep track of the millions of deaths that give rise to all skyscrapers, supermarkets and factories? The hungry, the drowned, the massacred, the bombarded, the tortured, the intoxicated, do you see all these mountains of corpses?

Perhaps. Because everything is made so that you to see nothing. You are exploited at work, you fulfill tasks of which the meaning escapes you, without the minimum satisfaction. You help produce harmful objects, toxic food, tools of death, useless goods. You keep a close eye on your fellow man, keeping him on a leash through bureaucracy, documents, benefits. You are controlled in every moment of your life, followed by thousands of cameras, numbed by thou­ sands of drugs and distractions. You are rotting on the inside, since you live with and thanks to technological devices that dominate you. You don’t even want anything that is not already pre-formatted, you no longer desire anything that is not already displayed on a screen. Ulti­ mately, you do nothing but obey.

It­ is to you that these words are addressed. Because we also recognize ourselves in this dark picture. It takes courage to look things in the face, to be able to look at oneself in the mirror. What have we become?

 The enemies of freedom are strong. The State has at its disposal means of coercion and con­ trol (from the police force to the army, from prison to school, from bureaucracy to courthouses). The capitalists never stop the progress of enhancing exploitation. The researchers add a new bar every day to our technological cage. The politicians, religious bosses, the intellectuals in the service of order keep control over the human herds.

But look, nothing is completely lost. From the bottom of our hearts, we are convinced of this. Because quite different things also catch our eye. Yesterday, it was entire regions which rose up to the cry of freedom; today a wave of revolt is sweeping through France and elsewhere. Handfuls of insurgents are launching attacks in all corners. Police barracks are burning. Com­ panies are burning. Construction sites of new horrors are burning. Institutions are burning. Lab­ oratories are burning. Relay antennas are burning. Rage is showing its teeth.

Nothing is completely lost. Each individual holds within them the choice to rise up. Alone or with others, but always confronting power, struggling. It is the challenge of freedom that awak­ ens an affronted dignity, a trampled life, a shattered dream. This is why anarchists fight, as ene­ mies of all power, to re-awaken freedom, a freedom that will come with a knife clenched be­ tween the teeth.

At the end of January 2019, in mountainous Switzerland, an anarchist was thrown in prison. He is accused of having incited revolt against power, and of having acted against the State, militarism and war, specifically by burning ten vehicles of the Swiss army on the military base of Hinwill in 2015 and by setting fire to a police network antenna in Zurich in 2016.

The anarchist who has been taken hostage by the State is our comrade. In solidarity with him, we continue to combine liberating thought with destruc­ tive acts, never losing sight of our enemy. In solidarity with all anarchists facing repression, we continue onwards on the revolutionary paths of the only war worth fighting: the war against all oppressors and exploiters, the war for freedom. Let’s give life the exquisite elevation of the rebellion of our hands and spirits.

Solidarity with anarchist prisoners

Death to the State

Anarchists from Zurich, Franche-Comté, Alsacian lowlands and Vosgian massif, the Meuse, Paris and banlieue, Marseille, Brussels, Ghent, Amsterdam, Barcelona, Berlin, Munich, South London, Occidental Alps, Trieste, Rome, Milano, Pisa, Napoli,  Salento, Sicily, Montréal.

[From actforfree.nostate.net].

[Cremona] Azione in solidarietà

[Tratto da roundrobin.info].

riceviamo e pubblichiamo:

Dopo gli arresti e le perquisizioni in Trentino, nella notte è stata messa fuori uso una colonnina della fibra ottica. Silenziare il tecnomondo per far urlare la carne viva. In solidarietà anche ai compagni di Torino, al compagno del Fermento, ai prigionieri delle operazioni scripta manent e panico. Anche qui nella nebbia di Cremona la pillola della repressione non va giù.

Solidarietà con gli anarchici arrestati a Torino

Il 7 febbraio 2019 a Torino è avvenuta una operazione repressiva (denominata “operazione Scintilla”) che ha comportato, dalla prima mattinata, l’arresto di sei anarchici, alcune perquisizioni a Torino e altrove e lo sgombero dell’Asilo Occupato di via Alessandria, occupazione anarchica esistente dal 1995. L’accusa principale è di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva” (articolo 270 del codice penale) e di aver compiuto alcune azioni dirette inerenti la lotta contro i Cie ed i Cpr, carceri per persone migranti

Il 9 febbraio un corteo in risposta all’operazione repressiva si è mosso per le vie di Torino, cercando anche di avvicinarsi all’Asilo (completamente cinto da polizia e carabinieri, e nel frattempo devastato dalle forze dell’ordine e dagli operai addetti alla chiusura dell’edificio), per poi volgersi conflittualmente contro la città e ciò che quotidianamente fa da cornice all’esistenza degli oppressi. Durante il corteo alcune persone sono state arrestate e successivamente imprigionate, per poi essere scarcerate alcuni giorni seguenti.

Gli indirizzi:

Antonio Rizzo, Giuseppe De Salvatore, Lorenzo Salvato e Niccolò Blasi
Casa Circondariale di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Silvia Ruggeri e Giada Volpacchio
C. C. Lo Russo e Cutugno
via M.A. Aglietta 35
10151 Torino

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Qui di seguito alcuni testi in solidarietà con gli anarchici arrestati e contro lo sgombero dell’Asilo.

Solidarietà all’Asilo di Torino da Lecco

Da Lecco vogliamo esprimere vicinanza e solidarietà a* compagn* dell’Asilo occupato di Torino e a* arrestat* per associazione sovversiva dei giorni scorsi.

Questa azione repressiva è un ulteriore tassello dell’agire quotidiano dello Stato, che per sua natura attacca chi lotta per distruggerlo; non è la prima e non sarà l’ultima. Forti di questa consapevolezza, riteniamo che ogni volta valga la pena riaffermare con forza – a parole e con i fatti – che tutt* siamo colpit* e nessuno ha intenzione di fare un passo indietro.

La nostra complicità va anche a tutt* quell* che – a Torino e non solo – hanno dato una risposta, dimostrando che ci vuol ben altro per spegnere le fiamme di rivolta.

PER L’ANARCHIA, CON IL COLTELLO TRA I DENTI!

Brickoncelle e Brickoncelli

 

Bologna. Corteino in solidarietà con gli arrestati a Torino

Nella serata di giovedi 7 Febbraio un corteino composto da una trentina di “solidali con gli arrestati a Torino e con l’Asilo sotto sgombero” (questo il testo dello striscione d’apertura) ha attraversato le strade del quartiere Bolognina con interventi al megafono, scritte sui muri e attacchinaggio di manifesti sui fatti della giornata.
Infranti vetrate e bancomat di una BPM lungo il percorso.
La Banca Popolare di Milano è una delle banche azioniste di Alba Leasing, proprietaria dell’edificio del futuro CPR di Modena.

 

Savona. Solidarietà all’Asilo Occupato e ai compagni di Torino

Ancora un’operazione repressiva contro chi mette i bastoni tra le ruote alla macchina devastante dello stato e del capitalismo. Solo chiacchiere senza sostanza sono ammesse per esprimere un dissenso che deve rimanere “d’opinione”… Questo è il sistema democratico.

Gli anarchici, spina nel fianco del sistema, devono essere criminalizzati e attaccati con azione congiunta sbirri/media/politici… E’ una vecchia triste storia che ritorna!

Stroncare le relazioni sociali autentiche nella realtà per lasciare dilagare la merda propagandata dal regime mentre i servi volontari sbavano di fronte al manganello sventagliato e alle veline della questura!

Che crepi la vostra legalità con cui vi sbrodolate! Democratici, nazi-leghisti, arrivisti pentastellati che possiate sprofondare!

Solidarietà ai compagni: arrestati, caricati, oppressi… sui tetti,nelle strade e ovunque! Complicità in tutte le lotte!

Anarchici a Savona e dintorni

In previsione di una mobilitazione antimilitarista in quel di Pisa

In previsione di una mobilitazione antimilitarista in quel di Pisa

Il 4 aprile 2019 ricorrerà il 70° anniversario della nascita della NATO.

Per quei giorni a livello internazionale (e probabilmente anche a Pisa) sono previste mobilitazioni pacifiste contro questa organizzazione che, forte di un’alleanza militare fra Stati, impone tramite la guerra il modello di sfruttamento dei paesi più forti a tutto il mondo.

La NATO, ormai da decenni, effettua vere e proprie invasioni di terre e massacri di popolazioni attraverso parole d’ordine come “Pace e Democrazia”, usate per nascondere i reali obiettivi: gli interessi politico/economici e il saccheggio delle risorse naturali.

Pisa, come molte altre città italiane, da sempre si caratterizza per la presenza invasiva del sistema militare: le strutture fisiche – Camp Darby ne è solo un esempio – e quelle di ricerca continuano a proliferare sul territorio, volute e difese dai vari governi della città.

La guerra necessaria agli Stati e al capitalismo diventa quindi il convitato di pietra del discorso politico locale e non solo, ma certo non delle nostre esistenze. In realtà, è chiaro, siamo sempre in guerra, o impegnati nella sua preparazione. Ed altrettanto chiaro deve essere che chi fa la guerra non può essere lasciato in pace.

Vogliamo quindi cogliere l’occasione dell’anniversario per lanciare una mobilitazione sul territorio pisano, contro la NATO, la guerra e tutti gli Stati.

Sabato 2 Marzo si terrà un’assemblea pubblica che vuole essere il primo appuntamento di un mese di mobilitazione che culminerà nelle giornate del 5, 6 e 7 Aprile a Pisa.

 

COS’È CAMP DARBY

La base statunitense è situata nella pineta di Tombolo, tra la provincia di Pisa e la periferia Nord di Livorno, all’interno del parco naturale di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli ed occupa circa mille ettari di terreno.

Camp Darby, gestita dall’ U.S. Army, ospita al suo interno anche un comando NATO; ha inoltre la funzione di stoccaggio e manutenzione degli armamenti, essendo il più grande deposito europeo di armi USA, che contiene anche testate nucleari ed uranio impoverito.

Al suo interno arrivano una linea ferroviaria, che la collega all’aeroporto di Pisa e alla linea Torino – Roma delle FS, il canale dei Navicelli, che la unisce al Porto di Livorno ed è in prossimità dello svincolo Pisa Centro dell’autostrada A12.

La concessione agli USA è avvenuta nel 1951, dopo un trattato bilaterale firmato dall’allora Ministro della difesa italiana, dal governo statunitense e dal Pentagono.

Come tutte le altre basi USA in Italia, Camp Darby è inserita nella catena di comando del Pentagono e quindi sottratta ai meccanismi decisionali italiani.

Negli anni della guerra fredda la base era un covo per l’addestramento del personale di Gladio, struttura che fra le altre cose ha collaborato alla strategia della tensione, che si è realizzata anche con le stragi neofasciste e di Stato. La base militare ha svolto una funzione fondamentale nelle operazioni belliche statunitensi in Medio Oriente, soprattutto dagli anni ’80, superando la funzione anti-sovietica per la quale era nata. In virtù della sua posizione nel Mediterraneo non solo rifornisce le portaerei a stelle e strisce, ma da qui in passato partirono anche grandi quantitativi di armi destinate ad organizzazioni paramilitari centroamericane.

Nel 1986 si scoprì che la base era stata al centro del traffico segreto di armi verso l’Iran, il cosiddetto scandalo Iran-Contras gate, gestito dalla CIA con la complicità del governo italiano.

Ulteriori conferme della sua importanza strategica si desumono dal fatto che provenivano da Camp Darby circa 4.000 tonnellate di bombe e granate usate contro l’Iraq durante l’operazione Desert Storm del 1991, così come il 60% delle bombe sganciate sulla Jugoslavia nel 1999. La base è diventata sempre più importante nella strategia di proiezione verso l’Europa dell’Est, il Mediterraneo ed il Vicino Oriente.

 

IL POTENZIAMENTO DELLA BASE

Dall’inizio degli anni Novanta questa base si è costantemente ampliata, e quest’anno è cominciato con l’avvio della fase operativa di un nuovo progetto, presentato dal ministero della Difesa su richiesta del Pentagono, per un suo ulteriore potenziamento.

A Dicembre 2018 sono infatti iniziati i lavori che prevedono la costruzione di un nuovo tronco ferroviario, lungo circa 2,5 Km, che sarà utilizzato per il trasporto di armi e munizioni dirette ai depositi della base militare.

I binari collegheranno la piccola stazione di Tombolo al cuore di Camp Darby, attraverso un ponte girevole in acciaio che sarà realizzato sul Canale dei Navicelli.

Il piano, ritenuto strategico per “la salute dell’uomo e la pubblica sicurezza” prevede inoltre il taglio di 937 alberi (autorizzato dall’Ente Parco) che dovranno far posto alle linee ferroviarie destinate a modificare il paesaggio tra Pisa e Livorno ed il potenziamento della Tombolo Dock, ovvero la banchina usata dalla base per la ricezione e la spedizione di materiale bellico situata sulle sponde del Canale dei Navicelli, che collega la Darsena pisana al Canale Scolmatore dell’Arno e quindi al mare del Porto di Livorno.

La Cimolai SpA, la società di Pordenone che si occupa delle infrastrutture, si è aggiudicata l’appalto di circa 40 milioni di dollari per la realizzazione dei lavori. Terna, che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica in alta e in altissima tensione in tutta Italia, collabora pure: ha firmato la convenzione con Cimolai per l’interramento della linea elettrica. L’intento sarebbe creare una sorta di hub delle armi che, dal porto di Livorno, vengono stoccate a Camp Darby e smistate su acqua, ferro e gomma per raggiungere i vari teatri di guerra.

 

PISA MILITARE

Il militarismo a Pisa non è rappresentato solo dall’ingombrante presenza di Camp Darby; per cominciare, lo stesso Parco naturale nel quale è situato ospita anche il Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (C.I.S.A.M.) delle tre Forze Armate, ormai noto per l’opera di Decommissioning del proprio Reattore Sperimentale che ha comportato lo sversamento delle acque radioattive della piscina di raffreddamento proprio nel Canale dei Navicelli nell’arco del 2014; meno conosciuta invece è la Base Addestramento Incursori (B.A.I.), sempre ospitata all’interno del Parco, centro nel quale vengono formati i futuri incursori paracadutisti del 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”, reparto speciale dell’esercito italiano che ha sede a Livorno.

Per continuare nel triste elenco di presenze militari sul territorio non possiamo dimenticarci della Brigata Paracadutisti Folgore che, tra il Centro di addestramento (situato a Pisa) e la sede del Comando della Brigata (il suo quartier generale che si trova a Livorno), riempiono le serate cittadine di decine di ‘teste rasate’ e le strade di quei ‘baschi amaranto’ dell’Operazione Strade Sicure. Oppure l’Aeroporto Militare di Pisa, sede della 46° Brigata Aerea dell’aeronautica Militare, che negli ultimi anni si è ampliato per diventare un Hub nazionale per le Forze Armate, in grado di mobilitare fino a 30 mila militari e 12 mila tonnellate di materiali al mese, tutto ciò in una città di 90mila abitanti proclamatasi “città della Pace”.

Il panorama militarista pisano è ampio e ben fornito, e trova una giusta rappresentanza anche in tutti quei ‘luoghi del sapere’, pubblici e privati, come Università e Scuola Sant’Anna. Sappiamo bene infatti come la ricerca civile contribuisca in maniera effettiva (e solamente di facciata in modo neutrale) al rafforzamento e all’evoluzione dell’apparato militare. Il Sant’Anna, considerato uno dei fiori all’occhiello della città, ne rappresenta un ottimo esempio: basta citare il corso di peacekeeping che, in collaborazione con il Centro militare di studi strategici, prepara la futura classe dirigente a lavorare a stretto contatto con i militari, formando i futuri osservatori marchiati UE, ONU. E che dire della collaborazione con l’azienda livornese WASS, del gruppo Leonardo-Finmeccanica, leader nella costruzioni di siluri di ultima generazione. O ancora le collaborazioni con l’Esercito e con la Boeing.

Infine l’Università di Pisa e le sue ricerche, i laboratori per i radar fotonici o per il nucleare “sicuro” ed aziende come IDS, che progettano droni e tecnologie di puntamento al servizio degli eserciti di mezzo mondo.

La guerra in questa città è di casa.

 

LA GUERRA INTORNO A NOI

Il concetto di guerra è un concetto ampio: guerra esterna, per l’approvvigionamento di risorse e mercati per l’industria nazionale, guerra interna, per il controllo e la pacificazione del mondo sociale. Guerra militare, ma anche guerra al vivente in senso più ampio possibile: l’attacco alla biodiversità condotto dalle colture OGM o la visione della Terra come di un luogo da sfruttare e da ridurre ad un insieme di “risorse”, anche tramite la costruzione di opere come il TAP in Puglia.

La preparazione della guerra non avviene in tempo di pace solo in quanto accumulazione quantitativa degli armamenti e definizione degli schieramenti geopolitici.

Il processo è molto più profondo, e comprende in maniera più globale le condizioni sociali ed economiche in tutta la loro complessità: esse devono divenire tali da giustificare la guerra guerreggiata come extrema ratio agli occhi dei governati (e anche di alcuni governanti). Ma questo desiderio di legittimazione è solo un illusione, un effimero gioco di specchi, in quanto la guerra è al contrario e comunque una componente organica ed onnipresente nei processi di ristrutturazione e trasformazione del Dominio, accumulazione di Capitale, nonché del mantenimento e della conquista del Potere. Questa rappresentazione della guerra, come evento possibile e non necessario al mantenimento della “prosperità” nella quale viviamo, è soltanto una mistificazione il cui fine è quello di non far mettere in discussione il sistema sociale nel suo complesso come causa e fonte delle guerre e dei morti, garantendone così la continuazione ed il mantenimento della possibilità di governare, nonostante le sofferenze che provoca quotidianamente.

Progressi enormi sono stati compiuti dal punto di vista tecnologico negli ultimi anni: la sfida per i sistemi di posizionamento geografico (GPS) ha fatto sì che molte potenze si dotassero di un sistema proprio ed autonomo rispetto agli Stati Uniti (Cina, Russia, India, Ue); nuove dottrine della guerra, come quella per il controllo dello spazio elettromagnetico (ovvero la virtualità e le telecomunicazioni, leggasi cyberwarfare), controinsorgenza e conflitti asimmetrici influenzano le questioni più vitali di un paese; le tecnologie belliche, sia convenzionali che nucleari, biologiche, chimiche e nanotecnologiche, sono profondamente mutate e, trasformatesi, ridisegnano scenari e strategie del modo di condurre la guerra e del modo in cui essa si interseca con la società e i diversi settori produttivi; l’industria, quanto meno quella occidentale, è sempre più focalizzata sul contenuto tecnologico e legato al sapere presente nel processo di produzione, e sempre meno alla quantità. La ricerca del valore aggiunto legato al contenuto tecnologico ha soppiantato la ricerca del volume della produzione.

Ciò che viene ricercato nel nostro presente è infatti un processo di valorizzazione della merce (che trova le sue origini nello sfruttamento sempre più affinato del lavoro) estremo e sempre più raffinato. Per questo assistiamo oggi, tra cyberwarfare e guerra elettronica, all’accelerazione del progresso tecnologico, le nuove rivoluzioni industriali e la diffusione su scala globale del modo di produzione capitalistico – con il conseguente e contemporaneo esaurimento dei territori non capitalistici da trasformare in mercati di sbocco delle merci prodotte dalle economie nazionali e degli spazi vergini da colonizzare con le proprie logiche. Terreno di conquista, di scontro, lo divengono così gli esseri viventi, fin nelle loro componenti biologiche, o i sogni, i desideri e i bisogni degli individui. Tutto ciò pone nuove sfide all’analisi, alla riflessione ed all’azione rivoluzionaria.

 

GUERRA INTERNA ED OPPRESSIONE

La militarizzazione securitaria sempre più spudorata della società segue a ruota l’intensificarsi dei processi di guerra interna. Accompagnate da una propaganda isterica sulla sicurezza, con la riabilitazione culturale della gerarchia e dell’obbedienza all’autorità, si stanno varando misure legislative, amministrative, tecniche di “pulizia sociale” che mirano a pacificare la società perché ognuno stia al suo posto. In molti comuni sono stati varati regolamenti che proibiscono il semplice sedersi o mangiare sugli scalini in certe zone delle città, si tolgono panchine e chiudono fontanelle. Negli ultimi tempi abbiamo visto aumentare le pene per reati come il blocco stradale e l’occupazione di spazi. Soprattutto abbiamo visto nell’Operazione Strade Sicure i militari schierati nelle strade, super armati, chiedere i documenti, interpellare e minacciare tutti quelli che appaiono indesiderabili, perché chi non si conforma, per volontà o per necessità, agli imperativi dei padroni, si trovi sempre più in difficoltà.

Lor signori sanno bene che il tipo di società che gestiscono produce sempre più esclusione e miseria e prendono le misure necessarie.

Garage Anarchico Pisa

Solidarietà agli arrestati in Trentino

Canzone arrabbiata

Provano rabbia per questo mondo di sfruttamento e di autorità. Questa fondamentalmente la colpa degli anarchici, di tutte le epoche. Ed è per questo che lottano, con o senza violenza, perché la violenza è parte di questo mondo. Non possono sopportare che la gente muoia in mare, nell’indifferenza generale. Non sopportano che si alzino muri, frontiere, galere e filo spinato, che il mondo sia dominato dall’ideologia militare. Non tollerano che si aizzi la guerra tra poveri e il razzismo, che personaggi insulsi e inutili fomentino tutto questo, come fa il ducetto Salvini e tutto il partito che rappresenta. Non sopportano che la natura, quella dove si è cresciuti fino a quella più lontana, venga devastata e annientata. Non possono ancora consentire che la morale, religiosa e non, ci schiacci e decida del nostro corpo, così come della nostra esistenza. Non accettano la schiavitù, quella salariata come quella tecnologica. Desiderano tutto, sono innamorati della poesia. Per questo i compagni anarchici del Trentino sono stati arrestati, per questo siamo a loro fianco.
Tra chi si rassegna e chi apre orizzonti, abbiamo da tempo scelto con chi parteggiare. In pochi giorni due ondate repressive contro gli anarchici, hanno coinvolto Torino, Trento e Rovereto. E la solita macchina mediatica si è messa in moto. Questo, forse, sarà servito a trovare dei facili nemici interni su cui scagliare il perbenismo democratico, o ad occultare il peggioramento delle condizioni di tutti. Oppure servirà a nascondere quanto il controllo sia parte dell’esistenza e quanto l’addomesticamento sia il pilastro del presente e futuro consenso, ma non potrà certo bastare a renderci completamente muti.
Camminiamo e cantiamo, per questo tentiamo di distruggere le catene, non solo le nostre. E siamo scintille, fuochi, semi, alberi, onde, montagne, farfalle. Il nostro pensiero ai compagni arrestati a Trento e Rovereto.

Solidarietà complice e arrabbiata. TERRORISTA È LO STATO!

Biblioteca anarchica occupata Disordine [Lecce]

[Trentino, Italia] Arrests and searches following a repressive operation against the anarchists in Trentino (19/02/2019)

Arrests and searches following a repressive operation against the anarchists in Trentino

During the night and the morning of Tuesday, February 19, 2019, seven anarchists were arrested in various places in Trentino (Italy): Agnese, Giulio, Nico, Poza, Rupert, Sasha, Stecco. One person (Sasha) was placed under house arrest while all the others were imprisoned in various prisons. The main accusations are “subversive association for the purpose of terrorism and subversion of the democratic order” (article 270bis of the penal code) and “terrorist attack” (article 280 of the penal code), with reference to some direct actions that took place in Trentino during the last few years. Other offenses of which they are accused are: “interruption of public service”, “damage”, “sabotage of telematic devices”, “fire” and “transport of exploding material”. At the same time 50 searches were carried out, with about 150 policemen and carabinieri mobilized in the repressive operation (which was given the name “operation Renata”, apparently a name taken from the nickname given to a car used by some comrades). The investigations were conducted by Digos (state police) and ROS (carabinieri). On the same day of the arrests, a press conference took place in Rome, organized by anti-terrorism. It is clear the attempt to hit the anarchist presence in Trentino, pigeonholing and describing the relations between anarchist comrades within a phantom “subversive association” (with leaders, gregari, cashiers, responsible, “covi”, etc.), an accusation trying to distribute as many years as possible in prison.

It is probable that soon the comrades will be transferred to other prisons (therefore the addresses will change). Below are the latest updated addresses.

Revolutionary solidarity with the imprisoned anarchists!

 

Giulio:
Giulio Berdusco
Casa Circondariale
Via Paluzza 77
33028 Tolmezzo (UD)
Italia [Italy]

Rupert:
Roberto Bottamedi
Casa Circondariale di Brescia Canton Mombello
Via Spalto S. Marco 20
25100 Brescia (BS)
Italia [Italy]

Nico:
Nicola Briganti
Casa Circondariale di Verona Montorio
Via S. Michele 15
37131 Verona (VR)
Italia [Italy]

Stecco:
Luca Dolce
Casa Circondariale
Via Paluzza 77
33028 Tolmezzo (UD)
Italia [Italy]

Poza:
Andrea Parolari
Casa Circondariale di Vicenza
Via Basilio Dalla Scola 150
36100 Vicenza (VI)
Italia [Italy]

Agnese:
Agnese Trentin
Casa di Reclusione Verziano
Via Flero 157
25125 Brescia (BS)
Italia [Italy]

[Trentino, Italia] Arresti e perquisizioni a seguito di una operazione repressiva contro gli anarchici in Trentino (19/02/2019)

Arresti e perquisizioni a seguito di una operazione repressiva contro gli anarchici in Trentino

Durante la notte e la mattina di martedì 19 febbraio 2019 in varie località del Trentino sono stati arrestati sette anarchici: Agnese, Giulio, Nico, Poza, Rupert, Sasha, Stecco. Ad una persona sono stati imposti gli arresti domiciliari, mentre tutti gli altri sono stati imprigionati in varie carceri. Le accuse principali sono “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (articolo 270bis del codice penale) e di “attentato con finalità di terrorismo” (articolo 280 del codice penale), in riferimento ad alcune azioni dirette avvenute in Trentino nel corso degli ultimi anni. Altri reati di cui sono accusati sono: “interruzione di pubblico servizio”, “danneggiamento”, “sabotaggio di apparecchi telematici”, “incendio” e “trasporto di materiale esplodente”. Contestualmente sono avvenute 50 perquisizioni, con circa 150 poliziotti e carabinieri mobilitati nell’operazione repressiva (cui è stato dato il nome di “operazione Renata”, a quanto pare un nome tratto dal nomignolo dato ad una automobile utilizzata da dei compagni). Le indagini sono state condotte da Digos (polizia di Stato) e ROS (carabinieri). Nella stessa giornata degli arresti è avvenuta una conferenza stampa, a Roma, a cura dell’antiterrorismo. E’ chiaro il tentativo di colpire la presenza anarchica in Trentino, incasellando e descrivendo i rapporti tra compagni anarchici entro una fantomatica “associazione sovversiva” (con leader, gregari, cassiere, responsabili, “covi”, ecc.), un’accusa volta a cercare di distribuire il maggior numero di anni di carcere possibile.

E’ probabile che prossimamente i compagni verrano trasferiti in altre carceri (quindi cambieranno gli indirizzi). Qui di seguito gli ultimi indirizzi aggiornati.

Solidarietà rivoluzionaria con gli anarchici prigionieri!

 

Giulio:
Giulio Berdusco
Casa Circondariale
Via Paluzza 77
33028 Tolmezzo (UD)

Rupert:
Roberto Bottamedi
Casa Circondariale di Brescia Canton Mombello
Via Spalto S. Marco 20
25100 Brescia (BS)

Nico:
Nicola Briganti
Casa Circondariale di Verona Montorio
Via S. Michele 15
37131 Verona (VR)

Stecco:
Luca Dolce
Casa Circondariale
Via Paluzza 77
33028 Tolmezzo (UD)

Poza:
Andrea Parolari
Casa Circondariale di Vicenza
Via Basilio Dalla Scola 150
36100 Vicenza (VI)

Agnese:
Agnese Trentin
Casa di Reclusione Verziano
Via Flero 157
25125 Brescia (BS)

(it-en-fr) [Torino, Italia] Testo letto dai solidali al processo Scripta Manent

Below French and English translations.

Testo letto dai solidali al processo Scripta Manent

Lunedì 11 febbraio nell’aula bunker del carcere di Torino un nutrito gruppo di compagni e compagne ha espresso la sua solidarietà agli anarchici/e sotto processo in seguito all’Operazione “Scripta manent”. Il PM Roberto Sparagna, è stato impossibilitato a prendere parola per formulare la sua requisitoria. Dopo diversi slogan e la lettura del seguente testo, la Corte ha interrotto l’udienza. L’aula è stata sgomberata dall’intervento delle squadre antisommossa. Nel corso della protesta è stata espressa solidarietà a tutti gli anarchici arrestati sotto processo in questo periodo, in seguito all’operazione “Scripta manent”, operazione “Panico” e “Scintilla”, e contro lo sgombero dell’Asilo Occupato a Torino.

Tutti liberi! Evviva l’anarchia!

Qui si stanno mettendo sotto accusa 20 anni di storia dell’Anarchismo.
Non siamo imputati, ma questa è la nostra Storia ed il nostro percorso rivoluzionario.
E proprio a questo percorso appartengono le pratiche oggi sotto processo.
Siamo tutti coinvolti e i boia dello Stato non possono definire né comprendere le nostre idee e le nostre vite.
Solidarietà ai prigionieri anarchici e rivoluzionari!
Non un passo indietro, Sempre A Testa Alta.
“Fermamente e senza compromessi verso il nostro obiettivo”.
Per l’Anarchia!

 

Procès Scripta Manent: un texte lu par les solidaires

Lundi 11 février, dans la salle-bunker de la prison de Turin, un groupe important de compagnons et compagnonnes a exprimé sa solidarité aux anarchistes sous procès suite à l’opération Scripta Manent. Le Procureur Roberto Sparagna n’a pas pu prendre la parole, il n’a pas pu lire sa réquisitoire. Après plusieurs slogans criés et la lecture de ce texte, le juge a suspendu la séance. La salle a été évacué avec l’intervention des flics anti-émeute. Pendant cette manifestation de protestation, on a exprimée notre solidarité avec tou.te.s les anarchistes arrêté.e.s ou sous procès en ce moment, suite aux opérations Scripta Manent, Panico, Scintilla et contre l’expulsion de l’Asilo Occupato de Turin.

Liberté pour tou.te.s!
Que vive l’anarchie!

Le texte lu dans la salle:

Ici on met en accusation 20 ans d’histoire de l’Anarchisme.
Nous ne sommes pas inculpés, mais celle-ci est notre histoire et notre parcours révolutionnaire.
Précisément à ce parcours appartiennent les pratiques qui passent en jugement aujourd’hui.
Nous sommes tous impliqués et les bourreaux de l’État ne peuvent ni définir ni comprendre nos idées et nos vies.
Solidarité avec les prisonniers anarchistes et révolutionnaires!
Pas un pas en arrière, toujours à tête haute!
“Avec fermeté et sans compromis, vers notre objectif”.
Pour l’anarchie!

 

Text read in solidarity to anarchists under trial following Scripta Manent operation

On Monday 11 February in the bunker hall of the Turin prison a large group of comrades expressed their solidarity with the anarchists on trial following the “Scripta manent” operation (6.09.2016). Roberto Sparagna (the public prosecutor in the trial) was unable to take a word to formulate his indictment. After several slogans and the reading of the following text, the Court interrupted the hearing. The courtroom was evicted through the intervention of the riot squads. During the protest, solidarity was expressed to all the anarchists arrested and on trial during this period, following the repressive operations “Scripta manent”, “Panico” and “Scintilla”, and against the eviction of Asilo Occupato in Turin.

Freedom for all prisoners! Long live anarchy!

Below the text:

Twenty years of history of anarchism are being impeached here.
We are not charged, but this is our history and our revolutionary path.
And it is precisely this path that the practices currently under trial belong to.
We are all involved and the executioners of the state can neither define nor understand our ideas and our lives.
Solidarity with anarchist and revolutionary prisoners!
Not a step back, Always Headed Up.
“Firmly and without compromise towards our goal”.
For Anarchy!

[Russia] Chiamata di solidarietà – Un’altra ondata di arresti e torture contro gli anarchici

Il 1° febbraio 2019, gli agenti del Servizio Federale di Sicurezza, l’organo di sicurezza dello Stato russo erede del KGB[1], hanno arrestato una decina di persone nell’ultima ondata della loro campagna repressiva condotta contro gli anarchici di tutto il paese.

Dopo una brutale tortura durante le seguenti 24 ore con lo scopo di costringerli ad auto-incolparsi, hanno rilasciato 11 di loro. L’ultima persona, Azat Miftakhov, attualmente scomparso (all’interno del sistema giudiziario), mentre il FSB aveva continuato a torturarlo, negandogli la visita dell’avvocato.

Questo è solo l’ultimo di una serie di casi nei quali il FSB ha utilizzato la tortura per forzare gli arrestati a rilasciare confessioni false, con l’intenzione di fabbricare “cospirazioni terroriste” per reprimere l’attivismo anche in altri paesi.

L’ultima novità del FSB è torturare i detenuti per rilasciare false dichiarazioni ai mezzi di comunicazione dello Stato e anche alla polizia. Dopo che gli agenti del FSB hanno torturato il compagno con scariche elettriche per due ore nel retro di una macchina, Daniel Galkin è stato trascinato davanti ad un giornalista della tv di Stato “Primo Canale” (Pervi Kanal), ordinandogli di fare dichiarazioni per discreditare il movimento anarchico.
Tutto ciò è familiare ai metodi che lo Stato utilizzava contro i comunisti dissidenti negli anni Trenta durante il governo di Stalin. Una volta liberato, Galkin ha fatto una dichiarazione pubblica sulla tortura alla quale è stato sottoposto e sui metodi che il FSB utilizza per terrorizzare.

“Voglio parlare. Voglio dire ciò che è successo finché posso. Tramite tutti i mezzi e strumenti possibili. Voglio fare tutto il possibile per raccontare questo alle persone. Dormo molto male. Dormo ed è come se loro continuassero a perseguitarmi, sfondando la porta in basso e portandomi in qualche luogo nel bosco, perché in Russia è questo che si fa con le persone militanti.”

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Nuova repressione contro gli anarchici russi

Il 1° febbraio, a Mosca, il Servizio Federale di Sicurezza (FSB) ha fatto irruzione in varie abitazioni, arrestando 10 persone con accuse di “cospirazione”. Tutti sono stati liberati dopo un lungo giorno di interrogazioni e torture fisiche, eccetto una persona, Azat Miftakhov. E’ stato accusato di “fabbricazione di esplosivi” e di essere membro di “una organizzazione radicale anarchica, Narodnaja Samooborona” (l’Autodifesa Popolare). Durante tutto l’anno scorso, questa organizzazione è stata l’obiettivo principale della polizia e della repressione in Russia: varie persone accusate di esserne membri sono state arrestate, torturate o minacciate. Alcune di loro hanno dovuto abbandonare il paese sotto minaccia di pesanti condanne di carcere e torture.

Uno degli anarchici detenuti, Danil Galkim, ha informato sulle torture. Dopo la detenzione è stato picchiato e torturato con scariche elettriche in una macchina di polizia, per due o tre ore. Sotto tortura, Galkin è stato forzato a dire che Azat Miftakhov è un anarco-comunista e che ha preso parte in azione anarchiche. Galkin è stato forzato anche a dare un’intervista che comprometteva gli anarchici sulla TV federale “Primo Canale” (Pervi Kanal), e a promettere che “che avrebbe collaborato con la polizia fornendo informazioni su azioni anarchiche”.

Nel commissariato di Balašicha, a Mosca, Galkin ha visto Azat che era stato minacciato dagli agenti del FSB e aveva le braccia legate. Secondo lui Azat “non sembrava un essere umano” a seguito delle torture. Ha detto inoltre di aver sentito le urla di una delle ragazze attiviste detenute, la quale si trovava nella stanza accanto alla sua. Ha sentito pure che uno degli anarchici detenuti si avrebbe tagliato le vene e preso delle pastiglie per evitare la tortura, con la speranza di non fornire nessuna informazione su altri compagni. Secondo altri testimoni e giornalisti questa persona sarebbe Azat Miftakhov.

Abbiamo appena saputo che Azat rimarrà in carcere, almeno, fino al 7 febbraio.

Invitiamo ad azioni di solidarietà, alla diffusione di queste notizie e all’appoggio economico. In Russia (e nei territori recentemente annessi, come la Crimea) sono in corso diversi procedimenti penali in quali gli anarchici affrontano accuse di “terrorismo”. Questo comprende il caso “Network” (il caso contro l’anarchico Vyatcheslav Lukichev, contro l’anarchico Kirill Kuzminkin, il caso contro l’anarchico di Crimea, Evgeniy Karakashev).

Per donare per la difesa legale di Azat Miftakhov e altri militanti russi:
1. – Attraverso il conto di PayPal di Croce Nera Anarchica di Mosca. Indicare nell’oggetto “for Azat”.
2. – Attraverso il conto di PayPal di Vladimir Akimenkov.
3. – Attraverso il bonifico internazionale: SWIFT SABRRUMM
Numero conto: 40817810238050715588
Nome: AKIMENKOV VLADIMIR GEORGIEVITCH
Per favore, indicare “solidarity donation” quando fate il bonifico.

[1] Il FSB è stato creato nel 1995 con il compito di gestire eventuali minacce allo Stato. Questo organo collabora con le forze di polizia straniere nella lotta contro il jihadismo e contro alcune bande di crimine organizzato. Il FSB ha investito risorse nella lotta contro i ribelli separatisti della Cecenia nella guerra sviluppatasi nel 1994-1996 e nel 1999-2000. Una parte del lavoro del FSB consiste nell’evitare qualsiasi ondata di proteste pro-occidentali in Russia, come lo è stata la Rivoluzione delle Rose in Georgia nel 2003, e la Rivoluzione Arancione in Ucraina nel 2004. Putin è stato a capo di questo ufficio prima di salire al potere.

[Tratto da anarhija.info].

[Switzerland] Anarchist comrade of the Anarchist Library Fermento update: 3 months of pre-trial detention imposed

3 Months of pretrial detention are now imposed on our comrade, with the following explanation: risk of flight and danger of collusion. Now he is in the district prison of Zurich BGZ. The risk of flight is being used as an argument because, among other things, another comrade is still on the run for the story of the radio station Waidberg.

The imposition of 3 months of pretrial detention is the highest application unit, every three months pretrial detention has to be confirmed by law anew by a custodial judge. For the comrades that aren’t familiar with the Swiss pretrial detention regime: in Switzerland it is common practice that pretrial detention has a quite long duration, sometimes even years. It is quite possible that they want to hold our comrade in prison till an eventual trial.

If you want to write our arrested comrade, contact the anarchist library Fermento either directly, per email or post. However, letters that are about his case will be held back by the state prosecutor and not be handed out to him by the prison, the same goes usually for books and large publications.

Your,
Anarchistische Bibliothek Fermento
Zweierstrasse 42
8005 Zürich

e-mail: bibliothek-fermento [ät] riseup.net

[Svizzera] Tre mesi di detenzione preventiva per il compagno arrestato a Zurigo

Aggiornamento: sono stati imposti 3 mesi di detenzione preventiva al compagno arrestato a Zurigo il 29 gennaio.

Tre mesi di detenzione preventiva sono stati imposti al nostro compagno, con la seguente spiegazione: rischio di fuga e pericolo di collusione. Ora è nella prigione distrettuale di Zurigo BGZ. Il pericolo di fuga viene impiegato come argomento perché, tra le altre cose, un altro compagno è ancora in fuga accusato dell’azione incendiaria contro la stazione radio di Waidberg (Zurigo).

L’imposizione di tre mesi di detenzione preventiva è la massima applicazione restrittiva, e ogni tre mesi tale tipologia di detenzione deve essere riconfermata per legge da un giudice di custodia. Per i compagni che non hanno familiarità con il regime di detenzione cautelare in vista del processo presente in Svizzera: in questo Stato è prassi comune che la detenzione preventiva abbia una durata piuttosto lunga, a volte persino anni. È possibile che vogliano tenere in carcere il nostro compagno fino ad un eventuale processo.

Se vuoi scrivere al nostro compagno arrestato contatta direttamente la Biblioteca Anarchica Fermento, tramite e-mail o per posta. Tuttavia, le lettere che riguardano il suo caso saranno trattenute dal procuratore di Stato e non gli saranno consegnate dal carcere, lo stesso vale per i libri e le grosse pubblicazioni.

Vostri,
Biblioteca Anarchica Fermento

Indirizzo:
Anarchistische Bibliothek Fermento
Zweierstrasse 42
8005 Zürich [Switzerland]

e-mail: bibliothek-fermento [at] riseup.net

Issue 3 of the anarchist paper Vetriolo is out (winter 2019)

i-e-italia-e-uscito-il-numero-3-del-giornale-anarc-1.jpgThis is the fourth issue of “Vetriolo”. Four issues are certainly not a few for a publication such as this. Rather than accumulate and reinforce certitudes, we believe the paper has tried to corrode and crush them, as it posed new doubts and nourished old questions. Certainly not out of a mere taste for rhetoric or polemics, but because we think that there are always a lot of ‘knots to be untied’. At the same time we think that it’s necessary to reflect and analyse, a difficult task which is certainly not opposed to the corrosive demolition of certitudes; on the contrary it’s complementary to it. In these reflections and analyses we have always maintained that reality is not an incomprehensible enigma, contrary to what those who want to impose their resignation on us have always stated. So in this issue we also tried to analyse the current reality, and in particular we wanted to do so by proposing some hypotheses, besides carrying on the reflections and analyses which characterized previous issues with more or less extended theoretical articles alongside articles of agitation and topicality. To the readers their own considerations. We reiterate and remind, once again, that this paper is neither an aseptic intellectual product nor a container of opinions and points of view. Precisely because it doesn’t intend to close itself up in easy answers, shout solutions ready for consumption or brandish pre-arranged theses, this is an instrument which can imply a lively involvement with the ideas it affirms, and we always wish this is the case.

Contents:

– L’Idea indicibile [The Idea that cannot be said]
– Azione… e reazione [Action… and reaction]
– L’assalto con l’asta. Un incontro sportivo tra lotte e repressione [Pole vaulting. A sports competition between the struggle and repression]
– Quale internazionale? Intervista e dialogo con Alfredo Cospito dal carcere di Ferrara. Seconda parte [What international? Interview and talk with Alfredo Cospito from the prison of Ferrara. Part two]
– La punta dell’iceberg [The tip of the iceberg]
– A Marco [To Marco]
– Degenerazioni. Tra orgoglio e vittimismo di genere [Degenerations. Between gender pride and victimization]
– Pensieri e parole. A proposito del karaoke su Battisti [Thoughts and words. On the fuss about Battisti (a member of PAC, Armed Proletarians for Communism, he was accused of participating in the murder of a marshal, a police officer and a jeweller in the 1970s. After escaping from prison in Italy, he found refuge first in France and then in Brazil. He was arrested in Bolivia in January 2019 and he’s facing extradition to Italy)]
– Nazionalismoduepuntozero. Dodici ipotesi su robotica, crisi della globalizzazione e «ritorno» dello Stato-nazione [Nationalismtwopointzero. Twelve hypotheses on robotics, the crisis of globalization and the ‘return’ of the nation-State]
– Libia: guerra per procura tra Italia e Francia [Libya: proxy war between Italy and France]
– La fine dell’insurrezionalismo? [The end of insurrectionism?]
– La morte dello Stato [The death of the State]
– I grandi editori [Big editors]
– Una storia sinistra. Terza parte (1962–1982) [A sinister story. Part three (1962–1982)]

Orders and contacts: vetriolo[at]autistici.org

2 euros per copy. For distributors: 1.50 euros per copy for orders of five and more copies. Postal fees in Italy: 1.30 euros (up to 2 kilograms). Free for prisoners. Issues 0, 1 and 2 are still available.

[Translated by actforfree.nostate.net].

È uscito il numero 3 del giornale anarchico “Vetriolo”

Vetriolo – Giornale anarchico – Numero 3 – Inverno 2019

i-e-italia-e-uscito-il-numero-3-del-giornale-anarc-1.jpgQuesto numero è la quarta uscita di “Vetriolo”. Quattro numeri, per una pubblicazione come questa, non sono certo pochi. Un giornale che, piuttosto che accumulare e rinforzare certezze, crediamo abbia cercato di corroderle e farle crollare, ponendo nuovi dubbi e alimentando antichi interrogativi. Non certo per il puro gusto della retorica o della polemica, ma perché pensiamo che di “nodi da sciogliere” ve ne sono sempre parecchi. Allo stesso tempo riteniamo occorra riflettere ed analizzare, un difficile lavoro che certamente non è opposto alla corrosiva demolizione di certezze, ma che, anzi, vi è complementare. In queste riflessioni ed analisi abbiamo sempre affermato che la realtà non è un enigma incomprensibile, a differenza di quanto sostenuto da coloro che vorrebbero imporci la loro desistenza. Così, anche in questo numero si è tentato di analizzare la realtà odierna e, in particolare, lo si è voluto fare proponendo anche alcune ipotesi, oltre a proseguire con le riflessioni e le analisi che hanno contraddistinto i precedenti numeri sia attraverso articoli teorici più o meno estesi che di agitazione e d’attualità. Al lettore le proprie considerazioni. Ribadiamo e ricordiamo, ancora, che questo giornale non è né un asettico prodotto intellettuale né un contenitore di opinioni o di pareri. Proprio perché non intende chiudersi entro facili risposte, strillare soluzioni pronte all’uso o brandire tesi precostituite, si tratta di uno strumento che può implicare un vivo coinvolgimento con le idee in esso affermate, e questo lo auspichiamo sempre.

Sommario:

– L’Idea indicibile
– Azione… e reazione
– L’assalto con l’asta. Un incontro sportivo tra lotte e repressione
– Quale internazionale? Intervista e dialogo con Alfredo Cospito dal carcere di Ferrara. Seconda parte
– La punta dell’iceberg
– A Marco
– Degenerazioni. Tra orgoglio e vittimismo di genere
– Pensieri e parole. A proposito del karaoke su Battisti
– Nazionalismoduepuntozero. Dodici ipotesi su robotica, crisi della globalizzazione e «ritorno» dello Stato-nazione
– Libia: guerra per procura tra Italia e Francia
– La fine dell’insurrezionalismo?
– La morte dello Stato
– I grandi editori
– Una storia sinistra. Terza parte (1962-1982)

Per richieste di copie e contatti fare riferimento alla seguente e-mail: vetriolo[at]autistici.org

Una copia: 2 euro. Per la distribuzione, a partire da almeno cinque copie: 1 euro e 50 cent. a copia. Spese di spedizione in Italia: 1 euro e 30 cent. (fino a due kg). Gratis per le persone prigioniere. Sono ancora disponibili copie dei numeri 0, 1 e 2.

[Switzerland, Zurich] Comrade of the Anarchist Library Fermento arrested Tuesday, 29th of January 2019

Tuesday, 29th of January, shortly after midday, one of our comrades was arrested in his flat. The door was opened by force by a forensic unit.

His arrest, the house searches at his home, as well as – once again – of the Anarchist Library Fermento have been justified by the authorities with following accusations:

Arson attack against several vehicles of the swiss army in Hinwil (Zurich) on September 27th, 2015.

Arson attack against radio antenna Waidberg of the cops in Zurich on July 10th, 2016.

– Putting up posters (the police believes to know a date for this, the 16th of November 2017) in the storefront of the anarchist library Fermento (at its old place)which were allegedly calling for “property damage and violence against companies and persons which are part of the development of the prison Bässlergut in Basel and the building of the PJZ in Zürich”.

Our comrade, who’s part of the anarchist library, was already harassed because of this poster story before, was taken from his home and had to do a so-called ED-treatment (having DNA, fingerprints, etc taken), as well as an interrogation.

Now, this Tuesday, our comrade was arrested again and it seems like he was forced in his apartment to follow the cops to the Fermento either to open it up for them or give them the keys and… briskly briskly, already two of our computers were confiscated again, one of them brand-new, the other one with an extensive digital archive including full text research on it…

Till now we didn’t receive any explanatory statement by the police, any search warrant or something the like. However, we don’t assume that our comrade opened the door for the police voluntarily or even gave them the computers as a present.

Thereafter the comrade was brought to the – so called – provisional police prison of Zürich PROPOG, where he is till now. But Friday (February the 1st) he’s gonna see the custodial judge, which will decide on his pre-trial custody.

We protest against this arrest of one of our comrades, independently of the question whether the accusations are true or not. Antimilitarism and sabotage have always been a part of anarchism. In our library can be found manifold literature about this.

We call particularly libraries, archives and info shops to inform about this attack on the Fermento and on one of our librarians.

The extraordinary meeting of the anarchist library Fermento at January 31st of 2019

PS: We need computers…

[Zurigo, Svizzera] Arrestato un compagno della Biblioteca Anarchica Fermento (29/01/2019)

Martedì 29 gennaio 2019, poco dopo mezzogiorno, un nostro compagno è stato arrestato nel suo appartamento. La porta è stata aperta con la forza da un’unità forense.

Il suo arresto, le perquisizioni domiciliari a casa sua e – ancora una volta – alla Biblioteca Anarchica Fermento sono state giustificate dalle autorità con le seguenti accuse:
– Attacco incendiario contro diversi veicoli dell’esercito svizzero a Hinwil (Zurigo) il 27 settembre 2015.
Attacco incendiario contro l’antenna radio per le comunicazioni della polizia a Waidberg (Zurigo) il 10 luglio 2016.
Inserimento di manifesti (la polizia crede di conoscere una data per questo, il 16 novembre 2017) nella vetrina della Biblioteca Anarchica Fermento (nella precedente sede) che presumibilmente invitavano a causare “danni alla proprietà e violenza contro aziende e persone che fanno parte dello sviluppo del carcere Bässlergut a Basilea e alla costruzione del PJZ a Zurigo”.

Il nostro compagno, che si occupa della biblioteca anarchica, e che era già stato tormentato in precedenza a causa di questa storia dei manifesti, è stato portato via da casa sua ed è stato sottoposto ad un cosiddetto trattamento ED (con l’ottenimento da parte della polizia di DNA, impronte digitali, ecc.), oltre che interrogato.

Oggi, questo martedì, il nostro compagno è stato arrestato di nuovo e pare che sia stato costretto, nel suo appartamento, a seguire i poliziotti fino alla Biblioteca Anarchica Fermento per aprirla o per dare loro le chiavi e… vivacemente, sono stati confiscati ancora due computer, di cui uno di essi nuovo di zecca e l’altro con un ampio archivio digitale…

Fino ad ora non abbiamo ricevuto alcuna dichiarazione esplicativa da parte della polizia, alcun mandato di ricerca o qualcosa di simile. Tuttavia, non presumiamo che il nostro compagno abbia aperto volontariamente la porta alla polizia o abbia persino dato loro i computer in regalo.

Successivamente il compagno è stato portato nella – così chiamata – prigione di polizia provvisoria di Zürich PROPOG, dove si trova ancora adesso. Venerdì (1 febbraio) vedrà il giudice di custodia, che deciderà sulla sua custodia cautelare prima del processo.

Protestiamo contro l’arresto del nostro compagno, indipendentemente dalla questione se le accuse siano vere o no. L’antimilitarismo e il sabotaggio sono sempre stati parte dell’anarchismo. Nella nostra biblioteca si possono trovare molteplici pubblicazioni su questo.

In particolare chiamiamo biblioteche, archivi e info-shops a informare di questo attacco al Fermento e ad uno dei nostri bibliotecari.

L’incontro straordinario della Biblioteca Anarchica Fermento il 31 gennaio 2019

PS: Necessitiamo di computers…

[Italia] Qualche chiarimento sul keylogger trovato a Napoli

Nell’ottobre 2018, diversi siti internet hanno pubblicato un articolo a proposito di un programma di sorveglianza di tipo keylogger, installato dagli sbirri e ritrovato su un computer in Italia.

Anche se questo esempio di sorveglianza si situa al di fuori del nostro campo (vogliamo limitarci piuttosto allo studio dei dispositivi di sorveglianza fisici, come indicato nel nostro invito a contribuire), abbiamo ritenuto importante parlarne lo stesso.

Abbiamo ricevuto delle mail di chiarimenti a proposito di questo programma di sorveglianza, che spiegano alcune cose rimaste poco chiare nell’articolo dell’ottobre 2018. Abbiamo riassunto qua sotto le nuove informazioni. Queste sono da prendere con precauzione, dato non è stato possibile analizzare correttamente il programma di sorveglianza (il disco fisso del computer infettato dal programma di sorveglianza è stato cancellato dopo la sua scoperta).

— Il sistema operativo del computer infettato dal programma di sorveglianza era Windows.
— Il programma è stato installato via internet. E’ rimasto sul computer per quattro anni. Quando il computer è stato formattato/reinstallato, il programma di sorveglianza veniva di nuovo installato, a distanza via internet.
— A quanto pare tale programma aveva bisogno di una connessione permanente a internet per spiare e per inviare le informazioni raccolte. Non poteva memorizzare i dati localmente e inviarli in un secondo tempo.
— Il programma poteva registrare la sequenza dei tasti schiacciati sulla tastiera, prendere regolarmente degli screenshot dello schermo e, a seconda delle misure di sicurezza presenti sul computer, registrare le comunicazioni in entrata e in uscita (pagine web visitate, etc.).
— L’esistenza del programma é stata scoperta grazie al dossier dell’inchiesta [l’operazione Scripta manent, NdT].

Il programma era stato fornito ai Carabinieri dalla ditta Neotronic. Qua sotto un estratto della presentazione del programma, fatta da Neotronic:

“Bisogna notare che il sistema NID (Neotronic Internet Decoder) può ottenere “in chiaro” tutte le comunicazioni spedite/ricevute dall’utilizzatore, finché queste non sono protette da tecniche di crittografia inattaccabili. Se, durante l’ascolto, vengono individuate delle comunicazioni cifrate (per esempio delle comunicazioni Blac Berry cifrate, Skype, della VoIP criptata, delle pagine web in https, etc.) é possibile interpretare il contenuto di queste comunicazioni, dopo valutazione delle misure di sicurezza prese dall’utilizzatore (firewall, antivirus, anti-malware) e dei programmi utilizzati, grazie al nostro agente informatico Enhanced Law Enforcement Neotronic Agent (ELENA), che può anche fornire a intervalli regolari degli screenshot del computer preso di mira e il testo digitato sulla tastiera connessa al computer utilizzato dalla persona presa di mira (comprese le mail criptate)”.

More precisions about the keylogger found in Italy

(tradotto dal francese da guerresociale)

[Tratto da anarhija.info].

E’ stato pubblicato il numero 2 di “Negazine”

Negazine 2

Il secondo numero di una rivista come questa è, per noi, un gran successo. Non solo siamo contenti, il che sarebbe ovvio, ma siamo anche un poco meravigliati. Non ci facevamo illusioni e non ce ne facciamo neanche adesso. L’elenco delle questioni a noi incomprensibili, contenuto nell’articolo “E ora?” permane ancora valido, anche se abbiamo, qui, cercato di dare alcune risposte. Non che queste risposte non siano, in se stesse, soddisfacenti, è che man mano che avanzavamo nella stesura di esse ci accorgevamo che aprivano altri dubbi, ancora più complessi e numerosi delle risposte che riuscivano a dare alle questioni in gioco.

Prezzo di copertina 5.00 euro
Sconto del 40% per i distributori
2.00 euro spese postali

e-mail: edizionianarchismo@gmail.com

Edizioni Anarchismo

[Tratto da anarhija.info].

[Italy] New solidarity card for “Scripta Manent” repressive operation

There has been a change in the postepay card number for paying money in support of the comrades on trial for operation ”Scripta Manent”: 5333 1710 7777 2446

Those who prefer to make a bank transfer can contact us through cassamanent@tutanota.com to get the IBAN details and the name on the card.

We are taking this opportunity to ask comrades to make an effort as we are about to face the last stages of the trial and more legal expenses need to be faced.

[autistici.org/cna]

[Italia] Nuova carta di solidarietà per l’operazione Scripta Manent

Comunichiamo il cambio del numero di carta postepay cui inviare soldi a sostegno dei compagni indagati per l’operazione Scripta Manent: 5333 1710 7777 2446

Chi preferisse effettuare un bonifico può contattarci all’indirizzo mail cassamanent@tutanota.com e riceverà le coordinate IBAN e l’intestazione della carta.

Cogliamo l’occasione per chiedere uno sforzo ai compagni dal momento che stiamo per affrontare le ultime fasi del processo e che andranno affrontate altre spese legali.

[Tratto da Croce Nera Anarchica].

Insuscettibile di ravvedimento

Insuscettibile di ravvedimento. Nell’odierna società iper-tecnologizzata un sito internet tra i tanti migliaia e migliaia di altri, ma non uno strumento volto a sentirsi parte – per chi lo gestisce – di una qualche comunità, seppure virtuale. Intendiamo utilizzare questo sito internet per creare uno spazio dove raccogliere testi anarchici tra i più disparati e molteplici, oltre che per divulgare informazioni relative al movimento anarchico, però senza pubblicare assiduamente eventi ed appuntamenti.

Siamo nemici della tecnologia e ci troviamo ad utilizzare uno strumento come questo. Un fatto che è chiaramente un controsenso, oltre che una contraddizione, proprio perché crediamo che ogni sito internet non faccia altro che contribuire al dominio comunicativo che il potere attua attraverso la tecnologia. E come sappiamo, ripetendo una frase di cui magari spesso nemmeno si colgono tutte le implicazioni, quest’ultima non è neutrale. Inoltre, tristemente, vediamo anche come l’enorme immiserimento cognitivo e culturale apportato dalla tecnologia abbia colpito il movimento anarchico; e questo, nell’immediato, molto banalmente, possiamo notarlo anche a partire dall’interesse che vi è per la carta stampata, che quasi pare scomparsa.

Consci delle innumerevoli problematiche e dei limiti, sia nostri che imposti dallo strumento, ci accingiamo comunque a farlo funzionare. Una parte del piccolo lavoro che ci proponiamo di attuare è la traduzione dei testi, per questo motivo invitiamo tutte le persone interessate ad inviare eventuali traduzioni di ciò che verrà pubblicato.

In ultimo, ci teniamo a dire che questo sito internet non rappresenta alcuna collettività o gruppo, che non andrà all’inseguimento dell’attualità, che non vogliamo categorizzare, omologare o uniformare nessuno e che, nel nostro raccogliere alcune espressioni della guerra sociale e del conflitto contro il potere, non intenderemo riportarne, descriverne o raffigurarne la totalità e la complessità, bensì coglierne alcuni lampi, tuoni e bagliori.

E-mail: insuscettibilediravvedimento[at]logorroici[dot]org