Category Archives: Reflections

(it-en) Atene, Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis in solidarietà con la Koukaki Squatting Community (12/01/2020)

https://anarchistsworldwide.noblogs.org/files/2020/01/EA_RS_2-300x219.jpgAtene, Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis in solidarietà con la Koukaki Squatting Community (12/01/2020)

Solidarietà ai compagni della Koukaki Squatting Community

Dalla fine di agosto 2019, lo Stato ha lanciato un giro di vite su larga scala contro le strutture auto-organizzate, le occupazioni del contesto anti-autoritario e gli squat, che ospitavano anche rifugiati e migranti, soprattutto famiglie con bambini. L’attuale governo ND (Νέα Δημοκρατία, “Nuova Democrazia”) sta cercando di livellare tutto ciò che è rimasto in piedi dal precedente governo di SYRIZA, che aveva fatto dei passi più selettivi, con l’obiettivo di sgomberare sia gli squat dei migranti che gli spazi di lotta auto-organizzati. Continue reading

(it-en-fr) Kiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile. Rivendicazione della Cellula “Misha Zhlobitsky” / FAI (dicembre 2019)

https://a2day.net/wp-content/uploads/2019/12/2019.12.kiev_-300x243.jpgKiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile. Rivendicazione della Cellula “Misha Zhlobitsky” / FAI (dicembre 2019)

Testo rivendicativo pervenuto in data 27/12/2019 al contatto e-mail del sito internet “Anarchy Today”:

Siti internet anarchici riferiscono che negli ultimi mesi a Donetsk e nella regione di Kiev le stazioni base (alias antenne) degli operatori di telefonia mobile sono state attaccate quattro volte. Dietro gli attacchi ci sono per lo più anarchici.

Il primo attacco è consistito nel far saltare in aria la stazione base dell’operatore Phoenix. Poi è stato riportato che due antenne di Lifecell sono state incendiate. Il 10 dicembre 2019 è stato segnalato l’incendio doloso di una struttura di “Vodafone Ucraina”.

Ad esempio, quando sono state attaccate le antenne di telefonia mobile di Lifecell, gli anarchici hanno sostenuto che la ragione principale dell’attacco stava nella solidarietà con la Federazione Democratica del Nord-Est della Siria (Rojava), la lotta del popolo curdo per la liberazione dall’occupazione turca.

Intendendo dare intensità a questi attacchi, noi, una cellula della Federazione Anarchica Informale, abbiamo dato fuoco ad un’altra stazione base per la comunicazione telefonica a Kiev. A differenza degli attacchi appena menzionati, le nostre motivazioni e la nostra visione degli obiettivi attaccati sono differenti. Suggeriamo di dare uno sguardo più ampio al tema delle antenne per la comunicazione telefonica. Continue reading

(it-en) Kiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile (10/12/2019)

https://a2day.net/wp-content/uploads/2019/12/01-281x300.jpgKiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile (10/12/2019)

Testo rivendicativo:

Nella notte del 10 dicembre [2019] un gruppo di anarchici ha incendiato una antenna per la telefonia mobile dell’operatore Lifecell situata a Kiev nei pressi dell’incrocio tra la strada Hostomel e la grande tangenziale. Lifecell è di proprietà dell’azienda turca Turkcell. Questa compagnia partecipa all’aggressione del regime di Erdogan contro l’autogoverno popolare in Kurdistan. L’ultimo episodio della sua politica criminale è l’invasione dell’esercito turco nella Federazione democratica della Siria settentrionale e orientale (Rojava) nell’ottobre 2019. Continue reading

(it-en) Iran e Afghanistan: Dichiarazione dell'”Anarchist Era Collective” sull’assassinio di un terrorista di Stato iraniano (03/01/2020)

Iran e Afghanistan: Dichiarazione dell'”Anarchist Era Collective” sull’assassinio di un terrorista di Stato iraniano (03/01/2020)

Qassem Soleimani ha tormentato a lungo il popolo e ci rallegriamo con i sopravvissuti ai suoi crimini in Medio Oriente, in particolare Siria, Iraq e Yemen. Ma mentre siamo lieti della morte di questo criminale di guerra, dichiariamo la nostra forte opposizione alla possibilità di una guerra di Stato (tra il terrorismo di Stato degli USA e il terrorismo di Stato iraniano). Continue reading

(it-en) Atene, Grecia: Alcune rivendicazioni di azioni (novembre – dicembre 2019)

Atene, Grecia: Alcune rivendicazioni di azioni (novembre – dicembre 2019)


https://athens.indymedia.org/media/upload/2019/11/13/D1.jpegAtene, Grecia: Rivendicazione dell’attacco contro la MAT e la DIAS delle forze di polizia greche (07/11/2019)

Nella notte di giovedì 7 novembre 2019, abbiamo scelto di attaccare un furgone della polizia antisommossa (“MAT”), posto di fronte agli uffici di Kinal (ex Pasok), e la polizia in motocicletta (“DIAS”) che li accompagnava durante il loro cambio di turno. La nostra scelta è stata totalmente mirata.

In una situazione in cui il governo di Nea Dimokratia [“Nuova Democrazia”, partito politico greco] ha scatenato una caccia all’uomo contro chiunque combatta, in una congiuntura volta a sfrattare gli spazi di lotta politico-sociali e per i migranti, in una situazione di concreta abolizione dell’università come spazio d’asilo, quindi l’invasione della MAT e degli sbirri OPKE nelle università – in questa situazione abbiamo scelto di fare un’imboscata contro la feccia della MAT e i lacchè delle forze DIAS, e di attaccarli da due lati con ordigni incendiari, distruggendo le loro moto, ferendone tre e contemporaneamente cercando di bruciare il furgone immobilizzato in via Eressou. Continue reading

(it-en-es) Cile: Contro l’oblio e il rimorso – ¡Sebastian “Angry” Oversluij presente! (dicembre 2019)

Cile: Contro l’oblio e il rimorso – ¡Sebastian “Angry” Oversluij presente! (dicembre 2019)

Sono già passati sei anni da quando il nostro compagno anarchico è caduto colpito dai proiettili di una guardia di sicurezza durante un tentativo di esproprio ad una banca, l’11 dicembre 2013.

Da quel giorno sono state iniziate ad essere scritte parole di memoria, permettendo alla vita del compagno di continuare nell’azione anarchica, ricordando i vari strumenti che il compagno ha usato come armi contro il potere partecipando a progetti musicali, biblioteche, pianificando e prendendo parte all’azione diretta. Continue reading

(it-en-es) Genova, Italia: Volantino in solidarietà con Alfredo e Nicola (07/12/2019)

https://anarhija.info/library/i-u-italija-uvijek-visoko-uzdignute-glave-poziv-na-1.jpgGenova, Italia: Volantino in solidarietà con Alfredo e Nicola (07/12/2019)

Inviamo un contributo che distribuiremo nell’occasione di un corteo indetto a Genova per il 7 dicembre prossimo nell’ambito di una campagna di boicottaggio promossa da una rete antagonista antimilitarista contro Leonardo/Finmeccanica.

Saremo presenti in quella situazione perchè ci sembra doveroso ricordare l’attacco scagliato da Alfredo e Nicola contro Ansaldo Nucleare e Finmeccanica per il suo imprescindibile contributo alla lotta contro il nucleare e l’industria bellica.

Saremo quindi presenti all’appuntamento indetto dalla rete antimilitarista il giorno 7 dicembre alle ore 15.30 in Piazza Baracca a Sestri Ponente a Genova. Continue reading

(it-en) Atene, Grecia: “Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis” e “Ovit S. A., Leroy Merlin, autorità – Tutte le merde collaborano insieme”

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2017/11/44096-150x150.pngAtene, Grecia: “Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis” e “Ovit S. A., Leroy Merlin, autorità – Tutte le merde collaborano insieme”

Nota: Raccogliamo due testi sulla vicenda repressiva che, a partire da un furto in un negozio della catena Leroy Merlin, ha coinvolto alcuni compagni anarchici e ha portato alla carcerazione dell’anarchico C. Kortesis.


Atene, Grecia: Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis

Compagni,

il 12 luglio 2019 gli anarchici Christoforos Kortesis e Thimios A. hanno tentato di sottrarre alcuni prodotti di valore insignificante dal negozio Leroy Merlin di Peiraios, ad Atene. Attraverso una complessa manipolazione ad opera della compagnia di sicurezza OVIT e di Leroy Merlin, e mentre erano entrambi tenuti in ostaggio all’interno del negozio per tre ore, si è verificato un tentativo organizzato di coinvolgere nella vicenda il dipendente, e sindacalista combattente, Giannis A.. Le autorità giudiziarie hanno approfittato dell’occasione per restituire a C. Kortesis i molti anni di azione coerente e persistente nel movimento anarchico. Bisogna tenere presente che il compagno è detenuto in carcere dal 16 luglio, perseguitato tramite accuse potenziate e costruite, appositamente, ai sensi della legge terroristica per rapina. Le stesse accuse sono rivolte anche a Thimios A., mentre il dipendente Giannis A. viene accusato di essere un complice. Pavlos X., arrivato successivamente presso il negozio Leroy Merlin insieme ad altri tre compagni solidali, si trova a fronteggiare accuse criminali legate all'”occultamento”. Continue reading

(it-en) Salonicco, Grecia: Rivendicazione dell’incendio di un’automobile diplomatica (31/10/2019)

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2019/11/5cabaacbdf8546d5df239cc3b9577d3a_xl.jpgSalonicco, Grecia: Rivendicazione dell’incendio di un’automobile diplomatica (31/10/2019)

La pace sociale in Cile è ormai una cosa del passato. Come pure la tolleranza e il consenso verso la barbarie statale e capitalista appartengono al passato. Sottomissione alla versione moderna della dittatura di Pinochet, rappresentata dal governo Pinera. Il Cile sta bruciando con la fiamma insurrezionale proletaria degli oppressi.

Tutto è iniziato il 19 ottobre, quando una protesta studentesca contro un aumento nei prezzi dei biglietti per i trasporti pubblici è stata accolta con una repressione violenta da parte delle forze di polizia. Da allora in poi, tutto ha preso il proprio corso. Ogni giorno milioni di ribelli inondano le strade, attaccano le forze di polizia, bruciano e saccheggiano i simboli della ricchezza e del potere. Stanno bruciando il loro passato, indirizzandosi verso gli insorgenti orizzonti di domani. Undici anni dopo la rivolta nei territori greci, questi ribelli ci ricordano ciò che abbiamo amato di più: il rifiuto di tornare alla normalità. Continue reading

(it-en-fr) Grand Est, Francia: Devono cadere (03/11/2019)

https://sansattendre.noblogs.org/files/2019/06/eole1po.jpgGrand Est, Francia: Devono cadere (03/11/2019)

Sabotaggio di piloni di misurazione per le pale eoliche, nella regione Grand Est.

Nella notte tra domenica e lunedì 3 novembre, abbiamo preso di mira dieci piloni di misurazione per le eoliche [servono per misurare la forza del vento, in vista dell’installazione di parchi eolici; NdT] nella regione Grand Est. Ne abbiamo fatti cadere sei e danneggiati tre, che non sono ancora caduti (sorpreeesa!!!). Questi piloni sono alti 100 metri, sono interamente in metallo ed hanno diversi cavi in acciaio, allineati su tre assi, per assicurarne la stabilità e se si tagliani i cavi, ecco… BADABUM! Un’altra cosa bella è che si trovano in campagna, spesso in zone molto isolate… Per tagliare i cavi in acciaio puoi tagliare tutti i fili con un tronchese o delle tenaglie (o tutto quello che credi opportuno e che se ne sta a far niente nella tua cassetta degli attrezzi), dal più lontano al più vicino al pilone, finché tutto crolla (di solito, dopo aver tagliato tre o quattro cavi). Tagliali tutti sullo stesso asse, così il pilone cadrà nella direzione opposta (pensa prima alla direzione in cui vuoi scappare, birichino!). Armati di perseveranza, perché, secondo la larghezza dei cavi, bisogna darci dentro; non esitare ad allontanarti un po’ quando cade, perché fa un casino d’inferno (certo, è divertente, ma fa pure un po’ paura). Continue reading

(it-en-es) Lecce, Italia: Abbattiamo i muri del potere

Lecce, Italia: Abbattiamo i muri del potere

Abbattiamo i muri del potere

Sembra ormai norma che “Lecce città del turismo” non tolleri più alcun dissenso. Una città ormai del tutto gentrificata sinonimo di una città controllata. I muri eretti in seguito allo sgombero della nuova occupazione anarchica nel centro storico, in un edificio di proprietà comunale, parlano da soli. Al di fuori del consumo, nulla è concesso. E il centro storico di Lecce è ormai totalmente luogo di consumo, tra bar e ristoranti, locali alla moda e negozi di lusso, alberghi e B&B. Per i residenti di un tempo, additati perché abitanti del centro storico, non c’è più posto. Per i refrattari, di qualsiasi tipo, non c’è più posto. I muri si ergono per chi non si adegua o è diverso: che sia un immigrato vissuto occupando alle Giravolte per più di vent’anni, o chi vuole prendersi uno spazio per esprimere le sue idee e i suoi desideri. Quei muri sono l’esatta espressione del potere. Che si chiami Noi con Salvini o si chiami Noi con Salvemini (sindaco di Lecce), di fatto i processi portati avanti sono gli stessi. Con brutalità il primo, con il sorriso il secondo, sicurezza e decoro sono la parte centrale dell’agenda del potere. Agenda che significa sempre più polizia nelle strade, TSO, annientamento della vita sociale, espulsione degli indesiderati, controllo totale, omologazione. Perché tutto è collegato e non è possibile sentirsi estranei. Continue reading

(it-en-fr) Italia: Ai cuori ardenti. Testo collettivo degli imputati nell’operazione “Renata” in Trentino (18/10/2019)

https://attaque.noblogs.org/files/2019/11/coeurs-brulants-300x278.pngItalia: Ai cuori ardenti. Testo collettivo degli imputati nell’operazione “Renata” in Trentino (18/10/2019)

Qui il pdf del testo dei compagni imputati nell’operazione Renata. Sotto, la trascrizione.


Ai cuori ardenti

L’anarchico non guarda al successo, alla vittoria, alla competizione. Lotta, perché è giusto. E in qualsiasi lotta la perdita fa parte della vita. Non cambia idea perché perde e tanto meno rinuncia alla lotta successiva. Il Sistema si autoalimenta per il popolo che non lotta, non perché è invincibile. Il lavoro dell’anarchico è instillare nel popolo la rivolta, non a segmenti ma continua. Come un’onda che si ritira e poi torna. Mi chiedete se vinceremo? Mi fate la domanda sbagliata. Chiedetemi se lotteremo e vi risponderò di sì.
– Luigi Galleani

Oggi abbiamo deciso di dire la nostra sull’operazione “Renata”. In altri scritti è stata analizzata l’inchiesta, sia negli aspetti repressivi generali dello Stato, sia riguardo gli strumenti tecnologici, inquisitoriali e giuridici usati per colpire chi ancora osi battersi per qualcosa di diverso e soffi ancora sulle ali della libertà. Continue reading

(en-it) Turin, Italy: A text from Amma in “Le Vallette” prison (October 9th, 2019)

https://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/tettoasilo.jpgTurin, Italy: A text from Amma in “Le Vallette” prison (October 9th, 2019)

Translated by act for freedom now!

We are sharing this text written by Amma, imprisoned on 20th September 2019, along with Patrick and Uzzo, on charges of aggravated violence and resistance to public official, damage, spraying, for taking part in a demo on 9th February in Turin in solidarity with Asilo Occupato following its eviction and with those arrested during “Operation Scintilla”, and against the gentrification and militarization of the Aurora neighbourhood.

Amma wants to divulge and circulate among comrades face to face, via email and through publication in websites, more detailed information on what he’s going through in “Le Vallette” prison, the prison conditions and the screws’ violence during these weeks of incarceration. Continue reading

(it-en-es) Buenos Aires, Argentina: Riguardo l’attacco contro la polizia posta a difesa del consolato dello Stato cileno (21/10/2019)

https://anarquia.info/wp-content/uploads/2019/10/f800x450-174035_225481_10.jpgBuenos Aires, Argentina: Riguardo l’attacco contro la polizia posta a difesa del consolato dello Stato cileno (21/10/2019)

Nel pomeriggio di lunedì 21 ottobre 2019 centinaia di persone si sono trovate davanti al consolato del Cile a Buenos Aires, in Argentina, a sostegno della rivolta generalizzata in corso da alcuni giorni contro lo Stato cileno. Alla fine della manifestazione, un gruppo di anarchici rivoluzionari ha iniziato a scagliare pietre e bottiglie incendiarie contro la polizia a difesa del consolato. Anche alcuni giornalisti borghesi sono stati attaccati.

La marcia era stata organizzata da gruppi militanti di sinistra per esprimere il loro disaccordo con le misure di sicurezza applicate da Sebastián Piñera (presidente del Cile) e con la repressione statale che negli ultimi giorni ha causato la morte di almeno 10 persone a Santiago e dintorni. A seguito degli avvenimenti accaduti nei pressi del consolato cileno a Buenos Aires almeno nove persone sono state arrestate e tre ferite. Continue reading

(it-fr) Cile: Rivolta incendiaria e stato di emergenza (18/10/2019)

https://sansattendre.noblogs.org/files/2019/10/santiago2-e1571490627146.jpgCile: Rivolta incendiaria e stato di emergenza (18/10/2019)

Non sempre i poveri sono ragionevoli, e poi, perché dovrebbero esserlo a fronte di un’esistenza di miseria che viene loro riservata giorno dopo giorno dal potere? In qualche caso, basta una goccia d’acqua perché il negativo dispieghi le ali e attacchi quello che ha identificato da tempo come nemico. Ciò non farà certo piacere al braccio sinistro del capitale e alla sua ideologia cittadinista, tuttavia a Santiago del Cile da venerdì 18 ottobre [2019], studenti, liceali, anarchici e altri vandali incontrollati hanno cominciato a distruggere una parte importante del loro alienazione quotidiana: il sacrosanto trasporto pubblico. Hanno capito che nulla di quanto appartiene allo Stato o alle imprese è nostro e merita di essere aggredito dalle fiamme della vendetta contro un esistente di spossessamento e di sfruttamento. Continue reading

(fr) France: “Avis de tempêtes”, bulletin anarchiste pour la guerre sociale, n° 22 (octobre 2019), vient de sortir

https://avisdetempetes.noblogs.org/files/2019/10/Avisdetempetes22couv-1024x755.jpgFrance: “Avis de tempêtes”, bulletin anarchiste pour la guerre sociale, n° 22 (octobre 2019), vient de sortir

Pour lire, imprimer et diffuser ce petit bulletin autour de soi (il est en format A5, et celui-ci fait 20 pages), on pourra retrouver chaque nouveau numéro tous les 15 du mois, ainsi que les précédents, sur le blog: https://avisdetempetes.noblogs.org Continue reading

(it-en-gr) Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis sulla pianificata invasione turca del Rojava

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2019/04/asteri-mauro-kokkino-150x150.jpgGrecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis sulla pianificata invasione turca del Rojava

Gli USA danno il via libera all’invasione militare turca della Siria settentrionale
7 ottobre 2019

Dopo un periodo caratterizzato da una posizione ipocrita da parte degli Stati Uniti nei confronti dei curdi della Siria settentrionale e delle altre popolazioni ribelli della regione, che hanno sostenuto militarmente mentre davano la vita in battaglia contro l’ISIS (lo Stato islamico) e mentre le loro forze armate di uomini e donne liberavano una città dopo l’altra espandendo l’iniziativa rivoluzionaria del Confederalismo democratico, il regime degli Stati Uniti ha mostrato il proprio vero volto dando il via libera allo Stato turco per l’invasione militare della regione. È lo sviluppo atteso degli Stati e dei loro meccanismi militari omicidi (abbiamo menzionato in testi precedenti dell’ipocrisia dello Stato americano contro i militanti curdi), è lo sviluppo atteso della delegazione americana «democratica» e dell’Occidente «democratico» in generale. Ciò è prevedibile dalla storia stessa e dalla facilità con cui le «grandi potenze», nel corso degli anni, hanno usato le popolazioni in lotta nella scacchiera dei loro interessi geopolitici ed economici per estendere il loro potere. E dovrebbe anche servire da esempio per il popolo di questo paese nel momento presente, quando lo Stato greco offre ancora una volta «terra e acqua» ai suoi «alleati» americani per il loro intervento militare nella regione, un fatto che viene promosso come un successo del governo a seguito dell’incontro con M. Pompeo, assieme alla presenza militare «potenziata» in Grecia nell’ambito dell’accordo per la «cooperazione di difesa». Continue reading

(it-en-fr) Carcere di Nancy-Maxéville, Francia: Stato nucleare = Stato poliziesco

Carcere di Nancy-Maxéville, Francia: Stato nucleare = Stato poliziesco

[Rivendicazione apparsa lunedì 30 settembre sul sito nantes.indymedia.org].

Venerdì 27 settembre [2019], la prigione di Nancy-Maxeville è stata attaccata, per denunciare la repressione dello Stato nucleare.

Il giorno prima della manifestazione “Vent de Bure”, a Nancy, contro il progetto CIGEO d’interramento di rifiuti nucleari, abbiamo attaccato (simbolicamente) la prigione di Maxéville, per salutare i nostri prigionieri/e e compagni/e vittime della repressione e per mandare un segnale forte in favore di una società senza prigioni. Continue reading

(it-en) Parigi, Francia: Identificare il nemico

Parigi, Francia: Identificare il nemico

Molte persone parlano del clima, parlano del tempo che fa. Quelli che vogliono sembrare radicali criticano le icone mediatiche che criticano chi governa.
Molte persone parlano di arrivare alla fine del mese. Ce ne sono pure che riscoprono le virtù del popolo. E che aspettano trepidanti gli appuntamenti settimanali con questo famoso “popolo”.
Molte persone parlano.

Abbiamo pensato che l’urgenza, oggi come sempre, è agire. Agire in piccoli gruppi o soli, seguendo le nostre idee e non l’umore delle masse. L’urgenza dell’attacco.
Identificare il nemico: come ieri e come domani, gli Stati, il capitale e ogni autorità. Continue reading

(it-en) Al G8 c’eravamo tutti

Al G8 c’eravamo tutti

Chi di noi ha partecipato alle iniziative contro il G8 di Genova, prima, durante, dopo di esso, in solidarietà con i compagni e le compagne arrestati/e e condannati/e ad un gran numero di anni di carcere, si è sentito stringere ancora una volta lo stomaco dopo l’arresto di Vincenzo Vecchi, compagno anarchico latitante in Francia da 7 anni a causa della condanna ad 11 anni e mezzo di carcere per i reati di devastazione e saccheggio. Questo arresto, avvenuto in Francia dove Vincenzo vive e lavora e dove, adesso, è in carcere, è stato reso possibile dalla peculiarità degli organi della repressione nonché dalla loro tracotanza nello spiare i legami sentimentali di ognuno di noi. Noi che, come Vincenzo, siamo onorati di aver partecipato da donne e uomini liberi a un’azione radicale collettiva, senza nessuna struttura egemone al di sopra di noi e con noi centinaia di migliaia di persone a fianco (dalla dichiarazione letta da Vincenzo durante il processo). Continue reading

(it-en-fr) Solidarietà a Vince

Solidarietà a Vince

Lo scorso 8 agosto [2019], dopo una latitanza durata oltre sette anni, è stato arrestato in Francia il compagno anarchico Vincenzo Vecchi. In seguito alla condanna a 11 anni e mezzo per “devastazione e saccheggio” per i fatti del G8 di Genova [2001], Vince era infatti diventato irreperibile per lo Stato.

Una scelta ardua e coraggiosa, coerente con ciò che lui stesso dichiarò nell’aula di tribunale prima della sentenza: “…in quanto anarchico, ritengo i concetti borghesi di colpevolezza o innocenza totalmente privi di significato”. Quindi, una volta condannato definitivamente, ha deciso di partire, di non farsi acciuffare dai tanti apparati polizieschi che lo Stato gli ha sguinzagliato dietro. Continue reading

(it-en) Francia: Aggiornamento sulla situazione di Vincenzo (14/08/2019)

Francia: Aggiornamento sulla situazione di Vincenzo (14/08/2019)

A seguito dell’arresto dell’anarchico Vincenzo Vecchi, avvenuto in Francia in data 8/08/2019 grazie al lavoro congiunto delle polizie italiana e francese, stamattina (14 agosto) alle ore 11.00, presso la corte d’appello di Rennes, si è tenuta l’udienza riguardante l’estradizione in Italia. Stando alle scarse informazioni che è stato possibile apprendere fino ad ora, durante l’udienza i giudici non hanno deciso nulla in merito all’estradizione, poiché mancherebbero “diversi elementi” utili. E’ stata fissata una ulteriore udienza, per il 23 agosto. Quindi in tale lasso di tempo dovrebbe presumibilmente restare prigioniero del carcere di Rennes. Continue reading

(it-en) Italia: Aggiornamento su Juan al 3/08/2019 + Chi ha orecchie per intendere, intenda! Testo di Juan dal carcere di Terni

Italia: Aggiornamento su Juan al 3/08/2019

Per lettera, Juan (arrestato il 21 maggio 2019, dopo alcuni anni in clandestinità) fa sapere che sta ricevendo tutte le parole che gli vengono scritte, anche se la censura è abbastanza dura. Ha invece difficoltà a spedire le sue risposte e chiede un po’ di pazienza nel riceverle e di non farsi scoraggiare dal silenzio. Per il resto dice che è sereno e che sta bene.

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

[Tratto e leggermente rielaborato da roundrobin.info].


Chi ha orecchie per intendere, intenda!
Testo di Juan dal carcere di Terni

Su su! Dannati della terra! Su! Derelitti e senza pan, la giustizia rugge sottoterra, il tracollo non è lontan. Il passato sepolto giaccia, folla di schiavi! Sorgi, or su!
Il mondo sta permutar faccia, tutto sarà chi nulla fu!
E’ la lotta finale! Tutti uniti, e sarà l’internazionale, l’intera umanità.
(“L’internazionale” – Canzone nata nel 1871 in Francia, del poeta e anarchico Eugène Pottier).

Ciao a tutti amici e compagni! Sono Juan arrestato il 22 maggio [2019] dopo tre anni di latitanza. Scrivo dalla sezione AS2 del carcere di Terni in cui mi trovo rinchiuso. Sono sereno, il mio morale è equilibrato e sono determinato ad andare avanti.

In ogni giorno della mia clandestinità sono stato consapevole di poter finire in carcere; d’altronde lo sono sempre stato, fin dal giorno in cui ho deciso di lottare dalla parte degli oppressi. Continue reading

(it-en-fr) Carcere dell’Aquila, Italia: “Un coup de dés”

Carcere dell’Aquila, Italia: “Un coup de dés”
Lettera di Anna, Silvia e Natascia sulla fine dello sciopero della fame.

Che la vita sia una partita a dadi contro il destino lo scrisse un poeta, che agli anarchici piaccia giocare lo sappiamo. Una prima partita l’abbiamo conclusa. Un mese per tastare il terreno ed annusare i confini della gabbia, un mese di sciopero della fame per far capire che siamo materiale difficile da inscatolare.

Al trentesimo giorno sospendiamo con il proposito di tornare con maggior forza. Un primo bilancio positivo è nella solidarietà viva, spontanea, immediata dentro e fuori le carceri, che ha sollevato chiaro e forte il problema.

Da dentro: un mese in sciopero anche [da] Marco e Alfredo in AS2 ad Alessandria e Ferrara, a cui si è aggiunta Natascia al suo arrivo a Rebibbia e con cui abbiamo proseguito una volta arrivata qui, poi altri compagni, Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska e Leo.

Da vicino: abbiamo sentito le battiture dal 41bis femminile e maschile aquilani, musica che rompe il silenzio di questa fortezza montana e a cui abbiamo risposto e continueremo a rispondere finché dureranno, solidali con quante e quanti subiscono da anni sulla propria pelle questo regime infame.

Da fuori: azioni dirette, incursioni informative, azioni di disturbo in giro per l’Italia e nel mondo hanno fatto da megafono a qualcosa che non è un gioco: differenziazione carceraria, circuiti punitivi, affinamento delle strategie repressive, in chiave anti-anarchica e non solo. Non è nulla che non conoscessimo e manteniamo la consapevolezza che dentro come fuori le scintille pronte a propagarsi sono ovunque, questo ci dà forza e determinazione.

È solo un inizio che speriamo sia stato un’iniezione di fiducia nelle potenzialità e nella forza che portiamo, dentro e fuori, con noi.

L’Aquila, 28 Giugno 2019
Silvia, Natascia, Anna

[Tratto da anarhija.info].

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Prison of L’Aquila, Italy: “Un coup de dés”
Letter of Anna, Silvia and Natascia on the end of the hunger strike.

A poet wrote that life is a game of dice against destiny, we know that anarchists like to play. We finished a first match. A month to test the ground and smell the confines of the cage, a month of hunger strike to make it clear that we are a difficult material to box.

On the thirtieth day we suspend with the intention of returning with more strength. A first positive balance is in the living, spontaneous and immediate solidarity inside and outside the prisons, which raised the problem clearly and strongly.

From inside: a month on strike also from Marco and Alfredo in AS2 sections in Alessandria and Ferrara prisons, to which added Natascia from her arrival in Rebibbia prison and with whom we continued once she arrived here, then other comrades, Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska and Leo.

From nearby: we heard the beatings from the female and male 41bis sections in L’Aquila prison, music that breaks the silence of this mountain fortress and to which we have responded and will continue to respond as long as they last, in solidarity with those who have suffered this infamous regime on their skin for years.

From outside: direct actions, informative incursions, disturbing actions around Italy and in the world have acted as a megaphone to something that isn’t a game: prison differentiation, punitive circuits, refinement of repressive strategies, from an anti-anarchist perspective, and not only. It’s nothing that we didn’t know and we maintain the awareness that inside as well as outside the sparks ready to propagate are everywhere, this gives us strength and determination.

It’s only a beginning that we hope has been an injection of confidence in the potential and strength we bring, inside and outside, with us.

L’Aquila, June 28th, 2019
Silvia, Natascia, Anna

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Prison de L’Aquila (Italie) : Un coup de dés
Communiqué de fin de la grève de la faim.

C’est un poète qui a écrit que la vie est un jeu de dés contre le destin, et on sait que les anarchistes aiment jouer. Nous, on a terminé un premier match. Un mois pour prendre la température et renifler les frontières de la cage, un mois de grève de la faim pour leur faire comprendre que nous sommes du matériel difficile à mettre en boîte.

Arrivées au trentième jour, on arrête, avec l’intention de revenir avec plus de force encore. Un premier bilan positif on peut le voir dans la solidarité vivante, spontanée, immédiate, depuis l’intérieur et l’extérieur des prisons, qui a soulevé le problème, fort et clair.

Depuis l’intérieur : Marco et Alfredo, dans les AS2 d’Alessandria et de Ferrara, ont été en grève pendant un mois eux aussi ; Natascia nous a rejointes à son arrivée à Rebibbia et on a poursuivi ensemble quand elle est arrivée ici ; puis d’autres compagnons : Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska et Leo.

Depuis tout près : on a entendu les battages des barreaux venants des sections 41bis pour femmes et pour hommes ; une musique qui brise le silence de cette forteresse dans la montagne, à laquelle on a répondu et on continuera à répondre jusqu’à quand elle continuera, en solidarité avec celles et ceux qui subissent sur leur peau, depuis des années, cet ignoble régime de détention.

Depuis l’extérieur : actions directes, raids informatifs et actions de dérangement, en Italie et dans le monde, ont fonctionné comme des hauts-parleurs pour quelque chose qui n’est pas un jeu : la différenciation dans les prisons, les sections punitives, l’affinement de stratégies répressives contre les anarchistes, mais pas que. Rien qu’on ne connaissait pas auparavant et on garde la conscience que, à l’intérieur comme à l’extérieur, les étincelles prêtes à se propager sont partout ; cela nous donne force et détermination.

Ce n’est qu’un début et on espère que ça a été une injection de confiance dans les potentialités et dans la force que nous portons avec nous, à l’extérieur comme à l’intérieur.

L’Aquila, 28 juin 2019
Silvia, Natascia, Anna

[Depuis attaque.noblogs.org].

 

(en) Italia: Words from anarchist Luca Dolce (“Stecco”) from the prison of Tolmezzo

Note: Anarchist comrade Stecco was arrested on 19th February 2019 in repressive operation ‘Renata’, where seven anarchists were arrested (one of them was immediately put under house arrest) and accused according to articles 270bis (four of them) and 280 (all) of the penal code, plus related offences referring to direct actions that took place in the Trentino region over the past two years. In March judges of the court of review decided that the charges that had been pressed initially were non-existent, dropping the aggravating circumstance of ‘terrorism’. The imprisoned comrades are being held in AS2 units in the prisons of Ferrara, Tolmezzo and L’Aquila. [Update: all the anarchist comrades involved in operation ‘Renata’ are now under house arrest with all the restrictions. Only Stecco remains in prison due to previous sentences]

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Words from Luca Dolce known as “Stecco” from the prison of Tolmezzo

Dear comrades,

The time has come for me to say something about what happened in February.

Less than two months have passed since our arrest with operation ‘Renata’, and I can say that I’m calm and strong, as sure as ever that the struggle continues in spite of the blows inflicted by the State.

My arrest in Turin, in the vicinity of Corso Giulio, took place at around 5pm quite peacefully. As I was leaving the comrade I had been with, I noticed a typical plain clothes policeman in front of me at a tram stop; a few seconds later I found myself surrounded. I can say that all this happened in great tranquillity, and with annoying ‘kindness’ I’d say, unlike the way my comrades in Trentino were treated.

Before being moved to Trento I thought that my arrest was due to pending proceedings whose conclusion I’d been expecting for a while. I did perceive something strange: too many people wearing badges in that corridor of the Turin police station. Only at the first visit of the lawyer did I find out that measures alternative to prison had been confirmed on the very day of my arrest. A mere coincidence? Anyway, at around 8pm they gave me a warrant to search me and the house where I live. Obviously I noted ‘our’ fatal 270bis, 280bis and a string of other offences. At that moment the dates and places in the list were incomprehensible, but my reaction was. While I was reading, I was not surprised at what was happening; no agitation or palpitations, but the simple certitude of my ideas and convictions, the certitude of having always struggled for ideals of justice, freedom, equality among all men and women.

So, in this strange tranquillity I faced the journey at 70 km an hour to Trento along with four ROS officers. As soon as we got to the carabinieri barracks in Trento, at around 2am, I became aware of the vastness of the operation. The barracks was a hive of men and women both in uniform and not, huge folders, papers and crap papers.

It is the third time in 8 years that the State has accused me of ‘terrorism’ along with many of my comrades, and I know the procedure a little, even if this time I’m one of the ones who ends up in jail. As they got us out of the barracks, everything had been well arranged: sirens and flashes set up for photos for miserable journalists stationed along the road. I understood that the anarchist-hunt had been studied in the most disgusting details so as to make an impression on those above, whose speeches against freedom – today sadly backed by many of the exploited – are being strengthened and promoted in the spotlight.

Another conviction that kept me and keeps me tranquil is that whatever happened and will happen to me, not only my comrades are there for me, they have the strength to react to this latest attack. Breathing the atmosphere in Turin gave me strength, even if only for a short time. The same strength that has spread in many other places from the comrades and people in solidarity. The feeling of a tenacious, determined atmosphere can only be good for all, in spite of the difficulties of recent times. The cascade of telegrams and letters we received confirmed my sensations.

For many years I’ve thought about what my comrade Roberto said: ‘I’ve always known it, to struggle for freedom also means to risk losing it’. Simple, clear and above all true words. Now that I’m in prison, I see and hear things that had escaped my attention (my first two short experiences in prison were only a foretaste of what I’m experiencing now). Now I can see much of what I had been thinking during these years of struggle actually happening. To be here in Tolmezzo means to see how the State and its repressive apparatus are constantly working and updating the ways of isolating those who persist in struggling against it. And the conditions inflicted on our comrades in L’Aquila, in that Hybrid between AS2 and 41bis are even harsher.

They want to relieve this prison [L’Aquila] from the notoriety of being a place of torturers and thugs gained at the time of ex-governor Silvia Dalla Barca, even if those brutes are still there. Only the prisoners are now for the most part in AS and are from southern Italy, no longer isolated foreigners who had anything inflicted on them without anybody knowing. The tactic is now a different one. The prison is all split up into various categories: mafia here, mafia there, 41bis, social prisoners, Islamists, anarchists, etc. A tactic that seems to work, if you think that among the few ‘social prisoners’ there are some came to blows for racist insults and various prejudices, to great advantage of the Direction. I think that understanding the evolution of the prisons, their history, the changes in the law, the way investigations are being carried out, not only against us anarchists, is very useful to understand what to say and do today inside and outside.

Today is 25th April [the official day of Italy’s liberation from nazi-fascism was 25th April 1945]. Some prisoners asked me if I was celebrating and it was interesting that in a few minutes everybody agreed that there has been no liberation. The history of the partisan movement is very complex. I can show respect for that struggle, but I take sides too. If I think of that struggle, I think of comrades such as Pedrini, Tommasini, Mariga, Mariani and many others, who had struggled against fascism and the State well before September 8 [8th September 1943: Italy signed an unconditional armistice with the Allies following the downfall of Benito Mussolini in July] and well after April 25. Most importantly, they didn’t struggle for political and power reasons, they didn’t betray the goals that many youths, men and women had set with their sacrifice. It’s also thanks to those comrades, to their experiences, to their stories, that I now have the knowledge to face prison with strength and dignity. For me there exists a subterranean thread that unites me to those comrades, not because I have the same courage – I have never felt on my skin many of the things they experienced – but because I’m humbly trying to carry out the same struggle and ideas. I find it hypocritical that every year in newspapers such as Corriere della Sera, a great photographer like Robert Doisneau is remembered, as he falsified documents for the French Resistance movement during the war, and at the same time those who escape from the concentration camps financed by the West today are condemned and criminalized, locked up in these camps because they don’t have documents and only by escaping and false documents can they try to get away from the authorities and remain free. This day [April 25] mirrors the hypocrisy of the society we live in, where everything can be the opposite of everything else.

These are sad times. News of indiscriminate massacres follow one another in agonizing sequence. Events in Libya, Sri Lanka, New Zealand, Venezuela and all those kept hidden are on the same side of the coin of other massacres perpetrated by various armies all over the world. All of these events speak of indiscriminate, summary, barbarous deaths, inflicted not for aims of emancipation, but to brutalize life for subjugation and power.

In this context of wars and social changes of various kinds, yet again the anarchist movement in its history is being accused of ‘terrorism’. This accusation is a grave offence, and is aimed at denigrating our ideas and methods. The State, which uses the dirtiest and most atrocious methods, out of fear or necessity sets out to strike the more conscious of the exploited who struggle. Anarchists have defended themselves from these attacks in many ways by reaffirming the rightness of their ideas and practices over time.

Now I too want to have a say. Isolation and this cell can’t keep me silent. I’ll never lose the will to seek clarity where the worst confusion reigns. To do so, I’ll mention the deeds and words of a few anarchists.

For many years in Russia anarchists, and not only, have been killed, tortured, their propaganda silenced, family members arrested. In 2001 young anarcho-syndicalist Nikita Kalin was killed by a gunshot in the head because of his activity in the factory where he worked. Many others have been struck by  ferocious repression carried out by the State and its fascist servants, who have not ceased to increase in numbers in recent years. On 31st October 2018, at 8:52 in Arkhangelsk, a young anarchist, Mikhail Zhlobitsky, died ripped apart by his bomb in the premises of the regional Direction of FSB (Russian secret services). Three officers were injured and the building was damaged. This dramatic event makes us understand that on the one hand we lost a courageous comrade and on the other the blame for what happened is the State’s. If ideas and freedom are put aside, they will react with the most courageous and determined men and women. It is social conditions that cause such events to occur. And this fact is not ‘terrorism’. Now we can mourn the lost comrade, but even more understand that the struggle must continue till deeds such as these are no longer necessary.

On 20th September 1953 an article by Mario Barbari appeared in the anarchist paper Umanità nova, where the comrade discussed a book by Giuseppe Mariani concerning the Diana episode in 1921 [on 23rd March 1921 a group of Milanese anarchists placed a bomb outside the city’s Diana Theatre, with the intention of striking police chief Gasti, who was believed to be in an apartment above the theatre. The explosion caused 21 dead and many more injured but the intended target was unharmed]: ‘And isn’t the tyrant a ravenous lion – always craving conquest– when in his despotic brutality he doesn’t spare any means against those who try to free themselves from tyranny in the fear that others become aware of the reality that is crushing them? The tyrant is therefore the genuine expression of violence, and those who fight him, are fighting against violence’.

We anarchists have to set a measure that always distinguishes us from those who use violence for their evil purposes. Malatesta called it ‘moral gymnastics’, thanks to which the meaning of revolutionary violence is different from that of the violence used by the State through its instruments and servants. One of our tasks is to bring clarity to this society based on violence, to struggle so that brutality is at last replaced by fraternity and solidarity for all humankind. Perhaps today staying human is the most difficult battle;  getting away from the hatred that surrounds us is even more difficult. If we succeed our goals will be able to emerge with strength and lucidity.

With their accusations they want to throw us in a basket whose contents are more than rotten; instead we must remain uncorrupted in the face of barbarity.

Barbani continued: ‘Therefore it’s no longer a question of violence or non-violence; of loving or hating; of understanding or pitying; but a question of struggling strenuously with all our energy of conscious beings in order to extirpate tyranny and eliminate the yoke of material and spiritual slavery; and for this we incite each one to understand themselves in order to understand others at the same time. If tomorrow a new dawn finds us present in the reality of a revolt of the oppressed and human outcasts, we won’t disdain to be present in the uproar of barricades and even then we will be sure we are not committing violence, but are fighting violence!’

The book Memorie di un anarchico [memories of an anarchist] by Giuseppe Mariani has made me think deeply many times, helping me to gain clarity about practices and methods. I end this discourse with the words of Gigi Damiani, from the introduction to Mariani’s book: ‘… But history teaches us that there are times when violence becomes a social necessity. Only it is necessary, as far as possible, that it does not strike blindly or make the humble pay for the guilt of the great’.

I think that at the present moment, sadly also thanks to the State’s blows against our movement, we have the chance to talk about our ideas, practices and dreams again with even more strength. Spaces, however small, are opening up and we have to criticize reformist movements and those in bad faith. In recent months many people have been questioning various issues concerning the direction that society is taking, especially with demonstrations of opinion that unfortunately have a defensive, reformist character that we cannot share. It’s up to us, to those who agree, to create cracks and stimulate reality so that this tenuous revival of awareness goes to the roots of social problems and it doesn’t let itself be deceived by words such as democracy-rights-progress-civilization. Let clarity and our practices become fundamental in succeeding in creating a balance of strength necessary to make the State and the bosses step back from their intents. Here too healthy gymnastics is necessary.

And if prosecutors beneath suspicion such as Raimondi and the police chiefs in Turin and Trento are surprised at the solidarity expressed to us anarchists, inviting so-called civil society to stay away from us, it means that the path is right, and they can only make me happy. Our struggle, propaganda, practices frighten those who should be frightened somehow, even if in small part.

I thank with all my heart all the comrades who in recent months have been taking on many burdens in order to carry on the struggle and solidarity with all of us in prison. I thank all those who carry on the debate and the growth of our ideas in meetings, magazines, analyses.

My sincere closeness goes to the comrades under investigation and imprisoned following the ‘Scripta Manent’, ‘Panico’, ‘Scintilla’ trials and all the comrades imprisoned in jails everywhere.

My deepest worry goes to anarchist comrade Anahi Salcedo, locked up in Argentina in precarious physical conditions and without adequate medical care.

Fraternal greetings to the comrades on the run who are walking through the streets of the world.

Once again:
For the Social Revolution, for Anarchy

Prison of Tolmezzo, 25th April 2019
Luca Dolce known as Stecco

[Translation from actforfree.nostate.net].
[Per lo stesso testo in italiano cliccare qui].

(it-en) 10 anni: Chiamata internazionale per l’agitazione e l’azione – Per una memoria offensiva e un Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales

10 anni: Chiamata internazionale per l’agitazione e l’azione – Per una memoria offensiva e un Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales

“Cercherò a rischio della mia vita, la migliore, l’autentica libertà…”.
Mauricio Morales

Dieci anni fa, il 22 maggio 2009, un ordigno esplosivo trasportato dal compagno anarchico Mauricio Morales esplodeva accidentalmente prima di essere stato collocato nella Scuola di Gendarmeria a Santiago, in Cile, facendosi sentire nei cuori neri. Ha reso questa istituzione e coloro che la compongono visibili come un obiettivo da colpire, generando così uno stretto rapporto di solidarietà tra prigionieri e azione. Ma quella volta il nemico non era stato colpito, quella volta il boato non aveva scosso l’infrastruttura dei carcerieri; quella volta, durante le prime ore del mattino, la potente esplosione aveva tolto la vita a Mauri.

Velocemente gli avvoltoi delle varie polizie, magistrati, giornalisti e ministri arrivarono a rovistare e a banchettare nel sangue e sul corpo di Mauri. In quella occasione la morte di un anarchico era un pretesto per sviluppare nuovi attacchi nella caccia reperessiva agli ambienti anti-autoritari.

Da allora il ricordo ha percorso diversi sentieri in lingue differenti, continenti, dalle strade alle parole, azioni e incendi. Il suo ricordo è rimasto vivo nell’azione multiforme che ci tiene legati ai nostri morti. E’ con questi gesti che l’ingranaggio dell’oblio, del silenzio e del pentimento è stato continuamente attaccato e sabotato, impedendo che le decisioni del compagno Mauricio Morales fossero divorate dal tempo o dal vortice dell’eccessiva informazione.

Sono trascorsi 10 anni, è vero che talvolta sembra un’eternità e a volte solo una manciata di secondi. Oggi ritorniamo con fermezza ai gesti che sono diventati permanenti durante questi anni, cercando di infondere nuove energie e trasformarle in un ottimo motivo per affilare il nostro rifiuto di questo mondo: oggi come ieri, la memoria è attacco. Non stiamo cercando di contribuire ad una esasperante, spettacolare e super-eroica immagine del nostro compagno. Come sempre, Mauri era una delle persone che rifiutano questo mondo, un compagno, non un’icona, che usando il proprio ingegno e la propria volontà ha deciso di realizzare l’azione scontrandosi con questa realtà imposta. Quella notte avrebbe potuto essere lui o un altro/a compagno/a ad aver deciso di armarsi con le proprie negazioni.

Solleviamo una memoria anarchica e iconoclasta, che lontana dal ricercare una continua riaffermazione o una disputa amara attorno alla proprietà del ricordo, è diretta in maniera offensiva contro questo mondo.

Invitiamo i vari compagni sparsi per il mondo – la tendenza che è sempre in minoranza, che cerca la distruzione di ciò che ci rende schiavi, le menti irrequiete – che contribuiscono ad una memoria di azione contro il dominio. Questo maggio siamo coscienti dell’esistenza di una doppia dimensione; da una parte il pretesto per la lotta anarchica, e dall’altra il sincero dolore per la perdita di un compagno amato. Noi crediamo che in maniera complementare possiamo moltiplicare e riprodurre i gesti della memoria: attività, pubblicazioni, scritte, azioni, incendi, scontri di strada. Tutto funziona, perché nulla viene lasciato in disparte.

Questa chiamata è per riprenderci quello che non è mai stato dimenticato, dando vita a questa continuità della prassi nell’attuale contesto, contribuendo così che le nostre morti rimangano pericolose alle orecchie dei potenti, azioni impossibili da recuperare da parte dei “cittadini progressisti” che ci separano e rigettando ogni espressione vittimista che intenda imporre un’immagine distorta del nostro compagno.

Queste parole sono un invito all’azione e alla propaganda, a moltiplicare i gesti contro il potere, gesti che distruggono la porta dell’oblio che si cerca di chiudere dietro Mauri, ma sono anche un invito a rafforzare le nostre capacità, a moltiplicare le occasioni di memoria, a riprodurre la lotta e generare un conflitto attuale contro il dominio.

Ai 10 anni: Per la memoria offensiva e un Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales.

La nostra memoria nera continuerà a risuonare nelle fratture di questa cara pace sociale.

Nulla è finito, tutto continua!
La memoria è attacco.
-2019-

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https://325.nostate.net/wp-content/uploads/2019/04/llamado-MM-ingles.jpg10 Years: International call for agitation and action – For an offensive memory and a black May in memory of Mauricio Morales

“I will seek at the risk of my life, the best, the authentic freedom…”.
Mauricio Morales

Ten years ago, on May 22, 2009, an explosive device transported by anarchist comrade Mauricio Morales accidentally exploded before it could be installed in the Gendarmerie School in Santiago, Chile, making itself felt in black hearts. He made that institution and those who compose it visible as an objective to attack, thus generating a close relationship of solidarity between prisoners and action. But at that time the enemy did not receive a blow, this time the roar did not shake the jailers’ infrastructure; at that time the powerful explosion took Mauri’s life during that early morning.

Quickly the vultures of the different police, prosecutors, journalists and ministers came to scavenge and feast on the blood and body of Mauri. On this occasion, the death of an anarchist was the excuse to develop new thrusts in hunts against anti-authoritarian environments.

Since then memory has crossed different paths in different languages, continents, from the street, to words, actions and fire. His memory has remained alive in the multiform action that keeps us united with our dead. It is with these gestures that the machinery of oblivion, silence and repentance has been continuously attacked and sabotaged, preventing the decisions of comrade Mauricio Morales to be consumed in time or in the vortex of over-information.

It’s been 10 years, it’s true sometimes it seems like an eternity and sometimes it’s just a couple of seconds. Today we return strongly to the gestures that have been made permanent during this time, seeking to imbue new energies and transform them into an excellent reason to sharpen our denials of this world: Memory today as yesterday is attack. We do not seek to collaborate in exacerbating a distant, spectacular and superheroic image of our comrade; As always, Mauri was one of those who rejected this world, a companion, not an icon, who, using his ingenuity and will, decided to take action by the confrontation against this imposed reality. That night it could have been him or another compañerx that decided to arm himself with their denials.

We raise an anarchic and iconoclastic memory, that far from seeking the continuous reaffirmation or the bitter dispute over the property of memory, is directed offensively against this world.

We call the various companions scattered throughout the world, the tendency which is always a minority, that seeks the destruction of what makes us slaves, the restless minds that contribute to a memory of action against domination. This May, we are aware of the existence of a double dimension , on the one hand, the pretext for anarchic combat and on the other hand the honest sadness for the loss of a beloved companion. We believe that in a complementary way we can multiply and reproduce the gestures of memory: Activities, publications, murals, actions, fires, combat in the streets. Everything works, because nothing is left aside.

This call is to take back what has never been left behind, giving life to that continuity of practice in the current scenario, contributing so that our deaths remain dangerous to the ears of the powerful, actions which are impossible to recuperate by the “progressive citizens” that separate us and rejecting any victimizing expression that seeks to impose a distorted image of our comrade.

These words are a call to action and propaganda, to multiply the gestures against Power, gestures that destroy the door of forgetfulness that is sought to put on Mauri, but it is also an invitation to strengthen our capacities, to multiply the instances of memory, to reproduce the combat and generate a contemporary fight against dominion.

To 10 years: For the offensive memory and a black May in memory of Mauricio Morales.

Our black memory will continue to resonate in the ruptures of this precious social peace.

Nothing has finished, everything continues!
Memory is attack.
-2019-

[Text from 325.nostate.net].

(en) Miserable wretches!

Miserable wretches!

Everything was ready from the morning: journalists and live TV on the national channel…

A miserable judge in Turin, Roberto Sparagna, left no stone unturned in putting pressure on a gang of equally miserable individuals (jury led by judge Alessandra Salvadori).

A poor madman in search of fame after having moved from the anti-mafia prosecution to the terrorism one, he succeeded where other miserable colleagues of his had failed for decades: subversive association for the purposes of terrorism.

Already I see him in a few days’ time sitting on the Vespa armchairs in “Porta a Porta” [long-standing populist TV news show], along with some failed criminologist spouting off about anarchism and how it is divided into groups, smaller groups, good and bad and his heroic deeds against the F.A.I.-F.R.I.

I would like to remind the miserable deputy prosecutor that despite the high sentences you’ve obtained against our comrades, brothers and sisters Alfredo, Nicola, Anna, Marco e Alessandro, you have only won a small battle… the war against the State and miserable wretches like yourself will be a long one.

I am aware that these few lines of mine will end up adding to another pile of shit that you’ll vomit on the next judicial proceedings in the appeal court, but that’s not my problem…

Never think that I will lose any sleep with your threats because your fellow inquisitors have already tried in the past, and if you talk about me today it means that I am still standing and not backing off one millimetre. I will also continue to do what I do best: take your disgusting plan and turn it against you.

You will never see Alfredo, Nicola, Anna, Marco e Alessandro buried in your dungeons. They are with us every day, hour, minutes and seconds, and we will never fail to make them feel our warmth, our solidarity and complicity until we have them with us again.
This goes for them and many other anarchist comrades imprisoned in the jails all over the world.
This goes until nothing remains of your institutions and prisons but ashes.

Forever your enemy!
For the insurrection, for Anarchy.

25/04/19
Gioacchino Somma

[From actforfree.nostate.net].

(en) Free and dangerous. A text by Elisa and Gabriel

Free and dangerous

Ardire, Scripta Manent, Operation Buyo… Do they mean anything to you? These are only a few of the police judicial “operations” that our “clan” has lived on its own skin for being and remaining anarchists to the extreme consequence.

We are a nomadic clan that goes from country to country in search of accomplices who practice anarchism without asking for approval or consensus, who act without worrying about the “politically correct” discourse (so much in vogue in our times) that haunts our little shops today. We are also not interested in “aesthetics”, but “ethics”, the practical, the real…

We are looking for an anarchism that dirties our hands, keeps us awake and always on guard (as opposed to any complacency); this anarchism that is not liked by and disturbs the servants of the State, who have not abandoned their efforts to imprison us.

It is not easy to go from one place to another. It’s even more difficult along with our daughter, that little beauty we called Iraultza, and a canine companion that we will never fail to take with us, because she is an integral part of our clan.

Apparently, the Spanish State has not stopped wanting to put me in prison for a “residual sentence” that exists only in its putrid mind and its disgusting papers.

That being how things are, we have decided to live in the shadows, bringing our invisible contribution to all the projects that are of interest to us and with which we feel complicit.

We express all our subversive solidarity for the DESERVING comrades on trial in Italy and the world. We have no declarations to make in the courts of the “gowned” because we don’t give a shit about their theatres and farces, their accusations and acquittals.

The best way to propagate Anarchy is to live it intensely, not by representing it. We are not for farce or comedy.

There will be no more “communiques” from our clan: We are free and we are dangerous.

For Anarchy!

The nomad-anarchist clan.
Elisa-Gabriel-Iraultza and the quadruped.

 

[From actforfree.nostate.net].
[Italian text here | Spanish text here].

(en) Freedom always comes with a knife clenched between the teeth

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Freedom always comes with a knife clenched between the teeth

Look around you, but do it with your own eyes. Do you see how the planet has become a giant industrial dump? Do you see how the States are choking your minds and bringing war and mas­ sacres everywhere? Do you see how everything around us is based on the exploitation and op­ pression of millions of people? Can you still keep track of the millions of deaths that give rise to all skyscrapers, supermarkets and factories? The hungry, the drowned, the massacred, the bombarded, the tortured, the intoxicated, do you see all these mountains of corpses?

Perhaps. Because everything is made so that you to see nothing. You are exploited at work, you fulfill tasks of which the meaning escapes you, without the minimum satisfaction. You help produce harmful objects, toxic food, tools of death, useless goods. You keep a close eye on your fellow man, keeping him on a leash through bureaucracy, documents, benefits. You are controlled in every moment of your life, followed by thousands of cameras, numbed by thou­ sands of drugs and distractions. You are rotting on the inside, since you live with and thanks to technological devices that dominate you. You don’t even want anything that is not already pre-formatted, you no longer desire anything that is not already displayed on a screen. Ulti­ mately, you do nothing but obey.

It­ is to you that these words are addressed. Because we also recognize ourselves in this dark picture. It takes courage to look things in the face, to be able to look at oneself in the mirror. What have we become?

 The enemies of freedom are strong. The State has at its disposal means of coercion and con­ trol (from the police force to the army, from prison to school, from bureaucracy to courthouses). The capitalists never stop the progress of enhancing exploitation. The researchers add a new bar every day to our technological cage. The politicians, religious bosses, the intellectuals in the service of order keep control over the human herds.

But look, nothing is completely lost. From the bottom of our hearts, we are convinced of this. Because quite different things also catch our eye. Yesterday, it was entire regions which rose up to the cry of freedom; today a wave of revolt is sweeping through France and elsewhere. Handfuls of insurgents are launching attacks in all corners. Police barracks are burning. Com­ panies are burning. Construction sites of new horrors are burning. Institutions are burning. Lab­ oratories are burning. Relay antennas are burning. Rage is showing its teeth.

Nothing is completely lost. Each individual holds within them the choice to rise up. Alone or with others, but always confronting power, struggling. It is the challenge of freedom that awak­ ens an affronted dignity, a trampled life, a shattered dream. This is why anarchists fight, as ene­ mies of all power, to re-awaken freedom, a freedom that will come with a knife clenched be­ tween the teeth.

At the end of January 2019, in mountainous Switzerland, an anarchist was thrown in prison. He is accused of having incited revolt against power, and of having acted against the State, militarism and war, specifically by burning ten vehicles of the Swiss army on the military base of Hinwill in 2015 and by setting fire to a police network antenna in Zurich in 2016.

The anarchist who has been taken hostage by the State is our comrade. In solidarity with him, we continue to combine liberating thought with destruc­ tive acts, never losing sight of our enemy. In solidarity with all anarchists facing repression, we continue onwards on the revolutionary paths of the only war worth fighting: the war against all oppressors and exploiters, the war for freedom. Let’s give life the exquisite elevation of the rebellion of our hands and spirits.

Solidarity with anarchist prisoners

Death to the State

Anarchists from Zurich, Franche-Comté, Alsacian lowlands and Vosgian massif, the Meuse, Paris and banlieue, Marseille, Brussels, Ghent, Amsterdam, Barcelona, Berlin, Munich, South London, Occidental Alps, Trieste, Rome, Milano, Pisa, Napoli,  Salento, Sicily, Montréal.

[From actforfree.nostate.net].