Category Archives: Riflessioni

(it-fr) Seyssinet-Pariset (Isère), Francia: «Odio e dieci morsi di fuoco al macchinario blu». Attacco incendiario contro Enedis (13/01/2020)

https://attaque.noblogs.org/files/2020/01/seyssinet6-1536x1152.jpgSeyssinet-Pariset (Isère), Francia: «Odio e dieci morsi di fuoco al macchinario blu». Attacco incendiario contro Enedis (13/01/2020)

Odio e dieci* ragioni per prendersela con una azienda che promuove e propaga l’elettricità e il disastro.

Per gli anarchici e gli altri antiautoritri fissati col fatto di scrivere oppure no dei comunicati. O dal fatto che gli attacchi possano essere «riappropriabili» da parte del loro «soggetto rivoluzionario» preferito. Lasciamo trovare le loro ragioni alle persone che lo desiderano. Per potersi immaginare come «gli autori» di questo attacco.

Quello che possiamo dire è che ci piace giocare. Giocare con il fuoco. Giocare un po’ con la vita, pure. Una vita che non tiene che a tutti quei fili elettrici. Fili che ci piacerebbe tagliare ovunque possibile. Per non finire con un fusibile che ci salta per davvero, nella testa. Continue reading

(it-en) Atene, Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis in solidarietà con la Koukaki Squatting Community (12/01/2020)

https://anarchistsworldwide.noblogs.org/files/2020/01/EA_RS_2-300x219.jpgAtene, Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis in solidarietà con la Koukaki Squatting Community (12/01/2020)

Solidarietà ai compagni della Koukaki Squatting Community

Dalla fine di agosto 2019, lo Stato ha lanciato un giro di vite su larga scala contro le strutture auto-organizzate, le occupazioni del contesto anti-autoritario e gli squat, che ospitavano anche rifugiati e migranti, soprattutto famiglie con bambini. L’attuale governo ND (Νέα Δημοκρατία, “Nuova Democrazia”) sta cercando di livellare tutto ciò che è rimasto in piedi dal precedente governo di SYRIZA, che aveva fatto dei passi più selettivi, con l’obiettivo di sgomberare sia gli squat dei migranti che gli spazi di lotta auto-organizzati. Continue reading

(it-en-fr) Kiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile. Rivendicazione della Cellula “Misha Zhlobitsky” / FAI (dicembre 2019)

https://a2day.net/wp-content/uploads/2019/12/2019.12.kiev_-300x243.jpgKiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile. Rivendicazione della Cellula “Misha Zhlobitsky” / FAI (dicembre 2019)

Testo rivendicativo pervenuto in data 27/12/2019 al contatto e-mail del sito internet “Anarchy Today”:

Siti internet anarchici riferiscono che negli ultimi mesi a Donetsk e nella regione di Kiev le stazioni base (alias antenne) degli operatori di telefonia mobile sono state attaccate quattro volte. Dietro gli attacchi ci sono per lo più anarchici.

Il primo attacco è consistito nel far saltare in aria la stazione base dell’operatore Phoenix. Poi è stato riportato che due antenne di Lifecell sono state incendiate. Il 10 dicembre 2019 è stato segnalato l’incendio doloso di una struttura di “Vodafone Ucraina”.

Ad esempio, quando sono state attaccate le antenne di telefonia mobile di Lifecell, gli anarchici hanno sostenuto che la ragione principale dell’attacco stava nella solidarietà con la Federazione Democratica del Nord-Est della Siria (Rojava), la lotta del popolo curdo per la liberazione dall’occupazione turca.

Intendendo dare intensità a questi attacchi, noi, una cellula della Federazione Anarchica Informale, abbiamo dato fuoco ad un’altra stazione base per la comunicazione telefonica a Kiev. A differenza degli attacchi appena menzionati, le nostre motivazioni e la nostra visione degli obiettivi attaccati sono differenti. Suggeriamo di dare uno sguardo più ampio al tema delle antenne per la comunicazione telefonica. Continue reading

(it-en) Kiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile (10/12/2019)

https://a2day.net/wp-content/uploads/2019/12/01-281x300.jpgKiev, Ucraina: Attacco incendiario contro una antenna per la telefonia mobile (10/12/2019)

Testo rivendicativo:

Nella notte del 10 dicembre [2019] un gruppo di anarchici ha incendiato una antenna per la telefonia mobile dell’operatore Lifecell situata a Kiev nei pressi dell’incrocio tra la strada Hostomel e la grande tangenziale. Lifecell è di proprietà dell’azienda turca Turkcell. Questa compagnia partecipa all’aggressione del regime di Erdogan contro l’autogoverno popolare in Kurdistan. L’ultimo episodio della sua politica criminale è l’invasione dell’esercito turco nella Federazione democratica della Siria settentrionale e orientale (Rojava) nell’ottobre 2019. Continue reading

(it) Italia: Nuove pubblicazioni delle Edizioni Anarchismo – “Negazine” n. 3 e “Nemici di ogni frontiera”

Italia: Nuove pubblicazioni delle Edizioni Anarchismo – “Negazine” n. 3 e “Nemici di ogni frontiera”

https://www.edizionianarchismo.net/special/i-x-index-3.pngNegazine, n. 3

Molto rumore per nulla. Questo rumore ci sembra sia, quasi sempre, diretto a cercare un semplificatore, da qualche parte e a qualsiasi costo. Per carità, metteteci davanti agli occhi un testo in grado di essere colto nei suoi più reconditi significati senza sforzo alcuno oppure, se proprio vogliamo darla giù dura, con sforzi piccoli, dosati e progressivi. Insomma, qualcosa da leggersi mentre si mangia a tavola, accanto a un piatto di minestra.

Niente che richieda una prima e una seconda lettura, nulla che costringa a riflettere per più di qualche secondo, giustappunto come prevede il codice dell’attuale alfabetizzazione. Continue reading

(it-en) Iran e Afghanistan: Dichiarazione dell'”Anarchist Era Collective” sull’assassinio di un terrorista di Stato iraniano (03/01/2020)

Iran e Afghanistan: Dichiarazione dell'”Anarchist Era Collective” sull’assassinio di un terrorista di Stato iraniano (03/01/2020)

Qassem Soleimani ha tormentato a lungo il popolo e ci rallegriamo con i sopravvissuti ai suoi crimini in Medio Oriente, in particolare Siria, Iraq e Yemen. Ma mentre siamo lieti della morte di questo criminale di guerra, dichiariamo la nostra forte opposizione alla possibilità di una guerra di Stato (tra il terrorismo di Stato degli USA e il terrorismo di Stato iraniano). Continue reading

(it-en) Atene, Grecia: Alcune rivendicazioni di azioni (novembre – dicembre 2019)

Atene, Grecia: Alcune rivendicazioni di azioni (novembre – dicembre 2019)


https://athens.indymedia.org/media/upload/2019/11/13/D1.jpegAtene, Grecia: Rivendicazione dell’attacco contro la MAT e la DIAS delle forze di polizia greche (07/11/2019)

Nella notte di giovedì 7 novembre 2019, abbiamo scelto di attaccare un furgone della polizia antisommossa (“MAT”), posto di fronte agli uffici di Kinal (ex Pasok), e la polizia in motocicletta (“DIAS”) che li accompagnava durante il loro cambio di turno. La nostra scelta è stata totalmente mirata.

In una situazione in cui il governo di Nea Dimokratia [“Nuova Democrazia”, partito politico greco] ha scatenato una caccia all’uomo contro chiunque combatta, in una congiuntura volta a sfrattare gli spazi di lotta politico-sociali e per i migranti, in una situazione di concreta abolizione dell’università come spazio d’asilo, quindi l’invasione della MAT e degli sbirri OPKE nelle università – in questa situazione abbiamo scelto di fare un’imboscata contro la feccia della MAT e i lacchè delle forze DIAS, e di attaccarli da due lati con ordigni incendiari, distruggendo le loro moto, ferendone tre e contemporaneamente cercando di bruciare il furgone immobilizzato in via Eressou. Continue reading

(it-en-es) Cile: Contro l’oblio e il rimorso – ¡Sebastian “Angry” Oversluij presente! (dicembre 2019)

Cile: Contro l’oblio e il rimorso – ¡Sebastian “Angry” Oversluij presente! (dicembre 2019)

Sono già passati sei anni da quando il nostro compagno anarchico è caduto colpito dai proiettili di una guardia di sicurezza durante un tentativo di esproprio ad una banca, l’11 dicembre 2013.

Da quel giorno sono state iniziate ad essere scritte parole di memoria, permettendo alla vita del compagno di continuare nell’azione anarchica, ricordando i vari strumenti che il compagno ha usato come armi contro il potere partecipando a progetti musicali, biblioteche, pianificando e prendendo parte all’azione diretta. Continue reading

(it-fr) Genova, Italia: Solidarietà con Beppe (dicembre 2019)

https://anarhija.info/library/i-a-italia-aggiornamento-su-prigionieri-anarchici-1.jpgGenova, Italia: Solidarietà con Beppe (dicembre 2019)

I carabinieri del ROS hanno eseguito nella giornata di giovedì 17 dicembre un’ordinanza di custodia cautelare al compagno anarchico Giuseppe Bruna, già rinchiuso nel carcere di Pavia in seguito all’“Operazione Prometeo”, nella quale veniva accusato dell’invio di plichi esplosivi a due magistrati torinesi impegnati nella lotta agli anarchici e al direttore del DAP impegnato nelle sue attività di carceriere.

Nell’ordinanza più recente gli vengono mosse accuse relative al posizionamento di un ordigno nei pressi di un postamat nella città di Genova, in un periodo in cui le poste italiane subivano numerosi attacchi in tutta la penisola causa la loro collaborazione alle espulsioni degli immigrati attraverso la compagnia aerea Mistral Air. Continue reading

(it-en-es) Genova, Italia: Volantino in solidarietà con Alfredo e Nicola (07/12/2019)

https://anarhija.info/library/i-u-italija-uvijek-visoko-uzdignute-glave-poziv-na-1.jpgGenova, Italia: Volantino in solidarietà con Alfredo e Nicola (07/12/2019)

Inviamo un contributo che distribuiremo nell’occasione di un corteo indetto a Genova per il 7 dicembre prossimo nell’ambito di una campagna di boicottaggio promossa da una rete antagonista antimilitarista contro Leonardo/Finmeccanica.

Saremo presenti in quella situazione perchè ci sembra doveroso ricordare l’attacco scagliato da Alfredo e Nicola contro Ansaldo Nucleare e Finmeccanica per il suo imprescindibile contributo alla lotta contro il nucleare e l’industria bellica.

Saremo quindi presenti all’appuntamento indetto dalla rete antimilitarista il giorno 7 dicembre alle ore 15.30 in Piazza Baracca a Sestri Ponente a Genova. Continue reading

(it-fr) Parigi, Francia: Incendiato un furgone del comune (26/11/2019)

Parigi, Francia: Incendiato un furgone del comune (26/11/2019)

“L’essenza della soldiarietà sono la continuazione e l’inasprimento dell’offensiva anarchica…
La solidarietà trasmette il messaggio concreto che tutto continua”. *

La rivolta sociale in Cile ci fa sperare e ci da della forza. Ma sognare davanti ad uno schermo non basta, anzi partecipa allo spettacolo di questo mondo.
Abbiamo dato ascolto agli appelli alla solidarietà che arrivano dagli anarchici del Cile e abbiamo quindi deciso di fare qualcosa, anche qualcosa di piccolo, contro questo mondo che ci sfrutta e ci priva di libertà.
In particolare, contro il Comune di Parigi, che Hidalgo [Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, iscritta al Parti Socialiste] vuole dotare di una Polizia municipale (c’è già il servizio Sicurezza della città, ben presente nelle strade per tormentare i più poveri).
La notte fra il 25 e il 26 novembre [2019] abbiamo incendiato un furgone del Comune, nella rue Duc (diciottesimo arrondissement). Continue reading

(it) Genova, Italia: Attacco incendiario contro un’automobile del corpo consolare turco (29/11/2019)

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2019/11/29/01cd6c90ab8ee30c7813990e0b6d3e75.jpgGenova, Italia: Attacco incendiario contro un’automobile del corpo consolare turco (29/11/2019)

I militari nelle strade di Genova, a chi fanno la guerra?

La guerra non la si può comprendere se non la si vive con i propri sensi.
Vedere corpi mutilati, respirare l’odore acre del sangue o dello zolfo dei proiettili sparati, il fracasso delle bombe che sventrano i palazzi o il contorcersi delle lamiere, è qualcosa che gran parte di noi occidentali nati dopo il secondo conflitto globale, siamo riusciti a vedere solo in tv.
Non abbiamo assolutamente idea di cosa possa significare avere la guerra in casa.

A Genova nella centralissima Castelletto nel primo pomeriggio di oggi 29 Novembre [2019], mentre infuria il Black Friday, noi ci siamo presi la briga di incendiare un’automobile.
Apparteneva al corpo consolare Turco.

I boati dei pneumatici, la puzza della plastica che brucia, le fiamme, il fumo; ecco, quello che gli abitanti della ricca [città] hanno vissuto per pochi minuti è una ridicola percentuale di cosa significhi avere la guerra in casa, escludendo le scene atroci di corpi dilaniati.
Guerre che gli stati tutti, in particolare quelli più “sviluppati”, perpetrano con rigorosa costanza contro le proprie e altrui popolazioni. Continue reading

(it-fr) Besançon, Francia: L’occasione che fa la combustione… (16/11/2019)

Besançon, Francia: L’occasione che fa la combustione… (16/11/2019)

Gilles e John* passeggiano, sabato 16 [novembre 2019], per le strade gelate di Besançon…

È il compleanno di Gilles e John. Non hanno voglia della torta. Vogliono un compleanno diverso dagli altri. Uno di quelli che fa la festa agli oppressori e ai loro porta-parole. E capita bene, le strade sono piene di auto d’istituzioni che sono altrettanti pilastri dell’ordine stabilito.

Dopo un anno passato a commuoversi nelle strade, ogni sabato, a prendere a sassate gli sbirri e a spaccare delle vetrine di questa società miserabile, sentono bene che la rabbia non c’è davvero più… non sono più pronti a tornare a gelarsi il culo su una rotonda… vogliono qualcos’altro. Allora, dopo una serata passata a evocare questo mondo che brucia, dalla rivolta degli ombrelli a Hong Kong alle gioiose notti insorte di Santiago, mettono i giubbotti, si coprono con berretti e sciarpe ed escono ad affrontare il freddo glaciale della notte. Continue reading

(it-en) Atene, Grecia: “Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis” e “Ovit S. A., Leroy Merlin, autorità – Tutte le merde collaborano insieme”

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2017/11/44096-150x150.pngAtene, Grecia: “Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis” e “Ovit S. A., Leroy Merlin, autorità – Tutte le merde collaborano insieme”

Nota: Raccogliamo due testi sulla vicenda repressiva che, a partire da un furto in un negozio della catena Leroy Merlin, ha coinvolto alcuni compagni anarchici e ha portato alla carcerazione dell’anarchico C. Kortesis.


Atene, Grecia: Chiamata alla solidarietà per il compagno anarchico Christoforos Kortesis

Compagni,

il 12 luglio 2019 gli anarchici Christoforos Kortesis e Thimios A. hanno tentato di sottrarre alcuni prodotti di valore insignificante dal negozio Leroy Merlin di Peiraios, ad Atene. Attraverso una complessa manipolazione ad opera della compagnia di sicurezza OVIT e di Leroy Merlin, e mentre erano entrambi tenuti in ostaggio all’interno del negozio per tre ore, si è verificato un tentativo organizzato di coinvolgere nella vicenda il dipendente, e sindacalista combattente, Giannis A.. Le autorità giudiziarie hanno approfittato dell’occasione per restituire a C. Kortesis i molti anni di azione coerente e persistente nel movimento anarchico. Bisogna tenere presente che il compagno è detenuto in carcere dal 16 luglio, perseguitato tramite accuse potenziate e costruite, appositamente, ai sensi della legge terroristica per rapina. Le stesse accuse sono rivolte anche a Thimios A., mentre il dipendente Giannis A. viene accusato di essere un complice. Pavlos X., arrivato successivamente presso il negozio Leroy Merlin insieme ad altri tre compagni solidali, si trova a fronteggiare accuse criminali legate all'”occultamento”. Continue reading

(it-en) Salonicco, Grecia: Rivendicazione dell’incendio di un’automobile diplomatica (31/10/2019)

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2019/11/5cabaacbdf8546d5df239cc3b9577d3a_xl.jpgSalonicco, Grecia: Rivendicazione dell’incendio di un’automobile diplomatica (31/10/2019)

La pace sociale in Cile è ormai una cosa del passato. Come pure la tolleranza e il consenso verso la barbarie statale e capitalista appartengono al passato. Sottomissione alla versione moderna della dittatura di Pinochet, rappresentata dal governo Pinera. Il Cile sta bruciando con la fiamma insurrezionale proletaria degli oppressi.

Tutto è iniziato il 19 ottobre, quando una protesta studentesca contro un aumento nei prezzi dei biglietti per i trasporti pubblici è stata accolta con una repressione violenta da parte delle forze di polizia. Da allora in poi, tutto ha preso il proprio corso. Ogni giorno milioni di ribelli inondano le strade, attaccano le forze di polizia, bruciano e saccheggiano i simboli della ricchezza e del potere. Stanno bruciando il loro passato, indirizzandosi verso gli insorgenti orizzonti di domani. Undici anni dopo la rivolta nei territori greci, questi ribelli ci ricordano ciò che abbiamo amato di più: il rifiuto di tornare alla normalità. Continue reading

(it-en-fr) Grand Est, Francia: Devono cadere (03/11/2019)

https://sansattendre.noblogs.org/files/2019/06/eole1po.jpgGrand Est, Francia: Devono cadere (03/11/2019)

Sabotaggio di piloni di misurazione per le pale eoliche, nella regione Grand Est.

Nella notte tra domenica e lunedì 3 novembre, abbiamo preso di mira dieci piloni di misurazione per le eoliche [servono per misurare la forza del vento, in vista dell’installazione di parchi eolici; NdT] nella regione Grand Est. Ne abbiamo fatti cadere sei e danneggiati tre, che non sono ancora caduti (sorpreeesa!!!). Questi piloni sono alti 100 metri, sono interamente in metallo ed hanno diversi cavi in acciaio, allineati su tre assi, per assicurarne la stabilità e se si tagliani i cavi, ecco… BADABUM! Un’altra cosa bella è che si trovano in campagna, spesso in zone molto isolate… Per tagliare i cavi in acciaio puoi tagliare tutti i fili con un tronchese o delle tenaglie (o tutto quello che credi opportuno e che se ne sta a far niente nella tua cassetta degli attrezzi), dal più lontano al più vicino al pilone, finché tutto crolla (di solito, dopo aver tagliato tre o quattro cavi). Tagliali tutti sullo stesso asse, così il pilone cadrà nella direzione opposta (pensa prima alla direzione in cui vuoi scappare, birichino!). Armati di perseveranza, perché, secondo la larghezza dei cavi, bisogna darci dentro; non esitare ad allontanarti un po’ quando cade, perché fa un casino d’inferno (certo, è divertente, ma fa pure un po’ paura). Continue reading

(it-en-es) Lecce, Italia: Abbattiamo i muri del potere

Lecce, Italia: Abbattiamo i muri del potere

Abbattiamo i muri del potere

Sembra ormai norma che “Lecce città del turismo” non tolleri più alcun dissenso. Una città ormai del tutto gentrificata sinonimo di una città controllata. I muri eretti in seguito allo sgombero della nuova occupazione anarchica nel centro storico, in un edificio di proprietà comunale, parlano da soli. Al di fuori del consumo, nulla è concesso. E il centro storico di Lecce è ormai totalmente luogo di consumo, tra bar e ristoranti, locali alla moda e negozi di lusso, alberghi e B&B. Per i residenti di un tempo, additati perché abitanti del centro storico, non c’è più posto. Per i refrattari, di qualsiasi tipo, non c’è più posto. I muri si ergono per chi non si adegua o è diverso: che sia un immigrato vissuto occupando alle Giravolte per più di vent’anni, o chi vuole prendersi uno spazio per esprimere le sue idee e i suoi desideri. Quei muri sono l’esatta espressione del potere. Che si chiami Noi con Salvini o si chiami Noi con Salvemini (sindaco di Lecce), di fatto i processi portati avanti sono gli stessi. Con brutalità il primo, con il sorriso il secondo, sicurezza e decoro sono la parte centrale dell’agenda del potere. Agenda che significa sempre più polizia nelle strade, TSO, annientamento della vita sociale, espulsione degli indesiderati, controllo totale, omologazione. Perché tutto è collegato e non è possibile sentirsi estranei. Continue reading

(it-en-fr) Italia: Ai cuori ardenti. Testo collettivo degli imputati nell’operazione “Renata” in Trentino (18/10/2019)

https://attaque.noblogs.org/files/2019/11/coeurs-brulants-300x278.pngItalia: Ai cuori ardenti. Testo collettivo degli imputati nell’operazione “Renata” in Trentino (18/10/2019)

Qui il pdf del testo dei compagni imputati nell’operazione Renata. Sotto, la trascrizione.


Ai cuori ardenti

L’anarchico non guarda al successo, alla vittoria, alla competizione. Lotta, perché è giusto. E in qualsiasi lotta la perdita fa parte della vita. Non cambia idea perché perde e tanto meno rinuncia alla lotta successiva. Il Sistema si autoalimenta per il popolo che non lotta, non perché è invincibile. Il lavoro dell’anarchico è instillare nel popolo la rivolta, non a segmenti ma continua. Come un’onda che si ritira e poi torna. Mi chiedete se vinceremo? Mi fate la domanda sbagliata. Chiedetemi se lotteremo e vi risponderò di sì.
– Luigi Galleani

Oggi abbiamo deciso di dire la nostra sull’operazione “Renata”. In altri scritti è stata analizzata l’inchiesta, sia negli aspetti repressivi generali dello Stato, sia riguardo gli strumenti tecnologici, inquisitoriali e giuridici usati per colpire chi ancora osi battersi per qualcosa di diverso e soffi ancora sulle ali della libertà. Continue reading

(en-it) Turin, Italy: A text from Amma in “Le Vallette” prison (October 9th, 2019)

https://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/tettoasilo.jpgTurin, Italy: A text from Amma in “Le Vallette” prison (October 9th, 2019)

Translated by act for freedom now!

We are sharing this text written by Amma, imprisoned on 20th September 2019, along with Patrick and Uzzo, on charges of aggravated violence and resistance to public official, damage, spraying, for taking part in a demo on 9th February in Turin in solidarity with Asilo Occupato following its eviction and with those arrested during “Operation Scintilla”, and against the gentrification and militarization of the Aurora neighbourhood.

Amma wants to divulge and circulate among comrades face to face, via email and through publication in websites, more detailed information on what he’s going through in “Le Vallette” prison, the prison conditions and the screws’ violence during these weeks of incarceration. Continue reading

(it) Cile: Evadere e lottare. Un racconto dalle strade di Santiago (19/10/2019) + Cile: Resistere alla legge marziale. Un racconto e un’intervista (21/10/2019)

https://attaque.noblogs.org/files/2019/10/Chili--768x512.jpgCile: Evadere e lottare. Un racconto dalle strade di Santiago (19/10/2019) + Cile: Resistere alla legge marziale. Un racconto e un’intervista (21/10/2019)


Cile: Evadere e lottare. Un racconto dalle strade di Santiago (19/10/2019)

In Cile, in risposta alle proteste studentesche contro un aumento del costo dei trasporti pubblici, il presidente ha riportato il paese alla legge marziale dell’epoca della dittatura, mettendo i soldati in strada e minacciando i manifestanti con decenni di prigione. Il seguente resoconto proviene direttamente dalle strade di Santiago, all’epicentro degli scontri. Continue reading

(it-es) Cile: Comunicati dei compagni Marcelo Villaroel Sepulveda e Juan Aliste Vega (24/10/2019)

https://es-contrainfo.espiv.net/files/2019/10/2red.jpgCile: Comunicati dei compagni Marcelo Villaroel Sepulveda e Juan Aliste Vega (24/10/2019)

Pubblichiamo, tratti da roundrobin.info, due comunicati dei compagni prigionieri Marcelo Villaroel Sepulveda e Juan Aliste Vega. Contestualmente alla pubblicazione di questi due testi ne è stato diffuso anche un terzo, scritto dal compagno Joaquín García Chanks (che non includiamo qui perché è stato già pubblicato, a questo link). Tutti e tre sono da tempo prigionieri dello Stato cileno e tutti e tre i loro testi si soffermano sull’ampia e gioiosa rivolta in corso in Cile dal 18 ottobre 2019. Continue reading

(it-fr-es) Cile: Comunicato del compagno Joaquín García Chanks. “Oggi sorrido felicemente all’esplosione dell’ordine delle cose” (24/10/2019)

https://es-contrainfo.espiv.net/files/2019/10/metro-quemado-696x464.jpgCile: Comunicato del compagno Joaquín García Chanks. “Oggi sorrido felicemente all’esplosione dell’ordine delle cose” (24/10/2019)

Del contesto della Rivolta.

Abbiamo assistito a un fenomeno apparentemente imprevedibile; a partire da una rivendicazione praticamente innocua, migliaia di giovani hanno dato libero sfogo alla loro stanchezza, affrontando la loro vita quotidiana distruggendo simboli e bandiere, paure, menzogne ​​e, perché no, certe modalità. In questo piccolo testo non è possibile di tentare di analizzare, forse invano, il motivo di questa situazione; non credo sia necessario classificare i fatti in termini di superficialità e di slogan rivendicativi o attribuire questa catarsi ad un accumulo di situazioni; a volte è tutto più semplice. Oggi sorrido felicemente all’esplosione dell’ordine delle cose, alla momentanea rottura dello status quo, all’incendio dei simboli della menzogna ​​e della miseria; godo del potenziale di questo scoppio. Non dobbiamo ingannarci, sarebbe ingenuo credere che la Rivolta porti con sé i nostri valori o la nostra politica. Che dopo la festa della catarsi il Contatore delle sofferenze sostenute dall’esistenza raggiungerà lo zero o un inevitabile divenire anarchico; è necessario godere della realizzazione della Rivolta, della volontà essenziale che mina ogni immobilità, delle fiamme di un divenire momentaneamente caotico che solo con una combustione costante può sopravvivere e quindi mantenere la sua indomita bellezza. Oggi sorrido per un regalo che nessuno mi ha dato. Continue reading

(it-en-es) Buenos Aires, Argentina: Riguardo l’attacco contro la polizia posta a difesa del consolato dello Stato cileno (21/10/2019)

https://anarquia.info/wp-content/uploads/2019/10/f800x450-174035_225481_10.jpgBuenos Aires, Argentina: Riguardo l’attacco contro la polizia posta a difesa del consolato dello Stato cileno (21/10/2019)

Nel pomeriggio di lunedì 21 ottobre 2019 centinaia di persone si sono trovate davanti al consolato del Cile a Buenos Aires, in Argentina, a sostegno della rivolta generalizzata in corso da alcuni giorni contro lo Stato cileno. Alla fine della manifestazione, un gruppo di anarchici rivoluzionari ha iniziato a scagliare pietre e bottiglie incendiarie contro la polizia a difesa del consolato. Anche alcuni giornalisti borghesi sono stati attaccati.

La marcia era stata organizzata da gruppi militanti di sinistra per esprimere il loro disaccordo con le misure di sicurezza applicate da Sebastián Piñera (presidente del Cile) e con la repressione statale che negli ultimi giorni ha causato la morte di almeno 10 persone a Santiago e dintorni. A seguito degli avvenimenti accaduti nei pressi del consolato cileno a Buenos Aires almeno nove persone sono state arrestate e tre ferite. Continue reading

(it-fr) Cile: Rivolta incendiaria e stato di emergenza (18/10/2019)

https://sansattendre.noblogs.org/files/2019/10/santiago2-e1571490627146.jpgCile: Rivolta incendiaria e stato di emergenza (18/10/2019)

Non sempre i poveri sono ragionevoli, e poi, perché dovrebbero esserlo a fronte di un’esistenza di miseria che viene loro riservata giorno dopo giorno dal potere? In qualche caso, basta una goccia d’acqua perché il negativo dispieghi le ali e attacchi quello che ha identificato da tempo come nemico. Ciò non farà certo piacere al braccio sinistro del capitale e alla sua ideologia cittadinista, tuttavia a Santiago del Cile da venerdì 18 ottobre [2019], studenti, liceali, anarchici e altri vandali incontrollati hanno cominciato a distruggere una parte importante del loro alienazione quotidiana: il sacrosanto trasporto pubblico. Hanno capito che nulla di quanto appartiene allo Stato o alle imprese è nostro e merita di essere aggredito dalle fiamme della vendetta contro un esistente di spossessamento e di sfruttamento. Continue reading

(it-en-gr) Grecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis sulla pianificata invasione turca del Rojava

https://actforfree.nostate.net/wp-content/uploads/2019/04/asteri-mauro-kokkino-150x150.jpgGrecia: Dichiarazione di Pola Roupa e Nikos Maziotis sulla pianificata invasione turca del Rojava

Gli USA danno il via libera all’invasione militare turca della Siria settentrionale
7 ottobre 2019

Dopo un periodo caratterizzato da una posizione ipocrita da parte degli Stati Uniti nei confronti dei curdi della Siria settentrionale e delle altre popolazioni ribelli della regione, che hanno sostenuto militarmente mentre davano la vita in battaglia contro l’ISIS (lo Stato islamico) e mentre le loro forze armate di uomini e donne liberavano una città dopo l’altra espandendo l’iniziativa rivoluzionaria del Confederalismo democratico, il regime degli Stati Uniti ha mostrato il proprio vero volto dando il via libera allo Stato turco per l’invasione militare della regione. È lo sviluppo atteso degli Stati e dei loro meccanismi militari omicidi (abbiamo menzionato in testi precedenti dell’ipocrisia dello Stato americano contro i militanti curdi), è lo sviluppo atteso della delegazione americana «democratica» e dell’Occidente «democratico» in generale. Ciò è prevedibile dalla storia stessa e dalla facilità con cui le «grandi potenze», nel corso degli anni, hanno usato le popolazioni in lotta nella scacchiera dei loro interessi geopolitici ed economici per estendere il loro potere. E dovrebbe anche servire da esempio per il popolo di questo paese nel momento presente, quando lo Stato greco offre ancora una volta «terra e acqua» ai suoi «alleati» americani per il loro intervento militare nella regione, un fatto che viene promosso come un successo del governo a seguito dell’incontro con M. Pompeo, assieme alla presenza militare «potenziata» in Grecia nell’ambito dell’accordo per la «cooperazione di difesa». Continue reading

(it) Lecce, Italia: Occupiamo il firmamento. Nuova occupazione anarchica a Lecce

https://roundrobin.info/wp-content/uploads/2019/10/nuova-occupazione-a-Lecce.jpgLecce, Italia: Occupiamo il firmamento. Nuova occupazione anarchica a Lecce

Nell’universo libero, ogni essere umano è una stella indipendente, con una propria rotta. Nell’universo servile, ogni essere umano è nel migliore dei casi un pianeta e nel peggiore un satellite: di per sé spento, illuminato soltanto da un riflesso altrui, costretto in eterno a percorrere la stessa orbita attorno ad un centro (chiamato di volta in volta Stato o nazione, organizzazione o partito, legge o morale, fede o ideologia, ricchezza o carriera).

Ecco perché chi vuole muoversi senza interferenze ha bisogno non solo di allontanarsi il più possibile da ogni percorso prestabilito, ma anche di prendersi un proprio spazio. Continue reading

(it-en-fr) Carcere di Nancy-Maxéville, Francia: Stato nucleare = Stato poliziesco

Carcere di Nancy-Maxéville, Francia: Stato nucleare = Stato poliziesco

[Rivendicazione apparsa lunedì 30 settembre sul sito nantes.indymedia.org].

Venerdì 27 settembre [2019], la prigione di Nancy-Maxeville è stata attaccata, per denunciare la repressione dello Stato nucleare.

Il giorno prima della manifestazione “Vent de Bure”, a Nancy, contro il progetto CIGEO d’interramento di rifiuti nucleari, abbiamo attaccato (simbolicamente) la prigione di Maxéville, per salutare i nostri prigionieri/e e compagni/e vittime della repressione e per mandare un segnale forte in favore di una società senza prigioni. Continue reading

(it) La “sua” vita quotidiana

La “sua” vita quotidiana

Raoul Vaneigem
Sull’autogestione della vita quotidiana

Contributo all’emergenza dei territori liberati dall’impresa statale e mercantile
DeriveApprodi, Roma 2019.

Se un luogo comune sostiene che si possono avere molte vite, un essere umano può allora morire diverse volte senza essere soltanto un cadavere ambulante, ossia letteralmente uno zombi? Prendiamo ad esempio il caso del situazionista Raoul Vaneigem, il quale si è reso celebre per avere, il 15 maggio 1968, lasciato una Parigi già in piena agitazione rivoluzionaria per raggiungere sulla costa mediterranea il luogo delle sue vacanze programmate, non senza aver apposto la sua firma in calce ad un proclama che invocava l’azione immediata. È stato certamente in quel giorno che per la prima volta egli ha iniziato a trasformarsi in un morto vivente, preso nella lotta implacabile tra un negativo all’opera, un negativo creatore di mondi il quale non potrebbe avere paura delle rovine per affermare la propria poesia sovversiva, ed un positivo che si aggrappa disperatamente alla noia e alla schiavitù dei tempi presenti.
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(it-fr) Namur, Belgio: Sull’esercitazione militare “Celtic Uprise” (18-25 settembre 2019)

Namur, Belgio: Sull’esercitazione militare “Celtic Uprise” (18-25 settembre 2019)

Da decenni la Francia è uno dei principali fornitori di ordigni di morte ai quattro angoli del mondo. Con un fiorente complesso militare-industriale, conduce regolarmente guerre, sostiene truppe irregolari (come quelle del generale Haftar in Libia) e si addestra anche sul proprio suolo… o su quello dei suoi vicini. Nell’ambito del programma CaMo (“Capacità Motorizzata”) firmato nel giugno 2019 con uno dei partner privilegiati della NATO, il Belgio, ha fornito a quest’ultimo 450 veicoli corazzati (382 trasportatori di truppe Griffon e 60 veicoli di ricognizione Jaguar), che saranno consegnati a partire dal 2025. L’altro aspetto di questo accordo è il rafforzamento del “partenariato strategico” tra le forze terrestri francesi e belghe, che si concretizza in particolare in addestramenti congiunti. Cosa potrebbe che fino ad ora essere più banale, se non che l’esercito ha deciso di addestrarsi non solo in caserme o centri dedicati[1] che riproducono città in miniatura… ma direttamente tra la popolazione civile eseguendo esercizi su scala reale. Continue reading

(it-es) Germania: Lettera di uno dei “tre della panchina del parco” dal carcere di Holstenglacis

Germania: Lettera di uno dei “tre della panchina del parco” dal carcere di Holstenglacis

Ciao a tuttx!

È passato poco più di un mese da quando i tre della panchina del parco sono stati arrestati, ed è la seconda volta che due di noi vengono imprigionati. In questa lettera, vorrei descrivere un po’ la mia situazione personale qui in prigione. Non posso dire nulla sulle accuse o sullo stato di avanzamento del processo giudiziario, perché non possiamo comunicare tra di noi. Non posso che concordare con il consiglio di non cedere a speculazioni, pettegolezzi e panico. Continue reading

(it-en) Parigi, Francia: Identificare il nemico

Parigi, Francia: Identificare il nemico

Molte persone parlano del clima, parlano del tempo che fa. Quelli che vogliono sembrare radicali criticano le icone mediatiche che criticano chi governa.
Molte persone parlano di arrivare alla fine del mese. Ce ne sono pure che riscoprono le virtù del popolo. E che aspettano trepidanti gli appuntamenti settimanali con questo famoso “popolo”.
Molte persone parlano.

Abbiamo pensato che l’urgenza, oggi come sempre, è agire. Agire in piccoli gruppi o soli, seguendo le nostre idee e non l’umore delle masse. L’urgenza dell’attacco.
Identificare il nemico: come ieri e come domani, gli Stati, il capitale e ogni autorità. Continue reading

(it) Faccia a faccia col nemico. Severino Di Giovanni e gli anarchici intransigenti negli anni 1920-1930 in America del Sud

https://finimondo.org/sites/default/files/face_a_face_couverture.jpgE’ stato pubblicato, in francese, il libro “Faccia a faccia col nemico. Severino Di Giovanni e gli anarchici intransigenti negli anni 1920-1930 in America del Sud”

«Ho molto amore per la nostra causa e sono capace di tutto per favorirla», scriveva Severino Di Giovanni in una lettera a un compagno qualche mese prima d’essere fucilato. Il suo amore per l’ideale anarchico non era platonico: erano le sue ardenti palpitazioni a spingerlo ad elevarsi sul culmine ribelle del pensiero e dell’azione. L’anarchismo non è solo azione, come non è unicamente pensiero: unisce i due aspetti in un grande abbraccio appassionato. In buona compagnia, Severino è andato fino in fondo al suo amore. Alcuni dei suoi compagni sono morti sotto i proiettili degli sbirri, altri hanno trascorso molti anni dietro le sbarre; alcuni sono partiti in esilio per sfuggire alla repressione, altri hanno potuto continuare ad aprirsi sul posto, nei meandri della guerra sociale, il proprio percorso di combattenti per l’ideale.
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(it-en) Al G8 c’eravamo tutti

Al G8 c’eravamo tutti

Chi di noi ha partecipato alle iniziative contro il G8 di Genova, prima, durante, dopo di esso, in solidarietà con i compagni e le compagne arrestati/e e condannati/e ad un gran numero di anni di carcere, si è sentito stringere ancora una volta lo stomaco dopo l’arresto di Vincenzo Vecchi, compagno anarchico latitante in Francia da 7 anni a causa della condanna ad 11 anni e mezzo di carcere per i reati di devastazione e saccheggio. Questo arresto, avvenuto in Francia dove Vincenzo vive e lavora e dove, adesso, è in carcere, è stato reso possibile dalla peculiarità degli organi della repressione nonché dalla loro tracotanza nello spiare i legami sentimentali di ognuno di noi. Noi che, come Vincenzo, siamo onorati di aver partecipato da donne e uomini liberi a un’azione radicale collettiva, senza nessuna struttura egemone al di sopra di noi e con noi centinaia di migliaia di persone a fianco (dalla dichiarazione letta da Vincenzo durante il processo). Continue reading

(it) Germania: Feministische Autonome Zellen (Cellule Femministe Autonome) – Perché la notte ci appartiene

Germania: Feministische Autonome Zellen (Cellule Femministe Autonome) – Perché la notte ci appartiene

Because the night belongs to lovers,
Because the night belongs to us
– Patti Smith

Da qualche tempo osserviamo con preoccupazione la direzione in cui le lotte emancipatorie nei paesi di lingua tedesca si sono spostate negli ultimi anni. Noi, persone che sono state politicizzate all’interno di queste strutture negli ultimi anni, da allora abbiamo sentito un senso sempre crescente di responsabilità nella direzione dei nostri gruppi e movimenti. Allo stesso tempo, abbiamo sperimentato che le preoccupazioni e le paure personali su cosa dovremmo fare della nostra vita e su come dovremmo affrontare, ad esempio, le pressioni economiche e repressive, non sono state o non sono adeguatamente intercettate da queste stesse strutture. La nostra fiducia nella responsabilità della sottocultura radicale di sinistra vacillò. Le crisi personali hanno coinciso con quelle che abbiamo visto come carenze strutturali e come dubbi sulle nostre connessioni e sul “movimento”: Continue reading

(it-en-fr) Solidarietà a Vince

Solidarietà a Vince

Lo scorso 8 agosto [2019], dopo una latitanza durata oltre sette anni, è stato arrestato in Francia il compagno anarchico Vincenzo Vecchi. In seguito alla condanna a 11 anni e mezzo per “devastazione e saccheggio” per i fatti del G8 di Genova [2001], Vince era infatti diventato irreperibile per lo Stato.

Una scelta ardua e coraggiosa, coerente con ciò che lui stesso dichiarò nell’aula di tribunale prima della sentenza: “…in quanto anarchico, ritengo i concetti borghesi di colpevolezza o innocenza totalmente privi di significato”. Quindi, una volta condannato definitivamente, ha deciso di partire, di non farsi acciuffare dai tanti apparati polizieschi che lo Stato gli ha sguinzagliato dietro. Continue reading

(it-en) Francia: Aggiornamento sulla situazione di Vincenzo (14/08/2019)

Francia: Aggiornamento sulla situazione di Vincenzo (14/08/2019)

A seguito dell’arresto dell’anarchico Vincenzo Vecchi, avvenuto in Francia in data 8/08/2019 grazie al lavoro congiunto delle polizie italiana e francese, stamattina (14 agosto) alle ore 11.00, presso la corte d’appello di Rennes, si è tenuta l’udienza riguardante l’estradizione in Italia. Stando alle scarse informazioni che è stato possibile apprendere fino ad ora, durante l’udienza i giudici non hanno deciso nulla in merito all’estradizione, poiché mancherebbero “diversi elementi” utili. E’ stata fissata una ulteriore udienza, per il 23 agosto. Quindi in tale lasso di tempo dovrebbe presumibilmente restare prigioniero del carcere di Rennes. Continue reading

(it) Pisa, Italia: Le idee sono a prova di sgombero

Pisa, Italia: Le idee sono a prova di sgombero

La mattina del 30 luglio veniamo sgomberati dal posto che da più di due anni era diventato casa
nostra, il Galeone Occupato.

Sognavamo un posto dove vivere e ce lo siamo presi, senza intavolare trattative con uno stato che
riconosciamo solo come nostro nemico, contro questa società che vorrebbe imporci il suo dio
DENARO come unico modo per ottenere qualcosa, che vorrebbe che consacrassimo la nostra vita al
lavoro, svolgendo attività verso cui non nutriamo interesse se non quello, principale, di ricevere in
cambio soldi, che dovremmo poi essere ben contenti di spendere nel poco tempo che ci resta
consumando passivamente per lo più inutili merci e servizi. ARBEIT MACHT FREI. Continue reading

(it-en) Italia: Aggiornamento su Juan al 3/08/2019 + Chi ha orecchie per intendere, intenda! Testo di Juan dal carcere di Terni

Italia: Aggiornamento su Juan al 3/08/2019

Per lettera, Juan (arrestato il 21 maggio 2019, dopo alcuni anni in clandestinità) fa sapere che sta ricevendo tutte le parole che gli vengono scritte, anche se la censura è abbastanza dura. Ha invece difficoltà a spedire le sue risposte e chiede un po’ di pazienza nel riceverle e di non farsi scoraggiare dal silenzio. Per il resto dice che è sereno e che sta bene.

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

[Tratto e leggermente rielaborato da roundrobin.info].


Chi ha orecchie per intendere, intenda!
Testo di Juan dal carcere di Terni

Su su! Dannati della terra! Su! Derelitti e senza pan, la giustizia rugge sottoterra, il tracollo non è lontan. Il passato sepolto giaccia, folla di schiavi! Sorgi, or su!
Il mondo sta permutar faccia, tutto sarà chi nulla fu!
E’ la lotta finale! Tutti uniti, e sarà l’internazionale, l’intera umanità.
(“L’internazionale” – Canzone nata nel 1871 in Francia, del poeta e anarchico Eugène Pottier).

Ciao a tutti amici e compagni! Sono Juan arrestato il 22 maggio [2019] dopo tre anni di latitanza. Scrivo dalla sezione AS2 del carcere di Terni in cui mi trovo rinchiuso. Sono sereno, il mio morale è equilibrato e sono determinato ad andare avanti.

In ogni giorno della mia clandestinità sono stato consapevole di poter finire in carcere; d’altronde lo sono sempre stato, fin dal giorno in cui ho deciso di lottare dalla parte degli oppressi. Continue reading

(it) Marsiglia, Francia: Fiera del libro anarchico

https://foireanarchistemarseille.noblogs.org/files/2019/04/torre-poster.jpgMarsiglia, Francia: Fiera del libro anarchico

Ancora qui.
Ancora qui. A lanciarsi nell’avventura senza freni della pratica anarchica, in quel ciclone di idee libere proteso verso la tempesta dell’azione sregolata, del gioco senza premi da vincere, della vita senza mediazioni.
Ancora qui. Distanti e contro le ideologie che promuovono soggetti politici, contro gli occhiali offuscati dal cittadinismo, contro l’imposizione di una vita securitaria trasformata in abitudine e obbedienza.
Ancora qui. Malgrado i tentativi di recupero e di annientamento dell’idea di libertà. Malgrado il realismo, i moralismi e l’integrazione della logica di potere da parte dei suoi falsi critici, che mirano alla riforma del dominio piuttosto che alla sua distruzione.
Ancora qui. A persistere nella ricerca di sentieri per tessere complicità e combattere l’offensiva tecnologica che rinnova e approfondisce il dominio, per dedicarsi appassionatamente alla distruzione dell’oppressione e dello sfruttamento, per guardare al di là degli orizzonti di questo presente insipido.
Ancora qui. Anche se le dipendenze delle protesi tecnologiche cercano di distrarci dall’incessante annichilimento in corso della nostra sensibilità e della nostra immaginazione. Anche se le relazioni virtuali cercano di privarci della complicità e dell’umanità.
Ancora qui. A rivendicare con amore e fierezza le idee anarchiche, in un’epoca in cui integrazione e repressione vanno di pari passo, oscurando sempre più gli orizzonti di rivolta. Continue reading

(it) E’ uscito il settimo numero del giornale ecologista radicale “L’urlo della Terra”

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E’ uscito il settimo numero del giornale ecologista radicale “L’urlo della Terra”

In questo numero:

– Il Green New Deal e l’ecologismo di stato: la trappola della sostenibilità (Costantino Ragusa)
– I Paradossi delle politiche dell’identità (Silvia Guerini)
…O verso una civilizzazione post-umana? Conoscenza contro sapere, scienza contro mondo sensibile: progressione del disumano (André Gorz da L’immatèriel, editions le Galilée)
– Un resoconto equilibrato del mondo: uno sguardo critico alla visione del mondo scientifico (Wolfi Landstreicher)
– Il corpo di genere nello specchio delle nuove tecnologie (Game Over _ για τη διάσωση της αμήχανης σκέψης)
– Sabotiamo il mondo macchina della rete 5G e della smart city (Collettivo Resistenze al Nanomondo)
– Dal collettivo di Grenoble Anti Linky e da Pièces et Main d’Oeuvre
– Stralci dal libro “Meccanici i miei occhi. Nati in laboratorio. Dall’utero in affitto alla manipolazione genetica”.

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(it-en-fr) Carcere dell’Aquila, Italia: “Un coup de dés”

Carcere dell’Aquila, Italia: “Un coup de dés”
Lettera di Anna, Silvia e Natascia sulla fine dello sciopero della fame.

Che la vita sia una partita a dadi contro il destino lo scrisse un poeta, che agli anarchici piaccia giocare lo sappiamo. Una prima partita l’abbiamo conclusa. Un mese per tastare il terreno ed annusare i confini della gabbia, un mese di sciopero della fame per far capire che siamo materiale difficile da inscatolare.

Al trentesimo giorno sospendiamo con il proposito di tornare con maggior forza. Un primo bilancio positivo è nella solidarietà viva, spontanea, immediata dentro e fuori le carceri, che ha sollevato chiaro e forte il problema.

Da dentro: un mese in sciopero anche [da] Marco e Alfredo in AS2 ad Alessandria e Ferrara, a cui si è aggiunta Natascia al suo arrivo a Rebibbia e con cui abbiamo proseguito una volta arrivata qui, poi altri compagni, Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska e Leo.

Da vicino: abbiamo sentito le battiture dal 41bis femminile e maschile aquilani, musica che rompe il silenzio di questa fortezza montana e a cui abbiamo risposto e continueremo a rispondere finché dureranno, solidali con quante e quanti subiscono da anni sulla propria pelle questo regime infame.

Da fuori: azioni dirette, incursioni informative, azioni di disturbo in giro per l’Italia e nel mondo hanno fatto da megafono a qualcosa che non è un gioco: differenziazione carceraria, circuiti punitivi, affinamento delle strategie repressive, in chiave anti-anarchica e non solo. Non è nulla che non conoscessimo e manteniamo la consapevolezza che dentro come fuori le scintille pronte a propagarsi sono ovunque, questo ci dà forza e determinazione.

È solo un inizio che speriamo sia stato un’iniezione di fiducia nelle potenzialità e nella forza che portiamo, dentro e fuori, con noi.

L’Aquila, 28 Giugno 2019
Silvia, Natascia, Anna

[Tratto da anarhija.info].

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Prison of L’Aquila, Italy: “Un coup de dés”
Letter of Anna, Silvia and Natascia on the end of the hunger strike.

A poet wrote that life is a game of dice against destiny, we know that anarchists like to play. We finished a first match. A month to test the ground and smell the confines of the cage, a month of hunger strike to make it clear that we are a difficult material to box.

On the thirtieth day we suspend with the intention of returning with more strength. A first positive balance is in the living, spontaneous and immediate solidarity inside and outside the prisons, which raised the problem clearly and strongly.

From inside: a month on strike also from Marco and Alfredo in AS2 sections in Alessandria and Ferrara prisons, to which added Natascia from her arrival in Rebibbia prison and with whom we continued once she arrived here, then other comrades, Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska and Leo.

From nearby: we heard the beatings from the female and male 41bis sections in L’Aquila prison, music that breaks the silence of this mountain fortress and to which we have responded and will continue to respond as long as they last, in solidarity with those who have suffered this infamous regime on their skin for years.

From outside: direct actions, informative incursions, disturbing actions around Italy and in the world have acted as a megaphone to something that isn’t a game: prison differentiation, punitive circuits, refinement of repressive strategies, from an anti-anarchist perspective, and not only. It’s nothing that we didn’t know and we maintain the awareness that inside as well as outside the sparks ready to propagate are everywhere, this gives us strength and determination.

It’s only a beginning that we hope has been an injection of confidence in the potential and strength we bring, inside and outside, with us.

L’Aquila, June 28th, 2019
Silvia, Natascia, Anna

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Prison de L’Aquila (Italie) : Un coup de dés
Communiqué de fin de la grève de la faim.

C’est un poète qui a écrit que la vie est un jeu de dés contre le destin, et on sait que les anarchistes aiment jouer. Nous, on a terminé un premier match. Un mois pour prendre la température et renifler les frontières de la cage, un mois de grève de la faim pour leur faire comprendre que nous sommes du matériel difficile à mettre en boîte.

Arrivées au trentième jour, on arrête, avec l’intention de revenir avec plus de force encore. Un premier bilan positif on peut le voir dans la solidarité vivante, spontanée, immédiate, depuis l’intérieur et l’extérieur des prisons, qui a soulevé le problème, fort et clair.

Depuis l’intérieur : Marco et Alfredo, dans les AS2 d’Alessandria et de Ferrara, ont été en grève pendant un mois eux aussi ; Natascia nous a rejointes à son arrivée à Rebibbia et on a poursuivi ensemble quand elle est arrivée ici ; puis d’autres compagnons : Stecco, Ghespe, Giovanni, Madda, Paska et Leo.

Depuis tout près : on a entendu les battages des barreaux venants des sections 41bis pour femmes et pour hommes ; une musique qui brise le silence de cette forteresse dans la montagne, à laquelle on a répondu et on continuera à répondre jusqu’à quand elle continuera, en solidarité avec celles et ceux qui subissent sur leur peau, depuis des années, cet ignoble régime de détention.

Depuis l’extérieur : actions directes, raids informatifs et actions de dérangement, en Italie et dans le monde, ont fonctionné comme des hauts-parleurs pour quelque chose qui n’est pas un jeu : la différenciation dans les prisons, les sections punitives, l’affinement de stratégies répressives contre les anarchistes, mais pas que. Rien qu’on ne connaissait pas auparavant et on garde la conscience que, à l’intérieur comme à l’extérieur, les étincelles prêtes à se propager sont partout ; cela nous donne force et détermination.

Ce n’est qu’un début et on espère que ça a été une injection de confiance dans les potentialités et dans la force que nous portons avec nous, à l’extérieur comme à l’intérieur.

L’Aquila, 28 juin 2019
Silvia, Natascia, Anna

[Depuis attaque.noblogs.org].

 

(it) Le giravolte di Lecce: una città frantumata

Le giravolte di Lecce: una città frantumata

Un filo rosso sembra attraversare le storie vissute nel quartiere delle Giravolte di Lecce. Un luogo ormai quasi frantumato dopo l’arrivo di una palazzinara affarista, dal nome Beatrice Baldisser, che ne trasformerà il volto e il tessuto sociale in maniera irreversibile. E dopo la morte di questo quartiere, Lecce potrà dirsi una città completamente trasformata. In cambio ci sarà tanta movida e locali alla moda, ristoranti e alberghi e i diffusissimi B&B. E tanti tanti turisti. In molti saranno contenti di un turismo che consuma la città, ma pochi rifletteranno sul fatto che questo fenomeno, conosciuto ormai anche in tante città del mondo è di fatto un processo violento, disumano e omologante. Violento e disumano perché dà vita ad un assioma: caccia i poveri per fare spazio ai ricchi. O meglio caccia tutto ciò che è indesiderabile e stonato rispetto a un quadro omologato di turismo, per fare spazio al denaro con il quale tutto diventa fruibile e senza il quale tutto diventa vietato. Basti pensare alle varie norme che vietano di sedersi sui gradini di una qualche chiesa o di una qualche palazzo storico per mangiare un panino. Ordinanze cosiddette antidegrado che man mano diventano la regola e vengono accettate. Dal centro di Lecce, ormai diventato vetrina intoccabile, questo processo si estenderà ai quartieri limitrofi: San Pio, Leuca, …

DIO, DENARO, LUCRO
Spietata e affarista, la signora Baldisser, che per ripulire i posti in cui speculare, murerebbe anche la gente dentro, come ha affermato lei stessa, in fondo non ha tutte le colpe. Ovvio che economia e politica fanno il paio: l’una, che conosce solo il linguaggio del denaro, tenta di far profitto in ogni modo, l’altra consente, in maniera legale o meno – in questi casi non vengono usate tante sottigliezze su questo concetto, urlato invece in altri contesti – regalando permessi, agevolando amici e parenti o semplicemente chi è disposto a pagare di più. E la signora Baldisser, tenutaria di un centro benessere all’interno dell’hotel Tiziano di cui è proprietario l’ex sindaco Perrone, nonché tenutaria in passato di un centro benessere per dipendenti comunali all’interno del Comune di Lecce durante la giunta Poli Bortone, (quando si dice la politica dalla parte della gente…), nel 2016 riusciva infatti ad acquistare dal comune di Lecce, un immobile proprio in via delle Giravolte per farne un luogo di lusso. Tale immobile tuttavia risultava destinato a fini sociali così come molti immobili del quartiere. Per evitare di sprecare tempo con troppa burocrazia la signora Baldisser, ottenuto comunque un cavallo di Troia per inserirsi in un contesto sociale a lei estraneo e trarne profitto, si è rivolta al monastero delle suore benedettine, proprietarie di molti immobili in questo e altri quartieri della città. Le suore benedettine, per nulla turbate dal possesso di questi edifici e dai precetti sulla povertà e la carità della “Santa Romana Chiesa”, li avevano da qualche anno messi in vendita dopo aver fatto sgomberare decine di immigrati che lì vivevano da numerosi anni. E per accorciare i tempi avevano fatto tagliare loro l’acqua, nonostante sia considerata un bene primario che non può essere sottratto. Ma anche in questo caso, chi ha solo sete di potere e denaro ha necessità di semplificare le cose e considera un ostacolo chi ha sete veramente. Chiaro che chi ha eseguito il taglio dell’acqua ha la stessa responsabilità di chi ne ha fatto richiesta.

LA STORIA NON CAMBIA
Ancora un passo indietro e ci si imbatte nel personaggio di Mara, una transessuale leccese che molti ricordano con simpatia, per il suo carattere eccentrico, per la sua schiettezza. Mara aveva conosciuto il carcere a Genova a causa delle leggi sul travisamento e ed era stata allontanata dalla sua famiglia per via delle sue scelte di vita. Ma una volta tornata a Lecce si era trasformata da oppresso in oppressore, accumulando denaro, acquistando immobili affittati poi a stranieri stipati all’interno, anche 15 per stanza, in modo da ricavarne il più possibile e pressando mese dopo mese con ricatti e minacce, affinché i canoni fossero pagati. Alla sua morte aveva donato tutto al monastero delle suore benedettine, richiedendo che gli immobili fossero lasciati in uso a chi già li usava e che quindi avessero una destinazione sociale. Un fatto che dovrebbe essere ovvio per delle suore. E invece questi immobili hanno preso altre destinazioni e dopo essere stati utilizzati da chi, in tempi passati, veniva disprezzato per il fatto di abitare nel centro storico, ora verranno abitati da chi vive il centro storico come uno status quo. La vita in comunità e la solidarietà di un tempo, sostituite dal lusso e da un turismo che avrà contribuito a spazzare via le storie dei quartieri e che non esisteranno più. E questo non è solo il destino di Lecce. Basta andare in una qualsiasi città europea ora asfissiata dal turismo, per rendersi conto di quanto le strade percorse non parlano più nessuna lingua, non emanano odori né profumi, non sono nulla se non delle strade qualsiasi prive di qualunque caratteristica di vita.

SENZA FUTURO
Tuttavia, ancora per poco, i muri delle Giravolte rimangono impregnati di racconti, storie, odori, profumi, sensazioni, e anche tanto sfruttamento. Qualcuno sarà finalmente contento di azzerare tutto quanto e portarvi la tanto osannata riqualificazione, che farà sì che all’interno del quartiere potranno accedervi solo danarosi turisti, con conseguente lievitazione dei prezzi delle case e cacciata definitiva di chi non ha un nutrito conto in banca.
Ma la tanto osannata riqualificazione è il perpetuarsi di una forbice sempre più grande tra ricchi e poveri, tra inclusi ed esclusi, tra chi accede e chi viene cacciato. Tra chi è considerato adatto a questa società, non importano i suoi costumi, l’importante è che possa pagare, e chi è considerato inadatto e in questo caso i suoi costumi contano eccome. Un po’ come chi fa la differenza tra una prostituta di strada, che la morale generale disprezza e una escort, cioè una prostituta d’alto bordo, una che ad esempio si esibisce nei locali, vendendo il suo corpo con professionisti, politici e altro. Entrambe fanno lo stesso mestiere ma il giudizio della morale dominante varia a seconda dei clienti che le sono davanti.
Le storie di queste potenti donne in definitiva fanno tutte schifo: da Mara, alle suore benedettine, all’affarista Baldisser e chi la foraggia, sono tutte storie di potere e di denaro, avidità e calcolo.

BRECCE NEL MURO
Ma per tre anni, dal 2016 al 2019 in uno di questi appartamenti in via delle Giravolte, vi è stata anche una biblioteca anarchica occupata. Il suo nome, Disordine, aveva ed ha in sé il progetto di diffondere libri e idee che rompessero con la morale comune e con l’ordine costituito. Un ordine fatto di potere e repressione, sfruttamento e devastazione, obbedienza e annichilimento delle coscienze. Disordine è appunto l’opposto. Relazioni umane non più basate sulla gerarchia, ribellione e rivolta contro le iniquità, libertà da ogni schiavitù, religiosa, morale, economica, salariale, tecnologica, statale. Di questi tempi, d’altronde, coltivare sogni, progetti e una tensione antiautoritaria, risulta davvero urgente e necessario, per resistere ad un pensiero unico sempre più asfissiante e ad un ordine tecnologico livellante e avvilente. In questi tempi in cui a Lecce si è sparlato di anarchici sui giornali, per fare terra bruciata attorno a loro, inventando storie esilaranti, è ancora tempo di aprire spazi di libertà, di critica, di autorganizzazione.

Biblioteca anarchica Disordine
[Lecce, giugno 2019]

[Pdf del testo scaricabile a questo link].

(it) E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”

E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”

E’ uscito il numero 9 della rivista anarchica “i giorni e le notti”.
Le perquisizioni del 19 febbraio ci hanno scompaginato le carte, impedendoci di utilizzare sia l’e-mail della rivista che la vecchia poste pay. Pertanto per richiedere copie, inviare considerazioni e contributi, l’indirizzo cui scrivere per il momento è: navedeifolli@gmail.com

Per i pagamenti: poste pay numero 5333 1710 2666 5055 intestata a Carlo Andrea Casucci.
Si prega inoltre di segnalare con un’e-mail i pagamenti effettuati

Di seguito un brano dell’editoriale:

Le ingiunzioni dell’Apparato producono un fascio di reazioni condizionate nella vita quotidiana che poi la Reazione mobilita nella difesa servile e rancorosa dell’ordine sociale. Come in tutte le fasi di profonda ristrutturazione – pensiamo, per quanto riguarda l’Italia, al periodo a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta – lo Stato ha bisogno di armare la classe proprietaria. Ai ceti più vigliacchi, silenziosi quando le lotte sono in posizione di attacco, l’attuale ideologia sovranista – che sembra coniugare l’arroganza neoliberale di un Reagan e di una Tatcher con il collettivismo nazionalista di un Putin – offre una prospettiva di potere. A quel blocco sociale reazionario che in questo paese è sempre esistito – e che nella spietata competizione del capitale globale ha la funzione della variabile passiva e intercambiabile -, il Capitano con la maglia della polizia (calcio e spirito di caserma insieme) fornisce la coesione dell’ordine. Da questo punto di vista la legge sulla legittima difesa e quella sulla famiglia vanno lette assieme. Il maschio proprietario deve poter sparare ai figli e ristabilire il proprio comando sulla moglie e sui figli. “Dio, famiglia e proprietà” è da sempre lo slogan di quel clerico-fascismo che dal Brasile di Bolsonaro all’Italia di Salvini e Fontana esprime l’ideologia del fazendeiro e del bottegaio.

Stanno cercando di metterci all’angolo. Proprio per questo non bisogna né demordere né appiattirsi sulle lotte e sulle risposte immediate. Dare alla resistenza il respiro di una prospettiva, all’attacco il calore del mondo per cui ci battiamo, dell’utopia – questo l’ossimoro vivente che dobbiamo imparare a diventare.

(it-fr) Grenoble, Francia, 17/06/2019: Per dire perché abbiamo bruciato delle macchine di EDF

Grenoble, Francia, 17/06/2019: Per dire perché abbiamo bruciato delle macchine di EDF

io e mia sorella eravamo veramente stufi. nostro padre ci lavora per EDF [l’ENEL francese; NdAtt.] da 30 anni gia molto prima che nasciamo. ci ha sempre parlato della littricità come la roba più importante per l’umanità. ma io e mia sorella non ci è mai piaciuta, abiamo sempre preferito giocare fuori, fare i matti, correre, scalare gli alberi, rotolarsi nell’erba, fare li indiani contro i couboi, nasconderci nel bosco per guardare tutti gli animali e fare un sacco di altre robe. trallaltro abiamo sempre preferito gli animali agli umani, almeno non posono essere alcolizati come nostro padre che odiamo. lui a pichiato nostra madre fino a quando lei è partita e ci sgrida quando siamo a casa sua ma scapiamo quando vuole picchiarci e ci nascondiamo dove nisciuno puo’ trovarci.

io e mia sorella odiamo la littricità perché per noi rapresenta nostro padre e la sua violenza e la sua autorità e poi anche la società e tutte le robe che gli umani devono attaccare alla spina per esistere e non anoiarsi. io e mia sorella non abbiamo bisogno di littricità per giocare nella natura e ci piace fare dei fuochi e acciendre delle candele, odiamo vedere li enormi piloni di ferro con i fili lettrici superlunghi che attraversano i prati e le foreste e poi sulle montagne ci fa incazzare un casino e anche odiamo le enormi eliche bianche che girano per fare della llittricità, sono troppo brutti e rovinano i nostri sogni a occhi aperti quando guardiamo il cielo lontano e li vediamo, rendono brutto il paesaggio e nostro padre dice che le eoliche servono solo che così la gente critica meno EDF. perché lui dice sempre che è il nucleare che è super e che salverà la umanità e il sistama dalla catastrofa climatica che la gente dicono spesso alla tivvù, allora nostro padre si incaza contro la tivvù, e dice che il nucleare salverà tutto.

per fortuna che nostra madre ci a tutto spiegato bene sul nucleare e la littricità e la stupidanza degli umani. è grazzie a lei che adoriamo la natura. lei ci a sempre portati a giocare nella foresta e nei prati e lei ci ha imparato a fare un casino di robe per cavarcela nella natura e per non avere bisogno di littricità. lei ci a sempre detto a me e mia sorella che i problemi più grossi che hanno fatto impazzire gli umani e distrutto tutto quello che vive, sono le città e tutto sto cemento, tutte le macchine, camion, aerei e tutte le robe che hanno bisogno di petroglio. e anche tutto il lavoro che la gente deve fare tutti i giorni per fabbricare tutte le robe che non ci abbiamo nemmeno bisogno. nostra madre dice anche che sono gli uomini che dirigono il mondo e che le donne sono quasi sempre obbligate ad ascoltare uomini, anche se c’è un mucchio di donne come lei che si rivoltano. allora lei mi ha imparato ad ascoltarle sempre, lei e mia sorella. e lei dice che ce anche il razismo e la paura degli stranieri e il massacro dei animali e tutta la violenza e ancor più con l’alcol.

io e mia sorella abbiamo voluto far vedere a nostro padre che lo odiamo per davvero, allora la notte dal 16 al 17 giugno abiamo brucciato delle macchine di EDF a Grenoble, dove lui lavora. abbiamo pensato a quando delle machine di ENEDIS avevano brucciato nel 2017 a Grenoble. nostro padre era talmente incazato che non smetteva di parlarne; diceva che erano dei narchici per la liberazione della terra che l’avevano fatto. poco dopo nostra madre ci aveva detto che degli anarchici avevano bruciato un edificio della ENEDIS poco lontano da Grenoble. io e mia sorella avevamo visto che ci avevano fatto piacere a nostra madre quei due grandi fuochi contro la littricità. allora abbiamo fatto uguale, per far soffrire nostro padre e far piacere a nostra madre. e per divertirci io e mia sorella ci siamo detti che eravamo degli

Energumènes Diablement Furax [energumeni super furiosi]

e siamo scapati sotto la luna piena che sorrideva

[Tratto da anarhija.info].

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Grenoble, France, 17 juin 2019: Pour dire pourquoi on a bruler des véicules de EDF

moi et ma soeur on en a eu diablement mare. notre père y bosse à EDF depuis plus de 30 ans, déja bien avant qu’on sois né. y nous a toujours parler de l’électricité comme le truc le plus important pour l’humanité. mais moi et ma soeur on a jamais aimer sa, on a toujours préférer jouer dehors faire les fous courir partout grimper au arbres se rouler dans l’herbe faire les indiens contre les cowboys se cacher dans la forêt pour observer tout les animaux et faire plein d’autres trucs. on a dailleurs toujours préférer les animaux au humains et au moin y peuves pas être alcolique comme notre père qu’on déteste. lui il a battu notre mère jusqu’a qu’elle parte de la maison et il nous hurle dessus quand on est ché lui mais on s’enfuis quand y veux nous fraper et on va se cacher la ou personne peux nous trouver.

moi et ma soeur on déteste l’électricité passque pour nous sa représente notre père et sa violence et son autorité puis la société et tout les trucs que les humains y doives brancher pour exister et pas s’ennuyer. moi et ma soeur on a pas besoin d’électricité pour jouer dans la nature et on adore faire du feu et alumer des bougis. on déteste voir les imence potos en fer avec les super long files électrique qui traverse les prés et les forêts puis sur les montagnes. sa nous énerve diablement. et aussi on déteste les imence élices blanche qui tourne pour faire de l’électricité. c’est trop moche et sa gache nos rêveries quand on regarde le ciel loin et qu’on les vois. sa rend laid les paysages et notre père y dis que sa sert juste pour que les gens y critique moin EDF. car lui y dis tout le temps que c’est le nucléaire qui est super et qui va sauver l’humanité et le système de la catastrophe climatique que les gens y parles souvent à la télé, alors notre père y crille sur la télé pour dire que le nucléaire sa va tout sauver.

heureusement que notre mère elle nous a tout expliquer sur l’électricité le nucléaire et la connerie des humains. c’est grace a elle qu’on adore la nature. elle nous a toujours enmener jouer dans la forêt et les prés et elle nous a appris a faire plein de trucs pour se débrouiller dans la nature et pour pas avoir besoin de l’électricité. elle a toujours dis a moi et ma soeur que les problèmes les plus grand qui ont rendu fou les humains et qui détruit tout ce qui vis, c’est les villes et tout le béton, tout les voitures camions et avions et tout les trucs qui on besoin de pétrol. et aussi le travaille que tout les gens y doives faire tout les jours pour fabriquer tout les trucs qu’on a même pas besoin. notre mère elle dis aussi que c’est les hommes qui dirige le monde et que les femmes elles sont presque tout le temps obliger d’écouter les hommes, même si ya plein de femmes comme elle qui se révolte. alors elle ma toujours appris a l’écouter elle et ma soeur. et elle dis que ya le racisme aussi et la peur des étrangés et le massacre des animaux et toute la violence, encore plus avec l’alcol.

moi et ma soeur on a voulu montrer a notre père qu’on le déteste vraiment, alors dans la nuit du 16 au 17 juin 2019 on a bruler des véicules de EDF a Grenoble, la ou il travaille. on a repenser que quand des voitures de ENEDIS avais bruler en 2017 à Grenoble, notre père il avais été tellement en colère qu’il arrètais pas d’en parler. il disais que s’était des arnarquos libère terre qui avais fait sa. pas longtemps après notre mère elle nous avais dit que des anarchistes avais bruler un batiment de ENEDIS pas très loin de Grenoble. moi et ma soeur on navet vu que sa avais fait plaisir à notre mère ces 2 grand feux contre l’électricité. alors on a fais pareille pour faire soufrir notre père et faire plaisir a notre mère. et pour se marer moi et ma soeur on c’est dis qu’on étais des

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et on c’est sauver sous la lune pleinement souriante.

[Depuis attaque.noblogs.org].