Indirizzi anarchici prigionieri (it)

Aggiornato ad aprile 2020.

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ITALIA

Condannati per il G8 di Genova (2001)

Francesco Puglisi (detto “Jimmy”)
C. C. di Roma Rebibbia – Nuovo Complesso
via Raffaele Majetti 70
00156 Roma

Vincenzo Vecchi è stato scarcerato il 15/11/2019.

Nel 2012 c’è stata la sentenza di cassazione nel processo contro dieci persone accusate principalmente del reato di “devastazione e saccheggio”, oltre ad alcuni reati correlati, per gli atti di rivolta e di attacco contro il potere avvenuti durante le giornate in cui a Genova si svolgeva il summit del G8, nel 2001. Jimmy è stato condannato a 14 anni ed è stato arrestato, dopo poco meno di un anno strappato alla cattività, nel giugno 2013 a Barcellona, e successivamente estradato in Italia. La compagna anarchica Marina è stata condannata a 11 anni e 9 mesi.

Un altro anarchico, Vincenzo, condannato a 13 anni e 3 mesi (in cassazione ridotti ad 11 anni e 6 mesi circa), è stato ricercato dal 2012 fino all’8 agosto 2019, quando è stato arrestato in Bretagna, in Francia, grazie al lavoro congiunto delle polizie francese ed italiana, con l’apporto dell'”antiterrorismo” italiano; non è ancora stato estradato perché, durante alcune udienze in cui il tribunale di Rennes ha trattato dell’estradizione immediata (richiesta dallo Stato italiano in base ai due mandati d’arresto internazionali spiccati dalle procure di Genova e Milano), i giudici francesi hanno ritenuto che i documenti forniti dalla giustizia italiana fossero insufficienti per consentire il trasferimento in Italia quindi, per il momento, resta in carcere di Francia. Infine, il 15 novembre, la giustizia francese ha scarcerato Vincenzo.

Altre sette persone sono state condannate a pene tra i 6 anni e 6 mesi e i 10 anni e 9 mesi.


Davide Delogu

Davide Delogu
C. C. di Palermo Pagliarelli “Antonio Lorusso”
piazza Pietro Cerulli 1
90129 Palermo

Anarchico sardo condannato per alcune rapine e furti. Ha già trascorso più di 20 anni in prigione. Il 1 maggio 2017 ha tentato di evadere dal carcere di Brucoli (ad Augusta, in Sicilia) quasi riuscendovi. [A questo link uno scritto del compagno riguardo la tentata evasione]. Ad aprile 2019 è stato trasferito nel carcere di Rossano Calabro e sempre nello stesso mese gli è stata imposta la censura sulla corrispondenza. E’ in corso a Siracusa il processo per la tentata evasione del maggio 2017. Nel mese di marzo 2020 è stato trasferito nel carcere di Palermo, in Sicilia.


Operazione “Scripta Manent”

Alfredo Cospito, Nicola Gai e Alessandro Mercogliano
C. C. di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Marco Bisesti
C. R. di Alessandria “San Michele”
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria

Anna Beniamino
C. C. di Messina “Gazzi”
via Consolare Valeria 2
98124 Messina

Due anarchici sono stati scarcerati ad aprile 2019 a seguito della loro assoluzione nel processo di primo grado.

Il 6 settembre 2016 sono stati arrestati cinque anarchici nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”. Per altri due compagni già prigionieri (Alfredo e Nicola) viene imposta una nuova carcerazione e contestualmente agli arresti avvengono 32 perquisizioni domiciliari contro anarchici. Nel corso di una di queste un altro compagno viene arrestato con l’accusa di aver posseduo nell’abitazione materiali adatti alla realizzazione di ordigni, e scarcerato alcuni mesi successivi. Una compagna arrestata è stata successivamente trasferita agli arresti domiciliari. Le principali accuse sono:

– di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (art. 270bis del codice penale) chiamata FAI (Federazione Anarchica Informale) e successivamente FAI/FRI (Federazione Anarchica Informale / Fronte Rivoluzionario Internazionale);

– solo per alcuni compagni, di “attentato con finalità di terrorismo” (art. 280, c. p.) e “possesso e trasporto di esplosivi” in riferimento a circa 11 azioni realizzate tramite pacchi e ordigni esplosivi tra il 2005 e il 2007 – tranne una avvenuta nel 2016 (attacco al tribunale di Civitavecchia) – da gruppi e nuclei aderenti alla FAI (per le azioni contro la scuola allievi carabinieri di Fossano e nel quartiere Crocetta a Torino degli anni 2006 – 2007 si aggiungeva anche l’accusa di “strage” con finalità terroristiche);

– sempre solo per alcuni compagni, di “istigazione a delinquere” (art 414, c. p.) con “l’aggravante della finalità di terrorismo” in riferimento alla pubblicazione dell’ultima edizione di “Croce Nera Anarchica” (quattro numeri tra il 2014 e il 2017) e per la gestione di alcuni siti internet (il sito di C. N. A., anarhija.info, “RadioAzione”).

Inoltre una parte consistente dell’operazione “Ardire” (giugno 2012), che comportò l’arresto di otto compagni, la custodia cautelare per altri due compagni all’epoca già prigionieri e innumerevoli perquisizioni, è confluita in “Scripta Manent”. Una buona parte delle accuse inerenti le azioni specifiche sono legate al raffronto, tramite perizie richieste dall’accusa, tra le rivendicazioni e lo “stile scrittorio” di alcuni imputati, per i quali, appunto tramite queste perizie, l’accusa avrebbe dimostrato l’effettivo legame alla FAI/FRI. Invece, per quanto riguarda l’attacco alla sede del RIS di Parma nel 2005, alle accuse si aggiunge anche una misera e contraddittoria “traccia” di DNA che è stata attribuita ad Alfredo (e che in passato era stata giudicata troppo labile e frammetaria per essere considerata come prova).

Nei primi giorni di giugno 2017 sono state notificate altre indagini ad altri sette anarchici, un “filone” successivamente accorpato all’operazione “Scripta Manent” (i cui indagati quindi salirono ad una ventina di persone). Il processo è iniziato il 5 giugno 2017 nell’aula bunker del tribunale di Torino, presso il carcere de “Le Vallette”. Il pubblico ministero è Roberto Sparagna. I compagni in carcere sono detenuti presso sezioni AS2 (“Alta Sorveglianza 2”) a Ferrara, Alessandria e L’Aquila (nel mese di aprile 2019 Anna è stata trasferita da Roma Rebibbia a quest’ultimo carcere). Ad alcuni compagni è stata imposta la videoconferenza dal carcere, quindi l’impossibilità di essere presenti nell’aula di tribunale durante le udienze.

Nel mese di febbraio 2019 il p. m. ha esposto la sua requisitoria e, successivamente, le proprie richieste di condanna (poco più di 200 anni per 23 persone complessivamente, con pene massime tra i 29 e i 30 anni). Il 24 aprile, a seguito delle decisioni dei giudici, è stata emessa la sentenza di primo grado da parte del tribunale di Torino, che ha condannato cinque compagni: Anna Beniamino a 17 anni, Marco Bisesti a 5, Alfredo Cospito a 20, Nicola Gai a 9, Alessandro Mercogliano a 5. Questi ultimi sono quindi stati riconosciuti come promotori o partecipi in una “associazione sovversiva con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico”, mentre i soli Anna e Alfredo sono stati condannati per sette attacchi esplosivi compiuti da nuclei e gruppi della FAI tra il 2005 e il 2007 (reati di “attentato con finalità di terrorismo”, “possesso e trasporto di esplosivi” e “strage”); Alfredo per tutte sette le azioni, mentre Anna per tutte tranne le due risalenti al 2005. Invece, sono stati assolti da ogni accusa i restanti 18 compagni imputati, come detto, tutti per art. 270bis c. p. e alcuni per 414 c. p. e 280 c. p. (specificatamente, anche i compagni condannati sono tutti stati assolti per l’articolo 414 c. p.). In particolare, tra i compagni assolti da ogni accusa a seguito della sentenza di primo grado, uno in carcere nella sezione AS2 a Ferrara e una costretta agli arresti domiciliari (precedentemente anch’essa in carcere, prima a Latina poi a Roma Rebibbia) sono stati scarcerati dopo poco più di due anni e mezzo di prigionia in custodia cautelare.

Tra i mesi di maggio e giugno 2019 Anna (assieme a Silvia, anarchica reclusa per l’operazione “Scintilla”) ha iniziato ed intrapreso uno sciopero della fame contro le condizioni e le restrizioni imposte nella sezione AS2 femminile de L’Aquila, paragonabili quasi a quelle della sezione di 41bis (il regime di detenzione più restrittivo e vessatorio previsto dall’ordinamento penitenziario italiano). Allo sciopero della fame hanno partecipato anche altri anarchici (tra le carceri di Ferrara, Alessandria, Lucca, Uta e Firenze), mentre Natascia, arrestata il 21 maggio 2019 per l’operazione “Prometeo”, si è unita allo sciopero mentre si trovava ancora a Roma Rebibbia, in procinto di essere trasferita anch’essa all’Aquila. La collocazione della sezione AS2 femminile destinata alle anarchiche nel carcere dell’Aquila è probabilmente un primo tentativo per “avvicinare” le condizioni detentive degli anarchici a quelle dei detenuti in 41bis, visto che il carcere dell’Aquila è quasi interamente composto da sezioni di questo ordinamento. Lo sciopero della fame è stato dunque un chiaro atto di resistenza contro questa intenzione repressiva, ed è terminato a fine giugno. A seguito dello sciopero Silvia è stata trasferita a Torino, per consentirle di presenziare a delle udienze in processo in cui è accusata (ed è rimasta nel carcere de “Le Vallette”), mentre nel mese di agosto Natascia è stata trasferita a Piacenza, in un trasferimento che più che prevedere la possibile chiusura della sezione dell’Aquila, rientra nella logica dei trasferimenti continui che stanno avendo gli arrestati per l’operazione “Prometeo”. Il 21 ottobre 2019 Anna è stata trasferita nel carcere di Lecce, questo fatto (assieme al trasferimento di un’altra persona incarcerata nella sezione de L’Aquila per reati legati al terrorismo di matrice islamica) ha comportato la chiusura della sezione AS2 de L’Aquila.

Nel mese di marzo 2020 Anna è stata trasferita nel carcere di Messina, in Sicilia.

Alfredo e Nicola si trovavano già in carcere a seguito delle condanne (rispettivamente, a circa 9 e 8 anni ciascuno) nel processo dove erano accusati dell’azione di ferimento contro Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (Genova, 7 maggio 2012); azione rivendicata con un testo dal “Nucleo Olga” della FAI/FRI. Successivamente, durante il processo entrambi hanno rivendicato individualmente la realizzazione dell’azione.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri ed imputati a seguito dell’operazione “Scripta Manent” versando su conto corrente qui indicato: Intestatario: Omar Nioi — Codice IBAN: IT56M0567617295IB0000592586 — Banca: Banco di Sardegna.


Operazione “Panico” e operazioni repressive contro gli anarchici fiorentini

Tre anarchici, Giovanni, Paska e Ghespe, si trovano attualmente agli arresti domiciliari. Cinque persone sono state scarcerate ad agosto 2017 e una tra queste in seguito ha avuto alcune restrizioni poi terminate.

Anarchici arrestati il 3 agosto 2017, nel contesto di una operazione repressiva contro gli anarchici a Firenze, con l’accusa di aver compiuto un attacco esplosivo contro la libreria “Il Bargello” (1 gennaio 2017), uno spazio legato a fascisti e al partito Casapound. Durante lo scoppio è rimasto gravemente ferito un poliziotto, che ha perso parte di una mano e un occhio. Tra le innumerevoli accuse, sono accusati ed imputati di “tentato omicidio” e “associazione a delinquere”. Contestualmente all’operazione repressiva fu sgomberata l’occupazione anarchica La Riottosa, a Firenze, e arrestati otto compagni con l’accusa di aver compiuto questa azione e un attacco incendiario contro una caserma dei carabinieri nel quartiere di Rovezzano (Firenze, 21 aprile 2016). Tranne Ghespe, tutti gli altri compagni vennero successivamente scarcerati. Ma tra marzo e aprile 2018 Giovanni e Paska sono stati ancora arrestati a seguito di una decisione della Cassazione. Un altro compagno anch’esso arrestato ad agosto 2017 è destinatario di altre misure restrittive. L’accusa di “associazione a delinquere” fa riferimento alla cosiddetta operazione “Panico” (dal nome di un altra occupazione anarchica fiorentina) che comportò perquisizioni e tre arresti il 31 gennaio 2017. 

Nel mese di giugno 2019 Giovanni e Paska sono stati trasferiti agli arresti domiciliari (nei primi giorni dello stesso mese Giovanni aveva partecipato allo sciopero della fame in solidarietà ad Anna e Silvia anch’esse in sciopero della fame nel carcere de L’Aquila). Il 21 giugno è stato trasferito agli arresti domiciliari anche Ghespe.

Il 22 luglio 2019 è stata emessa la sentenza nel processo di primo grado per l’operazione “Panico”: complessivamente una ventina di persone sono state condannate, tra cui Giovanni, Paska e Ghespe a pene tra i 9 anni e i 9 anni e 10 mesi circa (principalmente per le accuse inerenti l’azione del 1 gennaio 2017). Tra gli altri compagni condannati, nove sono stati riconosciuti membri di una “associazione a delinquere” e, tra questi, due compagne ritenute “cape” di tale associazione sono state condannate a pene tra i 5 e i 6 anni circa. Un compagno, anch’esso condannato per “associazione a delinquere”, è stato assolto dall’accusa di aver compiuto l’azione del 1 gennaio 2017. Giovanni, Paska e Ghespe restano agli arresti domiciliari. Tutte le altre pene sono sospese.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet panicoanarchico.noblogs.org.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri ed imputati a seguito dell’operazione “Panico” facendo una ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 9589 2077 intestata a Micol Marino. Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: Agenzia: Poste Italiane. IBAN: IT22M3608105138272359572366.


Maddalena Calore

Maddalena Calore
C. C. di Uta
Strada II Ovest
09010 Uta (Ca)

Anarchica arrestata a marzo 2017 per un residuo di pena dovuto a precedenti condanne.


Operazione “Scintilla”

Giuseppe Sciacca
C. R. di Alessandria “S. Michele”
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria

Silvia si trova reclusa agli arresti domiciliari. Cinque persone sono state scarcerate e si trovano attualmente senza alcuna restrizione legata a questa operazione repressiva.

Il 7 febbraio 2019 a Torino è avvenuta una operazione repressiva (denominata “operazione Scintilla”) che ha comportato, dalla prima mattinata, l’arresto di sei anarchici, alcune perquisizioni a Torino e altrove e lo sgombero dell’Asilo Occupato di via Alessandria, occupazione anarchica esistente dal 1995. L’accusa principale è di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva” (articolo 270 del codice penale) e di aver compiuto alcune azioni dirette inerenti la lotta contro i Cie ed i Cpr, carceri per persone migranti.

Il 9 febbraio un corteo in risposta all’operazione repressiva si è mosso per le vie di Torino, cercando anche di avvicinarsi all’Asilo (completamente cinto da polizia e carabinieri, e nel frattempo devastato dalle forze dell’ordine e dagli operai addetti alla chiusura dell’edificio), per poi volgersi conflittualmente contro la città e ciò che quotidianamente fa da cornice all’esistenza degli oppressi. Durante il corteo alcune persone sono state arrestate e successivamente imprigionate, per poi essere scarcerate alcuni giorni seguenti.

A inizio marzo, a seguito del tribunale del riesame, è caduta l’accusa di “associazione sovversiva”, mentre permangono alcune accuse specifiche (tra queste, “istigazione a delinquere” per la pubblicazione dell’opuscolo “I cieli bruciano”). Conseguentemente due persone sono state scarcerate. Nel mese di marzo un altro compagno è stato trasferito dal carcere di Ferrara a quello di Ivrea ed, in ultimo, a quello di Cuneo (da dove è stato in seguito scarcerato). Il 6 maggio altri due arrestati (accusati di “istigazione a delinquere”) sono stati scarcerati dal carcere di Ferrara. Resta in carcere Silvia, con l’accusa che il suo “profilo antropometrico” corrisponderebbe con quello di una persona ripresa dalle telecamere mentre posizionava un ordigno sotto un ufficio postale (le Poste Italiane hanno avuto possesso della compagnia aerea Mistral Air, con cui venivano effettuati rimpatri di persone migranti).

Nel mese di luglio 2019 Silvia, per parecchi mesi unica detenuta a seguito dell’operazione “Scintilla”, è stata trasferita dal carcere dell’Aquila a quello de “Le Vallette”, a Torino, per consentirle di presenziare alle udienze in un processo in cui è tra le persone accusate. Il trasferimento è avvenuto a seguito dello sciopero della fame per la chiusura della sezione AS2 del carcere dell’Aquila – intrapreso a partire da fine maggio fino al termine del mese seguente da parecchi anarchici prigionieri, ed iniziato da Anna e Silvia recluse all’Aquila (cui successivamente si è unita Natascia a seguito del trasferimento da Roma Rebibbia) – ma non è legato ad una possibile chiusura della sezione de L’Aquila, poiché Anna vi è ancora reclusa. Silvia è rimasta nel carcere “Le Vallette” fino al 25 settembre, quando è stata trasferita agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni.

Il 26/11/2019 è stato arrestato Giuseppe Sciacca, Peppe. L’accusa è di “fabbricazione, detenzione e trasporto di materiale esplosivo”, per l’invio, nel 2016, di un plico esplosivo alla Ladisa, l’azienda che allora gestiva la mensa nel CPR di Torino. Un episodio già contestato, insieme ad altri, agli arrestati del 7 febbraio 2019 all’interno dell’operazione “Scintilla”, difatti una nota della questura torinese definisce l’arresto come una sorta di estensione di questa operazione. Dopo un periodo di reclusione nel carcere di Montorio a Verona, è stato trasferito nel carcere “San Michele” di Alessandria.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet: autistici.org/macerie.

Per inoltrare aiuti economici per sostenere la detenzione dei compagni detenuti a seguito dell’operazione “Scintilla” i dati sono i seguenti: IBAN: IT61Y0347501605CC0011856712. ABI: 03475. CAB: 01605. BIC: INGBITD1. Intestato a: Giulia Merlini e Marco Pisano. Per i versamenti dall’estero potrebbe essere necessario anche l’indirizzo della banca: Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, corso Europa 18, 20122 Milano, Italia.


Operazione “Renata”

Stecco si trova agli arresti domiciliari dall’11/02/2020. Tre persone sono sottoposte a varie restrizioni, una, a seguito dell’assoluzione nella sentenza del processo di primo grado, non ha alcuna misura restrittiva e un’altra non più sottoposta ad alcuna misura.

Durante la notte e la mattina di martedì 19 febbraio 2019 in varie località del Trentino sono stati arrestati sette anarchici. Ad una persona sono stati immediatamente imposti gli arresti domiciliari, mentre tutti gli altri sono stati imprigionati in varie carceri. Le accuse principali sono “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (articolo 270bis del codice penale) e di “attentato con finalità di terrorismo” (articolo 280 del codice penale), in riferimento ad alcune azioni dirette avvenute in Trentino nel corso degli ultimi anni. Altri reati di cui sono accusati sono: “interruzione di pubblico servizio”, “danneggiamento”, “sabotaggio di apparecchi telematici”, “incendio” e “trasporto di materiale esplodente”. Contestualmente sono avvenute 50 perquisizioni, con circa 150 poliziotti e carabinieri mobilitati nell’operazione repressiva (cui è stato dato il nome di “operazione Renata”, a quanto pare un nome tratto dal nomignolo dato ad una automobile utilizzata da dei compagni). Le indagini sono state condotte da Digos (polizia di Stato) e ROS (carabinieri). Nella stessa giornata degli arresti è avvenuta una conferenza stampa, a Roma, a cura dell’antiterrorismo.

Nel mese di marzo, a seguito di una decisione del tribunale del riesame che ha ritenuto insussistenti le accuse di “terrorismo”, è caduta l’accusa di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (art. 270bis, c. p.) di cui inizialmente erano accusati una parte dei compagni arrestati, e il reato ipotizzato è divenuto quello di “associazione sovversiva” (art. 270, c. p.). Invariate le accuse relative a fatti specifici (“interruzione di pubblico servizio”, “danneggiamento”, “sabotaggio di apparecchi telematici”, “incendio” e “trasporto di materiale esplodente”).

Il 9 maggio sono stati trasferiti agli arresti domiciliari cinque compagni anarchici prigionieri dal 19 febbraio 2019 a seguito dell’operazione “Renata”; una da poco trasferita nella sezione AS2 carcere de L’Aquila, due detenuti a Tolmezzo e altri due detenuti a Ferrara. Resta in carcere, a causa di altre condanne definitive, il compagno Luca Dolce (detto “Stecco”). Mentre un’altra compagna, anch’essa arrestata il 19 febbraio e posta fin da subito agli arresti domiciliari, ha avuto quest’ultima “misura cautelare” trasformata in obbligo di dimora e rientro a casa dalle ore 21.00 alle 7.00 del mattino.

Sempre nel mese di maggio Stecco è stato trasferito dal carcere di Tolmezzo a quello di Ferrara.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri a seguito dell’operazione “Renata” facendo una ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 7066 8120 intestata a Kamilla Bezerra. In Italia si possono effettuare anche le ricariche solo in contanti direttamente dal tabacchino (costo 2 euro) fornendo i propri dati, il proprio codice fiscale (serve proprio la tessera, non il numero a memoria), il numero della carta postepay ed il codice fiscale dell’intestatario (BZRKLL80P60Z602C). Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: IBAN: IT04H3608105138216260316268 intestato sempre a Kamilla Bezerra. Codice BIC/SWIFT, per effettuare transazioni internazionali: PPAYITR1XXX.


Operazione “Ardesia”

Leonardo Landi
C. C., nuovo complesso
Contrada Cocari
89900 Vibo Valentia

Due persone sono state scarcerate a seguito del termine della condanna.

L’anarchico Leonardo Landi è stato arrestato il 26 febbraio 2019 a seguito di una sentenza di cassazione relativa ad processo per una rapina avvenuta nel 2007 per cui alcuni anarchici vennero arrestati e indagati nel contesto dell’operazione “Ardesia”. E’ stato condannato ad un residuo di pena di 2 anni e 8 mesi. Gli altri imputati condannati hanno già scontato la sentenza.

Tra il 26 e il 27 gennaio 2020 Leonardo è stato trasferito in Calabria, nel carcere di Vibo Valentia.


Tommaso F.

Tommaso è stato scarcerato e non è sottoposto ad alcuna misura restrittiva.

Il 5 aprile 2019 a Cremona è stato arrestato Tommy, un anarchico che ha tentato di resistere ad un fermo di polizia sotto casa di un fascista (che nei giorni precedenti si era messo in mostra con alcune provocazioni vigliacche). Durante l’episodio è stato sfondato il vetro di una macchina della polizia. Il 10 aprile è stata pronunciata la sentenza da parte del tribunale di Cremona: un anno, otto mesi e dieci giorni di reclusione per le accuse di “resistenza, danneggiamento aggravato, lesioni, minacce e oltraggio”. Successivamente è stato reso noto che il giudice ha rifiutato la scarcerazione, quindi Tommy resta in carcere.

Il 10 luglio è stato trasferito dal carcere di Cremona agli arresti domiciliari e, infine, il 26 settembre è stato rilasciato dagli arresti domiciliari.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet: csakavarna.org.


Operazione “Prometeo”

Natascia Savio
C. C. di Piacenza
strada delle Novate 65
29122 Piacenza

Giuseppe Bruna
C. C. di Pavia
via Vigentina 85
27100 Pavia

Robert è stato scarcerato il 02/12/2019.

Il 21 maggio 2019 sono stati arrestati tre anarchici nel contesto di una operazione repressiva chiamata “Prometeo” ed eseguita dai carabinieri del ROS. Sono state eseguite anche alcune perquisizioni. L’accusa principale è di “attentato con finalità di terrorismo o di eversione”, poiché ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba arrivati nel giugno 2017 ai p. m. Rinaudo (pubblico ministero in parecchi processi contro il movimento antagonista e gli anarchici) e Sparagna (pubblico ministero nel processo per l’operazione “Scripta manent”) e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP (“Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”) di Roma. Non sono accusati di alcun reato “associativo” (come gli art. 270 o 270bis, c. p.). Una compagna è stata arrestata in Francia ed è stata trasferita in Italia, nel carcere di Rebibbia a Roma. Tra luglio e agosto 2019, a più riprese, con la chiara intenzione di fiaccarne le condizioni e aggravarne l’isolamento, sono stati trasferiti nelle carceri di Alessandria, L’Aquila, Terni, Sassari, Rossano Calabro, Piacenza e Pavia.

Nel mese di giugno Natascia ha partecipato allo sciopero della fame contro le restrizioni e le condizioni della sezione AS2 femminile del carcere de L’Aquila, destinata a rinchiudere le anarchiche. Robert è stato scarcerato il 02/12/2019.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri a seguito dell’operazione “Prometeo” facendo riferimento ai seguenti dati:

– Postepay evolution
Intestata a Vanessa Ferrara.
N° 5333 1710 9103 5440
Iban: IT89U3608105138251086351095

– Postepay evolution
Intestata a Ilaria Benedetta Pasini.
N° 5333 1710 8931 9699
Iban: IT43K3608105138213368613377


Anarchici arrestati in provincia di Brescia il 22 maggio 2019

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Terni
strada delle Campore 32
05100 Terni

Manuel è agli arresti domiciliari dal 05/03/2020.

Il 22 maggio 2019 è stato arrestato il compagno anarchico Juan, latitante e ricercato da circa due anni per alcune condanne definitive. Sono state perquisite due abitazioni in provincia di Brescia e due abitazioni di genitori di un compagno e una compagna nell’hinterland bresciano. E’ stato arrestato anche un altro compagno (Manu), inizialmente fermato ed il cui arresto è stato poi convalidato (anch’esso è stato portato nel carcere di Brescia), accusato di “favoreggiamento personale” (art. 378 c. p.), con l’aggravante di “favoreggiamento alla sottrazione dell’esecuzione della pena” (in riferimento alla latitanza di Juan). Nei giorni seguenti sono avvenute altre perquisizioni presso le stesse abitazioni già perquisite. Inoltre Juan è accusato di un attacco esplosivo contro una sede della Lega Nord (agosto 2018, Treviso), con le accuse di “strage” e “attentato con finalità di terrorismo”. Per queste accuse avrebbe ricevuto una notifica di custodia cautelare in carcere. Ad inizio giugno sono stati trasferiti nelle carceri di Terni e Monza (Juan si trova in una sezione AS2). Dal 5 marzo 2020 Manuel si trova agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni.


Arresti del 20 settembre 2019

Amma, Uzzo e Patrick sono stati trasferiti agli arresti domiciliari il 12/11/2019.

Il 20 settembre 2019, nel contesto di una operazione repressiva volta a “notificare” le indagini poliziesche inerenti il corteo del 9 febbraio contro lo sgombero dell’Asilo Occupato (a Torino) e l’operazione repressiva “Scintilla”, sono state arrestate tre persone (Amma, Uzzo e Patrick) e notificati 11 divienti di dimora da Torino e provincia. Gli arresti sono avvenuti a Torino e a Milano (in quest’ultima città una persona è stata arrestata in una occupazione, Casa Brancaleone, che durante tutta la mattinata è stata minacciata di sgombero). Sono state effettuate alcune perquisizioni e altre persone risultano indagate. I fatti di cui sono accusati si sono svolti durante il corteo del 9 febbraio a Torino contro l’operazione “Scintilla” e lo sgombero dell’Asilo e nelle carte poliziesche vengono riferiti come “resistenza a pubblico ufficiale”, “danneggiamento”, “imbrattamento” e “lesioni aggravate”.

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GRECIA

Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Haris Hatzimihelakis, Panagiotis Argyrou (8 aprile 2019), Damiano Bolano (21 maggio 2019), Christos Tsakalos (24 luglio 2019) e Gerasimos Tsakalos (24 luglio 2019) sono stati scarcerati. Anche tutti gli altri membri delle CCF, Olga Economidou, Giorgos Nikolopoulos, Giorgos Polydoros, Michalis Nikolopoulos e Theofilos Mavropoulos, sono stati scarcerati sempre nel 2019.

La maggior parte degli anarchici della CCF prigionieri sono stati indagati e condannati in una serie di processi (principalmente, caso “Halandri” e caso “Volos”) per le accuse legate a circa 250 attacchi incendiari ed esplosivi compiuti in Grecia tra il 2008 e il 2011, più per la spedizione di 14 pacchi-bomba. Sono stati indagati anche per il progetto “Fenice” e per l’operazione “Ardire” (in Italia, giugno 2012). Sono stati tutti condannati a pene tra i 37 e i 68 anni di carcere, cumulati per tutti in 25 anni (che è il tetto massimo di carcerazione previsto in Grecia per i reati per cui sono stati processati e condannati). Gli ultimi ad essere arrestati sono stati Olga Economidou, Giorgos Polydoros e Christos Tsakalos, il 14 marzo 2011.

Theofilos Mavropoulos è stato arrestato il 18 maggio 2011 a Pefki, a seguito di un controllo di polizia in cui furono feriti due poliziotti ed in cui rimase anch’esso ferito, e successivamente condannato per questa vicenda e per altre accuse legate all’attività rivoluzionaria (anche Giannis Michailidis, arrestato per la doppia di rapina di Velvento, è stato condannato per lo scontro armato a Pefki). Alle fine di dicembre 2015 venne trasferito nel carcere di Malandrino come punizione preliminare per un tentativo di fuga effettuato da lui e da altri membri della CCF. A partire da quel periodo si è unito alla CCF.

L’8 luglio 2016 il tribunale della prigione di Korydallos (Atene) ha condannato tutti i dieci membri della CCF a 115 anni di carcere a testa, per le accuse legate alla tentata evasione dal carcere di Korydallos del gennaio 2015. La sentenza ha riguardato anche Aggeliki Spyropoulou, che si è assunta la responsabilità nell’aver organizzato e partecipato al tentativo di evasione (28 anni di carcere), Athena Tsakalou ed Evi Statiri (assolte). Inoltre sono stati condannati Christos Polydoros (6 anni, con pena sospesa), Christos Rodopoulos (75 anni), Christodoulos Xiros, membro della disciolta organizzazione comunista “17 Novembre” (65 anni), Fabio Dusko, anarchico prigioniero a Korydallos (8 anni). Altri due accusati sono stati condannati a 27 e 28 anni di carcere a testa. Altri quattro accusati sono stati assolti dall’accusa di “appartenenza” alla CCF ma hanno ricevuto una condanna a 6 anni, con pena sospesa. Infine, altre quattro persone sono state assolte da tutte le accuse.

Tra il 2018 e il 2019 tutti i membri delle CCF sono stati scarcerati. In base ad una legge presente nell’ordinamento giudiziario greco, in certi casi è possibile la scarcerazione dopo aver scontato almeno 1/3 della condanna.

Per maggiori informazioni consultare i siti internet (archivio, principalmente in inglese): conspiracycellsoffire.blogspot.com e conspiracycellsoffire.noblogs.org


Tentativo di evasione dal carcere di Korydallos nel 2015

Aggeliki Spyropoulou è un’anarchica arrestata, indagata e condannata con l’accusa di aver organizzato, dall’esterno del carcere, il tentativo di evasione della CCF nel gennaio del 2015. Ha rivendicato la propria responsabilità e partecipazione nel tentativo di evasione, per cui è stata condannata a 28 anni di carcere. Nel 2019 è stata scarcerata.


Arresti per le rapine di Velvento/Kozani e per alcuni procedimenti penali connessi alle CCF (“Nea Philadelphia”)

Argyris Dalios e Dimitris Politis
Dikastiki Fylaki Korydallou – Andrikes Fylakes D. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Giannis Michailidis (Γιαννης Μηχαιλιδης)
Malandrinou prison (Κ.Κ. Μαλανδρίνου)
T. K. 33053, Malandrino, Fokidas, Greece

Andreas-Dimitris Bourzoukos, Foivos Harisis, Grigoris Sarafoudis e Nikos Romanos sono stati scarcerati (rispettivamente, luglio 2017, estate 2017, gennaio 2018 e 11 luglio 2019). Giannis Michailidis è evaso dal carcere rurale di Tyrintha (inizio giugno 2019) ed è stato nuovamente arrestato il 29 gennaio 2020.


Anarchici accusati e processati per la presunta partecipazione alle CCF (casi “Halandri” e “Nea Smyrni”)

Giorgos Karagiannidis e Alexandros Mitrousias sono stati scarcerati (rispettivamente, settembre 2017 e aprile 2017).


Prigionieri di Lotta Rivoluzionaria e anarchici accusati e processati per la presunta partecipazione all’organizzazione

Nikos Maziotis
Dikastiki Filaki Domokou
T. K. 35010, Domokos, Fthiotidas, Greece

Panagiota Roupa (detta “Pola”) (Πόλα Ρούπα)
Dikastiki Fylaki Eleonas – Gynaikeies Fylakes
T. K. 32200, Thebes, Greece

Kostantina Athanasopoulou (Κωσταντινα Αθανασοπουλου)
Eleonas Women’s Prison
T. K. 32200, Thebes, Greece

Giorgos Petrakakos
Dikastiki Fylaki KoridallouEidiki Pteriga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Kostas Gournas è stato scarcerato nel 2019. Antonis Stamboulos è stato scarcerato a giugno 2018. Vaggelis Stathopoulos e Christophoros Kortesis sono stati scarcerati nel corso del 2018 (attualmente si trovano in carcere con altre accuse). Pola Roupa, Nikos Maziotis, Kostas Gournas e Kostantina Athanasopoulou hanno dichiarato e rivendicato la propria partecipazione al’organizzazione. Tutti gli altri imputati hanno respinto e respingono ogni accusa.

Lotta Rivoluzionaria è una organizzazione anarchica rivoluzionaria che – a partire dalla notte del 5 dicembre 2003, con un doppio attacco esplosivo contro il tribunale di 1° grado ad Atene – ha compiuto innumerevoli azioni contro lo Stato e il capitale in Grecia. Le azioni e le analisi del gruppo si sono dirette contro strutture, apparati ed esponenti istituzionali e repressivi dello Stato greco (ovvero tribunale di 1° grado, commissariati e stazioni di polizia, polizia antisommossa, carcere di Korydallos, ministeri del lavoro e dell’economia, ex-ministro dell’ordine pubblico G. Voulgarakis), strutture del capitale a livello internazionale, esponenti del potere economico greco ed internazionale, compagnie multinazionali e strutture di altri Stati (ovvero ministero dell’economia, Citibank, Royal Dutch Shell, Eurobank, Borsa di Atene, Banca nazionale di Grecia, ambasciata degli Stati Uniti d’America).

Il 10 marzo 2010 Lambros Fountas, anarchico e membro dell’organizzazione, venne ucciso da dei poliziotti mentre si stava impossessando di un veicolo a Dafni (Atene).

Il 9 aprile dello stesso anno una operazione repressiva portò all’arresto di sei anarchici, tra cui Pola Roupa, Nikos Maziotis e Kostas Gournas, che assunsero responsabilità per l’attività del gruppo (quest’ultimo compagno è stato scarcerato nel 2019), mentre un settimo non fu arrestato perché irreperibile. A seguito della scarcerazione in “libertà vigilata” (avvenuta l’11 ottobre 2011 per la scadenza del periodo di custodia cautelare in carcere), P. Roupa e N. Maziotis si resero irreperibili il 15 giugno 2012.

Il procedimento di primo grado del primo processo contro Lotta Rivoluzionaria si è concluso il 3 aprile 2013 con le condanne di P. Roupa, N. Maziotis e K. Gournas a circa 50 anni di carcere per ognuno, divenuti 25 in base ad un tetto legale di massima carcerazione previsto dall’ordinamento giuridico dello Stato greco, la condanna di altri due anarchici a pene tra i 7 e i 7 anni e 6 mesi e l’assoluzione di altre tre persone.

Il 10 aprile 2014, con un’azione diretta a colpire lo Stato, il capitale e l’apparato economico greco, Lotta Rivoluzionaria fa detonare un’automobile caricata di 76 kg di esplosivo davanti alla sede della Banca nazionale di Grecia ad Atene. A seguito dell’azione l’edificio è gravemente danneggiato e, come riportato da un pubblico ministero durante un processo, in caso di crollo (un eventualità solo sfiorata) il danno per lo Stato greco sarebbe stato enorme.

Il 16 luglio 2014 è stato arrestato Nikos Maziotis a seguito di una sparatoria con la polizia accaduta nel quartiere di Monastiraki, ad Atene. E’ rimasto ferito ad un braccio e ha rischiato di essere ucciso sul posto dalle forze repressive.

Il 21 febbraio 2016 Pola Roupa, dirottando un elicottero, ha tentato di far evadere Nikos Maziotis dal carcere di Korydallos; una operazione che avrebbe potuto comportare la liberazione anche di altri prigionieri e che purtroppo non è riuscita.

Il 5 gennaio 2017 sono state arrestate Pola Roupa e Kostantina Athanasopoulou, che immediatamente (assieme a N. Maziotis) hanno cominciato uno sciopero della fame esigendo il rilascio del figlio di Nikos e Pola da parte delle forze repressive (il bambino è stato rilasciato alcuni giorni dopo). Kostantina Athanasopoulou a seguito dell’arresto ha dichiarato di essere anarchica e membro dell’organizzazione; succesivamente è stata scarcerata ed è attualmente irreperibile e latitante.

Il 10 maggio 2019 N. Maziotis e P. Roupa sono stati condannati all’ergastolo nella sentenza del secondo processo contro Lotta Rivoluzionaria, per le accuse inerenti principalmente l’azione contro la Banca di Grecia (aprile 2014), tre rapine in banca, la sparatoria con la polizia in concomitanza con l’ultimo arresto di N. Maziotis e il possesso di armi ed esplosivi. Anche altri compagni sono stati condannati.

Sempre nel 2019 si è concluso il procedimento di primo grado nel quinto processo contro Lotta Rivoluzionaria: K. Athanasopoulou è stata condannata a 35 anni e 6 mesi, P. Roupa a ulteriori 65 anni (principalmente per la tentata evasione dal carcere di Korydallos e alcune rapine in banca), N. Maziotis a ulteriori 24 anni e un altro compagno a 34 anni e 6 mesi. Fino ad oggi, circa sei processi principali (in corso o conclusi) sono stati aperti dallo Stato greco per le azioni di Lotta Rivoluzionaria.

Per maggiori informazioni consultare i siti internet (archivio, principalmente in inglese): revolutionarystrugglecase.blogspot.com, revolutionarystrugglecase.noblogs.org e lambrosfountasisoneofus.blogspot.com.


Anarchici arrestati a Salonicco il 12 giugno 2019

Kostas Sakkas
Dikastiki Fylaki Koridallou – A Pteriga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Giannis Dimitrakis
Sofronistiko Katastima Domokou
T.K. 35010, Domokos, Fthiotida, Greece

Giovedì 12 giugno 2019 tre anarchici sono stati arrestati a Salonicco, mentre stavano espropriando un portavalori che stava per ricaricare un bancomat all’ospedale universitario AHEPA. Sono stati catturai dall’unità antiterrorismo mentre stavano entrando in macchina per abbandonare il luogo. I due anarchici sono Giannis Dimitrakis e Kostas Sakkas, che hanno già pagato il prezzo delle loro scelte per essersi opposti alle autorità di questo mondo, sono stati presi di mira e hanno scontato la pena in carcere. La terza compagna, Dimitra Syrianou, è anch’essa accusata di aver partecipato all’espropriazione. Le loro case sono state perquisite e molti oggetti personali sequestrati. La mattina del 13 giugno sono stati portati davanti al p.m.


Christoforos Kortesis

Christoforos Kortesis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Arrestato a luglio 2019 dopo aver sottratto delle merci da un negozio della catena Leroy Merlin, ad Atene. A partire da questo fatto, utilizzato come minimo pretesto, le autorità, assieme a Leroy Merlin e a Ovit (un’agenzia di sicurezza privata), hanno creato un indagine contro Christoforos e altri anarchici.


Operazione repressiva del 9 novembre 2019

Il 9 novembre 2019 un’operazione anti-terrorismo ha portato all’arresto di due anarchici, accusati di rapina e coinvolgimento in una organizzazione terroristica. Allo stesso tempo, le autorità sono alla ricerca di un altro anarchico, cui sono rivolte le stesse accuse, ed è stata arrestata anche un’altra anarchica per delle accuse minori.


Anarchici arrestati ad Atene il 29 gennaio 2020

Kostantina Athanasopoulou (Κωσταντινα Αθανασοπουλου)
Eleonas Women’s Prison
T. K. 32200, Thebes, Greece

Giannis Michailidis (Γιαννης Μηχαιλιδης)
Malandrinou prison (Κ.Κ. Μαλανδρίνου)
T. K. 33053, Malandrino, Fokidas, Greece

Dimitra Valavani (Δήμητρα Βαλαβάνη)
Dikastiki Fylaki Korydallou
Gynaikeies Fylakes, (women prison)
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Kostantina, Giannis e Dimitra sono stati arrestati ad Atene il 29 gennaio 2020 durante una operazione repressiva volta all’arresto dei primi due, Kostantina e Giannis, che da tempo erano latitanti e ricercati. Sono stati arrestati a bordo di una automobile rubata e in possesso di armi. A partire dal loro arresto sono state imbastite le solite accuse “antiterrorismo”.


Marios Seisidis

Marios Seisidis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece


Fotis Tziotis

Fotis Tziotzis
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 41110, Larissa, Greece


Panagiotis Aspiotis

Panagiotis Aspiotis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece


Spyros Christodoulou

Spyros Christodoulou
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 4111O, Larissa, Greece


Christos Rodopoulos

Christos Rodopoulos
Sofronistiko Katastima Domokou
T. K. 35010, Domokos, Fthiotida, Greece


Kostantinos Yagtzoglou

Kostantinos Yagtzoglou
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Dinos è stato arrestato nell’ottobre del 2017 in un’imboscata antiterroristica avvenuta mentre stava lasciando un appartamento nel centro di Atene, che aveva affittato con un documento d’identità falso per aiutare un compagno perseguitato. Fu arrestato con un ordine emesso dall’investigatore speciale Eutychis Nikopoulos per l’indagine sui pacchi-bomba inviati tramite posta che furono inviati (e successivamente in parte intercettati) a funzionari dell’élite economica e politica europea, nella primavera di quell’anno. Da allora è stato incarcerato ed accusato di aver partecipato a una “organizzazione terroristica”, nonché della costruzione e della spedizione di dispositivi esplosivi a funzionari di istituzioni finanziarie e agenzie di rating in tutta Europa, nonché di un tentativo di omicidio per il pacchetto che ha ferito Loukas Papadimos, ex primo ministro della Grecia. Il compagno ha dichiarato, fin dal primo momento del suo arresto e in una lettera aperta al movimento anarchico, che affittare l’appartamento era una scelta cosciente nel contesto della solidarietà rivoluzionaria, ma non accetta nessuna delle altre accuse.

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SPAGNA

Rodrigo Lanza

Rodrigo Lanza
Apartado de correos 33044, Ronda universitat 23.
08007 Barcelona, España [Spain].


Arresti per la rapina di Aachen

Lisa Dorfer
C. P. Brians I, Carretera de Martorell a Capellades, Km 23.
08635 Sant Esteve Sesrovires, España [Spain].

Per maggiorni informazioni consultare il sito internet: solidaritatrebel.noblogs.org.

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PORTOGALLO

Gabriel Pombo Da Silva

Gabriel Pombo Da Silva
EPPJ Porto
Rua Assis Vaz 109
4200 – 096 Porto
Portugal

Il 25 gennaio 2020, in Portogallo, è stato arrestato Gabriel Pombo Da Silva, che si trovava latitante da circa un anno e mezzo. Gabriel è un anarchico che è stato a lungo recluso nelle carceri spagnole e tedesche. Nel 2016 è stato scarcerato. Quest’ultima carcerazione è causata dal fatto che le autorità spagnole ritengono che debba trascorrere ancora oltre 10 anni in carcere. E’ in attesa di estradizione in Spagna.

E’ stato aperto un conto corrente in modo da ricevere i contributi solidali nella forma più rapida, diretta e organizzata possibile.

Intestataria: Elisa Di Bernardo
Banca: Bankinter
Iban: ES06-0128-0180-3601-0009-8696
Codice Bic/Swift: BKBKESMMXXX

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FRANCIA

Claudio Lavazza

Claudio Lavazza
n. ecrou 445097
D5-2G-₵44, MAH de Fleury-Mérogis
7, Avenue des peupliers
91700 Fleury-Mérogis – France

Nel 1996 tre anarchici italiani ed un refrattario furono arrestati durante una rapina in banca a Malaga. Durante la sparatoria successiva alla rapina vennero ferite a morte due guardie. Per questi fatti Claudio venne condannato a 49 anni di carcere, Giorgio e Giovanni a 48 anni, Michele a 3 anni.

Inoltre, la corte di appello di Malaga ha condannato nel 1999 tre anarchici italiani – Giovanni Barcia, Michele Pontolillo e Claudio Lavazza – a 11 anni per un assalto al consolato italiano a Malaga del dicembre 1996, in quell’occasione il vice–console italiano fu trattenuto da tre persone mascherate, che inviarono un messaggio in solidarietà agli anarchici arrestati per il procedimento Marini, in Italia, per poi allontanarsi con passaporti e denaro. Claudio ha altre condanne in Francia ed Italia dovute agli anni di militanza e latitanza in vari paesi; mentre Giovanni ha una condanna definitiva in Italia avuta al termine del processo riguardo il sequestro Silocchi.

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GERMANIA

Thomas Meyer Falk

Thomas Meyer Falk
c/o JVA (SV ABT), Herman-Herder str. 8
D 79104, Freiburg – Germany

In carcere dal 1996 per una serie di rapine, con una condanna a 11 anni e 6 mesi. Nel 2007 è stato finalmente tolto dal regime di isolamento, gli sono state comunque ripetutamente rifiutate le richieste di scarcerazione per cui, benché dovesse uscire nel 2013, rimane in carcerazione preventiva perché ritenuto “socialmente pericoloso”, in base ai reati commessi e all’atteggiamento mantenuto in carcere.

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BULGARIA

Jock Palfreeman

Jock Palfreeman
Sofia Central Prison
21 General Stoletov Boulevard
Sofia 1309
Bulgaria

Jock è un antifascista australiano, arrestato quando aveva 23 anni per aver reagito all’aggressione a due ragazzi Rom da parte di un gruppo di 16 neonazisti, accoltellando a morte uno dei nazisti e ferendone un altro. Jock è stato condannato a 20 anni di carcere (cauzione fissata in 375.000 dollari australiani).

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SLOVACCHIA

Ladislav Kuc

Ladislav Kuc
Florianska 18
PS-C12
04142 Kosice
Slovakia

E’ un attivista per la liberazione animale condannato nel 2014 a 25 anni con le accuse di “possesso illegale di armi, confezionamento di esplosivi e terrorismo” in seguito a un’esplosione avvenuta in un McDonald’s nel 2011. E’ anche accusato di altri attacchi esplosivi contro torrette di caccia, lettere-bomba contro un veterinario e contro la compagnia Tesco Stores, oltre a lettere di minaccia all’Università di Medicina Veterinaria, Farmacologia e al quotidiano Sme. Nel maggio del 2016 l’accusa di terrorismo è caduta, quindi Ladislav è in attesa di una nuova sentenza.

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RUSSIA

Ilya Romanov

Ilya Eduardovich Romanov
1967 g.r., ul. Rabochaya 147, SIZO-1
Saransk, Mordoviya Respublika, 430003 Russia

L’anarchico Ilya Romanov è stato arrestato nelle prime ore del 26 ottobre 2013 nella città di Nizhny Novgorod a seguito della prematura esplosione di un dispositivo artigianale, che ha avuto come conseguenza l’amputazione del suo polso sinistro. E’ stato condannato a 10 anni di prigione. Il processo, che è cominciato il 16 giugno 2015 presso il tribunale locale di Nizhny Novgorod, è stato condotto dai giudici del “Consiglio Giuridico Militare” mandati da Mosca, perché il presunto obiettivo dell’attacco del compagno era un ufficio militare. Il 6 agosto, dopo circa 20 udienze, la decisione è stata presa: condanna a 10 anni di lavori forzati e 110.000 rubli (circa 1.600 euro) di multa. Ilya non può ricevere lettere o materiale cartaceo in generale che non sia scritto nella sua lingua.


Alexandr Kolchenko

Alexandr Alexandrovich Kolchenko
56612, Chelyabinsk Oblast, Kopeysk, Kemerovskaja street, 20, ИК-6, unit 4, Russia

Aleksandr/Oleksandr Kolchenko è stato arrestato in Crimea a maggio del 2014 con l’accusa di partecipazione ad un “gruppo terrorista” che aveva pianificato esplosioni vicino al memoriale del fuoco eterno ed al monumento di Lenin a Simferopol, oltre che di aver sabotato le linee ferroviarie e le linee elettriche. Kolchenko è sospettato anche di aver effettuato due attacchi incendiari contro la sede del partito Russian Unity e della comunità russa di Crimea e contro la sede del partito United Russia a Simferopol. Può ricevere solo materiale in lingua russa.

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CILE

Natalia Collado (detta “Tato”) e Javier Pino

Arrestati il 7 aprile 2015 con l’accusa di aver incendiato un autobus urbano a Santiago del Cile. I due compagni sono stati arrestati nei pressi dell’accaduto e la prova portata dall’accusa sarebbero alcune tracce di idrocarburi sui vestiti. A fine maggio del 2016 vengono condannati a 3 anni di carcere. Da una lettera di Juan e Nataly del novembre 2017 risulta che Javier Pino dovrebbe essere stato liberato, ma non ci sono altre notizie che lo confermino. Tato invece è stata scarcerata nell’aprile 2018.


Tamara Sol Farias Vergara

Sol è stata arrestata il 21 gennaio 2014 per aver sparato ad una guardia di sicurezza del Banco Estado, vendicando il compagno anarchico Sebastián Overluij, ucciso da una guardia nel dicembre precedente durante un esproprio. Il 4 febbraio 2015 è stata condannata in primo grado a 7 anni per tentato omicidio, confermando integralmente le tesi e la richiesta di anni formulate dall’accusa.

Il 16 ottobre 2019 Tamara Sol è stata scarcerata in “libertà condizionale”.


Juan Flores Riquelme

Juan Flores Riquelme
C. D. P. Santiago Sur (ex Penitenciaria)
av. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

In isolamento e sottoposto alla legislazione antiterrorismo. Juan è un compagno anarchico arrestato il 18 settembre 2014 con Nataly e Guillermo Duràn (quest’ultimo subito rilasciato agli arresti domiciliari notturni), accusati dell’attentato al metrò los Dominicos ed al centro commerciale della Escuela Militar, entrambi rivendicati da CCF/Chile. Juan è anche accusato di due attacchi a commissariati nell’agosto 2014, azioni rivendicate dal gruppo “Cospirazione internazionale per la Vendetta”.

Il 20 dicembre 2017 è finito il processo del “Caso Bombas 2”, Enrique e Nataly sono stati assolti da tutte le accuse e quindi liberati, Juan è stato dichiarato colpevole per l’attentato al metro Los Dominicos e per quello al centro commerciale SubCentro ed è il primo compagno condannato con la legge antiterrorismo. Il 15 marzo 2018 è stato condannato a 23 anni di detenzione.


Freddy, Marcelo e Juan

Marcelo Villarroel
Unidad Especial de Alta Seguridad – Càrcel de Alta seguridad – Modulo H Norte (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni novanta, attualmente si definisce libertario anticapitalista. Marcelo è accusato della partecipazione ad una rapina al Banco Santander (Valparaiso, settembre 2007) e al Banco Security nell’ottobre 2007, dove nello scontro armato durante la fuga viene ucciso un agente di polizia. Viene arrestato in clandestinità con Freddy Fuentevilla nel 2008, in Argentina, dove sono stati processati per detenzione illegale di armi. Espulsi in Cile nel 2009, dopo un lungo processo il 2 luglio 2014 viene condannato a 14 anni per le due rapine.

Juan Aliste Vega
Unidad Especial de Alta Seguridad – Càrcel del Alta Seguridad – Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni ’90, accusato delle rapine al Banco Security e Valparaiso oltre che di una terza rapina avvenuta nel 2007. Ricercato fino al 2010 quando viene arrestato in Argentina e subito estradato in Cile. Il 2 luglio 2014 Juan viene condannato a 42 anni: 18 per omicidio di un poliziotto, 10 per tentato omicidio, 14 per la rapina al Banco Santander a Valparaiso e al Banco Security, e assolto per la terza rapina.

Freddy Fuentevilla è stato scarcerato il 18 giugno 2018.


Alejandro Astorga Valdès, Jorge Mateluna Rojas e René Sanhueza Molina

Alejandro Astorga Valdès
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del MIR (“Movimiento de Izquierda Revolucionaria”) e poi del MRTA (“Movimiento Revolucionario Túpac Amaru”) in Perù. E’ stato condannato nel 1993 per un attentato all’Istituto Peruviano Nordamericano a Lima. Dopo 12 anni di carcere di massima sicurezza, scarcerato nel 2005 è rientrato in Cile. Arrestato il 17 giugno 2013 per una rapina al Banco Santander di Pudahuel, dopo un inseguimento di polizia. È stato condannato nel 2014.

Jorge Mateluna Rojas
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo J (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Condannato all’ergastolo nel 1994 accusato di diverse azioni risalenti agli anni della sua militanza nel FPMR (“Frente Patriótico Manuel Rodríguez”): rapine, omicidio di un poliziotto, “associazione illegale” e infrazione della Legge di Sicurezza dello Stato. In seguito alla legge di indulto per i prigionieri politici nel 2004 viene liberato. Arrestato il 17 giugno 2013 per la rapina al Banco Santander di Pudahuel, è stato condannato nel 2014.

René Sanhueza Molina
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo H Norte (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Arrestato il 17 giugno 2013 con Alejandro e Jorge per una rapina al Banco Santander nel comune di Pudahuel. E’ accusato di rapina, tentato omicidio di un carabiniere, ricettazione d’auto, detenzione d’arma da fuoco, patente falsa e detenzione di arma da guerra. È stato condannato nel 2014.


Altri prigionieri

Juan Tapia Olivares
Carcel Santiago sur (Ex penitenciaria), Modulo D.
Avda. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

Ex-Lautarista arrestato nel 2010 per un processo risalente al 1993, quando l’attivista dei diritti umani Norma Vergara Caceres venne uccisa da agenti del DIPOLCAR. Condannato nel 2006 a 14 anni.

Delfín Díaz Quezada
Carcel Santiago sur (Ex penitenciaria), Modulo D.
Avda. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

Ex-Lautarista, ha già conosciuto la prigione per reati politici. E’ stato processato nel 2006 dal Tribunale militare ed è stato riarrestato nel 2013.

Alberto Olivares Fuenzalida (detto “El nico”)
Colina I, Ex-penitenciaria, Cárcel Santiago Sur., Modulo A.
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del FPMR e prigioniero politico negli anni ’90. Ad oggi sta scontando una condanna definitiva per diversi espropri. In carcere continua a partecipare a scioperi della fame e mobilitazioni. Scrive e fa parte del collettivo “22 de Enero”.

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STATI UNITI D’AMERICA

Theodore Kaczynski

Theodore Kaczynski
# 04475-046, Usp Florence Admax, U.S.
Penitentiary P.O. Box 8500, Florence, CO 81226, USA


Michael Kimble

Michael Kimble
#138017, 3700 Holman Unit
Atmore, AL 36503, USA

Michael è un anarchico, gay e nero, che sta scontando l’ergastolo per aver ucciso un bigotto razzista e omofobo.

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